A1

Coniugazione definita e indefinita in ungherese

Határozott és Határozatlan Ragozás (Bevezető)

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.

In breve

In ungherese un verbo transitivo, cioè un verbo che può avere un complemento oggetto, dispone di due serie di forme. In genere si usa la coniugazione indefinita se l'oggetto manca o è introdotto da egy «un/uno/una», e la coniugazione definita se l'oggetto è introdotto da a/az «il/la/i/le»: Látok egy kutyát «Vedo un cane», ma Látom a kutyát «Vedo il cane».

Panoramica

Per chi parla italiano, la novità non sta tanto negli articoli quanto nel verbo. In italiano vedo rimane uguale in «vedo un cane» e «vedo il cane»; in ungherese, invece, la forma verbale cambia: látok nel primo caso, látom nel secondo. Questa scelta viene chiamata határozatlan ragozás «coniugazione indefinita» e határozott ragozás «coniugazione definita». Si incontrano anche i nomi tradizionali alanyi ragozás e tárgyas ragozás.

Il complemento oggetto è la persona o la cosa direttamente interessata dall'azione: in «leggo il libro», il libro è ciò che leggo. In ungherese l'oggetto porta normalmente l'accusativo, cioè una terminazione che ne segnala la funzione, di solito -t: könyv «libro» diventa könyvet «il/un libro» come oggetto. La presenza di -t, però, non dice se occorra la coniugazione definita: sia egy könyvet sia a könyvet sono all'accusativo, ma richiedono serie verbali diverse.

Il principio viene introdotto già al livello A1 perché compare in frasi quotidiane come «vedo», «leggo», «voglio» e «conosco». All'inizio basta dominare il contrasto fra nessun oggetto, egy e a/az. Le regole riguardanti pronomi, possessivi e proposizioni sono raccolte più avanti e possono essere affrontate con calma.

Come funziona

Primo passo: il verbo ha un oggetto?

Se il verbo non ha complemento oggetto, si usa la serie indefinita:

  • Olvasok. — Leggo.
  • Dolgozom. — Lavoro.
  • A gyerek alszik. — Il bambino dorme.

Con verbi come «dormire» o «andare» non c'è normalmente un oggetto diretto da classificare. La scelta fra le due coniugazioni riguarda soprattutto i verbi transitivi, come lát «vedere», olvas «leggere», kér «chiedere/volere» e ismer «conoscere».

Secondo passo: l'oggetto è indefinito o definito?

La regola iniziale più utile è questa:

Tipo di oggetto Segnale frequente Serie verbale Esempio
Nessun oggetto — indefinita Olvasok. «Leggo.»
Oggetto con egy egy «un/una» indefinita Olvasok egy könyvet. «Leggo un libro.»
Oggetto senza articolo nome non determinato o sostanza indefinita Kávét kérek. «Vorrei del caffè.»
Oggetto con a/az articolo determinativo definita Olvasom a könyvet. «Leggo il libro.»
Nome proprio come oggetto persona o luogo identificato per nome definita Ismerem Annát. «Conosco Anna.»
Dimostrativo ezt/azt «questo/quello» definita Ezt kérem. «Prendo questo.»

«Definito» qui è soprattutto una categoria grammaticale, non una valutazione personale su quanto l'oggetto sia importante o noto. Egy könyvet richiede la serie indefinita anche se chi parla ha in mente un libro ben preciso. Al contrario, a zenét in Szeretem a zenét «Amo la musica» richiede la serie definita perché contiene l'articolo a, anche se «la musica» indica un'intera categoria.

Lo stesso verbo nelle due serie

Il presente di olvas «leggere» mostra chiaramente il sistema. I pronomi soggetto sono inclusi nella tabella per orientarsi, ma nella frase vengono spesso omessi perché la terminazione verbale indica già la persona.

Persona Pronome Indefinita Definita
1ª singolare én olvasok olvasom
2ª singolare te olvasol olvasod
3ª singolare ő olvas olvassa
1ª plurale mi olvasunk olvassuk
2ª plurale ti olvastok olvassátok
3ª plurale ők olvasnak olvassák

Confronta ogni coppia aggiungendo lo stesso tipo di oggetto:

  • Olvasok egy könyvet / Olvasom a könyvet.
  • Olvasol egy könyvet / Olvasod a könyvet.
  • Olvasnak egy könyvet / Olvassák a könyvet.

Le terminazioni cambiano anche in base all'armonia vocalica e al tipo di verbo; perciò la tabella di olvas è un modello di confronto, non una regola da applicare meccanicamente a ogni radice. In questa fase è più importante imparare quando scegliere la serie che memorizzare tutte le varianti delle desinenze.

