B2

Il discorso indiretto in greco

Πλάγιος Λόγος

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

In greco moderno, un'affermazione riferita è introdotta soprattutto da ότι o πως, una domanda con risposta sì/no da αν, mentre ordini e richieste richiedono normalmente να. A differenza dell'italiano, dopo un verbo al passato il greco spesso conserva il tempo della frase originale: Είπε ότι είναι κουρασμένη significa «Ha detto che è/era stanca», secondo il contesto.

Panoramica

Il discorso indiretto serve a riferire parole, pensieri o domande senza riprodurli come citazione esatta. In Η Μαρία είπε: «Είμαι κουρασμένη» («Maria ha detto: “Sono stanca”») abbiamo il discorso diretto; in Η Μαρία είπε ότι είναι κουρασμένη («Maria ha detto che è stanca») lo stesso contenuto è inserito in una frase più ampia.

Questo argomento compare al livello B2 perché non basta scegliere una congiunzione: occorre anche adattare la persona del verbo, i pronomi e talvolta le indicazioni di tempo e luogo. La proposizione dipendente (la parte che non costituisce da sola il messaggio principale) cambia forma a seconda che si riferisca un'affermazione, una domanda oppure una richiesta.

Per chi parla italiano, la differenza più importante riguarda la concordanza dei tempi, cioè il rapporto tra il tempo del verbo introduttivo e quello della frase riferita. L'italiano tende spesso a spostare il tempo indietro: «Ha detto che era stanca». Il greco non applica automaticamente questo spostamento e può dire Είπε ότι είναι κουρασμένη. Un passato greco resta comunque possibile quando il significato è davvero passato o quando chi parla vuole prendere le distanze dalla validità presente dell'informazione.

Come funziona

Affermazioni e pensieri: ότι e πως

Dopo verbi come λέω («dire»), αναφέρω («riferire»), εξηγώ («spiegare»), πιστεύω («credere»), νομίζω («pensare, ritenere») e ισχυρίζομαι («sostenere»), il contenuto riferito è normalmente introdotto da ότι o πως. Il verbo della dipendente è di solito all'indicativo, il modo usato per presentare un fatto o un'informazione.

Struttura Esempio greco Significato
verbo introduttivo + ότι + frase Είπε ότι δεν έχει χρόνο. Ha detto che non ha tempo.
verbo introduttivo + πως + frase Νομίζω πως έχεις δίκιο. Penso che tu abbia ragione.

In questo uso ότι e πως sono in gran parte equivalenti. Ότι è molto comune e neutro anche nello scritto; πως è frequentissimo nella lingua corrente. Non vanno però confusi con:

  • ό,τι, con la virgola grafica, che significa «qualunque cosa, ciò che»: Κάνε ό,τι θέλεις («Fa' ciò che vuoi»);
  • πώς, con l'accento, che significa «come?» nelle domande dirette o indirette: Με ρώτησε πώς είμαι («Mi ha chiesto come sto»);
  • που, senza sigma finale, che introduce spesso una proposizione relativa: το βιβλίο που διάβασα («il libro che ho letto»).

Con alcuni verbi, soprattutto nel parlato, la congiunzione può essere omessa: Νομίζω έχει δίκιο («Penso che abbia ragione»). Per chi sta imparando è più sicuro usare ότι o πως, in particolare nello scritto.

Domande con risposta sì/no: αν

Una domanda che ammette come risposta «sì» o «no» diventa una domanda indiretta con αν («se»). Non si mantiene il punto interrogativo greco — graficamente ; — a meno che l'intera frase sia a sua volta una domanda.

  • Diretto: Με ρώτησε: «Θα έρθεις;» — «Mi ha chiesto: “Verrai?”»
  • Indiretto: Με ρώτησε αν θα έρθω. — «Mi ha chiesto se verrò/se sarei venuto.»
  • Intera frase interrogativa: Ξέρεις αν θα έρθει; — «Sai se verrà?»

Αν introduce anche dubbi e incertezze dopo espressioni come δεν ξέρω («non so») o αναρωτιέμαι («mi domando»): Δεν ξέρω αν είναι ανοιχτό («Non so se è aperto»).

