Grammatica spagnolo
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A1 (40)
I pronomi soggetto sono il primo mattone fondamentale per imparare lo spagnolo. Indicano chi compie l'azione nella frase, proprio come "io", "tu", "lui" e "lei" in italiano. In spagnolo questi pronomi sono yo, tú, él/ella/usted, nosotros/nosotras, vosotros/vosotras e ellos/ellas/ustedes.
In spagnolo, come in italiano, ogni sostantivo ha un genere grammaticale: maschile o femminile. Non esiste il genere neutro per i sostantivi. Il genere influenza gli articoli, gli aggettivi e i pronomi che accompagnano il sostantivo, quindi è fondamentale impararlo fin dall'inizio.
Formare il plurale in spagnolo è relativamente semplice e segue regole simili a quelle dell'italiano. La regola base prevede l'aggiunta di -s ai sostantivi che terminano in vocale e di -es a quelli che terminano in consonante. Questo concetto è fondamentale a livello A1, poiché il plurale è necessario in quasi ogni frase.
Gli articoli determinativi in spagnolo funzionano in modo molto simile a quelli italiani. Si usano davanti ai sostantivi per indicare qualcosa di specifico o già noto. Le quattro forme sono: el (maschile singolare), la (femminile singolare), los (maschile plurale) e las (femminile plurale).
Gli articoli indeterminativi in spagnolo corrispondono all'italiano "un, una" al singolare e "alcuni, alcune" al plurale. Le forme sono: un (maschile singolare), una (femminile singolare), unos (maschile plurale) e unas (femminile plurale). Si usano per parlare di qualcosa di non specifico o menzionato per la prima volta.
Ser è uno dei due verbi che traducono "essere" in spagnolo (l'altro è estar). Si usa per identità, origine, professione, caratteristiche permanenti, materiali, possesso, ora e date. È completamente irregolare e tra i verbi più usati della lingua.
Estar è il secondo verbo che traduce "essere" in spagnolo. Mentre ser esprime caratteristiche permanenti, estar si usa per posizione, stati temporanei, sentimenti e il progressivo. È irregolare nella prima persona (estoy) e nelle forme accentate.
La distinzione tra ser e estar è una delle sfide più caratteristiche dello spagnolo. Entrambi traducono "essere", ma non sono intercambiabili. In linea generale, ser si usa per ciò che è permanente o intrinseco, estar per ciò che è temporaneo, variabile o legato a una posizione.
Tener corrisponde all'italiano "avere" ed è usato per possesso, età e numerose espressioni idiomatiche dove l'italiano usa lo stesso verbo: tener hambre (avere fame), tener frío (avere freddo), tener años (avere anni). La costruzione tener que + infinito esprime obbligo ("dovere").
I verbi in -ar costituiscono la classe verbale più numerosa dello spagnolo, proprio come i verbi in "-are" in italiano. La maggior parte dei nuovi verbi segue questa coniugazione. Verbi comuni includono hablar (parlare), trabajar (lavorare), estudiar (studiare), comprar (comprare).
I verbi in -er formano la seconda classe verbale, meno numerosa ma con verbi comuni come comer (mangiare), beber (bere), leer (leggere) e correr (correre). Le desinenze sono diverse da quelle in -ar ma il principio è identico.
I verbi in -ir sono la terza classe verbale, la meno numerosa ma con verbi frequenti come vivir (vivere), escribir (scrivere), abrir (aprire). Le coniugazioni -er e -ir sono quasi identiche al presente: l'unica differenza è in nosotros e vosotros.
Ir è completamente irregolare e corrisponde ad "andare". Le forme (voy, vas, va, vamos, vais, van) non hanno somiglianza con l'infinito. Oltre al movimento, ir forma il futuro prossimo (ir a + infinito), fondamentale per i principianti.
Hacer corrisponde a "fare". È irregolare alla prima persona (hago) e si usa per azioni, attività e tempo atmosferico (hace calor). Per gli italofoni, l'uso è molto simile a quello di "fare" in italiano.
Poder corrisponde a "potere" e si usa per capacità, permesso e possibilità. Ha cambio vocalico o→ue in tutte le forme tranne nosotros/vosotros. È seguito direttamente dall'infinito: Puedo hablar español.
Querer corrisponde a "volere" e si usa per desiderio, volontà e amore (Te quiero = Ti voglio bene). Ha cambio vocalico e→ie. Può essere seguito da infinito o sostantivo.
I verbi con cambio e→ie cambiano la vocale della radice quando è accentata (tutte le forme tranne nosotros/vosotros). Verbi comuni: pensar (pensare), entender (capire), preferir (preferire), empezar (cominciare), cerrar (chiudere). Il cambio attraversa tutte e tre le classi verbali.
