A2

L’aoristo in greco moderno

Αόριστος

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

L’aoristo (αόριστος) presenta un’azione passata come un fatto completo: Χθες έγραψα ένα γράμμα significa «Ieri ho scritto una lettera». Le desinenze personali sono abbastanza regolari, ma la radice del verbo cambia spesso: conviene quindi imparare insieme presente e aoristo, per esempio γράφω — έγραψα, μένω — έμεινα, βλέπω — είδα.

Panoramica

L’aoristo è il passato più comune per raccontare che cosa è successo. Si usa per un evento concluso, per una serie di fatti che fa avanzare un racconto o per un periodo considerato ormai delimitato. Il termine «aoristo» può sembrare tecnico, ma l’idea di base è semplice: chi parla guarda l’azione nel suo insieme, senza concentrarsi sul suo svolgimento interno.

Si incontra normalmente al livello A2, dopo aver imparato il presente. La difficoltà principale non è scegliere la persona: quasi tutti i verbi attivi condividono le stesse desinenze. Occorre invece riconoscere il tema dell’aoristo (la parte del verbo a cui si aggiungono le desinenze), che può essere regolare, modificato o del tutto irregolare.

Per chi parla italiano, è importante non identificare l’aoristo con un unico tempo italiano. A seconda del contesto, può corrispondere al passato prossimo oppure al passato remoto: Χθες πήγα στην τράπεζα si rende naturalmente con «Ieri sono andato in banca», mentre in una narrazione Μπήκε, κοίταξε γύρω και κάθισε può diventare «Entrò, si guardò intorno e si sedette». In greco moderno questa scelta non dipende dalla regione o dal registro come spesso accade tra passato prossimo e passato remoto in italiano.

Come funziona

La regola essenziale

Per formare l’aoristo attivo servono tre elementi:

  1. il tema dell’aoristo;
  2. talvolta l’aumento ε- davanti al verbo;
  3. le desinenze del passato: -α, -ες, -ε, -αμε, -ατε, -αν.

Con γράφω «scrivere», il tema dell’aoristo è γραψ-:

Persona Pronome Forma Traduzione orientativa
1ª singolare εγώ έγραψα ho scritto / scrissi
2ª singolare εσύ έγραψες hai scritto / scrivesti
3ª singolare αυτός, αυτή, αυτό έγραψε ha scritto / scrisse
1ª plurale εμείς γράψαμε abbiamo scritto / scrivemmo
2ª plurale εσείς γράψατε avete scritto / scriveste
3ª plurale αυτοί, αυτές, αυτά έγραψαν / γράψανε hanno scritto / scrissero

Come al presente, il pronome soggetto viene normalmente omesso, perché la desinenza indica già la persona: Έγραψα basta per dire «ho scritto». Il pronome compare soprattutto per contrasto o enfasi: Εγώ έγραψα το μήνυμα, όχι ο Νίκος «Il messaggio l’ho scritto io, non Nikos».

Aoristo sigmatico: il tipo in -σα

Si chiama sigmatico l’aoristo formato con il suono /s/, rappresentato dalla lettera σ. È un modello molto produttivo, ma l’incontro tra la consonante finale della radice e σ può provocare un cambiamento grafico:

Presente Aoristo, 1ª singolare Cambiamento Significato
διαβάζω διάβασα tema + -σα leggere
ακούω άκουσα tema + -σα ascoltare, sentire
αγαπάω αγάπησα cambio di tema + -σα amare
μιλάω μίλησα cambio di tema + -σα parlare
γράφω έγραψα consonante labiale + σψ scrivere
δουλεύω δούλεψα consonante labiale + σψ lavorare
ανοίγω άνοιξα consonante velare + σξ aprire
παίζω έπαιξα cambio di tema con ξ giocare

Queste corrispondenze aiutano a riconoscere le forme, ma non permettono sempre di prevederle con sicurezza. Per esempio, due verbi che sembrano simili al presente possono costruire il passato in modo diverso. È più affidabile memorizzare ogni verbo come coppia: ανοίγω — άνοιξα, κλείνω — έκλεισα.

