A1

Il presente dei verbi in -ω in greco

Ενεστώτας (Α' Συζυγία)

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

Per coniugare un verbo regolare del gruppo A, si toglie la della forma di base e si aggiungono -ω, -εις, -ει, -ουμε, -ετε, -ουν: γράφω, γράφεις, γράφει, γράφουμε, γράφετε, γράφουν. Il pronome soggetto di solito non serve, perché la desinenza indica già chi compie l’azione. Questo presente può corrispondere sia a «scrivo» sia a «sto scrivendo».

Panoramica

Il presente dei verbi del gruppo A, chiamato in greco Ενεστώτας (Α' Συζυγία), è una delle basi del livello A1. La coniugazione è semplicemente il modo in cui la forma del verbo cambia secondo la persona: «io scrivo», «tu scrivi», «noi scriviamo». Appartengono a questo gruppo moltissimi verbi frequenti, fra cui γράφω «scrivere», διαβάζω «leggere/studiare», μένω «abitare, restare» e δουλεύω «lavorare».

Per chi parte dall’italiano, il meccanismo generale è familiare: anche in greco la desinenza permette spesso di capire la persona e quindi di omettere il soggetto (chi compie l’azione). C’è però una differenza importante già nel dizionario. L’italiano cita il verbo all’infinito, per esempio scrivere; il greco moderno non possiede un infinito d’uso corrente e cita normalmente il verbo alla prima persona singolare del presente: γράφω, letteralmente «scrivo».

Il presente greco serve per ciò che accade adesso, per abitudini e per fatti generali. Non è necessario costruire una forma separata equivalente a «stare + gerundio»: secondo il contesto, γράφω può voler dire «scrivo» oppure «sto scrivendo».

Come funziona

La regola di base

La forma in è il punto di partenza. Togliendo questa desinenza si ottiene il tema, cioè la parte del verbo che ne porta il significato principale. Al tema si aggiunge poi la desinenza personale.

Forma di base Significato Tema
γράφω scrivere γραφ-
μένω abitare, restare μεν-
δουλεύω lavorare δουλευ-
διαβάζω leggere, studiare διαβαζ-

Gli accenti vanno conservati nelle forme complete: γράφω, μένουμε, δουλεύετε, διαβάζουν. Nella tabella il tema è mostrato senza voler proporre una parola autonoma: da solo non si usa in una frase.

Tutte le persone di γράφω

Persona Pronome greco Forma Traduzione essenziale
1ª singolare εγώ γράφω io scrivo
2ª singolare εσύ γράφεις tu scrivi
3ª singolare αυτός / αυτή / αυτό γράφει lui / lei scrive; esso scrive
1ª plurale εμείς γράφουμε noi scriviamo
2ª plurale εσείς γράφετε voi scrivete
3ª plurale αυτοί / αυτές / αυτά γράφουν loro scrivono

Le sei desinenze da imparare sono dunque:

Persona Desinenza Esempio con μένω
io μένω
tu -εις μένεις
lui, lei, esso -ει μένει
noi -ουμε μένουμε
voi -ετε μένετε
loro -ουν μένουν

Nella lingua parlata si sente anche la variante -ουνε alla terza persona plurale: γράφουνε, μένουνε, δουλεύουνε. Ha lo stesso significato di γράφουν, μένουν, δουλεύουν. La forma senza è una scelta sicura in ogni contesto e resta la più utile da memorizzare per prima.

Il pronome soggetto si può omettere

Come in italiano, le forme del verbo distinguono già quasi sempre la persona. Perciò Εγώ γράφω ένα γράμμα è grammaticalmente corretto, ma nella comunicazione neutra basta Γράφω ένα γράμμα. Il pronome compare soprattutto per contrasto, enfasi o chiarimento:

  • Εγώ γράφω, εσύ διαβάζεις. — Io scrivo, tu leggi.
  • Αυτή μένει στην Αθήνα, όχι αυτός. — È lei che abita ad Atene, non lui.

