A1

Pronomi personali soggetto in greco

Προσωπικές Αντωνυμίες

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

In greco moderno i pronomi soggetto sono εγώ, εσύ, αυτός/αυτή/αυτό, εμείς, εσείς, αυτοί/αυτές/αυτά. Come in italiano, di solito si omettono perché la forma del verbo indica già chi compie l'azione: Μιλάω ελληνικά significa «Parlo greco». Si esprimono soprattutto per mettere in rilievo una persona, creare un contrasto o evitare un'ambiguità.

Panoramica

Il soggetto è la persona, l'animale o la cosa di cui si dice qualcosa oppure che compie l'azione. In Η Μαρία δουλεύει («Maria lavora»), il soggetto è Η Μαρία; in Αυτή δουλεύει («Lei lavora»), αυτή sostituisce il nome ed è quindi un pronome personale soggetto.

Questo è un argomento fondamentale del livello A1, perché le sei persone grammaticali servono per imparare qualsiasi verbo: chi parla, chi ascolta e chi non partecipa direttamente alla conversazione, al singolare e al plurale. Il sistema greco è vicino a quello italiano per un aspetto importante: entrambe le lingue possono lasciare sottinteso il soggetto. Non conviene quindi tradurre automaticamente io, tu, lui, lei in ogni frase.

Il greco presenta però due differenze da notare subito. Alla terza persona distingue tre generi — maschile, femminile e neutro — anche al plurale. Inoltre εσείς significa sia «voi» sia «Lei» come forma di cortesia, ma richiede sempre un verbo alla seconda persona plurale.

Come funzionano

Le forme di base

Le forme riportate qui sono al nominativo, cioè il caso (la forma grammaticale) usato normalmente per il soggetto.

Persona Singolare Plurale Equivalente italiano
εγώ εμείς io; noi
εσύ εσείς tu; voi / Lei di cortesia
3ª maschile αυτός αυτοί lui; loro
3ª femminile αυτή αυτές lei; loro
3ª neutra αυτό αυτά esso, ciò; essi, esse, queste cose

Εγώ è chi parla; εσύ è una sola persona a cui si parla. Εμείς include chi parla insieme ad altre persone, mentre εσείς indica più interlocutori oppure un solo interlocutore trattato con cortesia.

Le forme della terza persona concordano nel genere e nel numero con ciò a cui si riferiscono:

  • αυτός per un referente maschile: ο Νίκος → αυτός;
  • αυτή per un referente femminile: η Μαρία → αυτή;
  • αυτό per un referente neutro: το παιδί → αυτό, το βιβλίο → αυτό;
  • αυτοί per un gruppo maschile o misto di persone;
  • αυτές per un gruppo tutto femminile;
  • αυτά per nomi neutri plurali, per esempio τα παιδιά o τα βιβλία.

Il genere è spesso grammaticale, cioè appartiene alla parola greca, non necessariamente all'oggetto reale. Per esempio το παιδί («il bambino / la bambina») è un nome neutro, quindi il pronome che lo riprende può essere αυτό. Quando si parla direttamente dell'identità di una persona, però, è normale scegliere una formulazione che renda chiaro il genere se il contesto lo richiede.

Pronome e forma verbale

Il pronome e il verbo devono indicare la stessa persona. Ecco il modello con είμαι («essere»):

Pronome Forma di είμαι Traduzione
εγώ είμαι io sono
εσύ είσαι tu sei
αυτός / αυτή / αυτό είναι lui / lei è; è
εμείς είμαστε noi siamo
εσείς είστε voi siete; Lei è
αυτοί / αυτές / αυτά είναι loro sono

La terza persona singolare e quella plurale hanno entrambe la forma είναι. In una frase isolata come Είναι εδώ, solo il contesto permette di capire se il senso è «È qui» oppure «Sono qui». Se l'identità del soggetto non è già chiara, si può specificare un nome o un pronome: Η Μαρία είναι εδώ; Αυτοί είναι εδώ.

