Grammatica greco

Esplora 80 concetti grammaticali — dal livello base all'avanzato.

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Pronomi personali soggetto in grecoΠροσωπικές Αντωνυμίες

In greco moderno i pronomi soggetto sono εγώ, εσύ, αυτός/αυτή/αυτό, εμείς, εσείς, αυτοί/αυτές/αυτά. Come in italiano, di solito si omettono perché la forma del verbo indica già chi compie l'azione: Μιλάω ελληνικά significa «Parlo greco». Si esprimono soprattutto per mettere in rilievo una persona, creare un contrasto o evitare un'ambiguità.

Il genere dei sostantivi in grecoΓένος Ουσιαστικών

In greco moderno ogni sostantivo è maschile, femminile o neutro. Il modo più sicuro per riconoscerne il genere è impararlo insieme all'articolo: ο άντρας “l'uomo”, η γυναίκα “la donna”, το παιδί “il bambino”. Le desinenze danno indicazioni utili, ma non sono regole senza eccezioni.

Gli articoli determinativi in grecoΟριστικό Άρθρο

In greco moderno l’articolo determinativo cambia secondo genere, numero e caso: per esempio ο per un nome maschile singolare al nominativo, τον all’accusativo e του al genitivo. Le tre forme di base sono ο, η, το, ma per parlare correttamente bisogna imparare l’intera serie insieme al nome: ο άντρας, της γυναίκας, τα παιδιά.

Gli articoli indeterminativi in grecoΑόριστο Άρθρο

In greco moderno l'articolo indeterminativo ha tre forme di base: ένας per il maschile, μία/μια per il femminile ed ένα per il neutro. Corrisponde spesso a un, uno, una, ma significa anche il numero uno e cambia forma secondo il genere e il caso del nome. Non ha il plurale.

Introduzione ai casi del greco modernoΠτώσεις - Εισαγωγή

Il greco moderno usa quattro casi, cioè forme che mostrano la funzione di un nome nella frase: nominativo per il soggetto, genitivo soprattutto per appartenenza e relazione, accusativo per l'oggetto e vocativo per rivolgersi a qualcuno. L'articolo cambia insieme al nome: ο άντρας «l'uomo» diventa του άντρα «dell'uomo» e τον άντρα «l'uomo» come oggetto.

Il verbo είμαι («essere») in grecoΤο Ρήμα Είμαι

Il presente di είμαι, «essere», ha sei forme: είμαι, είσαι, είναι, είμαστε, είστε, είναι. Come in italiano, il pronome soggetto si omette spesso: Είμαι Ιταλός significa «Sono italiano». Il verbo serve soprattutto per dire chi è qualcuno, com’è, dov’è e quanti anni ha.

Il verbo έχω (“avere”) in grecoΤο Ρήμα Έχω

Il presente di έχω, “avere”, è έχω, έχεις, έχει, έχουμε, έχετε, έχουν. Si usa soprattutto per indicare possesso, disponibilità o una condizione: Έχω ένα σκύλο (“Ho un cane”), Έχεις χρόνο; (“Hai tempo?”). Come in italiano, può anche fare da ausiliare, ma questo uso appartiene a una fase successiva dello studio.

Il presente dei verbi in -ω in grecoΕνεστώτας (Α' Συζυγία)

Per coniugare un verbo regolare del gruppo A, si toglie la -ω della forma di base e si aggiungono -ω, -εις, -ει, -ουμε, -ετε, -ουν: γράφω, γράφεις, γράφει, γράφουμε, γράφετε, γράφουν. Il pronome soggetto di solito non serve, perché la desinenza indica già chi compie l’azione. Questo presente può corrispondere sia a «scrivo» sia a «sto scrivendo».

Il presente dei verbi greci del gruppo B (-ώ/-άω)Ενεστώτας (Β' Συζυγία)

Molti verbi greci con l'accento sull'ultima sillaba seguono il gruppo B: μιλάω/μιλώ, μιλάς, μιλάει, μιλάμε, μιλάτε, μιλάνε. Alcuni hanno invece il modello μπορώ, μπορείς, μπορεί, μπορούμε, μπορείτε, μπορούν. Il soggetto si omette spesso, perché la desinenza del verbo indica già la persona.

La concordanza degli aggettivi in grecoΕπίθετα

In greco l'aggettivo prende il genere, il numero e il caso del nome a cui si riferisce: ο καλός άντρας, η καλή γυναίκα, το καλό παιδί. Per iniziare, conviene imparare ogni aggettivo nelle sue tre forme di base, per esempio καλός, καλή, καλό, e copiarne sempre la forma indicata dall'articolo e dal nome.