Domande con una parola interrogativa

Se la domanda diretta contiene πού («dove»), πότε («quando»), γιατί («perché»), πώς («come»), ποιος («chi, quale») o un'altra parola interrogativa, questa parola rimane nella forma indiretta. Non si aggiunge αν.

  • «Πού μένεις;»Με ρώτησε πού μένω. («Mi ha chiesto dove abito.»)
  • «Γιατί έφυγε;»Ήθελε να μάθει γιατί έφυγε. («Voleva sapere perché se n'era andato.»)
  • «Ποιο βιβλίο διάλεξες;»Με ρώτησε ποιο βιβλίο διάλεξα. («Mi ha chiesto quale libro avevo scelto.»)

Ordini, inviti e richieste: να

Il greco moderno non possiede un infinito produttivo equivalente all'italiano in frasi come «Mi ha chiesto di venire». Usa invece να seguito da un verbo con una persona precisa:

  • Μου ζήτησε να έρθω. — «Mi ha chiesto di venire.»
  • Του είπα να περιμένει. — «Gli ho detto di aspettare.»
  • Μας συμβούλεψε να φύγουμε νωρίς. — «Ci ha consigliato di partire presto.»

Questa costruzione contiene una forma verbale personale: έρθω indica «che io venga», έρθει «che lui/lei venga», έρθουμε «che noi veniamo». La negazione è μη(ν), non δεν: Μου είπε να μην αργήσω («Mi ha detto di non fare tardi»).

La scelta dell'aspetto verbale — il modo di presentare l'azione come singola/completa oppure abituale/in corso — resta importante:

Forma con να Valore Esempio
να έρθεις una venuta specifica Σου ζήτησα να έρθεις αύριο. — Ti ho chiesto di venire domani.
να έρχεσαι azione ripetuta o continuata Σου ζήτησα να έρχεσαι νωρίτερα. — Ti ho chiesto di venire abitualmente prima.

Tempi verbali: nessun arretramento automatico

Il greco conserva spesso il tempo scelto da chi ha pronunciato la frase. Il passato del verbo introduttivo non obbliga quindi a trasformare un presente in imperfetto, come può avvenire in italiano.

Discorso diretto Discorso indiretto Che cosa cambia
«Είμαι κουρασμένη.» Είπε ότι είναι κουρασμένη. Il presente είμαι resta presente; cambia la persona sottintesa.
«Ήξερες την αλήθεια.» Νόμιζα ότι ήξερες την αλήθεια. Il passato ήξερες resta passato.
«Θα έρθω το βράδυ.» Είπε ότι θα έρθει το βράδυ. Il futuro resta futuro; έρθω diventa έρθει.

La conservazione non è una regola cieca. Είπε ότι ήταν κουρασμένη («Ha detto che era stanca») colloca la stanchezza nel passato o evita di affermare che continui nel presente. Είπε ότι είναι κουρασμένη presenta invece l'informazione come ancora attuale o la riferisce dal punto di vista originario. La scelta dipende dal significato, non soltanto dalla forma del verbo είπε.

Persona, pronomi, tempo e luogo

Anche quando il tempo resta uguale, il punto di vista deve essere coerente. Se riferisco parole rivolte a me, «tu» può diventare «io»; se riferisco le mie parole, «io» può diventare «lui/lei» nella narrazione di un'altra persona.

  • Ο Νίκος μου είπε: «Θα σε πάρω τηλέφωνο».
  • Ο Νίκος μου είπε ότι θα με πάρει τηλέφωνο.
  • «Nikos mi ha detto: “Ti telefonerò”» → «Nikos mi ha detto che mi telefonerà.»

