A2

Il congiuntivo in greco moderno

Υποτακτική

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

In greco moderno il congiuntivo si costruisce soprattutto con να + verbo coniugato: θέλω να γράψω «voglio scrivere», πρέπει να φύγουμε «dobbiamo partire». La forma in να γράφω presenta l’azione come continuata o abituale, mentre να γράψω la considera come un evento singolo o nel suo insieme. La negazione è μη(ν), non δεν: να μην φύγεις «che tu non parta».

Panoramica

La Υποτακτική, cioè il congiuntivo greco, è un modo verbale (un modo di presentare l’azione, per esempio come desiderata, necessaria o possibile). Si incontra già al livello A2 perché compare in frasi indispensabili: dopo θέλω «volere», μπορώ «potere», πρέπει «dovere», nelle espressioni di scopo e negli auguri. La particella più caratteristica è να.

Per chi parte dall’italiano, la differenza decisiva è che il greco moderno non usa normalmente un infinito come scrivere, venire, partire. Al suo posto mette una proposizione con να, cioè un piccolo gruppo di parole dotato di un verbo coniugato. Perciò sia «voglio scrivere» sia «voglio che tu scriva» contengono να: θέλω να γράψω e θέλω να γράψεις. È la desinenza del secondo verbo a indicare chi compie l’azione.

Il nome «congiuntivo» non deve però indurre a tradurre automaticamente il congiuntivo italiano con να. In italiano diciamo anche «posso venire» e «devo partire» con l’infinito; in greco queste sono proprio alcune delle situazioni più comuni per να. Conviene quindi imparare la costruzione greca come sistema autonomo, non come sostituzione parola per parola.

Come funziona

La struttura fondamentale

Lo schema di base è:

verbo o espressione introduttiva + να + verbo coniugato

Funzione Struttura greca Resa italiana
volontà θέλω + να + verbo voglio… / voglio che…
possibilità o capacità μπορώ + να + verbo posso…
necessità πρέπει + να + verbo devo… / bisogna che…
preferenza o piacere προτιμώ / μου αρέσει + να + verbo preferisco… / mi piace…
scopo για να + verbo per… / affinché…

Il verbo dopo να non resta invariabile. Con θέλω να γράψω, la desinenza -ω indica «io»; con θέλω να γράψεις, -εις indica «tu»:

  • Θέλω να γράψω. — Voglio scrivere.
  • Θέλω να γράψεις. — Voglio che tu scriva.
  • Θέλουμε να γράψετε. — Vogliamo che voi scriviate.

Come in italiano, il pronome soggetto può essere omesso perché la forma verbale segnala già la persona.

Due forme essenziali: attività o evento completo

Il congiuntivo greco distingue soprattutto l’aspetto, cioè il modo in cui si guarda allo svolgimento dell’azione. La forma basata sul presente è imperfettiva: mostra un’attività in corso, ripetuta o abituale. La forma basata sull’aoristo è perfettiva: presenta l’evento come singolo, delimitato o considerato nel suo insieme.

Aspetto Forma Idea principale Esempio
imperfettivo να γράφω scrivere regolarmente, continuare a scrivere Θέλω να γράφω κάθε μέρα.
perfettivo να γράψω scrivere una volta o portare a termine lo scritto Θέλω να γράψω ένα μήνυμα.

La differenza non corrisponde semplicemente a «presente contro passato». In θέλω να γράψω αύριο, γράψω si riferisce al futuro, non al passato. La forma perfettiva del congiuntivo è collegata al tema dell’aoristo έγραψα, ma non porta l’aumento iniziale έ-: si dice να γράψω, non να έγραψω.

Il contrasto emerge bene con indicazioni di frequenza:

  • Πρέπει να διαβάζω κάθε μέρα. — Devo studiare ogni giorno.
  • Πρέπει να διαβάσω αυτό το κεφάλαιο σήμερα. — Devo studiare questo capitolo oggi.
  • Μου αρέσει να πηγαίνω με τα πόδια. — Mi piace andare a piedi.
  • Θέλω να πάω με τα πόδια σήμερα. — Oggi voglio andare a piedi.

