A2

I verbi deponenti in greco moderno

Αποθετικά Ρήματα

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

I verbi deponenti greci hanno terminazioni di forma mediopassiva, ma un significato che in italiano si esprime spesso con un normale verbo attivo: έρχομαι «vengo», κοιμάμαι «dormo», σκέφτομαι «penso». Non bisogna quindi tradurre automaticamente la forma greca con un passivo italiano; conviene imparare ogni verbo insieme alle sue forme principali.

Panoramica

In greco moderno la forma del verbo distingue due serie di terminazioni, tradizionalmente chiamate voce attiva e voce mediopassiva. La voce è l'aspetto grammaticale visibile nella forma del verbo; “mediopassiva” significa che una sola serie di forme può svolgere funzioni che in italiano appartengono al passivo, al riflessivo o ad altri tipi di verbo. Alcuni verbi, però, si presentano normalmente solo con queste terminazioni pur avendo un significato attivo. Sono i verbi deponenti, in greco αποθετικά ρήματα.

Il punto essenziale, introdotto al livello A2, è pratico: una desinenza come -ομαι o -άμαι non equivale da sola a «sono + participio». In έρχομαι στο σπίτι il soggetto (la persona o cosa di cui si parla) compie l'azione: «vengo a casa». Allo stesso modo, φοβάμαι significa «ho paura», non «sono spaventato da qualcuno» in senso grammaticale passivo.

Per chi parte dall'italiano, la difficoltà è soprattutto lessicale. In italiano diciamo vengo, dormo, penso, senza una particella riflessiva; diciamo invece mi ricordo, con mi. Il greco usa la stessa famiglia di terminazioni mediopassive in tutti questi casi: έρχομαι, κοιμάμαι, σκέφτομαι, θυμάμαι. Non esiste dunque una corrispondenza fissa tra la forma greca e la presenza di mi/ti/si in italiano.

Come funziona

La regola di base per chi è al livello A2

Impara il verbo nella forma in cui compare nel dizionario, non cercare di togliere meccanicamente -μαι. Per esempio:

Forma da imparare Significato abituale Non trasformare in
έρχομαι venire έρχω
κοιμάμαι dormire κοιμώ
φοβάμαι avere paura, temere φοβώ con lo stesso uso quotidiano
σκέφτομαι pensare, riflettere σκέφτω
θυμάμαι ricordare, ricordarsi θυμώ

Le forme segnate con l'asterisco non sono il normale presente attivo di questi verbi con lo stesso significato. In alcuni casi può esistere una parola storicamente collegata o una forma rara con un altro uso: per parlare correttamente, ciò che conta è memorizzare il verbo moderno come unità completa.

Il modello in -ομαι

Έρχομαι e σκέφτομαι mostrano un modello molto frequente. La persona grammaticale indica chi parla, chi ascolta o di chi si parla.

Persona έρχομαι «venire» σκέφτομαι «pensare»
εγώ, io έρχομαι σκέφτομαι
εσύ, tu έρχεσαι σκέφτεσαι
αυτός/αυτή/αυτό, lui/lei/esso έρχεται σκέφτεται
εμείς, noi ερχόμαστε σκεφτόμαστε
εσείς, voi έρχεστε σκέφτεστε
αυτοί/αυτές/αυτά, loro έρχονται σκέφτονται

Le terminazioni di questo gruppo sono, in forma schematica, -ομαι, -εσαι, -εται, -όμαστε, -εστε, -ονται. L'accento può spostarsi: σκέφτομαι, ma σκεφτόμαστε. È meglio apprendere anche l'accento insieme alla forma.

Il modello in -άμαι

Κοιμάμαι, φοβάμαι e θυμάμαι appartengono a un altro modello comune. Al plurale la vocale e la posizione dell'accento cambiano.

Persona κοιμάμαι «dormire» φοβάμαι «temere» θυμάμαι «ricordare»
εγώ, io κοιμάμαι φοβάμαι θυμάμαι
εσύ, tu κοιμάσαι φοβάσαι θυμάσαι
αυτός/αυτή/αυτό, lui/lei/esso κοιμάται φοβάται θυμάται
εμείς, noi κοιμόμαστε φοβόμαστε θυμόμαστε
εσείς, voi κοιμάστε φοβάστε θυμάστε
αυτοί/αυτές/αυτά, loro κοιμούνται φοβούνται θυμούνται

Il passaggio -άμαι → -όμαστε / -ούνται è facile da dimenticare. Non si dice, per esempio, κοιμάονται: la terza persona plurale corretta è κοιμούνται.

Soggetto, negazione e complemento

Come spesso accade in greco, il pronome soggetto può essere omesso perché la terminazione verbale indica già la persona:

  • Σκέφτομαι. — Penso.
  • Εμείς σκεφτόμαστε. — Noi pensiamo, con εμείς espresso per contrasto o enfasi.
  • Δεν θυμάμαι. — Non ricordo.

