B2

Regole avanzate della coniugazione ungherese

Haladó Ragozási Szabályok

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.

In breve

In ungherese la forma del verbo dipende non solo dal soggetto, ma anche dal tipo di complemento oggetto: con un oggetto definito si usa di norma la coniugazione definita, con uno indefinito quella indefinita. I pronomi di prima e seconda persona, però, richiedono normalmente la coniugazione indefinita; quando il soggetto è «io» e l'oggetto è «tu» o «voi», compare la forma speciale -lak/-lek: Látlak «Ti vedo». I riflessivi come magamat si comportano invece da oggetti definiti: Látom magamat «Vedo me stesso».

Panoramica

A livello B2 non basta più associare automaticamente a/az alla coniugazione definita e egy a quella indefinita. Occorre riconoscere anche oggetti espressi da nomi propri, possessivi, pronomi personali o riflessivi e intere proposizioni. Queste scelte si riflettono direttamente sulla desinenza del verbo.

Il complemento oggetto (la persona o la cosa su cui ricade direttamente l'azione) porta spesso la terminazione -t in ungherese: könyvet «libro», Annát «Anna», engem «me». La sua definitezza, cioè il fatto che identifichi o meno una persona o cosa precisa, determina quale delle due serie di desinenze usare. È un meccanismo assente in italiano: diciamo «vedo un libro» e «vedo il libro» con la stessa forma verbale, mentre l'ungherese distingue látok egy könyvet da látom a könyvet.

Il punto più insidioso è che «persona precisa» e «oggetto grammaticalmente definito» non coincidono sempre. Engem «me» e téged «te» indicano persone ben precise, eppure selezionano normalmente la coniugazione indefinita. Al contrario, magamat «me stesso» seleziona quella definita. Conviene quindi imparare una gerarchia di regole, non affidarsi soltanto al significato.

Come funziona

Le tre possibilità

Con un verbo transitivo, cioè un verbo che può avere un complemento oggetto, si presentano tre modelli principali:

Tipo di oggetto Modello Esempio Significato
indefinito, generico o di prima persona coniugazione indefinita Látok egy házat. Vedo una casa.
definito coniugazione definita Látom a házat. Vedo la casa.
seconda persona con soggetto «io» forma in -lak/-lek Látlak téged. Vedo te.

Per confronto, ecco il presente del verbo lát «vedere». La terza colonna esiste solo quando il soggetto è la prima persona singolare.

Soggetto Oggetto indefinito Oggetto definito Oggetto «tu/voi»
én «io» látok látom látlak
te «tu» látsz látod —
ő «lui/lei» lát látja —
mi «noi» látunk látjuk —
ti «voi» láttok látjátok —
ők «loro» látnak látják —

Quando l'oggetto richiede la coniugazione definita

Si usa la serie definita soprattutto nei casi seguenti:

  • Articolo determinativo a/az: Olvasom a könyvet «Leggo il libro».
  • Nome proprio: Várom Annát «Aspetto Anna».
  • Dimostrativo: Ezt kérem «Prendo questo»; Ismerem azt az embert «Conosco quell'uomo».
  • Nome con suffisso possessivo: Keresem a kulcsomat «Cerco la mia chiave». Il possessivo rende identificabile l'oggetto anche se non compare l'articolo.
  • Pronome di terza persona: Látom őt «Vedo lui/lei», Ismerem őket «Li conosco».
  • Forma di cortesia di terza persona: Várom Önt «La aspetto».
  • Pronome riflessivo o reciproco: Látom magamat «Vedo me stesso», Szeretik egymást «Si amano».
  • Oggetto già noto ma sottinteso: Olvasom può significare «Lo sto leggendo» se entrambi gli interlocutori sanno di che cosa si parla.
  • Proposizione oggettiva, cioè un'intera frase che funge da oggetto: Tudom, hogy fáradt vagy «So che sei stanco».

Anche melyik «quale, fra alternative note» tende alla serie definita: Melyiket kéred? «Quale scegli?». Il parlante presenta una scelta all'interno di un insieme delimitato.

Quando si usa la coniugazione indefinita

La serie indefinita compare con:

  • articolo indeterminativo egy: Kérek egy kávét «Vorrei un caffè»;
  • nome senza articolo dal valore non identificato o generico: Kávét kérek «Prendo del caffè»;
  • pronomi indefiniti: Látok valakit «Vedo qualcuno», Nem látok senkit «Non vedo nessuno»;
  • interrogativi kit? e mit?: Kit keresel? «Chi cerchi?», Mit olvasol? «Che cosa leggi?»;
  • oggetti di prima e seconda persona, con l'eccezione speciale «io → tu/voi»: Szeret engem «Mi ama», Várunk titeket «Vi aspettiamo»;
  • uso senza oggetto specifico: Olvasok «Leggo / sto leggendo».