La negazione in greco modernoΆρνηση

Per negare un verbo, in greco moderno si mette normalmente δεν davanti al gruppo verbale: Δεν καταλαβαίνω («Non capisco»). Con να e nei divieti si usa invece μην: Θέλω να μην φύγεις («Voglio che tu non vada via»), Μην τρέχεις! («Non correre!»). Όχι significa «no» e serve soprattutto come risposta o per contrapporre parole e idee.

Formare le domande in grecoΕρωτήσεις

In greco una domanda a cui si risponde «sì» o «no» mantiene normalmente lo stesso ordine di parole di un’affermazione: è l’intonazione a renderla interrogativa. Le domande più specifiche usano parole come τι «che cosa», ποιος «chi», πού «dove», πότε «quando», πώς «come» e γιατί «perché». Nello scritto, ogni domanda termina con il punto interrogativo greco ;, non con ?.

I pronomi possessivi in greco modernoΚτητικές Αντωνυμίες

In greco il possessivo più comune è una forma breve posta dopo il nome: το σπίτι μου significa “la mia casa” e οι φίλοι μας “i nostri amici”. Queste forme non cambiano in base alla cosa posseduta; indicano invece chi possiede. Davanti al nome compare normalmente l’articolo determinativo greco.

Le preposizioni di base in grecoΠροθέσεις

In greco moderno, σε indica soprattutto stato in luogo e moto a luogo, από provenienza, με compagnia o mezzo, για destinazione, scopo o argomento e χωρίς assenza. Queste preposizioni reggono normalmente l’accusativo (la forma assunta dal nome e dall’articolo dopo la preposizione). Davanti all’articolo determinativo, σε si unisce obbligatoriamente ad esso: σε + το = στο, σε + την = στην.

Numeri, ora e date in grecoΑριθμοί και Ώρα

In greco i numeri sono per lo più invariabili, ma uno, tre e quattro cambiano forma in base al genere: ένας άντρας, μία γυναίκα, ένα παιδί; τρεις άντρες, ma τρία βιβλία. Per chiedere l'ora si dice Τι ώρα είναι; e si risponde, per esempio, Είναι τρεις η ώρα; per una data sono comuni formule come πρώτη Μαΐου e στις πέντε Μαΐου.

Declinazione dei sostantivi maschili in grecoΚλίση Αρσενικών Ουσιαστικών

I sostantivi maschili greci più comuni terminano al nominativo singolare in -ος, -ας o -ης. La loro desinenza cambia secondo il caso e il numero: ο δρόμος → του δρόμου → τον δρόμο («la strada → della strada → la strada» come oggetto), mentre l'articolo cambia insieme al nome.

La declinazione dei sostantivi femminili in grecoΚλίση Θηλυκών Ουσιαστικών

In greco moderno un sostantivo femminile cambia forma secondo numero e caso: per esempio η μέρα, της μέρας, τη μέρα, ma al plurale οι μέρες, των ημερών, τις μέρες. Per iniziare, conviene imparare ogni parola insieme all'articolo η e riconoscere i tre gruppi centrali in -α, -η e -ος.

La declinazione dei nomi neutri in grecoΚλίση Ουδέτερων Ουσιαστικών

In greco moderno i nomi neutri più comuni terminano in -ο, -ι o -μα. La regola fondamentale è semplice: nominativo e accusativo hanno sempre la stessa forma; cambiano invece il genitivo e, di solito, il plurale: το βιβλίο – του βιβλίου – τα βιβλία, το παιδί – του παιδιού – τα παιδιά, το γράμμα – του γράμματος – τα γράμματα.

I verbi modali in greco: μπορώ, θέλω e πρέπειΤροπικά Ρήματα

In greco moderno μπορώ («potere»), θέλω («volere») e πρέπει («dovere, essere necessario») sono normalmente seguiti da να + verbo: Θέλω να φάω («Voglio mangiare»). Μπορώ e θέλω si coniugano, mentre πρέπει resta invariabile; con πρέπει è il secondo verbo a indicare la persona: πρέπει να φύγω / φύγουμε («devo partire / dobbiamo partire»).

Congiunzioni di base in grecoΒασικοί Σύνδεσμοι

Le parole greche και “e”, αλλά “ma” e ή “o” collegano elementi sullo stesso piano; γιατί ed επειδή introducono una causa, όταν un momento e αν una condizione. In genere la congiunzione si mette tra le parole o all’inizio della proposizione che introduce, senza cambiare l’ordine fondamentale della frase.

I dimostrativi in greco modernoΔεικτικές Αντωνυμίες

In greco moderno αυτός, αυτή, αυτό indicano in genere «questo/questa», mentre εκείνος, εκείνη, εκείνο indicano «quello/quella». Davanti a un sostantivo, diversamente dall'italiano, il dimostrativo è seguito anche dall'articolo determinativo: αυτό το βιβλίο («questo libro»), non semplicemente αυτό βιβλίο. La forma cambia secondo genere, numero e caso.