La terza persona singolare non indica da sola il genere: γράφει può significare «lui scrive», «lei scrive» oppure riferirsi a un nome già noto. È il contesto a chiarirlo.

Il presente: adesso, abitudini e fatti generali

L’indicativo (il modo usato per presentare un fatto come reale) al presente copre diversi valori. Le parole di tempo aiutano a capire quello corretto.

Uso Esempio greco Resa naturale in italiano
azione in corso Τώρα γράφω ένα μήνυμα. Adesso sto scrivendo un messaggio.
abitudine Κάθε βράδυ διαβάζω. Leggo ogni sera.
situazione stabile Μένουμε στην Αθήνα. Abitiamo ad Atene.
fatto generale Τα παιδιά μαθαίνουν γρήγορα. I bambini imparano in fretta.
programma vicino Αύριο δουλεύω από το σπίτι. Domani lavoro da casa.

L’ultima possibilità esiste anche in italiano: un presente accompagnato da αύριο «domani» può indicare un programma già stabilito. Non significa che il presente sostituisca sempre il futuro; è il riferimento temporale a rendere chiara la frase.

Negazioni e domande semplici

Per negare un presente dell’indicativo si mette δεν davanti al verbo:

  • Δεν γράφω τώρα. — Non scrivo / non sto scrivendo adesso.
  • Δεν μένουν εδώ. — Non abitano qui.

Una domanda a cui si risponde sì o no può mantenere lo stesso ordine delle parole e cambiare soltanto l’intonazione. Nella scrittura greca il punto interrogativo ha la forma del punto e virgola italiano ;:

  • Δουλεύεις εδώ; — Lavori qui?
  • Διαβάζετε ελληνικά; — Studiate greco?

Le regole complete della negazione e delle domande costituiscono argomenti autonomi; qui basta riconoscere che la forma verbale del gruppo A non cambia.

La cortesia con εσείς

Εσείς significa sia «voi» sia «Lei» di cortesia rivolto a una persona. In entrambi i casi richiede la seconda persona plurale in -ετε:

  • Εσείς μένετε εδώ; — Lei abita qui? / Voi abitate qui?

Questo punto è diverso dall’italiano standard: il nostro «Lei» usa la terza persona singolare, mentre il greco cortese usa una forma plurale. Il contesto indica se εσείς si riferisce a una o più persone.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Γράφω ένα γράμμα. Scrivo una lettera. Prima persona singolare; il pronome è omesso.
Διαβάζεις ένα βιβλίο. Leggi un libro. Seconda persona singolare.
Η Μαρία δουλεύει σε ένα ξενοδοχείο. Maria lavora in un albergo. Il soggetto espresso è un nome.
Μένουμε στην Αθήνα. Abitiamo ad Atene. μένω può significare «abitare» o «restare».
Κάθε πρωί πίνετε καφέ. Ogni mattina bevete caffè. Abitudine alla seconda persona plurale.
Δουλεύουν εδώ. Lavorano qui. Terza persona plurale senza pronome.
Τώρα διαβάζω για τις εξετάσεις. Adesso sto studiando per gli esami. Il presente rende un’azione in corso.
Ο Νίκος ανοίγει το μαγαζί στις οκτώ. Nikos apre il negozio alle otto. Orario abituale.
Εγώ μαγειρεύω και εσύ πλένεις τα πιάτα. Io cucino e tu lavi i piatti. I pronomi creano un contrasto.
Δεν καταλαβαίνω αυτή τη λέξη. Non capisco questa parola. δεν precede il verbo.
Βλέπετε τη θάλασσα από εδώ; Vedete il mare da qui? Domanda con il segno greco ;.
Αύριο φεύγουμε νωρίς. Domani partiamo presto. Presente riferito a un programma futuro.
Τα παιδιά παίζουν στον κήπο. I bambini giocano in giardino. Azione che si svolge adesso.
Εσείς γράφετε πολύ καλά ελληνικά. Lei scrive / Voi scrivete molto bene in greco. Forma plurale o cortese.