Anche gli avverbi possono cambiare se cambia la situazione da cui si racconta:

Nel messaggio originale Possibile forma nel racconto Italiano
εδώ εκεί qui → lì
σήμερα εκείνη τη μέρα oggi → quel giorno
αύριο την επόμενη μέρα domani → il giorno seguente
χτες την προηγούμενη μέρα ieri → il giorno precedente

Non è obbligatorio sostituirli se il riferimento è ancora lo stesso. Se riferisco oggi una promessa fatta stamattina per domani, αύριο può restare αύριο.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Είπε ότι είναι κουρασμένη. Ha detto che è stanca. Il presente greco può rimanere invariato.
Νόμιζα ότι ήξερες. Pensavo che lo sapessi. Il greco usa l'indicativo passato.
Ο Πέτρος λέει πως δεν μπορεί να έρθει. Petros dice che non può venire. Πως introduce un'affermazione.
Μας εξήγησαν ότι το μουσείο ήταν κλειστό. Ci hanno spiegato che il museo era chiuso. Il passato descrive una situazione passata.
Ρώτησε αν θα έρθω. Ha chiesto se verrò. Domanda indiretta con risposta sì/no.
Δεν ξέρω αν έχουν ήδη φύγει. Non so se siano già partiti. Αν esprime incertezza.
Με ρώτησε πού μένω. Mi ha chiesto dove abito. La parola interrogativa πού rimane.
Θέλω να μάθω γιατί ακυρώθηκε η συνάντηση. Voglio sapere perché la riunione è stata annullata. Domanda indiretta introdotta da γιατί.
Μου ζήτησε να έρθω. Mi ha chiesto di venire. Il greco usa να e un verbo personale.
Τους είπα να περιμένουν έξω. Ho detto loro di aspettare fuori. La persona del verbo dipende da chi deve agire.
Η γιατρός με συμβούλεψε να μην καπνίζω. La dottoressa mi ha consigliato di non fumare. Μην nega la costruzione con να.
Υποσχέθηκε ότι θα μας τηλεφωνήσει την επόμενη μέρα. Ha promesso che ci avrebbe telefonato il giorno seguente. Cambiano pronome e riferimento temporale.
Ισχυρίστηκε ότι δεν είχε δει τίποτα. Ha sostenuto di non aver visto nulla. Registro più formale; fatto anteriore.
Ξέρεις αν λειτουργεί το μετρό σήμερα; Sai se oggi la metropolitana funziona? L'intera frase è una domanda.

Errori comuni

Arretrare sempre il tempo come in italiano

  • Errato come automatismo: Είπε ότι ήταν κουρασμένη quando si vuole sottolineare che è tuttora stanca.
  • Corretto: Είπε ότι είναι κουρασμένη.
  • Perché: il greco può conservare il presente originale. Ήταν non è scorretto in sé, ma presenta la stanchezza come passata o vista da una prospettiva passata.

Usare ότι per una domanda sì/no

  • Errato: Με ρώτησε ότι θα έρθω.
  • Corretto: Με ρώτησε αν θα έρθω.
  • Perché: ότι introduce un contenuto affermato; una domanda indiretta del tipo «se...» richiede αν.

Tradurre alla lettera l'infinito italiano

  • Errato: cercare una forma infinitiva dopo ζήτησε.
  • Corretto: Μου ζήτησε να έρθω.
  • Perché: il greco moderno usa να più un verbo coniugato, e la desinenza indica chi deve compiere l'azione.

Negare να con δεν

  • Errato: Μου είπε να δεν φύγω.
  • Corretto: Μου είπε να μην φύγω.
  • Perché: le costruzioni con να prendono normalmente μη(ν); nelle affermazioni all'indicativo si usa invece δεν: Είπε ότι δεν θα φύγει.

Confondere πως e πώς

  • Errato: Με ρώτησε πως είμαι se si intende «come sto».
  • Corretto: Με ρώτησε πώς είμαι.
  • Perché: πως senza accento vale «che»; πώς accentato è l'interrogativo «come».

Non adattare pronomi e persona verbale

  • Errato: Μου είπε ότι θα σε πάρει τηλέφωνο per riferire «Mi ha detto: “Ti telefonerò”» rivolto a chi parla.
  • Corretto: Μου είπε ότι θα με πάρει τηλέφωνο.
  • Perché: dal nuovo punto di vista il destinatario originale, «te», è diventato «me».