Gli avverbi di luogo in grecoΕπιρρήματα Τόπου

Gli avverbi di luogo greci indicano dove si trova qualcuno o qualcosa, oppure verso dove avviene un movimento. Le forme fondamentali sono εδώ “qui”, εκεί “lì/là”, πάνω “su/in alto”, κάτω “giù/in basso”, μέσα “dentro”, έξω “fuori”, δεξιά “a destra” e αριστερά “a sinistra”. Sono invariabili: non cambiano in base al genere, al numero o alla persona.

Avverbi di tempo e frequenza in grecoΕπιρρήματα Χρόνου και Συχνότητας

Gli avverbi greci di tempo indicano quando avviene qualcosa: τώρα «adesso», σήμερα «oggi», χθες «ieri», αύριο «domani». Quelli di frequenza dicono quanto spesso: πάντα «sempre», συχνά «spesso», ποτέ «mai». Non cambiano forma e la loro posizione è abbastanza flessibile; per dire «mai», però, normalmente serve anche la negazione δεν: Δεν πηγαίνω ποτέ.

Espressioni di base e saluti in grecoΒασικές Εκφράσεις και Χαιρετισμοί

Per salutare in greco puoi usare γεια σου con una persona a cui dai del tu e γεια σας con più persone o con una persona a cui ti rivolgi in modo formale. Καλημέρα significa «buongiorno», ευχαριστώ «grazie» e παρακαλώ può voler dire sia «per favore» sia «prego»: poche formule ben scelte permettono già di gestire molti incontri quotidiani.

La formazione del plurale in grecoΠληθυντικός Αριθμός

In greco moderno il plurale dipende dal genere e dalla terminazione del nome: ο φίλος → οι φίλοι, η μέρα → οι μέρες, το βιβλίο → τα βιβλία. Gli schemi più frequenti sono -ος → -οι, -ης → -ες, -α/-η → -ες, -ο → -α, -ι → -ια e -μα → -ματα, ma la terminazione da sola non permette sempre di prevedere tutto: conviene imparare ogni nome con articolo e plurale.

Esprimere i propri gusti in greco con μου αρέσειΜου Αρέσει

Per dire «mi piace», in greco si usa μου αρέσει davanti a una cosa singolare o a un'attività; davanti a più cose si usa μου αρέσουν. La costruzione funziona quasi come l'italiano mi piace / mi piacciono: la cosa gradita è il soggetto e determina la forma del verbo. Μου αρέσει ο καφές significa «Mi piace il caffè», mentre Μου αρέσουν τα βιβλία significa «Mi piacciono i libri».

Υπάρχει e υπάρχουν in grecoΥπάρχει / Υπάρχουν

Per dire che qualcosa esiste, è presente o è disponibile, il greco moderno usa υπάρχει al singolare e υπάρχουν al plurale: Υπάρχει ένα πρόβλημα significa «C'è un problema», mentre Υπάρχουν λύσεις significa «Ci sono soluzioni». Nelle frasi negative si mette δεν davanti al verbo; nelle domande l'ordine delle parole può restare invariato e basta l'intonazione interrogativa.

Verbi di movimento in greco: πάω ed έρχομαιΡήματα Κίνησης

Per parlare degli spostamenti quotidiani, bastano innanzitutto quattro idee: πάω/πηγαίνω “andare”, έρχομαι “venire”, φεύγω “partire, andarsene” e φτάνω “arrivare”. La destinazione si esprime spesso con σε più l'articolo, per esempio στη δουλειά “al lavoro”, mentre la provenienza richiede από, come in από την Ιταλία “dall'Italia”.

Le contrazioni di σε + articolo in grecoΣε + Άρθρο (Συναιρέσεις)

Davanti a un articolo determinativo, la preposizione greca σε si fonde con esso: σε + το = στο, σε + την = στην, σε + τους = στους. Le sei forme fondamentali sono στον, στην, στο, στους, στις, στα e possono corrispondere, secondo il contesto, a espressioni italiane con a, in o talvolta altre preposizioni.

Quantificatori πολύ, λίγο e αρκετά in grecoΕπιρρήματα Ποσότητας

In greco moderno πολύ significa «molto», λίγο «poco» o «un po'» e αρκετά «abbastanza» o, secondo il contesto, «parecchio». Con un verbo si collocano di solito dopo il verbo (Μιλάει πολύ, «parla molto»); davanti a un aggettivo ne indicano il grado (είναι αρκετά καλό, «è abbastanza buono»). Πάρα πολύ rafforza πολύ e normalmente significa «moltissimo», non automaticamente «troppo».

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L’aoristo in greco modernoΑόριστος

L’aoristo (αόριστος) presenta un’azione passata come un fatto completo: Χθες έγραψα ένα γράμμα significa «Ieri ho scritto una lettera». Le desinenze personali sono abbastanza regolari, ma la radice del verbo cambia spesso: conviene quindi imparare insieme presente e aoristo, per esempio γράφω — έγραψα, μένω — έμεινα, βλέπω — είδα.