Errori comuni

Usare la stessa forma con tutte le persone

  • Sbagliato: Εσύ γράφω ένα μήνυμα.
  • Corretto: Εσύ γράφεις ένα μήνυμα.
  • Perché: con εσύ «tu» serve la desinenza -εις. Se il soggetto non è in contrasto, è ancora più naturale dire semplicemente Γράφεις ένα μήνυμα.

Confondere le desinenze che hanno un suono simile

  • Sbagliato: Αυτή γράφι.
  • Corretto: Αυτή γράφει.
  • Perché: in greco moderno -ει si pronuncia come ι, ma la terza persona dei verbi del gruppo A si scrive -ει. Anche la seconda persona si scrive -εις, non -ις.

Trattare γράφω come un infinito italiano

  • Sbagliato: Θέλω γράφω.
  • Corretto: Θέλω να γράψω. — Voglio scrivere.
  • Perché: il greco moderno non usa un infinito equivalente a «scrivere». Dopo θέλω «volere» occorre una proposizione con να; inoltre qui γράψω presenta l’azione come un risultato unico. Questa costruzione appartiene allo studio del congiuntivo, ma è utile sapere subito che la forma del dizionario γράφω non si inserisce automaticamente dove l’italiano usa l’infinito.

Usare la terza persona singolare per il «Lei» di cortesia

  • Sbagliato: Εσείς μένει εδώ;
  • Corretto: Εσείς μένετε εδώ;
  • Perché: il cortese εσείς richiede la seconda persona plurale -ετε, non la terza singolare -ει. È una differenza importante rispetto al «Lei abita?» italiano.

Applicare la regola a ogni verbo che finisce graficamente in -ω

  • Sbagliato: λέω, λέεις, λέει…
  • Corretto: λέω, λες, λέει… — dire.
  • Perché: molti verbi seguono bene il modello regolare, ma alcuni molto comuni hanno contrazioni o forme particolari. Inoltre i verbi del gruppo B hanno spesso una terminazione accentata, come αγαπώ, o una forma in -άω, come μιλάω, e seguono un altro schema. Conviene imparare ogni verbo insieme almeno alle forme «io» e «tu».

Dimenticare l’accento scritto

  • Sbagliato: διαβαζουμε καθε μερα.
  • Corretto: Διαβάζουμε κάθε μέρα.
  • Perché: l’accento grafico indica la sillaba tonica e fa parte dell’ortografia greca. Copiare le forme complete, invece di memorizzare soltanto una sequenza di lettere, aiuta anche la pronuncia.

Note d’uso

Nel parlato quotidiano i pronomi εγώ, εσύ, εμείς, εσείς vengono omessi spesso, proprio come «io, tu, noi, voi» in italiano. Ripeterli in ogni frase non rende la costruzione scorretta, ma può darle un’enfasi non voluta. È più efficace abituarsi a riconoscere direttamente come «io», -εις come «tu» e così via.

La variante in -ουνε è comune nella conversazione e non deve essere scambiata per una persona diversa: μένουν e μένουνε significano entrambe «abitano/restano». Nello scritto neutro o formale si preferisce normalmente la forma breve in -ουν. Anche nel parlato possono comparire entrambe.

Il verbo μένω merita attenzione perché non corrisponde sempre allo stesso verbo italiano. Μένω στην Αθήνα significa «abito ad Atene», mentre Μένω στο σπίτι σήμερα può significare «oggi resto a casa». Il contesto decide fra «abitare» e «rimanere».