La negazione del presente si forma normalmente con δεν davanti al verbo. Diversi verbi deponenti reggono un complemento oggetto (la persona o cosa su cui ricade direttamente il significato del verbo) all'accusativo, cioè nella forma greca usata, tra l'altro, per l'oggetto diretto:

  • φοβάμαι το σκοτάδι — ho paura del buio;
  • θυμάμαι τη διεύθυνση — ricordo l'indirizzo;
  • σκέφτομαι τις διακοπές — penso alle vacanze.

Qui l'italiano usa preposizioni diverse (del, alle) oppure nessuna preposizione (ricordo l'indirizzo). Non bisogna trasferire automaticamente la costruzione italiana: in questi esempi il greco presenta direttamente το σκοτάδι, τη διεύθυνση, τις διακοπές all'accusativo.

Le forme principali oltre il presente

La forma del presente non permette sempre di prevedere il passato o la forma dopo να. Να introduce spesso una forma paragonabile, per funzione, al congiuntivo italiano (la forma usata in espressioni come «voglio che venga»), ma in greco compare anche dove l'italiano usa l'infinito: θέλω να κοιμηθώ, «voglio dormire».

Verbo Imperfetto, azione durativa nel passato Aoristo, evento concluso Forma dopo να / futuro con θα
έρχομαι ερχόμουν ήρθα να έρθω / θα έρθω
κοιμάμαι κοιμόμουν κοιμήθηκα να κοιμηθώ / θα κοιμηθώ
φοβάμαι φοβόμουν φοβήθηκα να φοβηθώ / θα φοβηθώ
σκέφτομαι σκεφτόμουν σκέφτηκα να σκεφτώ / θα σκεφτώ
θυμάμαι θυμόμουν θυμήθηκα να θυμηθώ / θα θυμηθώ

L'imperfetto presenta una situazione passata in corso o abituale; l'aoristo presenta di solito l'evento come concluso nel suo insieme. A livello A2 non è necessario dominare subito tutto il sistema, ma è utile registrare almeno tre forme per ogni nuovo verbo: presente, aoristo e forma con να. Si vede infatti che ήρθα è molto diverso da έρχομαι, mentre altri verbi hanno forme in -θηκα o -τηκα.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Κοιμάμαι νωρίς. Dormo presto. Prima persona del modello in -άμαι.
Σκέφτομαι τις διακοπές. Penso alle vacanze. L'oggetto greco è all'accusativo.
Φοβάμαι το σκοτάδι. Ho paura del buio. In italiano è naturale usare «avere paura».
Δεν θυμάμαι. Non ricordo. δεν nega il verbo.
Τι σκέφτεσαι; A che cosa stai pensando? Seconda persona singolare.
Η Μαρία σκέφτεται να αλλάξει δουλειά. Maria pensa di cambiare lavoro. In greco si usa να seguito da un verbo coniugato.
Ερχόμαστε από την Ιταλία. Veniamo dall'Italia. Prima persona plurale di έρχομαι.
Δεν έρχομαι αύριο. Domani non vengo. Il presente può riferirsi a un programma futuro.
Τα παιδιά φοβούνται τα σκυλιά. I bambini hanno paura dei cani. Terza persona plurale in -ούνται.
Θυμάσαι πού είναι το ξενοδοχείο; Ricordi dov'è l'albergo? Il greco non aggiunge un pronome equivalente a «ti».
Κάθε βράδυ κοιμόμαστε στις έντεκα. Ogni sera andiamo a dormire alle undici. L'imperfettivo presente esprime un'abitudine.
Οι φίλοι μου κοιμούνται ήδη. I miei amici stanno già dormendo. Il soggetto plurale richiede κοιμούνται.
Σκέφτομαι συχνά τους φίλους μου. Penso spesso ai miei amici. τους φίλους μου è all'accusativo.
Δεν θυμάται το όνομά μου. Non ricorda il mio nome. Terza persona singolare, senza pronome riflessivo.

Errori comuni

Inventare una forma attiva

  • Errato: Εγώ σκέφτω τις διακοπές.
  • Corretto: Εγώ σκέφτομαι τις διακοπές.
  • Perché: σκέφτομαι si usa con la forma mediopassiva anche se significa «penso». Non si elimina -μαι per ottenere un presente attivo.

Tradurre la forma come un vero passivo

  • Errato: interpretare Φοβάμαι το σκοτάδι come «sono temuto dal buio».
  • Corretto: Φοβάμαι το σκοτάδι. — «Ho paura del buio».
  • Perché: la morfologia, cioè la forma visibile del verbo, è mediopassiva; il significato lessicale di φοβάμαι è attivo.

Aggiungere un pronome sul modello italiano

  • Errato: Με θυμάμαι τη διεύθυνση.
  • Corretto: Θυμάμαι τη διεύθυνση. — «Ricordo l'indirizzo».
  • Perché: anche quando in italiano si dice «mi ricordo», θυμάμαι contiene già la forma verbale necessaria. Non richiede με «me».