Il παρατατικός (imperfetto) in grecoΠαρατατικός

Il παρατατικός presenta un'azione passata come abituale, ripetuta o in corso: Έγραφα ένα γράμμα significa «Stavo scrivendo una lettera», mentre Πηγαίναμε κάθε μέρα significa «Andavamo ogni giorno». Si forma a partire dal tema del presente, con terminazioni passate; in molti verbi cambia anche la posizione dell'accento o compare l'aumento ε-: γράφω → έγραφα.

Il congiuntivo in greco modernoΥποτακτική

In greco moderno il congiuntivo si costruisce soprattutto con να + verbo coniugato: θέλω να γράψω «voglio scrivere», πρέπει να φύγουμε «dobbiamo partire». La forma in να γράφω presenta l’azione come continuata o abituale, mentre να γράψω la considera come un evento singolo o nel suo insieme. La negazione è μη(ν), non δεν: να μην φύγεις «che tu non parta».

Pronomi oggetto in grecoΑντικειμενικές Αντωνυμίες

In greco moderno i pronomi oggetto atoni, come με, σου, τον e τους, sostituiscono una persona o una cosa già nota. Di norma vengono prima del verbo: Με βλέπει («Mi vede»), Σου μιλάω («Ti parlo»). Il complemento diretto usa le forme dell'accusativo, mentre quello indiretto usa le forme del genitivo.

Comparazione degli aggettivi in grecoΣυγκριτικός Βαθμός

In greco moderno il comparativo si forma soprattutto con πιο + aggettivo oppure con una forma in -ότερος/-ύτερος: πιο ψηλός o ψηλότερος, «più alto». Per il superlativo relativo si aggiunge l'articolo: ο πιο ψηλός oppure ο ψηλότερος, «il più alto». Sia l'aggettivo sia l'articolo devono concordare con il nome.

Aoristo e imperfetto in grecoΑόριστος εναντίον Παρατατικού

Nel passato greco, usa l’aoristo (αόριστος) per presentare un’azione come un fatto intero e concluso; usa l’imperfetto (παρατατικός) per mostrarla mentre era in corso, si ripeteva abitualmente o faceva da sfondo. Perciò έγραψα significa «ho scritto», mentre έγραφα può significare «scrivevo» o «stavo scrivendo».

Connettivi temporali in greco modernoΧρονικοί Σύνδεσμοι

I principali connettivi temporali greci sono όταν «quando», ενώ «mentre», πριν «prima che», αφού «dopo che», μόλις «appena» e μέχρι «finché, fino a quando». Collegano due proposizioni, cioè due parti della frase dotate di un verbo, e indicano se le azioni sono contemporanee oppure se una avviene prima dell’altra. Per il futuro, attenzione: dopo όταν e μόλις il greco normalmente non usa θα.

Pronomi indefiniti in grecoΑόριστες Αντωνυμίες

In greco moderno, κάποιος e κάτι indicano una persona o una cosa non precisata; κανείς/κανένας e τίποτα, insieme a δεν o μη(ν), esprimono invece l'assenza di persone o cose. Κάθε significa “ogni”, mentre όλοι/όλες/όλα significa “tutti/tutte”: alcune di queste forme cambiano secondo genere, numero e caso, altre rimangono invariate.

Doppi pronomi complemento in grecoΔιπλές Αντικειμενικές Αντωνυμίες

Quando due pronomi complemento accompagnano lo stesso verbo, in greco moderno il pronome indiretto viene prima di quello diretto: μου το δίνει significa «me lo dà». La sequenza di base è quindi destinatario al genitivo + cosa o persona all'accusativo + verbo. A differenza dell'italiano, i due pronomi restano normalmente parole separate: του το, non una forma fusa come «glielo».

I verbi deponenti in greco modernoΑποθετικά Ρήματα

I verbi deponenti greci hanno terminazioni di forma mediopassiva, ma un significato che in italiano si esprime spesso con un normale verbo attivo: έρχομαι «vengo», κοιμάμαι «dormo», σκέφτομαι «penso». Non bisogna quindi tradurre automaticamente la forma greca con un passivo italiano; conviene imparare ogni verbo insieme alle sue forme principali.

Esprimere la quantità in grecoΤρόποι Έκφρασης Ποσότητας

In greco le parole di quantità che accompagnano un nome si comportano spesso come aggettivi: cambiano secondo genere, numero e caso. Si dice quindi πολλοί άνθρωποι (“molte persone”), πολλή ζάχαρη (“molto zucchero”) e πολλά βιβλία (“molti libri”). Le forme neutre πολύ, λίγο, αρκετά possono però funzionare anche come avverbi, cioè precisare un verbo o un aggettivo senza cambiare forma: δουλεύω πολύ (“lavoro molto”).

