Il presente dei verbi greci del gruppo B (-ώ/-άω)
Ενεστώτας (Β' Συζυγία)
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.
In breve
Molti verbi greci con l'accento sull'ultima sillaba seguono il gruppo B: μιλάω/μιλώ, μιλάς, μιλάει, μιλάμε, μιλάτε, μιλάνε. Alcuni hanno invece il modello μπορώ, μπορείς, μπορεί, μπορούμε, μπορείτε, μπορούν. Il soggetto si omette spesso, perché la desinenza del verbo indica già la persona.
Panoramica
Il presente indicativo greco descrive ciò che accade adesso, ciò che si ripete e ciò che vale in generale. Il gruppo B, chiamato in greco Β' Συζυγία (“seconda coniugazione”), comprende verbi il cui accento cade normalmente sulla desinenza al presente. Tra quelli più utili fin dall'A1 ci sono μιλάω/μιλώ “parlare”, αγαπάω/αγαπώ “amare”, ρωτάω/ρωτώ “chiedere” e μπορώ “potere”.
Per un italofono c'è una differenza da chiarire subito: μιλάω non è un infinito come parlare, ma significa già “io parlo”. Il greco moderno non possiede un infinito produttivo equivalente a quello italiano; nei dizionari i verbi vengono quindi presentati di solito alla prima persona singolare. Imparare μιλάω significa imparare insieme il verbo e la forma “io”.
Il sistema non è difficile, ma presenta varianti parallele: si può dire μιλάω oppure μιλώ, μιλάει oppure μιλά, μιλάμε oppure μιλούμε. Non sono tempi diversi. Sono forme dello stesso presente, con differenze soprattutto di frequenza e stile.
Come funziona
Persone e soggetto sottinteso
La persona grammaticale indica chi compie l'azione: chi parla, chi ascolta oppure una terza persona. Come in italiano, il pronome soggetto può restare sottinteso:
- Μιλάω ελληνικά. — Parlo greco.
- Μιλάς ελληνικά; — Parli greco?
- Μιλάνε ελληνικά. — Parlano greco.
Si aggiungono εγώ “io”, εσύ “tu”, εμείς “noi” e gli altri pronomi quando occorre mettere in contrasto due persone o evitare un'ambiguità: Εγώ μιλάω, αλλά αυτός δεν μιλάει “Io parlo, ma lui non parla”.
Modello principale in -άω/-ώ
Il verbo μιλάω/μιλώ offre il paradigma (cioè l'insieme ordinato di tutte le persone) più utile da memorizzare.
| Persona | Pronome | Forma molto comune | Variante | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| 1ª singolare | εγώ | μιλάω | μιλώ | parlo |
| 2ª singolare | εσύ | μιλάς | — | parli |
| 3ª singolare | αυτός/αυτή/αυτό | μιλάει | μιλά | parla |
| 1ª plurale | εμείς | μιλάμε | μιλούμε | parliamo |
| 2ª plurale | εσείς | μιλάτε | — | parlate |
| 3ª plurale | αυτοί/αυτές/αυτά | μιλάνε | μιλούν / μιλούνε | parlano |
Per costruire le forme, conviene riconoscere la base μιλ- e imparare la serie -άω, -άς, -άει, -άμε, -άτε, -άνε. Le varianti contratte usano soprattutto -ώ, -ά, -ούμε, -ούν(ε). Lo stesso schema vale per numerosi verbi comuni:
| Forma di citazione | Significato | 2ª singolare | 1ª plurale | 3ª plurale |
|---|---|---|---|---|
| αγαπάω / αγαπώ | amare | αγαπάς | αγαπάμε / αγαπούμε | αγαπάνε / αγαπούν |
| ρωτάω / ρωτώ | chiedere | ρωτάς | ρωτάμε / ρωτούμε | ρωτάνε / ρωτούν |
| γελάω / γελώ | ridere | γελάς | γελάμε / γελούμε | γελάνε / γελούν |
| κρατάω / κρατώ | tenere | κρατάς | κρατάμε / κρατούμε | κρατάνε / κρατούν |
| πεινάω / πεινώ | avere fame | πεινάς | πεινάμε / πεινούμε | πεινάνε / πεινούν |
Il segno ΄ è il τόνος, l'accento grafico che mostra la sillaba tonica. Va scritto: μιλάω, non μιλαω. Nelle forme del gruppo B l'accento aiuta anche a riconoscere il modello.