A livello A2, una regola pratica funziona spesso: usa la forma imperfettiva per «di solito, continuamente, per un certo periodo» e quella perfettiva per «questa volta, una volta, fino al risultato». Non è una regola meccanica, ma offre un buon punto di partenza.

La coniugazione di γράφω e γράψω

Entrambe le forme cambiano secondo la persona. Le desinenze sono in gran parte quelle già note dal presente; ciò che cambia è il tema γραφ- / γραψ-.

Persona Imperfettivo Perfettivo Resa essenziale
io να γράφω να γράψω che io scriva
tu να γράφεις να γράψεις che tu scriva
lui / lei να γράφει να γράψει che lui / lei scriva
noi να γράφουμε να γράψουμε che noi scriviamo
voi / Lei di cortesia να γράφετε να γράψετε che voi scriviate / che Lei scriva
loro να γράφουν να γράψουν che loro scrivano

In greco la forma di cortesia è la seconda persona plurale. Μπορείτε να περιμένετε; può quindi significare «Potete aspettare?» oppure «Può aspettare?» rivolto con cortesia a una sola persona.

I temi perfettivi più comuni

Non sempre basta aggiungere una lettera. Molti verbi frequenti cambiano tema, perciò è utile imparare insieme la forma del presente e quella dopo να.

Forma di dizionario Imperfettivo Perfettivo Significato
γράφω να γράφω να γράψω scrivere
διαβάζω να διαβάζω να διαβάσω leggere, studiare
μένω να μένω να μείνω restare, abitare
φεύγω να φεύγω να φύγω partire, andare via
έρχομαι να έρχομαι να έρθω venire
βλέπω να βλέπω να δω vedere
τρώω να τρώω να φάω mangiare
λέω να λέω να πω dire
παίρνω να παίρνω να πάρω prendere

Le forme να δω, να φάω, να πω sono molto comuni e vanno memorizzate come tali. Alcuni verbi, fra cui είμαι «essere», non presentano lo stesso contrasto produttivo: si usa να είμαι.

La negazione con μη(ν)

Davanti al congiuntivo la negazione è μη o μην. La forma μην è molto comune davanti a vocale e, secondo l’uso ortografico corrente, anche davanti a determinate consonanti; per chi studia è sicuro memorizzare le espressioni complete così come le incontra.

  • Μου είπε να μην φύγω. — Mi ha detto di non partire.
  • Είναι σημαντικό να μην αργήσουμε. — È importante che non facciamo tardi.
  • Μπορεί να μην έρθει. — Può darsi che non venga.

È importante distinguere dove cade la negazione:

  • Δεν θέλω να φύγω. — Non voglio partire: è negato θέλω.
  • Θέλω να μην φύγεις. — Voglio che tu non parta: è negato φύγεις.

Pronomi e ordine delle parole

I pronomi atoni, cioè le forme brevi come με «mi», σε «ti» e το «lo», si collocano dopo να o dopo la negazione:

  • Θέλω να σε δω. — Voglio vederti.
  • Πρέπει να το γράψεις. — Devi scriverlo.
  • Σε παρακαλώ να μην το πεις. — Ti prego di non dirlo.

L’ordine utile da ricordare è quindi να + pronome + verbo, oppure να + μην + pronome + verbo.

Usi principali di να

Dopo volontà, capacità e necessità:

  • Θέλω να ξεκουραστώ. — Voglio riposarmi.
  • Μπορείς να έρθεις; — Puoi venire?
  • Πρέπει να φύγω. — Devo partire.

Per esprimere uno scopo, si usa spesso για να:

  • Ήρθα για να σε βοηθήσω. — Sono venuto per aiutarti.

A differenza dell’italiano, la struttura non cambia quando i soggetti sono diversi:

  • Άνοιξα την πόρτα για να μπει ο Γιάννης. — Ho aperto la porta perché entrasse Giannis.