Articolo e accusativo svolgono compiti diversi

Osserva le tre forme del nome:

Gruppo nominale Analisi Scelta del verbo
egy kutyát egy + «cane» all'accusativo indefinita: Látok egy kutyát.
a kutyát a + «cane» all'accusativo definita: Látom a kutyát.
kutyát «cane» all'accusativo, senza articolo indefinita: Kutyát keresek.

Il suffisso accusativo -t identifica l'oggetto; l'articolo o un altro determinante aiuta a scegliere la coniugazione. Non bisogna quindi associare automaticamente «c'è -t» a «serve la forma definita».

Quando l'oggetto non viene ripetuto

Un oggetto già noto può essere sottinteso. In tal caso la forma definita rimane e spesso permette di capire che si parla di «quello» già menzionato:

  • Kéred a kávét? — Vuoi il caffè?
  • Igen, kérem. — Sì, lo voglio.

Il contrasto Kérsz? / Kéred? è particolarmente utile. Kérsz? significa pressappoco «Ne vuoi?» o «Vuoi qualcosa?», mentre Kéred? significa «Lo/la vuoi?», con un oggetto preciso recuperabile dal contesto.

Esempi nel contesto

Ungherese Italiano Nota
Olvasok. Leggo. Nessun oggetto: indefinita
Olvasok egy könyvet. Leggo un libro. Oggetto con egy: indefinita
Olvasom a könyvet. Leggo il libro. Oggetto con a: definita
Látok egy kutyát az utcán. Vedo un cane per strada. Il cane non è identificato
Látom a kutyát a kertben. Vedo il cane in giardino. Il cane è determinato dall'articolo
Kávét kérek. Vorrei del caffè. Oggetto senza articolo: indefinita
Kérem a kávét. Prendo il caffè. Si tratta del caffè già identificato
Ismerem Annát. Conosco Anna. Nome proprio come oggetto: definita
Szereted ezt a filmet? Ti piace questo film? ezt «questo» richiede la definita
Megnézzük a filmet este. Guarderemo il film stasera. Oggetto con articolo determinativo
Mindent értek. Capisco tutto. mindent richiede l'indefinita
Nem látok semmit. Non vedo niente. semmit richiede l'indefinita
Tudom, hogy fáradt vagy. So che sei stanco/a. La proposizione completiva è trattata come oggetto definito
El akarom olvasni ezt a könyvet. Voglio leggere questo libro. L'oggetto dell'infinito influenza il verbo coniugato
Látlak. Ti vedo. Forma speciale: soggetto «io», oggetto «te»

Errori comuni

Usare l'indefinita con a/az

  • Sbagliato: Látok a kutyát.
  • Corretto: Látom a kutyát.
  • Perché: a kutyát «il cane» è un oggetto definito. L'italiano conserva vedo in entrambi i casi, ma l'ungherese deve passare da látok a látom.

Usare la definita con egy

  • Sbagliato: Látom egy kutyát.
  • Corretto: Látok egy kutyát.
  • Perché: l'articolo egy introduce un oggetto grammaticalmente indefinito, quindi serve látok.

Pensare che ogni accusativo richieda la definita

  • Sbagliato: Kérem kávét.
  • Corretto: Kávét kérek.
  • Perché: kávét è all'accusativo, ma non ha articolo né altro elemento che lo renda definito. L'accusativo segnala la funzione dell'oggetto; non sceglie da solo la serie verbale.

Dimenticare il suffisso dell'accusativo

  • Sbagliato: Olvasom a könyv.
  • Corretto: Olvasom a könyvet.
  • Perché: la coniugazione definita del verbo non sostituisce la marcatura del nome. Il complemento oggetto conserva normalmente il suffisso accusativo -t, qui con vocale di collegamento: könyv → könyvet.

Confondere una forma senza oggetto con un oggetto sottinteso

  • Da evitare senza contesto: Olvasom. con il significato generico «Sto leggendo».
  • Corretto: Olvasok. «Sto leggendo»; Olvasom. «Lo/la sto leggendo».
  • Perché: la forma definita può comparire senza un nome espresso solo se l'oggetto preciso è già chiaro. Non è la semplice omissione grafica dell'oggetto a rendere la frase indefinita.

Usare la forma definita normale davanti a «te»

  • Sbagliato: Látom téged.
  • Corretto: Látlak (téged).
  • Perché: con soggetto di prima persona singolare e oggetto di seconda persona, l'ungherese usa la terminazione speciale -lak/-lek. È una particolarità da riconoscere; non serve dominarla subito al livello A1.