Le costruzioni riflessive in grecoΑυτοπαθείς Κατασκευές

In greco moderno un'azione riflessiva si esprime spesso con una forma medio-passiva, cioè una forma verbale in cui il soggetto è anche coinvolto o interessato dall'azione: ντύνομαι «mi vesto», πλένομαι «mi lavo». Non si aggiunge un pronome separato equivalente a mi, ti, si. Quando invece occorre indicare esplicitamente «me stesso, te stesso…», si usa ο εαυτός con il possessivo: τον εαυτό μου, τον εαυτό σου e così via.

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I tempi futuri in greco modernoΜέλλων

Il futuro greco si costruisce normalmente con la particella invariabile θα seguita da un verbo coniugato. La scelta decisiva è l'aspetto: θα γράψω presenta lo scrivere come un evento completo, mentre θα γράφω lo presenta nel suo svolgimento o come abitudine. In italiano entrambe le forme possono corrispondere a «scriverò», quindi il contesto conta più di una traduzione parola per parola.

Il παρακείμενος (perfetto) in grecoΠαρακείμενος

Il παρακείμενος indica soprattutto un’azione già compiuta che ha un risultato, un effetto o un’importanza nel presente. Si forma con il presente di έχω («avere») e una forma verbale invariabile: έχω γράψει («ho scritto»), έχουν φύγει («sono partiti»). La costruzione assomiglia al passato prossimo italiano, ma in greco l’ausiliare è sempre έχω e, per raccontare un fatto passato collocato in un momento preciso, si preferisce spesso l’aoristo.

L'imperativo in greco modernoΠροστακτική

In greco moderno l'imperativo affermativo ha forme proprie soprattutto per la seconda persona singolare e plurale: γράψε! «scrivi!» e γράψτε! «scrivete!». La scelta decisiva è l'aspetto: la forma perfettiva presenta l'azione come un risultato completo, mentre quella imperfettiva insiste sulla durata o sulla ripetizione. Per un divieto non si usa una forma imperativa: si costruisce μην + verbo alla seconda persona, per esempio Μην τρέχεις! «Non correre!».

La voce passiva in greco modernoΠαθητική Φωνή

Nel presente greco la cosiddetta voce medio-passiva usa forme come γράφομαι, γράφεσαι, γράφεται, γραφόμαστε, γράφεστε, γράφονται. Può esprimere un vero passivo (Το γράμμα γράφεται, «La lettera viene scritta»), ma anche un’azione riflessiva, reciproca o un significato attivo: χρειάζομαι significa «ho bisogno» e φοβάμαι «ho paura». Perciò la forma in -μαι non va tradotta automaticamente con un passivo italiano.

Le proposizioni relative in grecoΑναφορικές Προτάσεις

In greco moderno la maggior parte delle proposizioni relative si introduce con που, una parola invariabile che può corrispondere all’italiano che: Ο άντρας που μένει εδώ («L’uomo che abita qui»). Quando serve una preposizione, oppure in uno stile più formale e preciso, si usa spesso ο οποίος, η οποία, το οποίο, che concorda con il nome a cui si riferisce e cambia caso.

Il futuro anteriore in greco modernoΣυντελεσμένος Μέλλων

Il συντελεσμένος μέλλων, equivalente di base del futuro anteriore italiano, presenta un'azione come già compiuta prima di un punto futuro. Si forma con θα + presente di έχω + forma perfettiva invariabile: μέχρι τις πέντε θα έχω τελειώσει, «entro le cinque avrò finito». Cambia solo έχω; l'ultima forma, come τελειώσει, resta uguale per tutte le persone.

Le proposizioni dipendenti con να in grecoΕξαρτημένες Προτάσεις με Να

Il greco moderno standard non usa un infinito produttivo come l’italiano partire o leggere: dopo molti verbi costruisce invece una proposizione con να + verbo coniugato. La persona cambia secondo chi compie l’azione: Θέλω να φύγω significa “Voglio partire”, mentre Θέλω να φύγεις significa “Voglio che tu parta”.

Le costruzioni impersonali in grecoΑπρόσωπα Ρήματα

In greco moderno molte espressioni impersonali usano un verbo alla terza persona singolare senza indicare una persona che compie l'azione: πρέπει να φύγω significa «devo partire», mentre βρέχει significa «piove». Dopo forme come πρέπει, αξίζει e χρειάζεται compare spesso να + verbo coniugato; per presentare un fatto o un'opinione riportata si usa invece spesso ότι: φαίνεται ότι βρέχει, «sembra che piova».

Periodi ipotetici della realtà in grecoΥποθετικές Πραγματικού

Per una condizione reale o concretamente possibile, il greco moderno usa αν + verbo senza θα; la conseguenza può contenere θα, un presente o un imperativo: Αν βρέξει, θα μείνουμε σπίτι («Se piove, resteremo a casa»). Nella frase introdotta da αν, la forma del verbo distingue soprattutto tra un evento singolo (αν βρέξει) e una situazione abituale o in corso (αν βρέχει).

