I participi in ungherese
Igenevek
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.
In breve
L’ungherese usa tre participi aggettivali: -ó/-ő presenta un’azione in corso o caratteristica (olvasó ember, «persona che legge»), -t/-tt un’azione compiuta (írt levél, «lettera scritta») e -andó/-endő soprattutto qualcosa da fare o necessario (megoldandó feladat, «compito da risolvere»). Davanti al nome queste forme non concordano né per genere né per numero.
Panoramica
Un participio è una forma ricavata da un verbo che può descrivere un nome: invece di affermare semplicemente che qualcuno legge, permette di dire «la persona che legge». In ungherese queste forme si chiamano melléknévi igenevek, cioè forme verbali con funzione simile a quella di un aggettivo. Il nome descritto può essere una persona, un oggetto o perfino un’idea.
A livello B2 diventano particolarmente utili perché condensano una proposizione relativa (una frase introdotta in italiano da che, il quale o cui) in un gruppo nominale compatto. Per esempio, a könyv, amely az asztalon fekszik e az asztalon fekvő könyv significano entrambi «il libro che si trova sul tavolo», ma la seconda costruzione è più breve.
Il confronto con l’italiano aiuta, purché non venga applicato in modo meccanico. Il participio ungherese in -t/-tt ricorda spesso il participio passato italiano, ma non serve a costruire tempi composti con «avere» o «essere». La forma in -ó/-ő è molto più produttiva del participio presente italiano; quella in -andó/-endő, detta tradizionalmente «participio futuro», esprime di solito necessità o destinazione, non un semplice futuro cronologico.
Come funzionano
Il participio presente in -ó/-ő
Il folyamatos melléknévi igenév, letteralmente «participio aggettivale continuativo», si forma aggiungendo -ó o -ő alla radice verbale. La scelta segue l’armonia vocalica: in termini semplici, il suffisso adatta la propria vocale a quelle della parola.
| Forma ungherese | Significato in italiano | Formazione |
|---|---|---|
| olvas → olvasó | che legge, lettore | vocale posteriore: -ó |
| vár → váró | che aspetta | vocale posteriore: -ó |
| kér → kérő | che chiede | vocale anteriore: -ő |
| főz → főző | che cucina; per cucinare | vocale anteriore: -ő |
| dolgozik → dolgozó | che lavora; lavoratore | il verbo in -ik perde -ik |
Il valore più tipico è attivo: il nome descritto compie l’azione. A váró utas è «il passeggero che aspetta»; a Budapesten élő barátom è «il mio amico che vive a Budapest». L’azione può essere in corso, abituale oppure caratteristica. Non è quindi obbligatorio che stia avvenendo proprio nel momento in cui si parla.
Alcuni verbi presentano una radice particolare: jön «venire» dà jövő, alszik «dormire» dà alvó, eszik «mangiare» dà evő. Conviene imparare queste forme insieme al verbo, anziché dedurle soltanto dall’infinito.
Il participio può anche diventare un nome: olvasó significa «lettore», tanuló «allievo» e dolgozó «lavoratore, dipendente». In tal caso riceve normalmente le desinenze del plurale e dei casi (le terminazioni che indicano la funzione della parola): olvasók «lettori», olvasót «lettore» come oggetto diretto.
Il participio passato in -t/-tt
Il befejezett melléknévi igenév, cioè «participio aggettivale compiuto», usa -t o -tt e le stesse alternanze di radice che compaiono spesso nel passato. Non esiste però una sola regola grafica sufficiente per prevedere ogni verbo: è utile collegare questa forma al passato già noto.
| Forma ungherese | Significato in italiano | Esempio breve |
|---|---|---|
| ír → írt | scritto | írt levél |
| olvas → olvasott | letto | olvasott könyv |
| fest → festett | dipinto | festett fal |
| főz → főzött | cotto, cucinato | főzött étel |
| érkezik → érkezett | arrivato | érkezett vendég |
Con un verbo transitivo, cioè un verbo la cui azione passa a un oggetto, il significato è normalmente passivo: az Anna által írt levél è «la lettera scritta da Anna». Által introduce qui l’autore dell’azione. Con certi verbi intransitivi, che non hanno un oggetto diretto, il participio descrive invece chi ha compiuto l’azione: a tegnap érkezett vendégek sono «gli ospiti arrivati ieri».
Un prefisso verbale come meg-, el- o be- rende spesso più chiaro il risultato compiuto: a megírt jelentés «la relazione scritta e completata», a bezárt ajtó «la porta chiusa». Il prefisso non è tuttavia obbligatorio: írt levél resta una costruzione corretta.