Διαβάζω mostra le stesse desinenze senza un aumento visibile:

Persona Forma
εγώ διάβασα
εσύ διάβασες
αυτός / αυτή / αυτό διάβασε
εμείς διαβάσαμε
εσείς διαβάσατε
αυτοί / αυτές / αυτά διάβασαν / διαβάσανε

Aoristo non sigmatico e verbi irregolari

Nell’aoristo non sigmatico non compare il caratteristico -σ-. Alcuni verbi modificano la vocale o la radice; altri usano una forma che non si può ricavare dal presente con una regola pratica. Sono verbi molto frequenti, quindi vale la pena impararli presto.

Presente Aoristo, 1ª singolare Significato
μένω έμεινα restare, abitare
παίρνω πήρα prendere
φεύγω έφυγα partire, andare via
βρίσκω βρήκα trovare
κάνω έκανα fare
βλέπω είδα vedere
λέω είπα dire
τρώω έφαγα mangiare
πίνω ήπια bere
πηγαίνω / πάω πήγα andare
έρχομαι ήρθα venire

Anche quando la radice è irregolare, le desinenze personali restano riconoscibili: είδα, είδες, είδε, είδαμε, είδατε, είδαν. Non serve quindi imparare sei forme isolate per ogni verbo: è sufficiente conoscere bene il tema e applicare il modello.

Con μένω, per esempio:

Persona Forma
εγώ έμεινα
εσύ έμεινες
αυτός / αυτή / αυτό έμεινε
εμείς μείναμε
εσείς μείνατε
αυτοί / αυτές / αυτά έμειναν / μείνανε

L’aumento e la posizione dell’accento

Molti verbi che iniziano per consonante ricevono un ε- accentato al passato: γράφω → έγραψα, παίζω → έπαιξα, κάνω → έκανα. Questo elemento si chiama aumento. Non esprime da solo il passato: fa parte della forma e contribuisce a collocare correttamente l’accento.

L’aumento compare quando è necessario per sostenere l’accento nelle forme brevi, ma può sparire nelle forme più lunghe:

  • έγραψα, έγραψες, έγραψε;
  • γράψαμε, γράψατε;
  • έγραψαν, oppure nel parlato γράψανε.

I verbi già abbastanza lunghi di solito non aggiungono ε- all’inizio: διαβάζω → διάβασα, non έδιάβασα; αγοράζω → αγόρασα. L’accento scritto è parte della parola e va imparato insieme alla forma. Nei verbi con prefisso e in alcune forme irregolari, l’aumento può comportarsi in modo meno trasparente: a livello A2 è preferibile imitare e memorizzare la forma attestata anziché aggiungere automaticamente ε-.

Negazioni, domande e pronomi

La negazione dell’aoristo indicativo usa δεν davanti al verbo:

  • Δεν κατάλαβα. — «Non ho capito.»
  • Δεν πήγαμε στη δουλειά. — «Non siamo andati al lavoro.»

La parola indicativo indica qui la forma usata per presentare un fatto come reale. Nelle domande non occorre un ausiliare e l’ordine delle parole può restare invariato; cambia l’intonazione e, nello scritto greco, si usa il punto interrogativo ;:

  • Διάβασες το μήνυμα; — «Hai letto il messaggio?»
  • Πότε ήρθαν; — «Quando sono arrivati?»

I pronomi oggetto brevi, cioè le parole che sostituiscono chi o che cosa riceve l’azione, precedono il verbo finito:

  • Τον είδα χθες. — «L’ho visto ieri.»
  • Μου το έδωσε. — «Me l’ha dato.»