Le preposizioni complesse in grecoΣύνθετες Προθέσεις

Le preposizioni complesse greche combinano più elementi per esprimere rapporti precisi: μαζί με «insieme a», εκτός από «tranne/oltre a», μπροστά σε «davanti a», πίσω από «dietro» e κοντά σε «vicino a». La preposizione finale determina la forma successiva: σε si fonde con l’articolo (στο, στην, στους…), mentre με e από restano separate.

Congiunzioni coordinanti e subordinanti in grecoΣυντονιστικοί και Εξαρτητικοί Σύνδεσμοι

In greco ούτε...ούτε significa “né...né” ed είτε...είτε presenta due alternative, come “o...o”. Ωστόσο collega due affermazioni in contrasto; παρόλο που introduce un fatto che non impedisce ciò che segue; ώστε esprime uno scopo o un risultato, spesso nella struttura ώστε να + verbo.

Gli avverbi di modo in grecoΕπιρρήματα Τρόπου

In greco moderno molti avverbi di modo derivano da un aggettivo e hanno la forma del neutro plurale, spesso in -α: καλός → καλά, γρήγορος → γρήγορα. L'avverbio dice come si svolge un'azione e, a differenza dell'aggettivo, non concorda con una persona o una cosa: Μιλάει γρήγορα, «Parla velocemente».

Strutture comparative in grecoΣυγκριτικές Κατασκευές

Per dire «così... come» o «tanto... quanto», il greco usa τόσο...όσο; per «lo stesso» usa ο ίδιος / η ίδια / το ίδιο. I confronti proporzionali si costruiscono con όσο πιο... τόσο πιο..., mentre il superlativo relativo richiede l'articolo: ο πιο γρήγορος oppure ο γρηγορότερος, «il più veloce».

Il congiuntivo greco nelle frasi temporaliΥποτακτική σε Χρονικές Προτάσεις

Quando una frase temporale greca indica un evento ancora da realizzare, il verbo subordinato normalmente non prende θα: Θα σε πάρω όταν φτάσω significa «Ti chiamerò quando arriverò». Con μέχρι si usa να (μέχρι να τελειώσεις), con πριν να è spesso facoltativo, mentre όταν, μόλις e αφού introducono direttamente il verbo. La forma verbale perfettiva presenta l'evento come un fatto completo; quella imperfettiva ne mette in rilievo la durata o la ripetizione.

B2 (10)

Il trapassato prossimo in grecoΥπερσυντέλικος

L’υπερσυντέλικος indica che un’azione era già conclusa prima di un altro momento passato. Si forma con l’imperfetto di έχω («avere») più una forma verbale perfettiva invariabile: είχα γράψει («avevo scritto»), είχαν φύγει («erano partiti»). È quindi molto vicino al trapassato prossimo italiano, ma in greco l’ausiliare è sempre έχω e la seconda forma non concorda mai con il soggetto.

Le frasi ipotetiche in grecoΥποθετικές Προτάσεις

In greco moderno, una frase ipotetica combina di solito αν («se») con una conseguenza. Per un'ipotesi reale si usa αν + forma verbale senza θα e poi spesso θα + futuro; per un'ipotesi irreale si usano l'imperfetto o il trapassato, con θα nella conseguenza: Αν είχα χρήματα, θα ταξίδευα («Se avessi soldi, viaggerei»).

Il discorso indiretto in grecoΠλάγιος Λόγος

In greco moderno, un'affermazione riferita è introdotta soprattutto da ότι o πως, una domanda con risposta sì/no da αν, mentre ordini e richieste richiedono normalmente να. A differenza dell'italiano, dopo un verbo al passato il greco spesso conserva il tempo della frase originale: Είπε ότι είναι κουρασμένη significa «Ha detto che è/era stanca», secondo il contesto.

Le forme participiali in greco modernoΜετοχές

Il greco moderno usa soprattutto due forme participiali: quella invariabile in -οντας/-ώντας, che accompagna il verbo e indica spesso tempo o modo (γράφοντας, «scrivendo»), e quella in -μένος, che funziona come un aggettivo e si accorda con un nome (γραμμένο βιβλίο, «libro scritto»). La prima ha normalmente lo stesso soggetto del verbo principale; la seconda cambia genere, numero e caso.

Frasi causali e finali in grecoΑιτιολογικές και Τελικές Προτάσεις

Le frasi causali spiegano il motivo di un fatto e usano soprattutto επειδή, γιατί, αφού e μια και. Le frasi finali esprimono invece lo scopo voluto: si costruiscono normalmente con για να + verbo, per esempio Ήρθα για να σε δω («Sono venuto per vederti»). Nelle finali la negazione è μη(ν), non δεν.

