B2

Le proposizioni concessive in greco

Εναντιωματικές Προτάσεις

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

Le proposizioni concessive, dette in greco εναντιωματικές προτάσεις, presentano un fatto che avrebbe potuto impedire ciò che avviene nella frase principale: Αν και βρέχει, θα βγω significa «Anche se piove, uscirò». Per un ostacolo considerato reale si usano soprattutto αν και, παρόλο που e μολονότι; ακόμα κι αν mette invece in primo piano un'ipotesi, come «anche nel caso in cui».

Panoramica

Una proposizione concessiva è una frase dipendente, cioè una parte della frase che si appoggia a un'altra, e segnala un contrasto inatteso. In Παρόλο που είναι δύσκολο, θα προσπαθήσω («Benché sia difficile, proverò»), la difficoltà potrebbe far rinunciare chi parla; il risultato, però, è il contrario dell'aspettativa. La concessione non nega l'ostacolo: dice che quell'ostacolo non basta a cambiare il risultato.

Questo argomento si affronta in modo sistematico al livello B2 perché richiede di distinguere non solo i connettivi, ma anche il valore comunicativo della frase: fatto riconosciuto, ipotesi, contrasto particolarmente forte oppure tono formale. Le strutture di base, tuttavia, sono frequenti anche nelle conversazioni quotidiane.

Per chi parla italiano, la difficoltà principale è che «anche se» può indicare sia un fatto sia un'ipotesi. Il greco tende a rendere più visibile questa differenza: αν και corrisponde spesso all'italiano «anche se/sebbene» riferito a un fatto, mentre ακόμα κι αν equivale più chiaramente a «anche se mai dovesse accadere» o «perfino nel caso in cui». Inoltre, dopo i principali connettivi concessivi greci non si inserisce automaticamente να solo perché in italiano useremmo il congiuntivo.

Come funzionano

Il rapporto tra ostacolo e risultato

La struttura logica fondamentale è questa:

connettivo concessivo + ostacolo, frase principale con il risultato inatteso

Αν και ήταν κουρασμένη, συνέχισε να δουλεύει.

«Sebbene fosse stanca, ha continuato a lavorare.»

Le due parti possono anche essere invertite:

Συνέχισε να δουλεύει, αν και ήταν κουρασμένη.

«Ha continuato a lavorare, sebbene fosse stanca.»

Il contenuto non cambia, ma l'ordine modifica leggermente il rilievo. Se la concessiva viene prima, prepara subito il contrasto; se viene dopo, aggiunge una riserva o una precisazione a quanto è già stato detto.

I quattro connettivi centrali

Connettivo greco Valore abituale Equivalenti italiani naturali Registro e sfumatura
αν και ostacolo presentato normalmente come reale o noto anche se, sebbene neutro e molto comune
παρόλο που contrasto netto con un fatto riconosciuto nonostante il fatto che, benché comune sia nel parlato sia nello scritto
μολονότι concessione fattuale sebbene, benché più formale e tipico dello scritto curato
ακόμα κι αν / ακόμη κι αν ipotesi estrema che non modifica il risultato anche se, perfino se enfatico; spesso ipotetico

Ακόμα e ακόμη sono entrambe forme normali: la seconda può suonare un po' più sorvegliata, ma non cambia il significato della costruzione. Davanti ad αν, il comune και compare nella forma ridotta κι: ακόμα κι αν.

Concessione reale e concessione ipotetica

La distinzione più utile è fra un ostacolo presentato come dato e uno soltanto possibile.

  • Αν και βρέχει, θα βγω. — Piove davvero; nonostante ciò, uscirò.
  • Ακόμα κι αν βρέξει, θα βγω. — Non sappiamo se pioverà; neppure questa eventualità cambierà il programma.

Nella seconda frase βρέξει presenta l'evento come un tutto possibile e futuro. In molte grammatiche questa forma verbale viene collegata al tema dell'aoristo, cioè alla forma che considera l'azione globalmente. Qui non indica passato: è il connettivo αν e il contesto a darle valore ipotetico e futuro.