Note d'uso

Nel parlato sono comuni sia ότι sia πως. In una prosa informativa o formale, ότι ricorre molto spesso; verbi come δηλώνω («dichiarare»), αναφέρω («riferire») e ισχυρίζομαι («sostenere») permettono inoltre di precisare l'atteggiamento di chi riferisce. Είπε è neutro, mentre ισχυρίστηκε può suggerire che l'informazione non sia verificata.

Con λέω la struttura distingue bene due intenzioni: Του είπα ότι έφυγες significa «Gli ho detto che eri partito» e comunica un'informazione; Του είπα να φύγει significa «Gli ho detto di andarsene» e comunica un ordine o consiglio. La scelta tra ότι e να cambia quindi il tipo di atto linguistico, non soltanto lo stile.

Nel greco spontaneo si possono incontrare ripetizioni, esitazioni o un passaggio parziale dal discorso indiretto a una citazione diretta. Per una produzione chiara, soprattutto nello scritto, conviene mantenere stabile il punto di vista e controllare persona per persona tutti i pronomi.

Oltre le basi: usi avanzati

Futuro visto dal passato

Quando un evento futuro viene osservato interamente da un momento passato, il greco può usare θα + imperfetto, una costruzione spesso resa in italiano con il condizionale passato o con «stava per» secondo il contesto:

  • Είπε ότι θα ερχόταν την επόμενη μέρα. — «Disse che sarebbe venuto il giorno seguente.»

Non è una trasformazione obbligatoria di ogni futuro. Είπε ότι θα έρθει αύριο («Ha detto che verrà domani») è naturale se domani è ancora futuro rispetto al momento in cui si parla. Ancora una volta conta la prospettiva temporale effettiva.

Distanza e responsabilità dell'informazione

Il discorso indiretto permette di attribuire un'affermazione a qualcun altro senza presentarla come certa. La scelta del verbo è decisiva:

  • Η εταιρεία ανακοίνωσε ότι το προϊόν είναι ασφαλές. — «L'azienda ha annunciato che il prodotto è sicuro.»
  • Η εταιρεία ισχυρίστηκε ότι το προϊόν είναι ασφαλές. — «L'azienda ha sostenuto che il prodotto è sicuro.»
  • Σύμφωνα με την εταιρεία, το προϊόν είναι ασφαλές. — «Secondo l'azienda, il prodotto è sicuro.»

La terza forma non contiene una proposizione introdotta da ότι, ma svolge la stessa funzione informativa ed è molto comune nello stile giornalistico e formale.

Ambiguità del soggetto sottinteso

Il greco omette spesso il pronome soggetto perché la desinenza verbale indica la persona. Alla terza persona, però, il genere non è visibile nel verbo: Η Άννα μίλησε με τη Μαρία και είπε ότι θα φύγει può lasciare incerto chi partirà. Quando il contesto non basta, si può ripetere il nome o usare un pronome: η Άννα είπε ότι η Μαρία θα φύγει. Nel discorso indiretto la chiarezza vale più dell'eliminazione meccanica delle ripetizioni.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma messaggi realistici. Prendi cinque brevi battute — un'affermazione, una domanda sì/no, una domanda con πού/πότε/γιατί, una richiesta e un divieto — e riscrivile con ότι/πως, αν, la parola interrogativa o να.
  2. Controlla il punto di vista in tre passaggi. Sottolinea prima chi parla, poi chi ascolta, infine quando e dove riferisci il messaggio. Solo dopo modifica pronomi, persone verbali e avverbi come εδώ o αύριο.
  3. Ascolta le congiunzioni. In interviste o notiziari greci annota ogni esempio di είπε ότι, ρώτησε αν e ζήτησε να. Confrontare le tre strutture aiuta a scegliere quella giusta senza tradurre mentalmente dall'italiano.

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  • Prerequisito: Le proposizioni relative — aiuta a riconoscere i confini delle proposizioni dipendenti e a non confondere που con πως.

Prerequisito

Le proposizioni relative in grecoB1

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