Quando il pronome si omette

Le desinenze verbali — le parti finali del verbo che cambiano con la persona — rendono spesso inutile il pronome:

  • Μιλάω ελληνικά. — «Parlo greco.»
  • Μένεις εδώ; — «Abiti qui?»
  • Δουλεύουμε μαζί. — «Lavoriamo insieme.»
  • Έχετε χρόνο; — «Avete tempo?» oppure, con cortesia, «Ha tempo?»

Questa abitudine è molto simile all'italiano: μιλάω contiene già l'informazione «io», proprio come parlo. Ripetere il pronome in ogni frase non è necessariamente scorretto, ma può risultare pesante o dare un'enfasi involontaria.

Quando il pronome si esprime

Il pronome diventa utile in quattro situazioni principali.

  1. Contrasto: Εγώ μένω εδώ, αλλά αυτή μένει στην Πάτρα. — «Io abito qui, ma lei abita a Patrasso.»
  2. Enfasi o correzione: Εσύ το είπες! — «Sei stato tu a dirlo!»
  3. Risposta breve: Ποιος θέλει καφέ; — Εγώ. — «Chi vuole un caffè? — Io.»
  4. Chiarimento: Αυτός είναι από την Κρήτη. — «Lui è di Creta.»

Anche in italiano il pronome espresso può creare contrasto: «Io resto, tu vai». Questa corrispondenza è un buon punto di partenza, purché si ricordi che il greco può usare il pronome con sfumature discorsive proprie.

εσύ ed εσείς

Εσύ è il «tu» informale rivolto a una persona. Εσείς ha due usi:

  • plurale: «voi», rivolto a due o più persone;
  • cortesia: «Lei», rivolto a una sola persona in una situazione formale o rispettosa.

La differenza importante rispetto all'italiano è la concordanza verbale. Il «Lei» italiano usa la terza persona singolare; il greco di cortesia usa invece la seconda persona plurale:

  • Εσείς είστε ο κύριος Παπαδόπουλος; — «Lei è il signor Papadopoulos?»
  • Θέλετε καφέ; — «Vuole un caffè?»

Il pronome può essere omesso anche nella forma di cortesia: Θέλετε; può significare «Volete?» oppure «Vuole?». La situazione e il numero degli interlocutori chiariscono il senso.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Εγώ είμαι Έλληνας. Io sono greco. εγώ mette in rilievo chi parla; Έλληνας è maschile.
Εσύ μιλάς αγγλικά. Tu parli inglese. εσύ può creare enfasi o contrasto.
Είμαι από την Ιταλία. Sono italiano / italiana; vengo dall'Italia. Il soggetto εγώ è sottinteso.
Αυτή μένει στην Αθήνα. Lei abita ad Atene. Terza persona femminile singolare.
Ο Πέτρος είναι εδώ. Αυτός περιμένει έξω. Petros è qui. Lui aspetta fuori. αυτός riprende un nome maschile.
Το παιδί παίζει. Αυτό είναι χαρούμενο. Il bambino / La bambina gioca. È felice. το παιδί è grammaticalmente neutro.
Εμείς δουλεύουμε εδώ. Noi lavoriamo qui. Pronome espresso per mettere in risalto il gruppo.
Δουλεύουμε εδώ κάθε μέρα. Lavoriamo qui ogni giorno. εμείς non serve: lo indica il verbo.
Εσείς είστε έτοιμοι; Siete pronti? Seconda persona plurale.
Εσείς είστε η κυρία Νικολάου; Lei è la signora Nikolaou? εσείς di cortesia con είστε.
Αυτοί μένουν στη Θεσσαλονίκη. Loro abitano a Salonicco. Gruppo maschile o misto.
Αυτές είναι φίλες μου. Loro sono mie amiche. Gruppo femminile.
Αυτά είναι τα βιβλία μου. Questi sono i miei libri. Plurale neutro riferito a τα βιβλία.
Ποιος θέλει τσάι; — Εγώ. Chi vuole del tè? — Io. Il solo pronome forma una risposta completa.
Εγώ θέλω καφέ, αλλά εσύ θέλεις τσάι. Io voglio un caffè, ma tu vuoi del tè. Contrasto esplicito fra due persone.

