A1

Il verbo έχω (“avere”) in greco

Το Ρήμα Έχω

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

Il presente di έχω, “avere”, è έχω, έχεις, έχει, έχουμε, έχετε, έχουν. Si usa soprattutto per indicare possesso, disponibilità o una condizione: Έχω ένα σκύλο (“Ho un cane”), Έχεις χρόνο; (“Hai tempo?”). Come in italiano, può anche fare da ausiliare, ma questo uso appartiene a una fase successiva dello studio.

Panoramica

Έχω è uno dei verbi fondamentali del greco moderno. Compare fin dalle prime conversazioni: serve per dire che si possiede qualcosa, che si dispone di tempo, che si ha un problema o che si avverte un disturbo. È quindi un verbo da imparare già al livello A1, insieme ai pronomi personali.

Per un italofono molte costruzioni sono immediate: έχω χρόνο corrisponde bene a “ho tempo” e έχουμε πρόβλημα a “abbiamo un problema”. La corrispondenza, però, non è completa. In particolare, in greco l’età si esprime con “essere”, mentre fame, sete e alcune sensazioni si rendono normalmente con verbi specifici. Tradurre automaticamente ogni espressione italiana con “avere” porta perciò a errori molto riconoscibili.

Il verbo è irregolare, ma le sue sei forme del presente sono brevi e ricorrenti. Una volta memorizzate, permettono anche di capire più avanti il παρακείμενος, il perfetto greco, formato con έχω e una forma verbale invariabile.

Come funziona

Il presente indicativo

L’indicativo (il modo usato per presentare un fatto o porre una domanda diretta) ha queste forme:

Persona Pronome Forma di έχω Traduzione italiana
prima singolare εγώ έχω io ho
seconda singolare εσύ έχεις tu hai
terza singolare αυτός / αυτή / αυτό έχει lui / lei / esso ha
prima plurale εμείς έχουμε noi abbiamo
seconda plurale εσείς έχετε voi avete; Lei ha, forma di cortesia
terza plurale αυτοί / αυτές / αυτά έχουν loro hanno

Le terminazioni aiutano a riconoscere la persona. Per questo il pronome soggetto — la parola che indica chi compie o vive l’azione — viene spesso omesso:

  • Έχω χρόνο. — Ho tempo.
  • Έχουμε μάθημα. — Abbiamo lezione.
  • Έχουν αυτοκίνητο. — Hanno un’automobile.

Dire Εγώ έχω χρόνο non è sbagliato, ma εγώ viene espresso soprattutto per contrasto o enfasi: Εγώ έχω χρόνο, ο Νίκος δεν έχει (“Io ho tempo, Nikos non ne ha”). Come in italiano, la forma verbale basta normalmente a identificare il soggetto.

Possesso e disponibilità

La struttura di base è:

soggetto + έχω coniugato + cosa posseduta o disponibile

La cosa posseduta funziona da complemento oggetto (la persona o cosa direttamente coinvolta dal verbo) e in greco va all’accusativo, cioè nella forma richiesta per l’oggetto diretto:

  • Έχω έναν αδελφό. — Ho un fratello.
  • Έχει μια γάτα. — Ha una gatta.
  • Έχουμε το κλειδί. — Abbiamo la chiave.

L’accusativo si vede bene in ένας αδελφός (“un fratello” come soggetto), che diventa έναν αδελφό dopo έχω. Con molti nomi neutri la forma non cambia: ένα βιβλίο può essere sia soggetto sia oggetto.

Έχω non indica soltanto proprietà permanente. Può significare anche “avere a disposizione”, “essere provvisto di” o “avere in programma”:

  • Έχεις λίγο χρόνο; — Hai un po’ di tempo?
  • Έχετε δωμάτιο για απόψε; — Avete una camera per stasera?
  • Έχουμε μάθημα στις έξι. — Abbiamo lezione alle sei.