Il secondo modello: μπορώ, μπορείς
Non tutti i verbi presentati in -ώ formano la seconda persona in -άς. Un altro sottogruppo molto frequente segue il modello μπορώ “posso”:
| Persona | μπορώ | Italiano |
|---|---|---|
| εγώ | μπορώ | posso |
| εσύ | μπορείς | puoi |
| αυτός/αυτή/αυτό | μπορεί | può |
| εμείς | μπορούμε | possiamo |
| εσείς | μπορείτε | potete |
| αυτοί/αυτές/αυτά | μπορούν / μπορούνε | possono |
A questo modello appartengono, per esempio, θεωρώ “considerare”, οδηγώ “guidare” e παρακαλώ “pregare, chiedere; per favore”. Le desinenze caratteristiche sono -ώ, -είς, -εί, -ούμε, -είτε, -ούν(ε).
La sola forma in -ώ non basta dunque per prevedere tutto il verbo: αγαπώ → αγαπάς, ma μπορώ → μπορείς. Quando incontri un verbo nuovo, annota almeno la prima e la seconda persona singolare. Questa coppia rivela subito il modello.
Affermazioni, negazioni e domande
Per negare il presente indicativo si mette δεν davanti al verbo:
- Δεν μιλάω γερμανικά. — Non parlo tedesco.
- Δεν μπορεί να έρθει. — Non può venire.
- Δεν αγαπάμε το κρύο. — Non amiamo il freddo.
Per fare una domanda non serve un ausiliare e non occorre invertire soggetto e verbo. Nella scrittura greca il punto interrogativo ha la forma del punto e virgola italiano:
- Μιλάτε ιταλικά; — Parlate italiano?
- Αγαπάς τη μουσική; — Ami la musica?
I tre usi fondamentali del presente
Il presente greco copre in gran parte gli stessi usi del presente italiano:
- Azione in corso: Τώρα μιλάω με τη Μαρία. — Adesso parlo con Maria.
- Abitudine: Ρωτάμε πάντα τον δάσκαλο. — Chiediamo sempre all'insegnante.
- Situazione generale: Αγαπώ τη θάλασσα. — Amo il mare.
Non esiste l'obbligo di scegliere una forma distinta equivalente a “sto parlando”: μιλάω può significare sia “parlo” sia “sto parlando”, secondo il contesto.
Esempi nel contesto
| Greco | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Μιλάω ελληνικά κάθε μέρα. | Parlo greco ogni giorno. | Abitudine, 1ª persona singolare |
| Μιλάς πολύ γρήγορα. | Parli molto velocemente. | 2ª persona singolare |
| Η Άννα μιλάει με τον γιατρό. | Anna parla con il medico. | 3ª persona; soggetto espresso |
| Αγαπάς τη μουσική; | Ami la musica? | Domanda senza ausiliare |
| Αγαπάμε πολύ αυτή την πόλη. | Amiamo molto questa città. | Variante comune in -άμε |
| Οι γονείς αγαπούν τα παιδιά τους. | I genitori amano i loro figli. | Variante in -ούν |
| Ρωτάμε τον δάσκαλο όταν δεν καταλαβαίνουμε. | Chiediamo all'insegnante quando non capiamo. | Forma in -άμε |
| Γιατί γελάτε; | Perché ridete? | 2ª persona plurale |
| Τα παιδιά γελάνε στην αυλή. | I bambini ridono in cortile. | Variante colloquiale in -άνε |
| Πεινάω και θέλω κάτι να φάω. | Ho fame e voglio mangiare qualcosa. | In greco “avere fame” è un verbo |
| Μπορώ να σε βοηθήσω. | Posso aiutarti. | Modello in -είς; costruzione con να |
| Μπορούν να έρθουν αύριο. | Possono venire domani. | 3ª persona plurale di μπορώ |
| Δεν οδηγώ όταν είμαι κουρασμένος. | Non guido quando sono stanco. | Negazione con δεν |
| Παρακαλώ, μιλάτε πιο αργά. | Per favore, parlate più lentamente. | Uso cortese di παρακαλώ |
Errori comuni
Trattare -άω come un infinito
- Forma errata: Εγώ μιλάεις ελληνικά.
- Forma corretta: Εγώ μιλάω ελληνικά.
- Perché: μιλάω è già la prima persona singolare. μιλάς è “tu parli”; μιλάεις non appartiene a questo paradigma.
Usare -άς con tutti i verbi in -ώ
- Forma errata: Εσύ μποράς να έρθεις;
- Forma corretta: Εσύ μπορείς να έρθεις;
- Perché: μπορώ segue il modello -ώ, -είς, -εί, non quello αγαπώ, αγαπάς, αγαπά.
Dimenticare l'accento grafico
- Forma errata: Αγαπαω τη μουσικη.
- Forma corretta: Αγαπάω τη μουσική.
- Perché: nell'ortografia greca moderna il τόνος si scrive sulle parole polisillabiche accentate. Ometterlo può rendere più difficile la lettura e non è la grafia standard.
Aggiungere sempre il pronome soggetto
- Forma poco naturale senza enfasi: Εγώ μιλάω ελληνικά και εγώ αγαπάω την Ελλάδα.
- Forma più naturale: Μιλάω ελληνικά και αγαπάω την Ελλάδα.