L’aoristo passivo in greco modernoΠαθητικός Αόριστος

L’aoristo passivo presenta un evento passato come concluso e subito dal soggetto: Το σπίτι χτίστηκε significa «La casa è stata costruita». Molte forme contengono -θηκ-, ma sono frequenti anche esiti come -στηκ-, -φτηκ- e -χτηκ-; per questo conviene imparare insieme presente, aoristo attivo e aoristo passivo di ogni verbo.

Le proposizioni concessive in grecoΕναντιωματικές Προτάσεις

Le proposizioni concessive, dette in greco εναντιωματικές προτάσεις, presentano un fatto che avrebbe potuto impedire ciò che avviene nella frase principale: Αν και βρέχει, θα βγω significa «Anche se piove, uscirò». Per un ostacolo considerato reale si usano soprattutto αν και, παρόλο που e μολονότι; ακόμα κι αν mette invece in primo piano un'ipotesi, come «anche nel caso in cui».

Il periodo ipotetico irreale del passato in grecoΥποθετικές Μη Πραγματικού Παρελθόντος

Per immaginare un passato diverso da quello reale, il greco moderno usa normalmente αν + trapassato nella condizione e θα + trapassato nella conseguenza: Αν είχα φύγει νωρίτερα, θα είχα προλάβει το τρένο («Se fossi partito prima, avrei preso il treno»). Il trapassato greco si forma con είχα coniugato e una forma verbale perfettiva invariabile.

Uso avanzato dei casi in grecoΠροχωρημένη Χρήση Πτώσεων

In greco moderno il caso non indica soltanto soggetto, possesso o complemento oggetto. L’accusativo può esprimere quando, per quanto tempo, per quale distanza o in quale misura avviene qualcosa; il genitivo compare in alcune indicazioni di tempo, causa e qualità, spesso in formule tradizionali o stilisticamente marcate. Molti di questi valori corrispondono in italiano a preposizioni come per, di, da, a o durante.

Costruzioni causative in grecoΑιτιατολογικές Κατασκευές

Il greco moderno non ha un unico verbo o suffisso causativo equivalente all'italiano fare + infinito. Usa invece un verbo come βάζω «mettere, far fare», κάνω «far sì che», αφήνω «lasciare, permettere» o πείθω «convincere», seguito dalla persona coinvolta e da να + verbo: Τον έβαλα να καθίσει «L'ho fatto sedere».

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Il registro dotto del greco modernoΛόγιος Τύπος

Nel greco moderno formale e letterario sopravvivono parole, desinenze e costruzioni ereditate dal greco antico e dalla καθαρεύουσα, la varietà purista un tempo usata nell'amministrazione e nella scrittura ufficiale. Non costituiscono una grammatica alternativa da applicare liberamente: alcune sono formule ancora comuni, come εν τω μεταξύ «nel frattempo», altre sono molto solenni o propriamente arcaiche. A livello C1 è essenziale soprattutto riconoscerne il registro e saper scegliere un equivalente moderno quando serve.

I prefissi verbali in greco modernoΡηματικά Προσφύματα

I prefissi ξανα-, παρα-, απο-, συν- e προ- si uniscono a un verbo per indicare, rispettivamente, ripetizione, eccesso o deviazione, allontanamento, partecipazione comune e anteriorità. Alcune formazioni sono trasparenti, come ξαναγράφω «riscrivere», ma molte sono ormai parole autonome: perciò il prefisso aiuta a intuire il senso, non sempre a prevederlo con certezza.

Derivazione e composizione delle parole in grecoΠαραγωγή και Σύνθεση Λέξεων

Il greco moderno amplia il lessico soprattutto in due modi: aggiunge prefissi o suffissi a una base (κλειδώνω → ξεκλειδώνω, μικρός → μικραίνω) oppure unisce due basi in un composto (βιβλίο + θήκη → βιβλιοθήκη). La nuova parola si scrive di norma tutta unita, può cambiare accento e significato e prende le desinenze grammaticali solo alla fine.

La concordanza dei tempi in grecoΑκολουθία Χρόνων

Il greco moderno non applica una concordanza dei tempi rigida come quella italiana: dopo un verbo al passato, la subordinata non deve arretrare automaticamente. Nelle frasi con ότι/πως il tempo dipende dal punto di vista e dalla validità dell'informazione; nelle frasi con να conta soprattutto il rapporto tra le azioni e la scelta dell'aspetto, cioè se l'azione è vista nel suo svolgimento o come un evento unitario.

Espressioni idiomatiche avanzate in grecoΠροχωρημένοι Ιδιωματισμοί

Un idiomatismo greco non si ricostruisce traducendo parola per parola dall’italiano: va imparato come un’unità, insieme alla sua forma, al contesto e al registro. In espressioni come τρώω τα μούτρα μου («fallire malamente») il verbo può coniugarsi, ma articoli, numero dei nomi e pronomi possessivi seguono spesso uno schema fisso.