Un caso che merita di essere memorizzato è minden «tutto»: benché possa riferirsi a una totalità, richiede normalmente la coniugazione indefinita, come in Mindent tudok «So tutto».

I pronomi engem, téged, minket, titeket

I pronomi oggetto di prima e seconda persona formano una classe particolare:

Persona dell'oggetto Pronome Scelta normale
me engem coniugazione indefinita
te téged coniugazione indefinita, salvo «io → tu»
noi minket coniugazione indefinita
voi titeket coniugazione indefinita, salvo «io → voi»

Perciò Szeret engem? significa «Mi ama?»: szeret è la terza persona singolare indefinita, non szereti. Analogamente si dice Engem keresel? «Cerchi me?», con keresel e non keresed.

I pronomi sono spesso omessi perché la situazione o la forma verbale chiariscono già il riferimento. Látlak basta da solo per «Ti vedo» o «Vi vedo»; si aggiunge téged o titeket per contrasto, enfasi o chiarimento.

La forma speciale -lak/-lek

La desinenza -lak/-lek si usa quando:

  1. il soggetto è én «io»;
  2. il complemento oggetto è téged «te» oppure titeket «voi».

La vocale segue l'armonia vocalica ungherese: in modo semplificato, -lak accompagna normalmente radici con vocali posteriori, mentre -lek accompagna quelle con vocali anteriori. Si ha quindi várlak «ti aspetto», ma kérlek «ti prego / ti chiedo» e szeretlek «ti amo».

Non è necessario pronunciare il soggetto o l'oggetto: Szeretlek contiene già le informazioni «io» e «te/voi». Se il soggetto non è «io», si torna alla forma indefinita ordinaria: Szeret téged «Ti ama» e Szeretünk titeket «Vi amiamo».

I riflessivi sono definiti

Un pronome riflessivo rimanda al soggetto della stessa frase: in «vedo me stesso», chi vede e chi è visto sono la stessa persona. Le forme ungheresi sono magam(at), magad(at), magát, magunkat, magatokat, magukat. Le varianti brevi magam e magad sono comuni; le forme piene magamat e magadat rendono particolarmente evidente la terminazione dell'accusativo -t.

A differenza di engem e téged, questi pronomi richiedono la coniugazione definita:

Soggetto e riflessivo Esempio Traduzione
én — magam(at) Látom magamat. Vedo me stesso.
te — magad(at) Ismered magadat. Conosci te stesso.
ő — magát Megvédi magát. Si difende.
mi — magunkat Látjuk magunkat. Vediamo noi stessi.
ti — magatokat Ismeritek magatokat. Conoscete voi stessi.
ők — magukat Megvédik magukat. Si difendono.

Per chi parla italiano il contrasto è notevole. In italiano «mi» può servire sia in «mi ama» sia in «mi vedo», senza cambiare la coniugazione. In ungherese, invece, Szeret engem usa la serie indefinita, mentre Látom magamat usa quella definita.

Esempi nel contesto

Ungherese Italiano Nota
Látlak (téged). Ti vedo. Forma speciale «io → tu»; il pronome è facoltativo.
Holnap felhívlak titeket. Domani vi telefono. -lak vale anche con l'oggetto plurale «voi».
Szeret engem? Mi ama? engem richiede la coniugazione indefinita.
Engem keresel? Cerchi me? Prima persona come oggetto, forma indefinita.
Várunk titeket az állomáson. Vi aspettiamo alla stazione. Il soggetto non è «io»: niente -lak/-lek.
Látom magamat a tükörben. Mi vedo allo specchio. Il riflessivo è un oggetto definito.
Ismered magadat? Conosci te stesso? Seconda persona con coniugazione definita.
A gyerekek megvédik magukat. I bambini si difendono. Riflessivo plurale definito.
Kérek egy kávét. Vorrei un caffè. egy introduce un oggetto indefinito.
Ezt a kávét kérem. Prendo questo caffè. Il dimostrativo rende definito l'oggetto.
Keresem a telefonomat. Cerco il mio telefono. Il suffisso possessivo identifica l'oggetto.
Kit vársz? Chi aspetti? kit? richiede la forma indefinita.
Melyiket választod? Quale scegli? Scelta fra alternative delimitate: forma definita.
Mindent értek. Capisco tutto. minden si costruisce con la forma indefinita.
Tudom, hogy igazad van. So che hai ragione. La proposizione oggettiva seleziona la forma definita.

Errori comuni

Usare la forma definita con engem

  • Errato: Szereti engem?
  • Corretto: Szeret engem?
  • Perché: i pronomi oggetto di prima persona richiedono la coniugazione indefinita. Szereti sarebbe adatto, per esempio, in Szereti Annát? «Ama Anna?».

Dimenticare -lak/-lek quando il rapporto è «io → tu»

  • Errato: Látok téged.
  • Corretto: Látlak téged.
  • Perché: con soggetto «io» e oggetto «tu» o «voi» non si usa la normale prima persona indefinita, ma la forma speciale.

