A1

Formare le domande in greco

Ερωτήσεις

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

In greco una domanda a cui si risponde «sì» o «no» mantiene normalmente lo stesso ordine di parole di un’affermazione: è l’intonazione a renderla interrogativa. Le domande più specifiche usano parole come τι «che cosa», ποιος «chi», πού «dove», πότε «quando», πώς «come» e γιατί «perché». Nello scritto, ogni domanda termina con il punto interrogativo greco ;, non con ?.

Panoramica

Saper fare domande permette fin dall’inizio di sostenere una conversazione: chiedere un nome, una provenienza, un orario o una spiegazione. È quindi un argomento centrale del livello A1. La buona notizia per chi parla italiano è che non occorre imparare un verbo ausiliare speciale né invertire obbligatoriamente soggetto e verbo.

Una domanda sì/no è una domanda a cui si può rispondere con ναι «sì» oppure όχι «no». In Μιλάς ελληνικά; «Parli greco?», le parole sono le stesse dell’affermazione Μιλάς ελληνικά. «Parli greco.»: nel parlato cambia la melodia della frase e nello scritto cambia il segno finale.

Le parole interrogative servono invece a chiedere un’informazione precisa. Come in italiano, si collocano di solito all’inizio: Πού μένεις; «Dove abiti?». Il soggetto può restare sottinteso perché la forma del verbo indica già la persona, proprio come accade spesso in italiano.

Come funziona

Domande sì/no: stessa frase, intonazione diversa

Il modello di base è molto semplice:

Greco Italiano Funzione
Μιλάς ελληνικά. Parli greco. Affermazione
Μιλάς ελληνικά; Parli greco? Domanda sì/no
Η Άννα δουλεύει εδώ. Anna lavora qui. Affermazione con soggetto espresso
Η Άννα δουλεύει εδώ; Anna lavora qui? Domanda senza inversione

In greco moderno non esiste un equivalente obbligatorio di «fare» usato solo per costruire la domanda. Non si aggiunge dunque nessuna parola davanti al verbo. Nel parlato, la voce segnala che si attende una risposta; nello scritto, il segno ; elimina ogni ambiguità.

Anche una frase negativa può diventare domanda senza cambiare struttura: Δεν δουλεύεις σήμερα; «Non lavori oggi?». Come in italiano, una domanda negativa può esprimere sorpresa oppure far capire che chi parla si aspettava una risposta positiva.

Il punto interrogativo greco

Il segno interrogativo del greco ha la forma del nostro punto e virgola: ;. Si scrive attaccato all’ultima parola, senza spazio: Τι κάνεις;. Il segno italiano ? non si usa nella normale ortografia greca.

Attenzione a non confonderlo con l’ano teleia (·), un diverso segno di punteggiatura greco che può avere una funzione simile ai nostri due punti o al punto e virgola. Per fare una domanda serve sempre ;.

Le principali parole interrogative

Forma greca Significato Esempio e uso
τι che cosa, cosa Τι θέλεις; — Che cosa vuoi?
ποιος, ποια, ποιο chi, quale Ποιος είναι; — Chi è?
πού dove Πού μένεις; — Dove abiti?
πότε quando Πότε φεύγεις; — Quando parti?
πώς come Πώς είσαι; — Come stai?
γιατί perché Γιατί γελάς; — Perché ridi?

Queste parole precedono normalmente il resto della domanda. Non si deve però cambiare la forma del verbo solo perché la frase è interrogativa: μένεις resta «abiti» sia in Μένεις εδώ. sia in Πού μένεις;.

Τι: «che cosa?»

Τι è invariabile, cioè non cambia forma. Può stare da solo oppure davanti a un nome:

  • Τι κάνεις; — Che fai? / Come va?
  • Τι διαβάζεις; — Che cosa leggi?
  • Τι ώρα είναι; — Che ore sono?
  • Τι γλώσσες μιλάς; — Quali lingue parli?

Nell’ultima frase l’italiano preferisce spesso «quali», mentre il greco quotidiano usa naturalmente τι davanti al nome. Non conviene quindi tradurre parola per parola in ogni contesto.

Ποιος, ποια, ποιο: «chi?» e «quale?»

A differenza dell’italiano «chi», ποιος si accorda con il genere, cioè assume una forma diversa secondo che si riferisca a un elemento maschile, femminile o neutro.

Genere Forma di base Esempio
Maschile ποιος Ποιος είναι ο Νίκος; — Chi è Nikos?
Femminile ποια Ποια είναι η Ελένη; — Chi è Eleni?
Neutro ποιο Ποιο είναι το πρόβλημα; — Qual è il problema?

Per un principiante è sufficiente riconoscere queste tre forme. Quando ποιος accompagna un nome, può corrispondere anche a «quale»: Ποιο βιβλίο θέλεις; «Quale libro vuoi?». Dopo una preposizione compare spesso una forma diversa, per esempio Με ποιον μιλάς; «Con chi parli?». Ciò dipende dal caso (la forma che mostra il ruolo della parola nella frase) e viene approfondito più avanti nello studio del greco.