Il confine non è matematico. Ακόμα κι αν può richiamare anche una situazione vera, purché il parlante voglia dire «persino ammettendo questo». Per scegliere bene, conviene quindi domandarsi non soltanto se il fatto sia vero, ma come viene presentato nel discorso.

Quale forma verbale usare

Dopo αν και, παρόλο που e μολονότι compare normalmente una forma verbale finita adatta al tempo del fatto: presente, passato o futuro. Non si aggiunge να come semplice equivalente del congiuntivo italiano.

  • Αν και έχει χρόνο, δεν μας βοηθάει. — «Anche se ha tempo, non ci aiuta.»
  • Παρόλο που έφυγε νωρίς, άργησε. — «Benché sia partito presto, è arrivato tardi.»
  • Μολονότι θα είναι δύσκολο, θα το κάνουμε. — «Anche se sarà difficile, lo faremo.»

Il congiuntivo italiano (il modo usato, tra l'altro, dopo «benché» e «sebbene») non va quindi trasferito parola per parola al greco. Il greco moderno segnala molti valori modali tramite particelle come να e ας, ma i connettivi fattuali di questa lezione reggono normalmente il verbo senza να.

Con ακόμα κι αν, la scelta verbale dipende dal tipo di eventualità:

  • situazione durativa o abituale: Ακόμα κι αν βρέχει, περπατάει κάθε μέρα. — «Anche quando piove, cammina ogni giorno.»
  • evento singolo considerato globalmente: Ακόμα κι αν βρέξει, θα πάμε. — «Anche se pioverà, andremo.»

La negazione

Nelle concessive con αν και, παρόλο που, μολονότι e ακόμα κι αν si incontra normalmente δεν:

  • Αν και δεν πεινάω, θα φάω κάτι. — «Anche se non ho fame, mangerò qualcosa.»
  • Ακόμα κι αν δεν έρθει, θα αρχίσουμε. — «Anche se non verrà, cominceremo.»

Una costruzione diversa, κι ας, richiede invece spesso μη(ν) nella negazione, perché contiene la particella ας: Κι ας μην συμφωνεί, πρέπει να μας ακούσει («Anche se non è d'accordo, deve ascoltarci»). Questa struttura viene approfondita più avanti.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Αν και βρέχει, θα βγω. Anche se piove, uscirò. Ostacolo reale al presente
Αν και δεν τον γνωρίζω καλά, τον εμπιστεύομαι. Anche se non lo conosco bene, mi fido di lui. Concessiva negativa con δεν
Θα έρθω, αν και είμαι πολύ κουρασμένη. Verrò, anche se sono molto stanca. La concessiva segue la principale
Παρόλο που είναι δύσκολο, θα προσπαθήσω. Benché sia difficile, proverò. Forte contrasto con un fatto riconosciuto
Παρόλο που φύγαμε νωρίς, χάσαμε το τρένο. Nonostante siamo partiti presto, abbiamo perso il treno. Risultato contrario all'aspettativa
Παρόλο που είχε λίγο χρόνο, μας βοήθησε. Benché avesse poco tempo, ci ha aiutati. Rapporto nel passato
Μολονότι τον προειδοποίησα, δεν άκουσε. Sebbene lo avessi avvertito, non ha dato ascolto. Tono più formale
Μολονότι οι τιμές αυξήθηκαν, η ζήτηση παρέμεινε υψηλή. Sebbene i prezzi siano aumentati, la domanda è rimasta alta. Adatto a un testo informativo
Ακόμα κι αν φύγεις, θα περιμένω. Anche se te ne andrai, aspetterò. L'eventualità non cambia la decisione
Ακόμα κι αν μου προσφέρουν περισσότερα χρήματα, δεν θα δεχτώ. Anche se mi offrissero più denaro, non accetterei. Ipotesi estrema
Ακόμη κι αν αποτύχουμε, θα έχουμε μάθει πολλά. Anche se falliremo, avremo imparato molto. Variante ακόμη
Κι ας κάνει κρύο, τα παιδιά παίζουν έξω. Anche se fa freddo, i bambini giocano fuori. Costruzione più espressiva
Όσο κι αν προσπαθώ, δεν μπορώ να το θυμηθώ. Per quanto mi sforzi, non riesco a ricordarlo. Concessione di grado

Nelle traduzioni italiane il congiuntivo compare spesso dove il greco usa una normale forma finita. È una differenza fra i due sistemi grammaticali, non una mancanza di precisione del greco.