La forma isolata può coincidere con la terza persona singolare del passato indefinito: Péter levelet írt significa «Péter ha scritto una lettera», mentre a Péter által írt levél significa «la lettera scritta da Péter». La posizione e la presenza del nome chiariscono la funzione.
Il participio in -andó/-endő
Il beálló melléknévi igenév, spesso chiamato participio futuro, si forma con -andó dopo vocali posteriori e -endő dopo vocali anteriori. Gli esempi tipici sono olvasandó «da leggere», megoldandó «da risolvere», fizetendő «da pagare» e keresendő «da cercare».
Il nome tradizionale può trarre in inganno un italofono. Questa forma non equivale normalmente a «che farà» o «che accadrà». Presenta invece un’azione come necessaria, prevista, assegnata o ancora da completare:
- kitöltendő űrlap: modulo da compilare;
- holnapra beadandó dolgozat: elaborato da consegnare entro domani;
- fizetendő összeg: importo da pagare;
- követendő példa: esempio da seguire.
In italiano la resa naturale è spesso da + infinito, «che deve essere + participio» oppure «che occorre + infinito». Il responsabile dell’azione può non essere espresso: megoldandó probléma dice che il problema deve essere risolto, non necessariamente da chi.
Posizione, espansione e assenza di concordanza
Il participio precede il nome, insieme alle parole che ne completano il significato. Queste informazioni si dispongono prima del participio: a tegnap a boltban vásárolt könyv, letteralmente «il ieri nel negozio comprato libro», corrisponde all’italiano «il libro comprato ieri in negozio».
A differenza dell’italiano, la forma attributiva non cambia secondo genere o numero. L’ungherese non possiede il genere grammaticale di «scritto/scritta», e il plurale viene segnato sul nome:
| Ungherese | Italiano | Osservazione |
|---|---|---|
| az olvasó diák | lo studente che legge | singolare |
| az olvasó diákok | gli studenti che leggono | olvasó resta invariato |
| a megírt levél | la lettera scritta | singolare |
| a megírt levelek | le lettere scritte | megírt resta invariato |
Esempi nel contesto
| Ungherese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Az olvasó ember nem hallotta a telefont. | La persona che leggeva non ha sentito il telefono. | Azione in corso in -ó |
| Az asztalon fekvő könyv az enyém. | Il libro che si trova sul tavolo è mio. | Il complemento precede fekvő |
| A Budapesten élő barátom gyakran meglátogat. | Il mio amico che vive a Budapest viene spesso a trovarmi. | Situazione abituale |
| Egy repülő gépet láttunk. | Abbiamo visto una macchina che volava. | Gruppo libero; il nome dell’aeroplano è repülőgép |
| A váró utasok beszállhatnak. | I passeggeri in attesa possono salire. | Il participio non prende il plurale |
| Az olvasó kérdéseket tehet fel. | Il lettore può fare domande. | Participio usato come nome |
| Az Anna által írt levél tegnap érkezett. | La lettera scritta da Anna è arrivata ieri. | Autore espresso con által |
| Elolvastad a tegnap kapott üzenetet? | Hai letto il messaggio ricevuto ieri? | Participio passato senza autore espresso |
| A gyerekek által rajzolt képek a falon vannak. | I disegni fatti dai bambini sono sulla parete. | Plurale segnato solo su képek |
| A már megfőtt leves az asztalon van. | La minestra ormai cotta è sul tavolo. | Stato risultante |
| A tegnap érkezett vendégek fáradtak voltak. | Gli ospiti arrivati ieri erano stanchi. | Valore attivo con verbo intransitivo |
| Ez egy könnyen megoldandó feladat. | Questo è un compito da risolvere facilmente. | Necessità o compito assegnato |
| A kitöltendő űrlapokat az ügyfélszolgálaton találja. | Trova i moduli da compilare presso il servizio clienti. | Registro amministrativo |
| A fizetendő összeg tízezer forint. | L’importo da pagare è di diecimila fiorini. | Formula molto comune |
| Ez mindenki számára követendő példa. | Questo è un esempio che tutti dovrebbero seguire. | Valore di raccomandazione |
Errori comuni
Tradurre sempre -ó/-ő con il gerundio italiano
- Forma fuorviante: az olvasó lány → «la ragazza leggendo»
- Resa corretta: az olvasó lány → «la ragazza che legge»
- Perché: in ungherese il participio descrive direttamente un nome; in italiano serve spesso una relativa con «che» oppure un aggettivo naturale.