Πού, πότε, πώς e γιατί

Πού chiede un luogo o una provenienza. Con una preposizione il significato diventa più preciso:

  • Πού είσαι; — Dove sei?
  • Από πού είσαι; — Di dove sei?
  • Μέχρι πού πάει το λεωφορείο; — Fin dove arriva l’autobus?

Πότε chiede un momento: Πότε αρχίζει το μάθημα; «Quando comincia la lezione?». Πώς chiede il modo, lo stato o, in alcune espressioni fisse, un dato personale: Πώς πας στη δουλειά; «Come vai al lavoro?».

Γιατί introduce una richiesta di causa o motivo. Può anche comparire da solo, proprio come «Perché?» in italiano. La stessa parola può significare «perché» anche in una risposta: Δεν έρχομαι γιατί δουλεύω. «Non vengo perché lavoro.» Il contesto e la punteggiatura fanno capire se si tratta di domanda o spiegazione.

Due domande essenziali da imparare come espressioni complete

Πώς σε λένε; significa «Come ti chiami?». Letteralmente la costruzione è più vicina a «Come ti chiamano?»: σε è «ti» e λένε è la terza persona plurale di «dire/chiamare». È meglio memorizzarla come formula unica, senza cercare di copiarvi la struttura italiana.

Τι κάνεις; significa letteralmente «Che fai?», ma è comunissima anche nel senso di «Come stai?» o «Come va?». Una risposta naturale è Καλά, ευχαριστώ. «Bene, grazie.»

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Μιλάς ελληνικά; Parli greco? Domanda sì/no
Είναι ανοιχτό το μουσείο; Il museo è aperto? Nessun ausiliare interrogativo
Έχεις χρόνο; Hai tempo? Soggetto sottinteso
Δεν έρχεσαι μαζί μας; Non vieni con noi? Domanda negativa
Τι θέλεις να πιεις; Che cosa vuoi bere? τι chiede un oggetto
Τι ώρα είναι; Che ore sono? Espressione fissa molto utile
Ποιος είναι στην πόρτα; Chi è alla porta? Forma maschile di ποιος
Ποιο λεωφορείο πάει στο κέντρο; Quale autobus va in centro? ποιο concorda con λεωφορείο
Πού μένεις; Dove abiti? Domanda sul luogo
Από πού είστε; Di dov’è? / Di dove siete? είστε può essere cortese singolare o plurale
Πότε αρχίζει η ταινία; Quando comincia il film? Domanda sul momento
Πώς σε λένε; Come ti chiami? Formula informale
Πώς πάμε στον σταθμό; Come si va alla stazione? Richiesta di indicazioni
Γιατί μαθαίνεις ελληνικά; Perché studi il greco? Richiesta di una motivazione
Με ποιον μιλάς; Con chi parli? Forma dopo la preposizione με

Errori comuni

Usare il punto interrogativo italiano

  • Errato: Πού μένεις?
  • Corretto: Πού μένεις;
  • Perché: in greco il punto interrogativo ha la forma ;. Il segno va attaccato alla parola precedente.

Cambiare inutilmente l’ordine delle parole

  • Errato: Μιλάς εσύ ελληνικά; se si vuole porre una domanda del tutto neutra
  • Corretto: Μιλάς ελληνικά;
  • Perché: il greco non richiede l’inversione. εσύ «tu» si può esprimere, ma di solito aggiunge contrasto o enfasi: «Tu, invece, parli greco?».

Dimenticare l’accento in πού e πώς

  • Errato: Που μένεις; / Πως είσαι;
  • Corretto: Πού μένεις; / Πώς είσαι;
  • Perché: nelle domande, πού «dove» e πώς «come» portano l’accento scritto. Le forme που e πως senza accento svolgono normalmente altre funzioni, per esempio quella di collegare parti della frase.

Usare ποιος senza accordo

  • Errato: Ποιος γυναίκα είναι η γιατρός;
  • Corretto: Ποια γυναίκα είναι η γιατρός;
  • Perché: davanti a un nome femminile si usa ποια, non il maschile ποιος. Con un nome neutro si usa ποιο.

Tradurre alla lettera «Come ti chiami?»

  • Errato: Πώς καλείς εσύ;
  • Corretto: Πώς σε λένε; oppure, in modo cortese, Πώς σας λένε;
  • Perché: la formula greca comune ha una struttura propria. Va imparata come espressione, insieme al pronome σε informale o σας cortese.

Confondere «dove?» e «di dove?»

  • Errato: Πού είσαι; se si vuole chiedere la provenienza di una persona
  • Corretto: Από πού είσαι;
  • Perché: Πού είσαι; chiede dove si trova qualcuno; Από πού είσαι; chiede da quale luogo proviene.