Errori comuni

1. Aggiungere να dopo ogni connettivo

  • Errato: Παρόλο που να είναι δύσκολο, θα προσπαθήσω.
  • Corretto: Παρόλο που είναι δύσκολο, θα προσπαθήσω.
  • Perché: il congiuntivo di «benché sia» non si traduce inserendo automaticamente να. Dopo παρόλο που, il fatto riconosciuto è espresso normalmente con είναι.

2. Usare αλλά come se introducesse una frase dipendente

  • Errato: Αλλά βρέχει, θα βγω. per «Anche se piove, uscirò».
  • Corretto: Αν και βρέχει, θα βγω.
  • Perché: αλλά significa «ma» e collega due affermazioni sullo stesso piano: Βρέχει, αλλά θα βγω («Piove, ma uscirò»). Αν και trasforma invece «piove» nell'ostacolo concessivo da cui dipende la principale.

3. Confondere αν και con il semplice αν

  • Errato: Αν βρέχει, θα βγω se si vuole dire che sta già piovendo ma si uscirà comunque.
  • Corretto: Αν και βρέχει, θα βγω.
  • Perché: αν da solo introduce normalmente una condizione: «se piove». L'aggiunta di και crea il connettivo concessivo αν και: «anche se, sebbene».

4. Presentare come certo ciò che è solo ipotetico

  • Meno adatto: Αν και βρέξει αύριο, θα πάμε στην παραλία.
  • Più naturale: Ακόμα κι αν βρέξει αύριο, θα πάμε στην παραλία.
  • Perché: la pioggia di domani è un'eventualità. Ακόμα κι αν chiarisce che neppure questa possibilità cambierà il programma.

5. Usare μολονότι ovunque nel parlato informale

  • Possibile ma sostenuto: Μολονότι είμαι κουρασμένος, θα έρθω για καφέ.
  • Più spontaneo: Αν και είμαι κουρασμένος, θα έρθω για καφέ.
  • Perché: μολονότι è corretto, ma in una chiacchierata quotidiana può risultare più formale del necessario. Αν και è la scelta neutra.

Note d'uso

Αν και è il connettivo più versatile e sicuro nella lingua di tutti i giorni. Può aprire la frase oppure comparire dopo la principale. Παρόλο που è anch'esso molto comune, ma mette spesso maggiormente in risalto la forza dell'ostacolo: «nonostante il fatto che». Si incontra anche la grafia παρ' όλο που; nell'uso contemporaneo, la forma unita παρόλο που è frequentissima quando l'intera espressione funziona da connettivo.

Μολονότι appartiene soprattutto allo scritto, alle notizie, alle relazioni e a un parlato più sorvegliato. Non è antiquato, ma raramente è la prima scelta in una conversazione informale. Alternare i connettivi in base al contesto rende il greco più naturale: non serve sostituire ogni «anche se» italiano con la stessa espressione.

La virgola aiuta a rendere visibili le due parti della frase. Quando la concessiva viene prima, la separazione con la virgola è particolarmente chiara: Αν και άργησε, πρόλαβε τη συνάντηση. Quando viene dopo, la virgola segnala spesso una precisazione aggiunta: Πρόλαβε τη συνάντηση, αν και άργησε. Nella scrittura reale la punteggiatura può variare con il ritmo e con quanto le due parti sono strettamente unite; l'importante è non spezzare il connettivo stesso.

Non tutte le frasi italiane con «anche se» esprimono la stessa relazione. A volte «anche se» corregge con delicatezza quanto precede: «È un buon ristorante, anche se un po' caro». In greco si può mantenere una concessiva, ma in certi contesti risultano più naturali un coordinamento con αλλά («ma») o un avverbio come ωστόσο («tuttavia»). Prima di tradurre, conviene identificare il rapporto logico, non soltanto le parole.