I verbi con cambio o→ue funzionano come i e→ie: cambio nelle forme accentate sulla radice. Verbi comuni: dormir (dormire), volver (tornare), encontrar (trovare), recordar (ricordare), contar (raccontare). Anche poder appartiene a questo gruppo.
I verbi riflessivi funzionano come in italiano: il soggetto compie l'azione su se stesso, accompagnato da un pronome riflessivo. All'infinito il pronome -se è attaccato: llamarse (chiamarsi), levantarse (alzarsi), ducharse (farsi la doccia). Sono essenziali per la routine quotidiana a livello A1.
Hay è la forma impersonale di haber e corrisponde a "c'è" e "ci sono". È invariabile: si usa la stessa forma per singolare e plurale. Questa semplicità è un vantaggio a livello A1. Hay que + infinito esprime obbligo impersonale ("bisogna").
La negazione in spagnolo si forma mettendo no davanti al verbo. Lo spagnolo ammette la doppia negazione, come l'italiano: No tengo nada (Non ho niente). Le parole negative principali sono nada (niente), nadie (nessuno), nunca (mai), tampoco (neanche).
Gli aggettivi concordano in genere e numero con il sostantivo. Esistono aggettivi a quattro forme (-o/-a/-os/-as) e a due forme (-e/-es, consonante). La maggior parte segue il sostantivo, come in italiano.
In spagnolo la posizione dell'aggettivo cambia il significato. La regola generale è che gli aggettivi seguono il sostantivo, ma alcuni comuni possono precederlo con una sfumatura diversa. Bueno e malo hanno forme apocopate (buen, mal) davanti a maschili singolari, e grande diventa gran.
I possessivi brevi si mettono prima del sostantivo. Solo nuestro e vuestro cambiano per genere. Una differenza importante con l'italiano: non si usa l'articolo davanti al possessivo (mi libro, non el mi libro).
Lo spagnolo ha un sistema a tre livelli: este (vicino a chi parla), ese (vicino a chi ascolta), aquel (lontano da entrambi). Concordano in genere e numero con il sostantivo. Esistono anche forme neutre (esto, eso, aquello) per cose non identificate.
Le preposizioni di luogo sono fondamentali per descrivere posizioni e direzioni. En copre "in", "a" e "su" in molti contesti. Molte preposizioni composte richiedono de prima del complemento (cerca de, lejos de, debajo de).
La "a personale" è unica dello spagnolo: si mette a davanti al complemento oggetto diretto quando è una persona specifica o pronomi come alguien/nadie. In italiano non esiste. Dimenticarla è tra gli errori più comuni.
Lo spagnolo ha solo due contrazioni obbligatorie: al (a + el) e del (de + el). Non si fanno contrazioni con la, los, las né quando El è parte di un nome proprio. Per gli italofoni, abituati a molte più contrazioni, il sistema è semplicissimo.
Le domande si formano con parole interrogative accentate: quién (chi), qué (che), dónde (dove), cuándo (quando), cómo (come), por qué (perché). Si possono fare domande anche solo con l'intonazione.
Cuánto/a/os/as (quanto) concorda in genere e numero; cuál/cuáles (quale) ha solo singolare/plurale. Davanti a un sostantivo si usa qué, non cuál: ¿Qué libro quieres?
I numeri 0-100 sono essenziali. Uno diventa un/una con i sostantivi. I numeri 16-29 si scrivono come un'unica parola; dal 31 in poi sono composti con y. Cien da solo; ciento nei composti.
Gli ordinali 1°-10° concordano in genere e numero. Primero e tercero perdono la -o davanti a maschili singolari. Oltre il 10°, nel parlato si preferiscono i cardinali.
L'ora usa ser con articoli femminili: Es la una, Son las dos. I giorni si scrivono in minuscolo. Le date usano numeri cardinali.
Gli avverbi di frequenza indicano quanto spesso (siempre, a veces, nunca); quelli di tempo indicano quando (hoy, mañana, ayer, ahora). Simili all'italiano.
Lo spagnolo ha tre gradi di distanza: aquí (qui), ahí (lì vicino a te), allí (là lontano), paralleli ai dimostrativi este/ese/aquel. Altri avverbi: cerca, lejos, dentro, fuera, arriba, abajo.
Mucho/poco si accordano con i sostantivi (muchos libros) e restano invariabili come avverbi dopo il verbo (como mucho). Muy si usa solo davanti ad aggettivi e avverbi (muy grande). MAI muy mucho — si dice muchísimo.