Note d’uso

Registro informale e forma di cortesia

Con una persona con cui si usa il «tu», il verbo è alla seconda persona singolare: Μιλάς αγγλικά; «Parli inglese?». Per rivolgersi con cortesia a una persona si usa normalmente la seconda persona plurale, come con il «voi»: Μιλάτε αγγλικά; «Parla inglese?». Lo stesso vale per Πώς σας λένε; «Come si chiama?» e Από πού είστε; «Di dov’è?».

La forma plurale può naturalmente indicare anche più interlocutori. È la situazione a chiarire se είστε significa «siete» oppure il cortese «è».

Risposte brevi e naturali

A una domanda sì/no si può rispondere semplicemente Ναι. «Sì.» o Όχι. «No.», ma nella conversazione è frequente aggiungere il verbo o un’informazione:

  • Μιλάς ελληνικά; — Ναι, λίγο. — Parli greco? — Sì, un po’.
  • Έχεις χρόνο; — Όχι, δουλεύω. — Hai tempo? — No, lavoro.
  • Είναι ανοιχτό; — Ναι, είναι. — È aperto? — Sì.

La posizione della parola interrogativa

La posizione iniziale è la scelta neutra e sicura: Τι θέλεις;. Nel parlato, una parola interrogativa può restare alla fine quando si manifesta sorpresa, non si è sentito bene o si chiede di ripetere: Θέλεις τι; «Vuoi che cosa?». Questa non è la struttura da usare per una normale domanda informativa.

Oltre le basi

Le forme seguenti non sono necessarie per cominciare a parlare al livello A1, ma si incontrano presto nelle conversazioni reali.

Altre parole interrogative

Forma greca Italiano Esempio
πόσος, πόση, πόσο quanto, quanta Πόσο κάνει; — Quanto costa?
πόσοι, πόσες, πόσα quanti, quante Πόσα άτομα είναι; — Quante persone sono?
τίνος / ποιανού di chi Ποιανού είναι αυτό; — Di chi è questo?

Πόσο può anche modificare un aggettivo o un avverbio: Πόσο μακριά είναι; «Quanto è lontano?». Ποιανού è molto comune nel parlato; τίνος appartiene spesso a un registro più sorvegliato.

Domande più delicate con μήπως

Μήπως permette di presentare una domanda con cautela, spesso come l’italiano «per caso»: Μήπως ξέρεις πού είναι η τράπεζα; «Sai per caso dov’è la banca?». Non significa che la risposta debba essere negativa; attenua semplicemente la richiesta o esprime incertezza.

Domande indirette

Una domanda indiretta è una domanda inserita dentro una frase più ampia. Le parole interrogative restano le stesse:

  • Δεν ξέρω πού μένει. — Non so dove abita.
  • Θέλω να μάθω γιατί έφυγε. — Voglio sapere perché è partito.

Per «se» nel senso di «se oppure no» si usa αν: Δεν ξέρω αν είναι ανοιχτό. «Non so se è aperto.» Se l’intera frase non è una domanda diretta, termina con un punto. In Ξέρεις πού μένει; «Sai dove abita?», invece, tutta la frase è interrogativa e termina con ;.

Conferma, sorpresa ed enfasi

Nel parlato si possono aggiungere espressioni come έτσι δεν είναι; «vero?, non è così?» oppure σωστά; «giusto?»: Αύριο φεύγεις, σωστά; «Parti domani, giusto?». Inoltre, spostare una parola o esprimere il soggetto può mettere in risalto il contrasto: Εσύ γιατί δεν έρχεσαι; «E tu perché non vieni?».

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma affermazioni in domande. Scrivi cinque frasi al presente, sostituisci il punto con ; e leggile ad alta voce con intonazione interrogativa: Μένεις εδώ. → Μένεις εδώ;
  2. Abbina ogni risposta a una parola interrogativa. Se la risposta è un luogo, comincia con πού; se è un momento, con πότε; se è una ragione, con γιατί. In questo modo impari a scegliere la parola dal tipo di informazione cercata.
  3. Memorizza piccoli scambi, non parole isolate. Ripeti coppie utili come Από πού είσαι; — Είμαι από την Ιταλία. e Πώς σε λένε; — Με λένε…. Cambia poi luogo, nome e verbo per creare nuove conversazioni.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Presente, gruppo A in -ω — aiuta a riconoscere la persona del verbo nelle domande senza soggetto espresso.

Prerequisito

Il presente dei verbi in -ω in grecoA1

Altri concetti di livello A1

Questo concetto in altre lingue

Confronta in tutte le lingue

Esercitati con Ερωτήσεις in greco usando un account Settemila Lingue gratuito. Imposteremo greco · A1 e genereremo schede dedicate proprio a questo concetto grammaticale.

Esercitati su questo concetto