Note d'uso

La distinzione non appartiene a un registro particolarmente formale: è parte della grammatica ordinaria, tanto nel parlato quanto nello scritto. Non si può scegliere liberamente una serie per suonare più colloquiali. Nel parlato si omettono spesso sia il pronome soggetto sia un oggetto già evidente, ma la forma del verbo continua a segnalare la relazione: Kérem può bastare per «Lo prendo» o, in una situazione di servizio, «Per favore».

Non bisogna neppure basarsi soltanto sulla traduzione italiana. L'articolo italiano offre spesso un buon indizio, ma le due lingue non classificano ogni espressione nello stesso modo. Mindent értek «Capisco tutto» usa l'indefinita, mentre Szeretem a zenét «Amo la musica» usa la definita. Conviene quindi memorizzare i determinanti ungheresi insieme alla serie che richiedono.

L'ordine delle parole può cambiare per mettere in rilievo informazioni diverse, ma non cambia la natura dell'oggetto: A könyvet olvasom mette «il libro» in primo piano e conserva comunque la coniugazione definita. Anche un prefisso verbale come meg- può spostarsi nella frase senza trasformare un oggetto definito in indefinito.

Oltre le basi

Le regole seguenti rendono il quadro completo, ma non occorre impararle tutte durante il primo incontro con l'argomento.

Altri elementi che attivano la coniugazione definita

Oltre a a/az, richiedono normalmente la serie definita:

  • i dimostrativi usati come oggetto: ezt «questo», azt «quello»;
  • i nomi propri: Látom Pétert «Vedo Péter»;
  • i pronomi di terza persona: Látom őt «Lo/la vedo»;
  • i nomi con un possessore espresso da suffisso: Olvasom a könyvedet «Leggo il tuo libro»;
  • un oggetto definito sottinteso: Ismered? «Lo/la conosci?»;
  • molte proposizioni che funzionano da oggetto: Tudom, hogy igaz «So che è vero», spesso analizzabili con un azt «quello» espresso o sottinteso.

Al contrario, pronomi come valamit «qualcosa», semmit «niente» e mindent «tutto» prendono la coniugazione indefinita. Le parole interrogative kit? «chi?» e mit? «che cosa?» si comportano anch'esse normalmente come indefinite: Kit keresel? «Chi cerchi?».

Le persone dell'oggetto non si comportano tutte allo stesso modo

I pronomi di prima e seconda persona oggetto non attivano semplicemente la normale serie definita. Si dice, per esempio, Szeret engem «Mi ama» con forma indefinita alla terza persona, ma Szereti őt «Lo/la ama» con forma definita. Per «io vedo te/voi» esiste la forma speciale látlak/látlak titeket, con -lak/-lek. Questo sistema viene approfondito a livelli più alti.

L'oggetto di un infinito può controllare la scelta

Quando un verbo coniugato regge un infinito, l'oggetto dell'infinito può determinare la serie del verbo coniugato:

  • El akarok olvasni egy könyvet. — Voglio leggere un libro.
  • El akarom olvasni a könyvet. — Voglio leggere il libro.

In italiano cambia soltanto l'articolo del nome; in ungherese cambia anche akarok/akarom. È un modello molto frequente e vale la pena riconoscerlo presto.

Le due serie continuano oltre il presente

La distinzione fra definito e indefinito non scompare dopo il livello A1. Ricompare nel passato, nel condizionale, nell'imperativo e in altre forme verbali. A volte due forme coincidono visivamente, quindi il contesto resta importante. Inoltre alcuni verbi in -ik, per esempio eszik «mangiare», possono avere una prima persona indefinita in -m: Eszem egy almát «Mangio una mela». Una terminazione in -m non è dunque, da sola, prova di coniugazione definita.

Consigli per la pratica

  1. Costruisci coppie minime. Scegli cinque verbi transitivi e alterna egy con a/az: Látok egy filmet / Látom a filmet. Pronuncia entrambe le frasi, facendo cambiare insieme articolo e verbo.
  2. Fai tre domande prima di coniugare. Il verbo ha un complemento oggetto? È espresso o sottinteso? Quale parola lo rende definito o indefinito? Questo procedimento è più affidabile della traduzione parola per parola dall'italiano.
  3. Impara il nome insieme a una frase completa. Non memorizzare soltanto könyv; associa egy könyvet olvasok e a könyvet olvasom. In questo modo si fissano contemporaneamente accusativo, articolo e forma verbale.

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