- Perché: come in italiano, le desinenze rendono normalmente superfluo il pronome. Εγώ è utile se si vuole sottolineare “io, invece”.
Confondere due varianti corrette con due tempi diversi
- Interpretazione errata: pensare che μιλάμε sia presente e μιλούμε un altro tempo.
- Interpretazione corretta: entrambe significano “parliamo”.
- Perché: sono varianti dello stesso presente. All'inizio basta saperle riconoscere e usare con sicurezza una serie coerente.
Mettere un secondo presente direttamente dopo μπορώ
- Forma errata: Μπορώ έρχομαι αύριο.
- Forma corretta: Μπορώ να έρθω αύριο.
- Perché: dopo “potere” il greco usa να più una forma verbale, non un infinito né due presenti semplicemente accostati. La scelta tra να έρθω e να έρχομαι riguarda l'aspetto e si studia più avanti.
Note d'uso
Le forme lunghe in -άω, -άει, -άμε e -άνε sono molto frequenti nella conversazione quotidiana: μιλάω, μιλάει, μιλάμε, μιλάνε. Le forme contratte μιλώ, μιλά, μιλούμε, μιλούν sono anch'esse corrette; alcune ricorrono più spesso nello scritto, in un registro sorvegliato o in espressioni fisse. Non esiste però una separazione assoluta tra lingua parlata e scritta.
Nella stessa conversazione si possono udire varianti diverse. Non è necessario forzare tutte le persone in una sola serie “pura”: l'uso reale ammette, per esempio, μιλάω, μιλάς, μιλάει, μιλάμε, μιλάτε, μιλούν. Per lo studio iniziale, tuttavia, la serie con -άω/-άνε è facile da ricordare e molto produttiva.
Παρακαλώ merita attenzione perché si incontra prestissimo come formula autonoma: può voler dire “per favore”, “prego” oppure, con intonazione interrogativa, “come?” quando non si è sentito bene. Grammaticalmente è anche la prima persona di un verbo del secondo modello.
Oltre le basi: aspetto e altre particolarità
Questa parte non è indispensabile all'A1, ma spiega forme che compariranno presto. Il presente greco usa un tema imperfettivo, cioè presenta l'azione come in corso, abituale o ripetuta. Dopo να (“che, di; particella verbale”), molti verbi distinguono tra azione durativa/ripetuta e azione vista come singola o completa:
- Θέλω να μιλάω ελληνικά κάθε μέρα. — Voglio parlare greco ogni giorno.
- Θέλω να μιλήσω με τη Μαρία. — Voglio parlare con Maria (in una specifica occasione).
μιλάω e μιλήσω non sono varianti stilistiche: appartengono a temi aspettuali diversi. Per ora è sufficiente non dedurre automaticamente la forma dopo να dal presente italiano.
Inoltre, la forma italiana non permette sempre di prevedere quale modello userà il verbo greco. Due verbi entrambi tradotti con un infinito in -are possono comportarsi diversamente: αγαπώ — αγαπάς ma οδηγώ — οδηγείς. Per questo i dizionari e i buoni materiali didattici vanno consultati osservando più di una persona.
Infine, alcuni verbi con significato attivo hanno forme che terminano in -μαι, come κοιμάμαι “dormo” e φοβάμαι “ho paura”. Sono tradizionalmente chiamati verbi deponenti e hanno un paradigma diverso: non vanno inseriti automaticamente nel modello di μιλάω, anche se l'accento e alcune forme possono sembrare simili.
Suggerimenti per esercitarsi
- Impara piccole famiglie complete. Coniuga ogni giorno un verbo del modello μιλάω e uno del modello μπορώ. Pronuncia le sei persone ad alta voce, mantenendo chiaro l'accento.
- Registra le forme a coppie. Nel tuo quaderno scrivi αγαπώ — αγαπάς oppure μπορώ — μπορείς, non soltanto la prima persona. In questo modo memorizzi subito il sottogruppo corretto.
- Trasforma frasi reali. Parti da Μιλάω ελληνικά, poi cambia persona, negazione e intonazione: Μιλάς ελληνικά; Δεν μιλάμε ελληνικά. Μιλάνε ελληνικά. È più efficace che ripetere desinenze isolate.
Concetti collegati
- Prerequisito: Pronomi personali — chiariscono le sei persone del verbo e quando il soggetto può essere omesso.
- Passo successivo: Verbi modali: μπορώ, θέλω, πρέπει — mostra come usare μπορώ e altri verbi con να.
- Passo successivo: Esprimere ciò che piace: μου αρέσει — introduce una costruzione comune con un verbo del gruppo B.
- Approfondimento A2: Verbi deponenti — distingue i verbi in -μαι dai modelli attivi studiati qui.
Prerequisito
Pronomi personali soggetto in grecoA1Concetti che si basano su questo
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