A2

Il passato in ungherese

Múlt Idő

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.

In breve

In ungherese il passato si forma inserendo -t o -tt nel verbo e aggiungendo una desinenza personale: vártam «ho aspettato», kérdeztél «hai chiesto». Non si usa un ausiliare come avere o essere. Anche al passato occorre scegliere tra coniugazione indefinita e definita, in base soprattutto al complemento oggetto.

Panoramica

Il passato ungherese, chiamato múlt idő, serve per parlare di azioni, eventi e situazioni anteriori al momento presente. È uno dei punti centrali del livello A2: una volta apprese le desinenze, si può raccontare che cosa si è fatto ieri, descrivere un viaggio o riferire un episodio.

Rispetto all'italiano, il sistema dei tempi è più compatto. L'ungherese moderno ha un solo passato comune nella lingua quotidiana, dove l'italiano distingue fra passato prossimo, imperfetto e passato remoto. Perciò olvastam può corrispondere a «ho letto», «leggevo» oppure, in un racconto, «lessi». Il significato preciso emerge dal contesto, dagli avverbi di tempo e dal modo in cui l'azione viene presentata.

La difficoltà principale non è quindi scegliere fra più tempi passati, bensì combinare correttamente tre elementi: il tema del verbo (la parte che porta il significato), il segno del passato -t/-tt e la desinenza della persona. Inoltre rimane valida la distinzione già presente al tempo presente fra coniugazione indefinita e definita.

Come funziona

La struttura di base

La forma del passato segue in linea generale questo schema:

tema verbale + segno del passato + desinenza personale

Per esempio, da vár «aspettare» si ottiene vár-t-am «ho aspettato» e vár-t-unk «abbiamo aspettato». Il pronome soggetto è normalmente omesso, perché la desinenza indica già chi compie l'azione.

Il segno del passato si presenta come -t oppure -tt. Fra il tema e -tt può comparire una vocale di collegamento:

Verbo Terza persona singolare al passato Traduzione
vár várt ha aspettato
kér kért ha chiesto
olvas olvasott ha letto
hall hallott ha sentito
dönt döntött ha deciso
tanít tanított ha insegnato

La scelta dipende dalla forma del tema e dalla classe del verbo. Le regole fonologiche aiutano, ma per chi è agli inizi è più sicuro imparare almeno la prima e la terza persona singolare insieme: olvastam – olvasott, tanítottam – tanított. Non bisogna costruire tutte le persone aggiungendo meccanicamente una desinenza alla terza persona: da olvasott si ha olvastam, non olvasottam.

Le vocali delle desinenze seguono l'armonia vocalica, cioè tendono ad accordarsi con le vocali del verbo. Per questo si trovano coppie come vártam/kértem, vártunk/kértünk e vártak/kértek. Le forme con ö/ü compaiono dove richieste dalle vocali anteriori arrotondate, per esempio döntöttünk «abbiamo deciso».

Coniugazione indefinita

Si usa la coniugazione indefinita quando:

  • non c'è un complemento oggetto: Tegnap dolgoztam «Ieri ho lavorato»;
  • l'oggetto è indeterminato, spesso introdotto da egy «un/una»: Vettem egy könyvet «Ho comprato un libro»;
  • si parla di una quantità o di qualcosa non identificato: Kávét ittam «Ho bevuto del caffè».

Il complemento oggetto è la persona o la cosa su cui ricade direttamente l'azione. In ungherese porta normalmente il suffisso dell'accusativo -t, come in könyvet «libro» usato come oggetto.

Ecco il paradigma di olvas «leggere» senza oggetto definito:

Persona Forma ungherese Traduzione indicativa
io olvastam ho letto / leggevo
tu olvastál hai letto / leggevi
lui, lei olvasott ha letto / leggeva
noi olvastunk abbiamo letto / leggevamo
voi olvastatok avete letto / leggevate
loro olvastak hanno letto / leggevano

Un secondo modello, utile per vedere l'armonia vocalica, è kér «chiedere»: kértem, kértél, kért, kértünk, kértetek, kértek.

Coniugazione definita

La coniugazione definita si usa quando un verbo transitivo, cioè un verbo che può avere un complemento oggetto diretto, si riferisce a un oggetto preciso di terza persona. Fra i segnali più comuni ci sono:

  • l'articolo definito a/az: a könyvet «il libro»;
  • un nome proprio: Annát láttam «ho visto Anna»;
  • un dimostrativo: ezt «questo»;
  • un possessivo: a kulcsomat «la mia chiave»;
  • un pronome di terza persona: őt «lui/lei» come oggetto.

Il paradigma definito di olvas è:

Persona Forma ungherese Esempio di significato
io olvastam l'ho letto
tu olvastad l'hai letto
lui, lei olvasta l'ha letto
noi olvastuk l'abbiamo letto
voi olvastátok l'avete letto
loro olvasták l'hanno letto

Alla prima persona singolare, la forma indefinita e quella definita coincidono: olvastam. È l'oggetto, o la sua assenza, a chiarire la funzione:

  • Olvastam. — «Ho letto / leggevo.»
  • Olvastam egy könyvet. — «Ho letto un libro.»
  • Olvastam a könyvet. — «Ho letto il libro.»