Errori comuni

Ripetere il pronome in ogni frase

  • Poco naturale senza contrasto: Εγώ μένω στη Ρώμη. Εγώ δουλεύω σε ένα σχολείο. Εγώ μιλάω ελληνικά.
  • Più naturale: Μένω στη Ρώμη. Δουλεύω σε ένα σχολείο. Μιλάω ελληνικά.
  • Perché: le forme μένω, δουλεύω, μιλάω indicano già la prima persona singolare. Εγώ ripetuto suggerisce un'insistenza che il contesto non richiede.

Far concordare il verbo con la persona sbagliata

  • Sbagliato: Εγώ μιλάς ελληνικά.
  • Corretto: Εγώ μιλάω ελληνικά.
  • Perché: εγώ richiede la prima persona singolare; μιλάς appartiene invece a εσύ.

Trattare εσείς come il «Lei» italiano

  • Sbagliato: Εσείς είσαι η κυρία Νικολάου;
  • Corretto: Εσείς είστε η κυρία Νικολάου;
  • Perché: anche quando si riferisce a una sola persona, εσείς vuole sempre il verbo alla seconda persona plurale.

Scegliere il genere dal nome italiano

  • Sbagliato: Το παιδί είναι εδώ. Αυτή παίζει.
  • Corretto: Το παιδί είναι εδώ. Αυτό παίζει.
  • Perché: il nome greco παιδί è neutro. Il genere grammaticale greco, non l'articolo della traduzione italiana, determina la forma che riprende il nome.

Usare una forma soggetto come complemento

  • Sbagliato: Η Μαρία βλέπει εγώ.
  • Corretto: Η Μαρία με βλέπει. oppure, con enfasi, Η Μαρία βλέπει εμένα.
  • Perché: εγώ è la forma del soggetto. Chi subisce l'azione è il complemento oggetto (la persona o cosa direttamente coinvolta dall'azione) e richiede un'altra forma, qui με o εμένα.

Note d'uso

Pronome espresso non significa sempre pronome obbligatorio

La presenza di εγώ o εσύ in una frase trovata in un dialogo non dimostra che il greco richieda sempre il pronome. Spesso il parlante sta contrapponendo due persone, cambiando argomento o rivendicando una responsabilità. Per esempio Εγώ δεν ξέρω non è soltanto «Non lo so»: secondo l'intonazione può suggerire «Io, per quanto mi riguarda, non lo so».

La terza persona dipende molto dal contesto

Una forma verbale come μένει può significare «lui abita», «lei abita» oppure «esso rimane». Il greco non aggiunge automaticamente un pronome neutro impersonale equivalente a un «esso» astratto. Se il referente è già noto, il pronome resta spesso sottinteso; se non lo è, si usa il nome o la forma appropriata di αυτός.

Cortesia e maiuscola

Nella normale scrittura greca εσείς può comparire in minuscolo anche con valore di cortesia. La maiuscola, Εσείς, si può incontrare in lettere o comunicazioni molto formali per sottolineare il rispetto, ma non cambia la grammatica. A inizio frase, naturalmente, la maiuscola è comunque necessaria.

αυτός ha anche valore dimostrativo

Le forme αυτός, αυτή, αυτό appartengono anche al sistema dei dimostrativi, cioè parole che indicano «questo/quello». La struttura permette spesso di capire la funzione:

  • Αυτός δουλεύει εδώ. — «Lui lavora qui»: pronome senza nome;
  • Αυτός ο άντρας δουλεύει εδώ. — «Quest'uomo lavora qui»: dimostrativo davanti ad articolo e nome.