Usare la persona sbagliata

  • Errato: Εμείς σκέφτομαι να φύγουμε.
  • Corretto: Εμείς σκεφτόμαστε να φύγουμε. — «Noi pensiamo di partire».
  • Perché: il soggetto εμείς richiede la prima persona plurale -όμαστε.

Regolarizzare troppo il plurale di -άμαι

  • Errato: Τα παιδιά κοιμάονται.
  • Corretto: Τα παιδιά κοιμούνται. — «I bambini dormono».
  • Perché: la terza persona plurale di κοιμάμαι termina in -ούνται.

Costruire il passato per analogia

  • Errato: Χτες έρχτηκα αργά.
  • Corretto: Χτες ήρθα αργά. — «Ieri sono arrivato tardi».
  • Perché: l'aoristo di έρχομαι è irregolare. Va imparato come ήρθα, non ricavato applicando una sola terminazione al presente.

Note d'uso

Nel parlato il soggetto viene spesso sottinteso: Έρχομαι! può significare «Arrivo!» o «Sto venendo!». I pronomi εγώ, εσύ, εμείς ed εσείς compaiono quando occorre chiarire o contrapporre: Εγώ έρχομαι, αλλά ο Νίκος μένει σπίτι, «Io vengo, ma Nikos resta a casa».

L'italiano distribuisce questi significati fra costruzioni molto diverse. Κοιμάμαι corrisponde a dormire; έρχομαι a venire; θυμάμαι a ricordare o ricordarsi; φοβάμαι a temere o avere paura. La traduzione migliore dipende dalla frase, non dalla terminazione greca. Per esempio φοβάμαι ότι… significa «temo che…», mentre φοβάμαι τα σκυλιά si rende più naturalmente con «ho paura dei cani».

Con σκέφτομαι, l'accusativo è comune quando si pensa a qualcosa: σκέφτομαι το πρόβλημα, «penso al problema». Per esprimere un progetto si trova spesso σκέφτομαι να + verbo: σκέφτομαι να ταξιδέψω, «penso di viaggiare». È un contrasto utile con l'italiano, che in quest'ultimo caso preferisce di + infinito.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa distinzione non va ancora padroneggiata nei dettagli al livello A2, ma diventerà importante più avanti: non ogni verbo mediopassivo è deponente. Una stessa serie di terminazioni può avere almeno tre funzioni diverse.

Tipo di uso Esempio greco Interpretazione
Deponente Ο Νίκος έρχεται. Nikos viene: significato attivo, verbo normalmente senza equivalente attivo dello stesso significato.
Riflessivo Ο Νίκος ντύνεται. Nikos si veste: l'azione torna sul soggetto.
Passivo Το σπίτι χτίζεται. La casa viene costruita: il soggetto subisce l'azione.

La forma esterna non basta quindi a stabilire il significato. Occorre conoscere il verbo e osservare il contesto. Questo spiega anche perché il termine tradizionale “deponente” è utile come etichetta lessicale, ma non descrive da solo tutto il sistema della voce greca.

Esistono inoltre altri modelli mediopassivi, per esempio ασχολούμαι «occuparsi, dedicarsi», con forme come ασχολείσαι, ασχολείται, ασχολούμαστε, ασχολείστε, ασχολούνται. Non è prudente applicare a tutti i verbi le terminazioni di έρχομαι o di κοιμάμαι: il dizionario e l'ascolto aiutano a identificare il paradigma corretto.

Infine, le forme del passato mostrano che “mediopassivo al presente” non significa necessariamente “passivo in ogni tempo”. Ήρθα ha una forma diversa da κοιμήθηκα, e σκέφτηκα segue ancora un altro schema. Per questo i verbi deponenti si memorizzano bene per parti principali, cioè poche forme-chiave da cui si costruisce il resto: έρχομαι – ήρθα – να έρθω, σκέφτομαι – σκέφτηκα – να σκεφτώ.

Consigli per esercitarsi

  1. Crea schede con tre forme, non con una sola. Scrivi sul davanti θυμάμαι e sul retro «ricordare; aoristo θυμήθηκα; forma con να θυμηθώ». Questo evita di inventare il passato a partire dal presente.
  2. Coniuga per famiglie. Ripeti prima έρχομαι / σκέφτομαι, poi κοιμάμαι / φοβάμαι / θυμάμαι. Pronuncia ad alta voce soprattutto il plurale, dove cambiano accento e vocale.
  3. Confronta frasi intere con l'italiano. Impara blocchi come φοβάμαι το σκοτάδι, θυμάμαι τη διεύθυνση e σκέφτομαι να φύγω. Una frase completa insegna anche se il greco vuole l'accusativo o να, cosa che la sola traduzione del verbo non mostra.

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