Nelle altre persone la differenza è visibile: olvastál egy könyvet «hai letto un libro», ma olvastad a könyvet «hai letto il libro».

Verbi frequenti con un tema particolare

Alcuni verbi molto comuni modificano il tema al passato. Conviene memorizzarli come coppie, senza tentare di ricavarli soltanto dall'infinito.

Forma di dizionario Passato, terza persona singolare Prima persona singolare Traduzione
van volt voltam essere, trovarsi
megy ment mentem andare
jön jött jöttem venire
eszik evett ettem mangiare
iszik ivott ittam bere
tesz tett tettem mettere, fare
vesz vett vettem prendere, comprare
visz vitt vittem portare
hisz hitt hittem credere
alszik aludt aludtam dormire

Anche lát «vedere» merita attenzione: látott alla terza persona, ma láttam alla prima. Forme molto frequenti come voltam, mentem, jöttem, ettem e ittam vanno allenate fin dall'inizio.

Negazione e domande

Per negare il passato si mette nem davanti al verbo: Nem dolgoztam «Non ho lavorato», Nem láttuk Annát «Non abbiamo visto Anna». Non occorre cambiare tempo o aggiungere un ausiliare.

Le domande sì/no possono mantenere lo stesso ordine e si riconoscono dall'intonazione nel parlato e dal punto interrogativo nello scritto: Dolgoztál tegnap? «Hai lavorato ieri?». Con una parola interrogativa, questa occupa normalmente una posizione di rilievo davanti al verbo: Mit ettél? «Che cosa hai mangiato?».

Esempi nel contesto

Ungherese Italiano Nota
Tegnap sokáig dolgoztam. Ieri ho lavorato a lungo. Nessun oggetto: coniugazione indefinita.
Reggel ittál kávét? Hai bevuto caffè stamattina? Oggetto non definito; iszik ha il tema itt-.
Anna tízkor érkezett. Anna è arrivata alle dieci. In ungherese non si usa l'ausiliare «essere».
A gyerekek a kertben játszottak. I bambini giocavano in giardino. Il contesto suggerisce un'azione in corso o abituale.
Megnéztük a filmet. Abbiamo visto il film. Oggetto definito; prima persona plurale definita.
Elolvastad az üzenetet? Hai letto il messaggio fino in fondo? Seconda persona singolare definita.
Péter bezárta az ajtót. Péter ha chiuso la porta. Terza persona singolare definita.
Nem találtam meg a kulcsomat. Non ho trovato la mia chiave. Il possessivo rende definito l'oggetto.
Ettem egy szendvicset. Ho mangiato un panino. egy introduce un oggetto indefinito.
Tegnap láttalak a buszon. Ieri ti ho visto sull'autobus. Forma speciale: soggetto «io», oggetto «tu».
Amikor hívtál, vacsoráztam. Quando mi hai chiamato, stavo cenando. Lo stesso passato rende due valori diversi grazie al contesto.
Régen Budapesten laktunk. Un tempo abitavamo a Budapest. régen favorisce una lettura abituale.
Már elmentek, amikor odaértem. Erano già partiti quando sono arrivato. már e la subordinata esprimono l'anteriorità.

Errori comuni

Aggiungere un ausiliare come in italiano

  • Errato: Vagyok olvastam a könyvet.
  • Corretto: Olvastam a könyvet.
  • Perché: il normale passato finito ungherese è una sola forma verbale. Non si costruisce con l'equivalente di «avere» o «essere».

Partire sempre dalla terza persona

  • Errato: Olvasottam tegnap.
  • Corretto: Olvastam tegnap.
  • Perché: la vocale presente in olvasott non rimane in tutte le persone. È utile imparare insieme olvasott e olvastam.

Ignorare la definitezza dell'oggetto

  • Errato: Olvastál a könyvet?
  • Corretto: Olvastad a könyvet?
  • Perché: a könyvet è «il libro», un oggetto definito, quindi alla seconda persona serve la coniugazione definita.

Dimenticare l'accusativo dell'oggetto

  • Errato: Megnéztük a film.
  • Corretto: Megnéztük a filmet.
  • Perché: film è il complemento oggetto e riceve il suffisso accusativo -t, qui con la vocale di collegamento e.

Usare l'ordine italiano con un prefisso negato

  • Errato: Nem elmentem.
  • Corretto: Nem mentem el.
  • Perché: con la negazione il prefisso verbale, qui el-, normalmente si separa e segue il verbo. Questo comportamento diventa particolarmente importante quando si studiano i prefissi verbali.

Note d'uso

Un passato, più traduzioni italiane

Non bisogna cercare una corrispondenza fissa fra la forma ungherese e un singolo tempo italiano. Confronta:

  • Tegnap elolvastam a könyvet. — «Ieri ho letto il libro.»
  • Gyerekkoromban sokat olvastam. — «Da bambino leggevo molto.»
  • Belépett, leült és várt. — «Entrò, si sedette e aspettò.»