In una frase indipendente, να può introdurre un augurio, una proposta, una richiesta di permesso o un consiglio:

  • Να είσαι καλά! — Stammi bene! / Grazie di cuore!
  • Να φύγουμε; — Andiamo? / Vogliamo andare?
  • Να περάσω; — Posso entrare?
  • Να προσέχεις. — Abbi cura di te / Fai attenzione.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Θέλω να γράψω. Voglio scrivere. Stesso soggetto; evento visto nel suo insieme.
Θέλω να γράψεις στη Μαρία. Voglio che tu scriva a Maria. Il secondo verbo è alla seconda persona.
Μπορείς να έρθεις αύριο; Puoi venire domani? Capacità o disponibilità.
Πρέπει να φύγω τώρα. Devo partire adesso. πρέπει resta impersonale; φύγω indica chi parte.
Να είσαι καλά! Stammi bene! / Grazie di cuore! Augurio e formula di ringraziamento.
Μου αρέσει να διαβάζω πριν κοιμηθώ. Mi piace leggere prima di addormentarmi. Attività abituale, quindi imperfettivo.
Πρέπει να διαβάσω αυτό το βιβλίο μέχρι αύριο. Devo leggere questo libro entro domani. Compito da completare.
Ήρθα για να σε βοηθήσω. Sono venuto per aiutarti. για να introduce lo scopo.
Άνοιξε το παράθυρο για να μπει αέρας. Ha aperto la finestra per far entrare aria. Lo scopo ha un soggetto diverso.
Θέλετε να καθίσετε; Vuole / Volete sedervi? Seconda persona plurale o forma di cortesia.
Να παραγγείλουμε; Ordiniamo? Proposta alla prima persona plurale.
Να περάσω; Posso entrare? Richiesta di permesso.
Μου είπε να μην αργήσω. Mi ha detto di non fare tardi. Negazione con μην.
Θέλω να σε δω πριν φύγεις. Voglio vederti prima che tu parta. Il pronome σε segue να.
Προτιμώ να πηγαίνω στη δουλειά με τα πόδια. Preferisco andare al lavoro a piedi. Abitudine ripetuta.

Errori comuni

Omettere να come se il greco avesse l’infinito italiano

  • Sbagliato: Θέλω γράψω.
  • Corretto: Θέλω να γράψω.
  • Perché: il greco moderno non usa qui un infinito. Dopo θέλω serve la proposizione con να e un verbo coniugato.

Usare automaticamente la forma del presente

  • Sbagliato: Θέλω να γράφω ένα μήνυμα τώρα.
  • Corretto: Θέλω να γράψω ένα μήνυμα τώρα.
  • Perché: se si intende un messaggio specifico da scrivere e completare, è naturale la forma perfettiva γράψω. Να γράφω suggerisce piuttosto un’attività continuata o abituale.

Confondere la forma perfettiva con l’aoristo

  • Sbagliato: Πρέπει να έγραψω σήμερα.
  • Corretto: Πρέπει να γράψω σήμερα.
  • Perché: il tema è collegato all’aoristo έγραψα, ma dopo να non compare l’aumento έ-. Inoltre γράψω non esprime da solo il passato.

Negare con δεν dopo να

  • Sbagliato: Μου είπε να δεν φύγω.
  • Corretto: Μου είπε να μην φύγω.
  • Perché: la negazione del congiuntivo è μη(ν). Δεν si usa normalmente con l’indicativo, per esempio Δεν φεύγω «non parto».

Lasciare il secondo verbo alla persona sbagliata

  • Sbagliato: Θέλω να έρθω εσύ.
  • Corretto: Θέλω να έρθεις.
  • Perché: in «voglio che tu venga» chi viene è «tu», quindi il verbo greco deve essere alla seconda persona έρθεις. Il pronome εσύ può essere aggiunto per contrasto, ma non sostituisce la desinenza corretta.

Mettere il pronome prima di να

  • Sbagliato: Θέλω σε να δω.
  • Corretto: Θέλω να σε δω.
  • Perché: il pronome breve si colloca dentro la proposizione introdotta da να, davanti al verbo: να σε δω.

Note d’uso

Nel parlato quotidiano να è frequentissimo e non suona formale. Compare tanto nelle frasi complete quanto in formule brevi come Να δούμε «vediamo», Να σου πω… «senti, ti dico…» e Να προσέχεις «abbi cura di te». Il significato preciso dipende dall’intonazione e dalla situazione: Να φύγουμε; è una proposta, non un ordine.