La negazione

Davanti all’indicativo si usa δεν:

δεν + έχω / έχεις / έχει / έχουμε / έχετε / έχουν

  • Δεν έχω αυτοκίνητο. — Non ho un’automobile.
  • Δεν έχει χρόνο. — Non ha tempo.
  • Δεν έχουμε πρόβλημα. — Non abbiamo problemi.

In italiano l’articolo può cambiare secondo la frase; in greco, dopo la negazione, un nome non determinato compare spesso senza articolo: δεν έχω χρόνο, letteralmente “non ho tempo”.

Le domande

Il greco non richiede un verbo ausiliare aggiuntivo per fare una domanda. Nella lingua parlata bastano l’intonazione e il contesto; nello scritto una domanda termina con il punto interrogativo greco ;, che ha la forma del nostro punto e virgola:

  • Έχεις χρόνο; — Hai tempo?
  • Έχετε κράτηση; — Avete una prenotazione?
  • Έχουν παιδιά; — Hanno figli?

L’ordine delle parole può quindi rimanere uguale a quello della frase affermativa. Un elemento interrogativo si colloca normalmente all’inizio: Τι έχεις; (“Che cosa hai?”), Πόσο χρόνο έχουμε; (“Quanto tempo abbiamo?”).

La cortesia: έχετε

Con una sola persona a cui ci si rivolge con rispetto, il greco usa εσείς e la seconda persona plurale έχετε. È un meccanismo simile al “voi” di cortesia, non all’italiano standard “Lei”, che richiede la terza persona singolare:

  • a un amico: Έχεις κράτηση; — Hai una prenotazione?
  • a un cliente o a una persona con cui si mantiene distanza: Έχετε κράτηση; — Ha una prenotazione?

Il pronome εσείς può essere omesso se la situazione rende chiaro il grado di cortesia.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Έχω ένα σκύλο. Ho un cane. Possesso, prima persona singolare
Έχεις χρόνο; Hai tempo? Domanda informale
Έχουμε πρόβλημα. Abbiamo un problema. Situazione presente
Έχει δίκιο. Ha ragione. Espressione fissa
Η Μαρία έχει δύο αδελφές. Maria ha due sorelle. Il soggetto è espresso con un nome
Δεν έχω αυτοκίνητο. Non ho un’automobile. Negazione con δεν
Έχετε κράτηση; Ha una prenotazione? / Avete una prenotazione? Cortesia al singolare oppure plurale
Έχουν ένα μικρό διαμέρισμα. Hanno un piccolo appartamento. Terza persona plurale
Έχω πονοκέφαλο. Ho mal di testa. Disturbo fisico
Έχεις όρεξη για καφέ; Hai voglia di un caffè? όρεξη για + nome
Έχουμε μάθημα στις έξι. Abbiamo lezione alle sei. Impegno previsto
Δεν έχει καμία ερώτηση. Non ha nessuna domanda. Negazione rafforzata da καμία
Τι έχεις στην τσάντα; Che cosa hai nella borsa? Domanda con τι
Έχω γράψει το μήνυμα. Ho scritto il messaggio. Perfetto, uso più avanzato
Δεν έχουμε τελειώσει. Non abbiamo finito. Perfetto negativo
Έχουν φύγει. Sono partiti. In greco l’ausiliare è έχω, anche dove l’italiano usa “essere”

L’ultimo esempio mostra una differenza importante: la scelta dell’ausiliare greco non segue la distinzione italiana tra “avere” ed “essere”. Nel perfetto greco si usa έχω anche con verbi di movimento come φεύγω (“partire, andare via”).

Errori comuni

1. Usare una forma che non corrisponde al soggetto

  • Errato: Εγώ έχει χρόνο.
  • Corretto: Εγώ έχω χρόνο.
  • Perché: έχει è la terza persona singolare; con εγώ serve έχω. Conviene imparare le forme in coppia con i pronomi, anche se poi il pronome viene omesso.