I pronomi di oggetto diretto (me, te, lo/la, nos, os, los/las) sostituiscono il complemento oggetto. Si mettono prima del verbo coniugato, attaccati a infinito/gerundio/imperativo. Sistema quasi identico all'italiano.
I pronomi indiretti (me, te, le, nos, os, les) indicano "a chi" si compie l'azione. Una peculiarità: lo spagnolo usa la ridondanza pronominale (Le doy el libro a Juan), obbligatoria in molti contesti.
Gustar funziona come "piacere" in italiano: la cosa che piace è il soggetto, la persona è espressa con il pronome indiretto. Me gusta = mi piace, me gustan = mi piacciono. Struttura identica all'italiano.
Le congiunzioni coordinanti: y/e (e), o/u (o), pero (ma), sino (bensì), porque (perché). Y diventa e davanti a i-/hi-; o diventa u davanti a o-/ho-. Sino si usa dopo negazione per correggere.
A2 (13)
Il pretérito indefinido si usa per azioni concluse in un momento specifico del passato. Corrisponde funzionalmente al passato prossimo italiano nel parlato e al passato remoto nella forma. È essenziale nella conversazione quotidiana.
Molti verbi comuni hanno forme completamente irregolari al pretérito. Hanno radici speciali e desinenze proprie. La buona notizia: condividono lo stesso set di desinenze.
Il passato prossimo si forma con haber + participio e corrisponde esattamente al passato prossimo italiano. Differenza chiave: si usa SEMPRE haber, mai ser, anche con verbi di movimento. Il participio non concorda mai.
Diversi verbi molto comuni hanno participi irregolari. Molti corrispondono a irregolarità italiane: hecho (fatto), dicho (detto), escrito (scritto), visto (visto). I composti seguono lo stesso pattern: descubrir → descubierto.
L'imperfetto (pretérito imperfecto) descrive azioni abituali, descrizioni e stati nel passato. Corrisponde all'imperfetto italiano e si usa quasi allo stesso modo. Ha solo tre verbi irregolari: ser (era), ir (iba), ver (veía).
Il futuro prossimo si forma con ir + a + infinito ed è il modo più comune per esprimere il futuro nella conversazione quotidiana. Corrisponde a "sto per" o "andare a + infinito" ma è molto più frequente in spagnolo.
Il presente progressivo si forma con estar + gerundio (-ando/-iendo) per azioni in corso. Corrisponde a "stare + gerundio" in italiano. Il gerundio è invariabile.
La distinzione tra por e para è una sfida classica. In generale: para indica scopo, destinazione, scadenze; por indica causa, scambio, durata, passaggio. Regola mnemonnica: para guarda avanti, por guarda indietro.
Il sistema comparativo è simile all'italiano: más...que (più...di), menos...que (meno...di), tan...como (tanto...quanto). Forme irregolari: mejor (migliore), peor (peggiore), mayor (maggiore), menor (minore).
L'imperativo affermativo ha forme specifiche per ogni persona. La forma tú coincide di solito con la 3ª persona presente. Le forme usted/ustedes/nosotros derivano dal congiuntivo. I pronomi si attaccano alla fine.
Que è il pronome relativo più usato e corrisponde a "che": El libro que leo. Quien/quienes si usa solo per persone, specialmente dopo preposizioni. Que è invariabile e non può essere omesso come in inglese.
Quando ci sono sia un pronome indiretto che diretto, l'ordine è indiretto + diretto: me lo, te la, nos los. Regola chiave: le/les diventano se davanti a lo/la/los/las. Posizione identica ai pronomi singoli.
I riflessivi al passato funzionano come al presente: il pronome resta nella stessa posizione (prima del verbo coniugato). Il participio NON concorda (a differenza dell'italiano). Si applicano al pretérito indefinido e al perfecto.
B1 (15)
Il futuro semplice si forma aggiungendo le desinenze all'infinito intero. Le desinenze sono uguali per tutte le classi: -é, -ás, -á, -emos, -éis, -án. Diversi verbi hanno radici irregolari. Si usa anche per esprimere probabilità nel presente.
Il condizionale si forma come il futuro (infinito + desinenze) ma con le desinenze dell'imperfetto di haber: -ía, -ías, -ía, -íamos, -íais, -ían. Stesse radici irregolari del futuro. Si usa per cortesia, ipotesi e nel discorso indiretto.
La distinzione tra indefinido e imperfecto è una delle sfide più importanti a livello B1. L'indefinido descrive azioni concluse in momenti specifici; l'imperfetto descrive sfondo, abitudini e azioni in corso. Spesso si usano insieme nelle narrazioni.