Infine, il presente greco non richiede un equivalente di «sto» per descrivere un’azione in corso. Τώρα διαβάζω è la maniera normale di dire «adesso sto leggendo/studiando». Calcare sistematicamente la costruzione italiana «stare + gerundio» porta a frasi poco naturali o scorrette.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa parte non è necessaria per usare il modello a livello A1, ma chiarisce perché le stesse forme ricompaiono più avanti. Il verbo greco esprime anche l’aspetto, cioè il modo in cui chi parla guarda lo svolgimento dell’azione: come attività in corso o ripetuta, oppure come evento unico e concluso.

Il tema del presente è imperfettivo: presenta l’azione nel suo svolgimento o nella sua ripetizione. Con particelle come να e θα, una forma basata sul presente può non indicare più il momento presente:

Forma Valore Traduzione possibile
γράφω presente scrivo / sto scrivendo
να γράφω attività continuata o abituale desiderata che io scriva regolarmente / continuare a scrivere
θα γράφω futuro continuato o abituale scriverò regolarmente / starò scrivendo
να γράψω evento singolo o visto nel suo insieme che io scriva una volta / scrivere e finire
θα γράψω futuro di un evento compiuto scriverò

Il contrasto fra γράφω e γράψω non è una semplice differenza di tempo: cambia il tema e quindi il modo di presentare l’azione. Lo si studia in modo sistematico con il congiuntivo e il futuro.

Il tema del presente serve inoltre da base per l’imperfetto, il tempo usato per azioni in corso o abituali nel passato: γράφω → έγραφα, «scrivo → scrivevo/stavo scrivendo». Al contrario, l’aoristo, che presenta normalmente un evento passato come compiuto, può avere un tema diverso: γράφω → έγραψα, «scrissi/ho scritto». Per questo è utile imparare bene il presente senza supporre che tutti gli altri tempi si formino aggiungendo soltanto una desinenza allo stesso tema.

Anche i prefissi possono creare nuovi verbi mantenendo un modello riconoscibile: γράφω «scrivere» e ξαναγράφω «riscrivere, scrivere di nuovo». A livelli più alti, tuttavia, l’aggiunta di prefissi e i cambiamenti di tema richiedono attenzione all’accento e all’aspetto.

Consigli per la pratica

  1. Ripeti le sei persone a coppie. Scegli ogni giorno tre verbi regolari, per esempio γράφω, μένω e δουλεύω, e recita le forme in coppie: γράφω–γράφουμε, γράφεις–γράφετε, γράφει–γράφουν. Il confronto singolare/plurale rende lo schema più facile da ricordare.
  2. Trasforma una frase senza tradurre tutto da capo. Parti da Γράφω ένα μήνυμα e cambia soltanto la persona: Γράφεις…, Γράφουμε…, Γράφουν…. Poi aggiungi δεν o trasformala in domanda: Δεν γράφεις…, Γράφετε…;.
  3. Collega forma e situazione reale. Descrivi ad alta voce tre abitudini e tre azioni del momento: Κάθε μέρα δουλεύω, Τώρα διαβάζω. In un breve audio greco, ascolta soprattutto le desinenze invece di aspettare sempre un pronome soggetto.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Pronomi personali — chiarisce a quali persone corrispondono εγώ, εσύ, εμείς, εσείς e perché spesso si omettono.
  • Passo successivo: Negazione — insegna l’uso di δεν e μην con le diverse forme verbali.
  • Passo successivo: Formazione delle domande — amplia le domande semplici con πού, τι, πώς, γιατί e altre parole interrogative.
  • Uso collegato: Esistenza: υπάρχει e υπάρχουν — applica il contrasto fra terza persona singolare e plurale.
  • Lessico verbale: Verbi di movimento — presenta verbi frequenti, alcuni regolari e altri con forme particolari.
  • Sviluppo al livello A2: Passato semplice: aoristo e imperfetto — mostrano due modi diversi di parlare del passato.
  • Sviluppo al livello A2: Congiuntivo — spiega le costruzioni con να e il contrasto fra να γράφω e να γράψω.

Prerequisito

Pronomi personali soggetto in grecoA1

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