Estendere -lak/-lek a qualsiasi soggetto

  • Errato: Ő látlak téged.
  • Corretto: Ő lát téged.
  • Perché: -lak/-lek incorpora sempre un soggetto di prima persona singolare. Con ő «lui/lei» si usa la terza persona indefinita.

Trattare il riflessivo come engem o téged

  • Errato: Látok magamat a tükörben.
  • Corretto: Látom magamat a tükörben.
  • Perché: magamat è grammaticalmente definito e seleziona la coniugazione definita.

Scegliere il verbo solo guardando la terminazione -t

  • Errato: «könyvet finisce in -t, quindi vuole sempre la forma definita».
  • Corretto: Olvasok egy könyvet, ma olvasom a könyvet.
  • Perché: -t segnala l'accusativo, cioè la funzione di oggetto; non indica da solo se l'oggetto è definito.

Tradurre alla lettera i pronomi italiani

  • Errato: usare sempre lo stesso modello per «mi vede» e «mi vedo».
  • Corretto: Lát engem «mi vede», ma Látom magamat «mi vedo».
  • Perché: l'italiano non mostra questa opposizione nella desinenza verbale, mentre l'ungherese distingue pronome personale e riflessivo.

Note d'uso

Nella lingua parlata i pronomi personali vengono spesso omessi quando sono recuperabili. Várlak è più naturale di Én várlak téged in un contesto neutro. La frase completa non è sbagliata, ma sottolinea entrambi i partecipanti: «sono io che aspetto proprio te». Questa possibilità è importante perché in ungherese l'ordine delle parole e la presenza dei pronomi servono spesso a organizzare il rilievo informativo.

Kérlek merita un'attenzione particolare. Letteralmente è «ti chiedo», ma viene usato molto spesso con il valore di «per favore»: Kérlek, segíts! «Per favore, aiutami!». La sua forma continua comunque a esprimere il rapporto «io → tu».

Con un oggetto sottinteso, la scelta della coniugazione comunica ciò che il parlante presuppone. Olvasok presenta l'attività del leggere senza un oggetto identificato; Olvasom rinvia a un testo noto nel contesto, all'incirca «lo sto leggendo». Non sempre esiste una traduzione italiana parola per parola che conservi la stessa sfumatura.

Le forme brevi magam e magad sono frequenti nell'uso comune, mentre magamat e magadat possono risultare più esplicite o enfatiche. In entrambi i casi la scelta della coniugazione resta definita: Látom magam e Látom magamat.

Oltre le regole di base

La relazione speciale «io → tu/voi» non è limitata al presente. Il suo elemento caratteristico riappare in altri tempi e modi:

Forma Esempio Traduzione
presente Várlak. Ti aspetto.
passato Vártalak. Ti ho aspettato.
condizionale Várnálak. Ti aspetterei.
congiuntivo-imperativo Hadd lássalak! Lascia che ti veda!

Le terminazioni complete cambiano insieme al tempo o al modo, ma il rapporto fra prima persona soggetto e seconda persona oggetto rimane riconoscibile. È più utile imparare queste forme dentro frasi intere che tentare di aggiungere meccanicamente -lak/-lek a una forma già coniugata.

Anche le proposizioni oggettive mostrano quanto la definitezza sia una proprietà grammaticale e non soltanto la presenza di un articolo. In Nem tudom, eljön-e «Non so se verrà», il contenuto della frase dipendente è ciò che non si sa, e tudom appartiene alla serie definita. Con alcuni verbi e costruzioni l'uso va appreso insieme alla reggenza, cioè al tipo di complemento richiesto dal verbo.

Infine, alcune forme coincidono esteriormente in determinati tempi o persone. Il contesto può quindi essere decisivo per interpretare la frase. La distinzione concettuale fra oggetto indefinito, definito e seconda persona resta comunque utile: permette di produrre correttamente le forme nei punti in cui le desinenze sono diverse e di capire perché un parlante sceglie una serie anziché l'altra.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma l'oggetto mantenendo lo stesso verbo. Parti da Látok egy autót, poi passa a Látom az autót, Látlak téged, Látom magamat. Il contrasto rende visibile quale informazione cambia la desinenza.
  2. Crea coppie italiane che sembrano simili. Confronta «mi cerca» (Keres engem) con «cerca se stesso» (Keresi magát), oppure «ti amo» detto da «io» (Szeretlek) e da «lui/lei» (Szeret téged).
  3. Durante l'ascolto, annota solo verbo e oggetto. Classifica poi ogni esempio come indefinito, definito o «io → tu/voi». In questo modo alleni la decisione grammaticale senza dover analizzare subito tutta la frase.

Concetti correlati

Prerequisito

La coniugazione definita al presente in unghereseA2

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