Il congiuntivo presente si usa per desideri, dubbi, emozioni e richieste dopo que. Si forma dalla radice di yo al presente indicativo, invertendo le vocali: -AR → -e, -ER/-IR → -a. Irregolari: ser, estar, ir, haber, saber, dar.
Le espressioni che richiedono il congiuntivo includono: desiderio (querer que, esperar que), emozione (me alegro de que, es triste que), dubbio (dudar que, no creer que), necessità (es necesario que), scopo (para que), tempo futuro (cuando + futuro).
Il pluscuamperfecto si forma con l'imperfetto di haber + participio: había hablado. Esprime un'azione anteriore a un'altra nel passato. Corrisponde esattamente al trapassato prossimo italiano.
Il superlativo relativo usa el/la/los/las más/menos + aggettivo (+ de). Irregolari: el mejor, el peor, el mayor, el menor. Il superlativo assoluto si forma con -ísimo/a/os/as.
Pronomi relativi avanzati: donde (dove), el/la/los/las cual/cuales (formale, dopo preposizioni), lo que/lo cual (per idee/frasi intere). Lo que è molto usato nel parlato.
La voce passiva si forma con ser + participio (concorda con il soggetto). L'agente è introdotto da por. In spagnolo si preferisce la passiva con se o la voce attiva.
L'imperativo negativo usa il congiuntivo per tutte le persone. I pronomi vanno PRIMA del verbo (al contrario dell'affermativo). Struttura: No + congiuntivo.
Il discorso indiretto usa que per le affermazioni e si per le domande sì/no. Quando il verbo principale è al passato, avviene il "backshift" dei tempi: presente → imperfetto, futuro → condizionale, perfecto → pluscuamperfecto.
Le costruzioni impersonali esprimono obblighi e possibilità senza soggetto specifico: hay que + infinito (bisogna), se puede (si può), es necesario/importante/posible + infinito/que + congiuntivo.
Le frasi condizionali con si: Tipo 1 (reale): si + presente → futuro/imperativo. Tipo 2 (irreale presente): si + congiuntivo imperfetto → condizionale. Tipo 3 (irreale passato): si + congiuntivo trapassato → condizionale composto.
Distinzioni avanzate: aggettivi che cambiano significato (listo, malo, bueno, aburrido, vivo, muerto, rico), passiva con ser (azione) vs risultato con estar, personalità (ser) vs umore (estar).
Usi estesi del gerundio: seguir/continuar + gerundio (continuare a), llevar + tempo + gerundio (fare da tempo), ir + gerundio (gradualmente), venir + gerundio (progressivamente). Il gerundio NON si usa mai come sostantivo (usare l'infinito).
B2 (11)
Il congiuntivo imperfetto si forma dalla 3ª persona plurale del pretérito, sostituendo -ron con -ra (o -se). Si usa dopo verbi al passato, nelle condizionali irreali e con ojalá per desideri improbabili. Le due forme (-ra/-se) sono intercambiabili.
Il congiuntivo perfetto usa il congiuntivo presente di haber + participio: haya hablado. Si usa per azioni passate in contesti che richiedono il congiuntivo con verbo principale al presente.
Il condizionale composto usa il condizionale di haber + participio: habría hablado. Esprime azioni ipotetiche nel passato, rimpianti e possibilità mancate.
Le condizionali passate (tipo 3): Si + congiuntivo trapassato → condizionale composto. Per situazioni contrarie alla realtà nel passato. Possibili anche condizionali miste.
Il congiuntivo trapassato usa il congiuntivo imperfetto di haber + participio: hubiera/hubiese hablado. Si usa nelle condizionali passate, per desideri sul passato e dopo espressioni al passato che richiedono il congiuntivo.
Usi avanzati: por per agente nella passiva, percentuali, velocità; para per opinioni, confronti con standard. Espressioni: estar para (stare per), estar por (essere tentato di/ancora da fare), por más que (per quanto).
Cuyo/a/os/as significa "il cui/la cui" e concorda con il sostantivo che modifica, NON con l'antecedente. Registro formale. Raro nel parlato quotidiano.
Il futuro perfetto usa il futuro di haber + participio: habré hablado. Indica azioni completate prima di un punto futuro, o probabilità su azioni passate (habrá olvidado = avrà dimenticato/probabilmente ha dimenticato).
Le proposizioni temporali con cuando, mientras, antes de que, después de que, hasta que, en cuanto, tan pronto como. Con riferimento futuro, richiedono il congiuntivo.