Per un principiante è sufficiente riconoscere che la stessa forma può significare «lui/lei» oppure «questo/questa» a seconda del contesto.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste particolarità non sono da padroneggiare subito, ma diventano utili leggendo e ascoltando testi più complessi.

Posizione e messa a fuoco

L'ordine delle parole greco è relativamente flessibile. Un pronome dopo il verbo può ricevere un rilievo forte:

  • Εγώ το έκανα. — «L'ho fatto io», con contrasto già posto all'inizio;
  • Το έκανα εγώ. — «Sono stato io a farlo», spesso come rivelazione o correzione.

La posizione non cambia la persona grammaticale, ma cambia quale informazione il parlante presenta come più importante.

Forme forti e forme deboli

Εγώ, εσύ, εμείς, εσείς sono forme forti: possono portare accento e stare da sole, come nella risposta Εγώ. Quando la stessa persona non è soggetto, il greco usa forme diverse. Per esempio εμένα e με possono entrambe riferirsi a «me», ma εμένα è forte ed enfatica, mentre με è una forma breve legata al verbo:

  • Με βλέπει. — «Mi vede.»
  • Βλέπει εμένα, όχι εσένα. — «Vede me, non te.»

Questa distinzione appartiene allo studio dei pronomi complemento; è importante soprattutto per non cercare di usare εγώ in tutte le funzioni.

Concordanza con aggettivi e nomi

Εγώ ed εσύ non mostrano il genere nella loro forma, ma un aggettivo o un nome riferito alla persona può mostrarlo:

  • un uomo dice Είμαι κουρασμένος;
  • una donna dice Είμαι κουρασμένη;
  • a un uomo si può chiedere Είσαι έτοιμος;;
  • a una donna Είσαι έτοιμη;.

Con εσείς di cortesia rivolto a una sola persona, il verbo resta plurale, ma l'aggettivo può concordare con quella singola persona: Είστε έτοιμος; a un uomo, Είστε έτοιμη; a una donna. Se invece ci si rivolge a più persone, anche l'aggettivo sarà plurale: Είστε έτοιμοι;.

Gruppi di persone

Per un gruppo composto da uomini e donne si usa normalmente il maschile plurale αυτοί. Αυτές indica un gruppo femminile, mentre αυτά segue referenti neutri, compreso il plurale grammaticale τα παιδιά. Nella conversazione reale si preferisce spesso ripetere un nome collettivo o lasciare il soggetto sottinteso quando il pronome potrebbe sembrare poco chiaro.

Consigli per la pratica

  1. Abbina pronomi e verbi, poi elimina i pronomi. Coniuga un verbo nelle sei persone dicendo prima εγώ μιλάω, εσύ μιλάς...; ripeti poi soltanto μιλάω, μιλάς.... In questo modo impari sia l'abbinamento sia l'omissione naturale.
  2. Cerca il motivo del pronome espresso. Durante l'ascolto, annota ogni εγώ, εσύ, αυτός che senti e chiediti se segnala contrasto, enfasi, cambio di soggetto o chiarimento. È più utile che contare semplicemente le occorrenze.
  3. Esercita separatamente la cortesia. Trasforma domande informali come Εσύ θέλεις καφέ; in Εσείς θέλετε καφέ;. Ricorda che cambiano insieme pronome e verbo.

Concetti correlati

  • Passo successivo: Il verbo είμαι — permette di presentarsi e descrivere persone usando tutte le forme del soggetto.
  • Passo successivo: Il verbo έχω — mostra le stesse sei persone con un altro verbo essenziale.
  • Passo successivo: Presente, gruppo A in -ω — sviluppa le desinenze che rendono spesso superfluo il pronome.
  • Passo successivo: Presente, gruppo B in -ώ/-άω — applica il sistema personale a verbi comuni come μιλάω.
  • Approfondimento: Pronomi complemento — distingue il soggetto da forme come με, μου, σε ed εμένα.

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