Per una richiesta cortese si usa spesso μπορείτε να…; con la seconda persona plurale: Μπορείτε να με βοηθήσετε; «Può aiutarmi?». Anche θα ήθελα να… «vorrei…» attenua la richiesta: Θα ήθελα να κλείσω ένα τραπέζι «vorrei prenotare un tavolo».

L’italiano sceglie l’infinito quando il soggetto dei due verbi coincide e spesso che + congiuntivo quando cambia: «voglio partire» ma «voglio che partiate». Il greco mantiene να in entrambi i casi e cambia soltanto la persona: θέλω να φύγω, θέλω να φύγετε. Questa regolarità è uno dei vantaggi della costruzione greca.

Non ogni subordinata italiana al congiuntivo richiede però να. Per riferire un fatto o un’opinione, il greco usa spesso ότι o πως «che»: Νομίζω ότι είναι σπίτι «penso che sia a casa». Al contrario, ξέρω να κολυμπάω significa «so nuotare», cioè possiedo quella capacità. La scelta dipende dal tipo di relazione fra i verbi, non dal solo modo usato in italiano.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa sezione non è indispensabile per comunicare a livello A2, ma chiarisce forme che compariranno più avanti. Il congiuntivo greco può avere anche una forma composta con να έχω + forma invariabile, per esempio να έχω γράψει. Qui γράψει completa il verbo έχω e non cambia secondo la persona:

  • Ελπίζω να έχω τελειώσει μέχρι τις έξι. — Spero di aver finito entro le sei.
  • Μπορεί να έχουν φύγει ήδη. — Può darsi che siano già partiti.

Questa costruzione mette in primo piano un risultato già completato rispetto a un altro momento. Non va confusa con να γράψω, che presenta un singolo evento senza affermare che sia già avvenuto.

Il congiuntivo non possiede una serie di tempi corrispondente in modo rigido a quella italiana. Il riferimento temporale viene spesso dal verbo principale o da parole come αύριο «domani», τότε «allora» e μέχρι τις έξι «entro le sei»:

  • Θέλω να έρθεις αύριο. — Voglio che tu venga domani.
  • Ήθελα να έρθεις νωρίτερα. — Volevo che venissi prima.

La forma έρθεις rimane uguale; è il contesto a collocare l’evento. Questa caratteristica diventa importante nello studio della concordanza dei tempi.

Si incontrano inoltre forme perfettive senza να dopo altre particelle o in alcune proposizioni dipendenti. Con θα la stessa forma costruisce il futuro: θα γράψω «scriverò». Con ας esprime spesso una proposta o un invito: Ας φύγουμε «andiamo». Nelle proposizioni temporali riferite a un evento futuro si trova, per esempio, Όταν έρθεις, πάρε με τηλέφωνο «quando arriverai, telefonami». Le forme coincidono, ma la particella o la congiunzione ne determina la funzione.

Anche consigli e comandi negativi sono collegati a questo sistema. Il greco non usa una forma negativa autonoma dell’imperativo: dice Μην φύγεις! «non partire!» o Μην αργείς! «non fare tardi abitualmente». Il contrasto d’aspetto continua a essere attivo anche qui.

Consigli pratici

  1. Impara i verbi a coppie. Annota γράφω–γράψω, βλέπω–δω, λέω–πω, non soltanto la forma del dizionario. Aggiungi una frase abituale e una riferita a un singolo evento: Μου αρέσει να γράφω / Θέλω να γράψω ένα μήνυμα.
  2. Cambia il soggetto senza cambiare lo schema. Trasforma Θέλω να φύγω in Θέλω να φύγεις, Θέλουμε να φύγετε. In questo modo si consolida l’idea che dopo να c’è un vero verbo coniugato, non un infinito.
  3. Esercitati con tre trasformazioni. Parti da Πρέπει να το γράψω; rendila negativa (Πρέπει να μην το γράψω) e poi abituale (Πρέπει να το γράφω κάθε μέρα). Controlla ogni volta posizione del pronome, negazione e aspetto.

Concetti correlati

Prerequisito

Il presente dei verbi in -ω in grecoA1

Concetti che si basano su questo

Altri concetti di livello A2

Questo concetto in altre lingue

Confronta in tutte le lingue