Gli avverbi in -mente si formano dalla forma femminile dell'aggettivo + -mente: lenta → lentamente. Con più avverbi in serie, solo l'ultimo prende -mente: lenta y cuidadosamente.
Lo spagnolo ha diversi verbi per "diventare": ponerse (emozioni, temporaneo), volverse (graduale, permanente), hacerse (sforzo deliberato), convertirse en (trasformazione), quedarse (stato risultante), llegar a ser (raggiungimento).
C1 (10)
Il pretérito anterior è un tempo letterario formato con il pretérito di haber + participio. Si usa dopo apenas, cuando, después de que in testi letterari. Raro nel parlato moderno.
Il congiuntivo futuro (cantare, comiere) è arcaico e sopravvive solo in testi legali, proverbi e espressioni fisse. Si forma come il congiuntivo imperfetto ma con -re al posto di -ra.
La concordanza dei tempi regola l'accordo tra il verbo principale e il subordinato. Verbo principale al presente → congiuntivo presente/perfetto; al passato → congiuntivo imperfetto/trapassato.
Variazione regionale dei pronomi: il leísmo (usare le per l'oggetto diretto maschile) è accettato dalla RAE per persone maschili singolari in Spagna. Il laísmo (la per l'indiretto femminile) e il loísmo (lo per l'indiretto maschile) sono considerati scorretti.
Le perifrasi verbali sono costruzioni con verbo ausiliare + infinito/gerundio/participio: volver a (rifare), dejar de (smettere), acabar de (appena), ponerse a (cominciare), deber de (probabilità), llegar a (riuscire).
Il registro formale include vocabolario e costruzioni specifiche: mediante (mediante), no obstante (nonostante), en virtud de (in virtù di), le ruego que (La prego di). Uso del congiuntivo nelle formule di cortesia e nelle comunicazioni ufficiali.
La nominalizzazione trasforma verbi/aggettivi in sostantivi per uno stile più formale: desarrollar → desarrollo, posible → posibilidad. Suffissi comuni: -ción, -miento, -dad, -ncia, -eza.
La passiva riflessiva usa se + verbo alla 3ª persona per significato passivo: Se hablan tres idiomas (Si parlano tre lingue). Si distingue dal se impersonale per l'accordo: passiva riflessiva concorda col soggetto, impersonale è sempre singolare.
Strutture enfatiche: es...lo que/quien (frase scissa), lo que...es (pseudo-scissa), sí que (enfasi affermativa), ni siquiera (nemmeno), topicalizzazione con dislocazione.
Suffissi affettivi: -ito/a (affetto, piccolezza), -illo/a (lieve disprezzo), -ón/ona (accrescitivo), -azo (colpo/accrescitivo), -ote (peggiorativo/grande). Forte variazione regionale.
C2 (8)
Alternanza sottile indicativo/congiuntivo: no creo que (cong.) vs creo que no (ind.), aunque + ind. (fatto) vs cong. (ipotesi), el hecho de que (entrambi possibili con sfumature diverse).
Variazioni tra le regioni ispanofone: voseo (Argentina, America Centrale), ustedes che sostituisce vosotros (America Latina), differenze lessicali (coche/carro/auto, ordenador/computadora), differenze fonetiche (seseo, ceceo).
Lo spagnolo informale include interiezioni (¡venga!, ¡vale!, ¡hombre!), intensificatori (súper, mogollón, tío/tía), troncamenti (profe, bici, peli), riempitivi (pues, o sea, bueno) e costruzioni particolari.
Strutture di subordinazione avanzata: proposizioni multiple incastonate, congiunzioni correlative (no solo...sino también, tanto...como, ya...ya), parentetiche, costruzioni comparative avanzate (cuanto más...más).
Figure retoriche e costruzioni stilistiche: litote (no está mal = è buono), iperbole (me muero de hambre), domande retoriche, chiasmo, anafora. Frammentazione della frase per effetto drammatico.
Connettori avanzati per l'argomentazione: sin embargo (tuttavia), no obstante (nonostante ciò), en cambio (invece), por el contrario (al contrario), a fin de cuentas (in fin dei conti), dicho sea de paso (detto tra noi), por consiguiente (di conseguenza).
Il linguaggio amministrativo e giuridico spagnolo: costruzioni passive, nominalizzazione, termini tecnici, formule fisse per documenti ufficiali, chiusure formali. Evitare l'abuso del gerundio (gerundio del BOE).
Espressioni fisse e modi di dire: ir al grano (andare al dunque), costar un ojo de la cara (costare un occhio), estar en las nubes (essere tra le nuvole), echar una mano (dare una mano), ponerse las pilas (darsi una mossa).
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