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Έγραψα ένα γράμμα στη γιαγιά μου. Ho scritto una lettera a mia nonna. Azione conclusa alla 1ª persona singolare.
Η Μαρία διάβασε το βιβλίο σε δύο μέρες. Maria ha letto il libro in due giorni. Il periodo è visto come completo.
Μείναμε στο σπίτι όλο το βράδυ. Siamo rimasti a casa tutta la sera. Anche una durata può essere delimitata e conclusa.
Ήρθαν χθες το απόγευμα. Sono arrivati ieri pomeriggio. Aoristo irregolare di έρχομαι.
Άνοιξες το παράθυρο; Hai aperto la finestra? Domanda senza ausiliare.
Δεν κατάλαβα την ερώτηση. Non ho capito la domanda. δεν precede l’aoristo.
Πήγα στην Αθήνα τον περασμένο μήνα. Sono andato ad Atene il mese scorso. Aoristo irregolare di πηγαίνω / πάω.
Είδαμε μια πολύ καλή ταινία. Abbiamo visto un film molto bello. Aoristo irregolare di βλέπω.
Μου είπε την αλήθεια. Mi ha detto la verità. Il pronome oggetto μου viene prima del verbo.
Το πρωί ήπια καφέ και έφαγα λίγο ψωμί. La mattina ho bevuto un caffè e mangiato un po’ di pane. Due eventi conclusi in sequenza.
Πήρε το κλειδί, άνοιξε την πόρτα και μπήκε. Prese la chiave, aprì la porta ed entrò. L’aoristo fa avanzare una narrazione.
Δούλεψα εκεί για τρία χρόνια. Ho lavorato lì per tre anni. Il periodo ha un limite ed è ormai terminato.
Τον πήρα τηλέφωνο τρεις φορές. Gli ho telefonato tre volte. Ripetizione contata e considerata nel suo insieme.
Πότε μάθατε τα νέα; Quando avete saputo la notizia? Forma di cortesia o 2ª persona plurale.
Τελικά βρήκαν ένα μικρό διαμέρισμα. Alla fine hanno trovato un piccolo appartamento. βρήκαν viene da βρίσκω.

Errori comuni

Usare il presente con un momento passato concluso

  • Errato: Χθες γράφω ένα μήνυμα.
  • Corretto: Χθες έγραψα ένα μήνυμα.
  • Perché: χθες colloca qui un fatto concluso nel passato; occorre l’aoristo, non il presente.

Costruire la radice per analogia

  • Errato: γράφω → γράφασα
  • Corretto: γράφω → έγραψα
  • Perché: la combinazione della radice con il suono σ produce ψ, e nella forma breve compare anche l’aumento.

Aggiungere l’aumento a ogni verbo

  • Errato: έδιάβασα το άρθρο.
  • Corretto: Διάβασα το άρθρο.
  • Perché: un verbo lungo come διαβάζω non riceve automaticamente ε-; la forma corretta mantiene l’accento su ά.

Conservare l’aumento dove non serve

  • Errato: Εμείς έγράψαμε το γράμμα.
  • Corretto: Εμείς γράψαμε το γράμμα.
  • Perché: nella 1ª persona plurale l’accento può cadere correttamente senza aumento. Inoltre έγράψαμε avrebbe due accenti, impossibili in questa parola.

Copiare l’ausiliare italiano

  • Errato: Έχω πήγα στην τράπεζα.
  • Corretto: Πήγα στην τράπεζα.
  • Perché: l’aoristo greco è una forma semplice e non usa l’equivalente di «avere» o «essere». Έχω πάει esiste, ma è un altro tempo, il perfetto.

Confondere azione conclusa e abitudine

  • Poco adatto: Κάθε καλοκαίρι πήγαμε στην Κρήτη, se si parla di un’abitudine di molti anni.
  • Corretto: Κάθε καλοκαίρι πηγαίναμε στην Κρήτη. — «Ogni estate andavamo a Creta.»
  • Perché: per un’abitudine passata senza un numero chiuso di ripetizioni si usa normalmente l’imperfetto greco, il παρατατικός. L’aoristo va bene se il periodo è delimitato: Πέρσι πήγαμε στην Κρήτη τρεις φορές.

Note d’uso

L’aoristo non significa necessariamente «azione breve» o «azione avvenuta una sola volta». Ciò che conta è il modo in cui il parlante presenta il fatto. Έμεινα εκεί δέκα χρόνια «Sono rimasto lì dieci anni» descrive una durata lunga, ma conclusa; Χτύπησα την πόρτα τρεις φορές «Ho bussato tre volte» raccoglie più azioni in un unico episodio delimitato.