Il registro formale e accademico in grecoΕπίσημος Γραπτός Λόγος

Il greco formale non consiste nell'aggiungere parole antiquate, ma nel rendere espliciti i rapporti logici, indicare la fonte delle affermazioni e scegliere un tono misurato. Nei saggi, negli articoli di giornale e nelle relazioni ricorrono connettivi come ωστόσο e συνεπώς, costruzioni impersonali come κρίνεται σκόπιμο να... e passivi come διαπιστώθηκε ότι.... La chiarezza resta più importante della solennità.

Proposizioni di risultato e conseguenza in grecoΑποτελεσματικές Προτάσεις

In greco una conseguenza reale si esprime spesso con τόσο...που o τόσο...ώστε: Μίλησε τόσο γρήγορα που δεν κατάλαβα («Ha parlato così velocemente che non ho capito»). Quando il risultato è presentato come possibile, atteso o prodotto da una situazione, sono comuni ώστε να e με αποτέλεσμα να. Dopo να il greco non usa un infinito, ma una forma verbale personale: ώστε να ακουστεί («in modo da essere udito»).

Espressioni greche di origine anticaΑρχαιοελληνικά Κατάλοιπα

Nel greco moderno sopravvivono numerose espressioni fisse con forme dell'antico greco che non appartengono più alla grammatica produttiva: εν πάση περιπτώσει «in ogni caso», εκ νέου «di nuovo», εν γνώσει του «con il suo consenso, essendone informato». Conviene impararle come unità complete: non si deve ricostruire liberamente l'antica declinazione per crearne di nuove.

C2 (6)

Il greco colloquialeΚαθομιλουμένη

Il greco colloquiale, η καθομιλουμένη, non è una grammatica separata: è l'insieme di scelte tipiche della conversazione informale, come forme ridotte (να 'σαι), particelle discorsive (ρε, μωρέ, άντε) e un ordine delle parole più libero. Per usarlo bene non basta sostituire parole formali con parole gergali: contano soprattutto il rapporto tra gli interlocutori, l'intonazione e la situazione.

Proverbi e modi di dire in grecoΠαροιμίες και Ιδιωματισμοί

I modi di dire greci sono espressioni dal significato non sempre ricavabile dalle singole parole: τα βρίσκω σκούρα non parla di colori, ma significa «trovarsi in difficoltà». I proverbi, invece, formulano un'osservazione o un consiglio completo, come κάλλιο αργά παρά ποτέ, «meglio tardi che mai». Per usarli bene non basta tradurli: occorre imparare forma, situazione, tono e varianti insieme.

Dialetti e variazione regionale del grecoΤοπικές Διάλεκτοι

Il greco regionale non è semplicemente greco standard pronunciato con un accento diverso: alcune varietà hanno parole, suoni, pronomi e costruzioni grammaticali propri. A livello C2 l'obiettivo più utile è riconoscere la provenienza e il registro di una forma, ricostruirne l'equivalente standard e non mescolare varietà diverse senza un motivo comunicativo reale.

Il greco burocratico e giuridicoΓραφειοκρατική Γλώσσα

Il greco amministrativo e giuridico concentra molte informazioni in nomi astratti, costruzioni passive e formule cristallizzate: κατόπιν αιτήσεώς σας, ο ως άνω αναφερόμενος, εν ισχύι. Risente della catàrevusa (καθαρεύουσα), la varietà dotta un tempo usata dallo Stato, ma non coincide con il greco antico: è un registro moderno nel quale convivono forme correnti e residui storici. Per uno studente C2 è essenziale soprattutto saperlo decodificare con precisione e riscriverlo, quando opportuno, in greco più trasparente.

Sintassi marcata e strutture retoriche in grecoΣημειωμένη Σύνταξη

In greco moderno l'ordine delle parole è flessibile, ma non casuale: mettere un elemento all'inizio o alla fine della frase può presentarlo come tema, correggere un contrasto o aggiungere una precisazione. Dislocazioni, frasi scisse e anacoluti non cambiano necessariamente i fatti descritti; cambiano soprattutto come il parlante guida l'attenzione di chi ascolta.

La lingua letteraria e poetica grecaΠοιητική Γλώσσα

La lingua letteraria greca non è un unico codice separato dal greco moderno: nasce dalla scelta e dalla combinazione di forme moderne, elementi arcaici, lessico raro, ritmo, ordine delle parole marcato e richiami culturali. Espressioni come ω πατρίδα μου, εις μάτην o una sequenza narrativa quale Και τότε σηκώθηκε... acquistano valore non solo per ciò che dicono, ma per il tono solenne, evocativo o ritmico che creano. A livello C2 occorre soprattutto riconoscere questi effetti e saperli usare senza mescolare registri a caso.

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