Far concordare il participio al plurale
- Errato: az olvasók diákok nel senso di «gli studenti che leggono»
- Corretto: az olvasó diákok
- Perché: davanti al nome il participio resta invariato. Olvasók significa invece «lettori» come nome plurale.
Usare -andó/-endő per qualsiasi evento futuro
- Errato: a holnap esendő eső per «la pioggia che cadrà domani»
- Corretto: az eső, amely holnap esik
- Perché: -andó/-endő indica soprattutto ciò che è da fare, necessario o destinato a un’azione; non è un futuro generico.
Confondere un passato finito con un participio
- Errato: interpretare Péter levelet írt come «la lettera scritta da Péter»
- Corretto: a Péter által írt levél
- Perché: nel primo esempio írt è il verbo della frase; nel secondo modifica levél e forma un gruppo nominale.
Copiare l’ordine delle parole italiano
- Errato: a vásárolt tegnap könyv
- Corretto: a tegnap vásárolt könyv
- Perché: gli elementi che completano il participio vengono normalmente prima di esso; il participio si colloca subito davanti al nome.
Note d’uso
Le costruzioni participiali sono comuni sia nel parlato sia nello scritto, ma la loro densità varia. Forme brevi come dolgozó ember, zárt ajtó e fizetendő összeg sono del tutto quotidiane. Gruppi molto lunghi davanti al nome sono invece tipici della prosa informativa, amministrativa o giornalistica; nella conversazione si preferisce spesso una relativa più facile da seguire.
Molti participi si sono lessicalizzati, cioè sono diventati parole autonome il cui significato non si ricava più soltanto dalla regola. Repülőgép è «aeroplano» e si scrive unito; repülő gép descrive invece, nel suo significato composizionale, una macchina che vola. Jövő può significare «futuro», állandó «costante, permanente» e teendő «cosa da fare». Per queste parole è bene controllare anche l’ortografia e il significato nel dizionario.
La negazione può produrre gruppi come el nem olvasott üzenet «messaggio non letto» e meg nem oldott probléma «problema non risolto». La sequenza prefisso + nem + participio è importante: conserva visivamente il legame con il verbo prefissato e mette in rilievo la mancata conclusione.
Oltre le basi: usi avanzati
Un participio può conservare buona parte della struttura del verbo da cui deriva. Può avere un autore, un oggetto, un complemento di luogo, di tempo o di modo: a diákok által tegnap gyorsan megoldott feladat significa «il compito risolto rapidamente ieri dagli studenti». Questa capacità rende la costruzione potente, ma accumulare troppi elementi prima del nome aumenta lo sforzo di lettura.
La scelta tra participio e relativa dipende quindi anche dallo stile. A tegnap megérkezett csomag sérült è compatto e naturale. Se occorre aggiungere molte informazioni o evitare un’ambiguità, A csomag, amely tegnap megérkezett, sérült («Il pacco, che è arrivato ieri, è danneggiato») può risultare più trasparente.
I tre participi non indicano semplicemente tre tempi paralleli. Il contrasto fondamentale riguarda il modo in cui l’evento si collega al nome:
| Ungherese | Italiano | Prospettiva |
|---|---|---|
| a levelet író diák | lo studente che scrive la lettera | il nome compie l’azione |
| a diák által írt levél | la lettera scritta dallo studente | il nome subisce o mostra il risultato dell’azione |
| a diák által megírandó levél | la lettera che lo studente deve scrivere | l’azione è ancora richiesta o prevista |
Infine, non va confuso il participio aggettivale con il participio avverbiale in -va/-ve, che descrive il modo, la simultaneità o uno stato risultante: Nevetve ment el significa «se n’è andato ridendo», mentre a nevető ember è «la persona che ride». È un sistema vicino, ma con una funzione diversa nella frase.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma relative brevi. Parti da a könyv, amely az asztalon fekszik e riducila a az asztalon fekvő könyv. Poi prova con tempo, luogo e autore.
- Crea terne con lo stesso verbo. Con ír confronta a levelet író nő, az írt levél e a megírandó levél. Domandati ogni volta chi compie l’azione e se essa è in corso, conclusa o ancora necessaria.
- Raccogli espressioni reali. Nei moduli e negli avvisi cerca fizetendő, kitöltendő, csatolandó; nei testi quotidiani cerca élő, dolgozó, kapott e készült. Impara l’intero gruppo nominale, non solo il suffisso.
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- Prerequisito: Il passato — aiuta a riconoscere le radici e le forme in -t/-tt.
- Passo successivo: Il participio avverbiale — introduce le forme in -va/-ve e -ván/-vén per modo, simultaneità e stato risultante.
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