Alcune espressioni temporali favoriscono naturalmente l’aoristo: χθες «ieri», προχθές «l’altro ieri», πέρσι «l’anno scorso», πριν από δύο ώρες «due ore fa», τελικά «alla fine», ξαφνικά «all’improvviso». Non sono però formule automatiche: il contesto e il punto di vista restano decisivi.

La forma della 3ª persona plurale può terminare in -αν oppure in -ανε. Le forme in -ανε, come γράψανε e μείνανε, sono molto comuni nel parlato. Le forme in -αν, come έγραψαν e έμειναν, sono neutre e adatte anche allo scritto sorvegliato.

Oltre le basi: aspetto e usi avanzati

Questa parte non è indispensabile per cominciare a raccontare il passato, ma chiarisce perché la stessa radice ricompare altrove. In greco è centrale l’aspetto verbale, cioè il modo in cui l’azione viene presentata: come evento completo oppure nel suo svolgimento, nella sua ripetizione o come abitudine.

Il contrasto fondamentale è fra aoristo e imperfetto:

Punto di vista Greco Italiano
Evento completo Χθες διάβασα το βιβλίο. Ieri ho letto il libro.
Attività in corso Όταν τηλεφώνησες, διάβαζα. Quando hai telefonato, stavo leggendo.
Abitudine passata Κάθε βράδυ διάβαζα. Ogni sera leggevo.
Sequenza narrativa Μπήκε, κάθισε και μίλησε. Entrò, si sedette e parlò.

In una narrazione i due tempi collaborano spesso: l’imperfetto prepara lo sfondo, l’aoristo introduce l’evento che accade. In Ενώ έγραφα, χτύπησε το τηλέφωνο «Mentre scrivevo, squillò il telefono», έγραφα descrive l’azione in corso e χτύπησε l’evento completo che la interrompe.

Il tema perfettivo usato dall’aoristo riappare anche con να e θα, ma senza l’aumento del passato:

  • έγραψα — «ho scritto»;
  • να γράψω — «che io scriva / scrivere» in una costruzione con να;
  • θα γράψω — «scriverò» come evento completo.

Perciò si dice θέλω να γράψω, non θέλω να έγραψα. L’aumento appartiene alle forme passate dell’indicativo, non al tema perfettivo in ogni suo uso. Lo stesso tema può servire anche per l’imperativo perfettivo: γράψε! «scrivi!», riferito a un compito da portare a termine.

Esiste inoltre un aoristo passivo, spesso riconoscibile da forme come γράφτηκα o ειδοποιήθηκα. La sua formazione ha regole e irregolarità proprie e si studia più avanti. Allo stesso modo, έχω γράψει «ho scritto» è il perfetto: formalmente assomiglia al passato prossimo italiano, ma non sostituisce automaticamente l’aoristo e mette più facilmente in rilievo un risultato o una rilevanza presente.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara i verbi a coppie. Su una scheda scrivi γράφω — έγραψα, βλέπω — είδα, πηγαίνω — πήγα. Aggiungi una frase breve per ciascuna forma: la radice si ricorda meglio in un contesto.
  2. Trasforma un diario del presente. Scrivi cinque azioni al presente, poi raccontale come fatti di ieri: Πίνω καφέ → Χθες ήπια καφέ. Controlla soprattutto aumento, accento e radice irregolare.
  3. Costruisci mini-racconti. Collega tre o quattro aoristi con μετά «poi», ύστερα «in seguito» e τελικά «alla fine». In un secondo momento aggiungi una frase all’imperfetto per creare lo sfondo.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Presente, gruppo A in -ω — fornisce le persone e le forme di base con cui confrontare il tema dell’aoristo.
  • Passo successivo: Modo imperativo — usa spesso lo stesso tema perfettivo dell’aoristo per ordini riferiti a un’azione da completare.

Prerequisito

Il presente dei verbi in -ω in grecoA1

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