Il verbo ungherese è al passato in tutti e tre i casi. Sono tegnap «ieri», gyerekkoromban «nella mia infanzia», la successione degli eventi e il contesto narrativo a guidare la traduzione italiana.

Il soggetto si esprime solo quando serve

Come al presente, il pronome personale non è obbligatorio: Mentem haza significa già «sono andato/a a casa». Si aggiunge én soprattutto per contrasto o enfasi: Én mentem haza, nem Péter «Sono stato io ad andare a casa, non Péter».

La forma verbale non indica il genere. Elment può significare sia «lui è andato» sia «lei è andata». È il contesto a stabilirlo, mentre in italiano il participio può mostrarlo con andato/andata.

Gli avverbi rendono chiaro il rapporto temporale

Parole come tegnap «ieri», múlt héten «la settimana scorsa», régen «un tempo», már «già», még «ancora» e akkor «allora» sono particolarmente utili. Poiché l'ungherese non dispone della stessa serie di tempi passati dell'italiano, questi elementi spesso comunicano distinzioni che in italiano vengono affidate alla forma verbale.

Oltre le basi: usi avanzati

Questi punti non sono indispensabili per iniziare a raccontare il passato, ma compaiono spesso nella lingua reale.

Prefissi e compimento dell'azione

I prefissi verbali come meg-, el-, be- e ki- possono presentare l'azione come conclusa o modificarne il significato. Confronta olvastam a könyvet «leggevo/ho letto il libro» con elolvastam a könyvet «ho letto il libro fino in fondo». Non equivalgono però automaticamente al passato prossimo italiano: il loro valore riguarda soprattutto il significato e lo svolgimento dell'azione.

In una frase affermativa neutra il prefisso precede spesso il verbo: Megírtam a levelet «Ho scritto la lettera». Con negazione o con certi elementi messi a fuoco può separarsi: Nem írtam meg a levelet «Non ho scritto la lettera»; Mit írtál meg? «Che cosa hai scritto?». Lo studio sistematico di questo ordine appartiene al tema dei prefissi verbali.

La forma speciale in -lak/-lek

Quando il soggetto è «io» e l'oggetto è «tu» o «voi», si usa una desinenza speciale. Al passato appaiono forme come:

  • láttalak — «ti ho visto / vi ho visto»;
  • vártalak — «ti ho aspettato / vi ho aspettato»;
  • kértelek — «ti ho pregato/chiesto / vi ho pregato/chiesto».

La scelta fra -lak e -lek segue l'armonia vocalica. Questa forma evita di trattare «tu» come un normale oggetto definito di terza persona.

Anteriorità senza un trapassato distinto

L'ungherese contemporaneo non richiede un tempo separato equivalente al trapassato prossimo italiano. L'ordine degli eventi viene reso dal contesto, dagli avverbi e dalle subordinate: Már elmentek, amikor odaértem significa «Erano già partiti quando sono arrivato». L'avverbio már «già» chiarisce quale evento è anteriore.

Forme in -t/-tt usate come participi

Una forma in -t/-tt può anche funzionare come participio, cioè come una forma verbale usata per caratterizzare un nome: az írt levél «la lettera scritta», a bezárt ajtó «la porta chiusa». Non va confusa con un verbo finito: in Péter levelet írt «Péter scrisse una lettera», írt è il verbo della frase; in az írt levél, descrive levél.

Un'altra forma da riconoscere è szokott. Pur avendo l'aspetto storico di un passato, con un infinito esprime spesso un'abitudine presente: Reggel futni szoktam «Di solito corro al mattino». È una costruzione da imparare come unità, non come normale racconto al passato.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara i verbi in piccole terne. Per ogni verbo annota la forma di dizionario, la prima persona e la terza persona singolare al passato: olvas – olvastam – olvasott. Questo previene errori come olvasottam.
  2. Crea coppie con oggetto indefinito e definito. Trasforma Olvastál egy könyvet in Olvastad a könyvet, oppure Vettünk kenyeret in Megvettük a kenyeret. Evidenzia la desinenza che cambia.
  3. Racconta la giornata di ieri in sei frasi. Usa almeno un verbo senza oggetto, un oggetto con egy, un oggetto con a/az, una negazione e un verbo irregolare come mentem o ettem. Poi controlla separatamente passato, accusativo e definitezza.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Coniugazione definita e indefinita — spiega come l'oggetto determina la serie di desinenze.
  • Passo successivo: Prefissi verbali — approfondisce compimento, significato e separazione del prefisso.
  • Approfondimento: Participi — distingue le forme verbali finite dalle forme in -t/-tt usate come modificatori.
  • Approfondimento: Costruzioni simili al passivo — mostra come l'ungherese presenta un evento senza mettere in primo piano chi agisce.

Prerequisito

Coniugazione definita e indefinita in unghereseA1

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