Oltre le basi: usi avanzati

κι ας: concessione più espressiva

La costruzione κι ας presenta un fatto o un'eventualità che il parlante accetta come irrilevante rispetto alla decisione principale:

  • Κι ας βρέχει, εγώ θα πάω. — «Anche se piove, io ci andrò comunque.»
  • Ας θυμώσει· εγώ θα του πω την αλήθεια. — «Che si arrabbi pure: io gli dirò la verità.»

Qui ας è una particella che accompagna una forma verbale dipendente e può esprimere permesso, invito o accettazione di una possibilità. Nella concessione dà spesso un tono deciso: «sia pure così». Con la negazione si usa μην: Κι ας μην έρθει, θα ξεκινήσουμε («Anche se non viene, partiremo»).

Concessione di quantità o grado

Όσο κι αν significa «per quanto», «per quanto molto» e indica che nessun grado dell'azione basta a cambiare il risultato:

  • Όσο κι αν διαβάζει, πάντα αγχώνεται πριν από τις εξετάσεις. — «Per quanto studi, si agita sempre prima degli esami.»
  • Όσο κι αν τον παρακάλεσα, δεν άλλαξε γνώμη. — «Per quanto lo abbia pregato, non ha cambiato idea.»

Lo stesso schema può comparire con parole interrogative o relative rese indefinite da κι αν:

  • Ό,τι κι αν πεις, δεν θα τον πείσεις. — «Qualunque cosa tu dica, non lo convincerai.»
  • Όποιος κι αν τηλεφωνήσει, μην απαντήσεις. — «Chiunque telefoni, non rispondere.»
  • Όπου κι αν πάει, κάνει φίλους. — «Ovunque vada, fa amicizia.»

Queste strutture non descrivono un singolo ostacolo concreto: comprendono tutte le possibilità e affermano che il risultato resta invariato.

Dalla frase al nome: παρά

Se l'ostacolo è espresso da un nome invece che da un'intera frase, il greco può usare παρά seguito dall'accusativo, cioè la forma del nome usata qui dopo la preposizione:

  • Παρά τη βροχή, βγήκαμε. — «Nonostante la pioggia, siamo usciti.»
  • Παρά τις δυσκολίες, ολοκλήρωσαν το έργο. — «Nonostante le difficoltà, hanno completato il progetto.»

Nello stile formale è comune anche παρά το γεγονός ότι («nonostante il fatto che»): Παρά το γεγονός ότι είχε πυρετό, πήγε στη δουλειά. È utile nello scritto argomentativo, ma nel parlato παρόλο που o αν και sono spesso più snelli.

ενώ e il contrasto parallelo

Ενώ significa spesso «mentre», ma può anche contrapporre due fatti: Ενώ όλοι συμφώνησαν, εκείνος αρνήθηκε («Mentre tutti hanno accettato, lui ha rifiutato»). In certi contesti si avvicina a «sebbene», ma il suo nucleo è il confronto o il contrasto fra due situazioni. Non è quindi un sostituto automatico di αν και: si usa soprattutto quando si vogliono mettere i due lati in parallelo.

Consigli per esercitarsi

  1. Dividi gli esempi in due colonne mentali: “fatto riconosciuto” per αν και / παρόλο που / μολονότι e “eventualità irrilevante” per ακόμα κι αν. Trasforma poi una frase reale in una ipotetica: Αν και βρέχει...Ακόμα κι αν βρέξει....
  2. Crea coppie con lo stesso contenuto: Βρέχει, αλλά θα βγω e Αν και βρέχει, θα βγω. Così alleni la differenza fra coordinazione con «ma» e subordinazione concessiva.
  3. Ascolta il registro: in dialoghi e conversazioni annota αν και e παρόλο που; in articoli e testi formali cerca μολονότι e παρά το γεγονός ότι. Per ogni esempio, chiediti se l'ostacolo è certo, ipotetico o presentato come estremo.

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