2. Tradurre letteralmente l’età italiana

  • Errato: Έχω είκοσι χρόνια.
  • Corretto: Είμαι είκοσι χρονών.
  • Perché: per l’età il greco usa είμαι (“essere”) + numero + χρονών. La frase corretta significa “Sono di vent’anni”.

3. Usare έχω per fame e sete

  • Errato: Έχω πείνα. / Έχω δίψα.
  • Corretto: Πεινάω. / Διψάω.
  • Perché: dove l’italiano dice “avere fame” e “avere sete”, il greco preferisce i verbi πεινάω (“avere fame”) e διψάω (“avere sete”).

4. Lasciare il nome nella forma del soggetto

  • Errato: Έχω ένας αδελφός.
  • Corretto: Έχω έναν αδελφό.
  • Perché: ciò che si possiede è il complemento oggetto e richiede l’accusativo: ένας αδελφός diventa έναν αδελφό.

5. Costruire male la negazione

  • Errato: Έχω δεν χρόνο.
  • Corretto: Δεν έχω χρόνο.
  • Perché: δεν si mette prima del verbo coniugato. L’ordine ricorda l’italiano “non ho”, ma la parola greca per la negazione deve precedere έχω.

6. Formare il perfetto con due verbi coniugati

  • Errato: Έχω γράφω το μήνυμα.
  • Corretto: Έχω γράψει το μήνυμα.
  • Perché: dopo l’ausiliare non si usa il presente γράφω, ma la forma invariabile γράψει. Questo meccanismo si studia in modo sistematico con il perfetto.

Note d’uso

Espressioni frequenti con έχω

Molte combinazioni corrispondono bene all’italiano e conviene impararle come unità:

Espressione greca Resa naturale in italiano Esempio
έχω χρόνο avere tempo Έχεις χρόνο τώρα; — Hai tempo adesso?
έχω δίκιο avere ragione Η Άννα έχει δίκιο. — Anna ha ragione.
έχω άδικο avere torto Ίσως έχω άδικο. — Forse ho torto.
έχω ανάγκη από avere bisogno di Έχω ανάγκη από βοήθεια. — Ho bisogno di aiuto.
έχω όρεξη για avere voglia di Έχω όρεξη για παγωτό. — Ho voglia di gelato.
έχω πονοκέφαλο avere mal di testa Σήμερα έχω πονοκέφαλο. — Oggi ho mal di testa.
έχω πυρετό avere la febbre Το παιδί έχει πυρετό. — Il bambino ha la febbre.

Per “avere bisogno” è comunissimo anche il verbo χρειάζομαι: Χρειάζομαι βοήθεια (“Ho bisogno di aiuto”). Non occorre quindi cercare sempre una costruzione con έχω.

Έχω non significa “esserci” in ogni contesto

Per dire semplicemente che qualcosa esiste o si trova in un luogo, il greco usa normalmente υπάρχει al singolare e υπάρχουν al plurale:

  • Υπάρχει ένα φαρμακείο εδώ κοντά. — C’è una farmacia qui vicino.
  • Υπάρχουν δύο λύσεις. — Ci sono due soluzioni.

Nel parlato si incontrano anche usi impersonali di έχει, come Έχει πολύ κόσμο (“C’è molta gente”), ma per un principiante υπάρχει / υπάρχουν è il modello più chiaro per “c’è / ci sono”.

Varianti del parlato

Accanto a έχουν, soprattutto nella conversazione, si può sentire έχουνε. Il significato è identico. Per la produzione iniziale è sufficiente usare la forma neutra e comune έχουν; riconoscere έχουνε aiuta però nell’ascolto.

Oltre le basi: uso avanzato

Questa parte non è necessaria per usare έχω al livello A1. È utile come mappa di ciò che si incontrerà più avanti.

Altri tempi e modi di έχω

Il tema del verbo ricorre in varie forme molto frequenti:

Valore Forme principali Esempio e traduzione
imperfetto είχα, είχες, είχε, είχαμε, είχατε, είχαν Είχα χρόνο. — Avevo tempo.
futuro θα έχω, θα έχεις, θα έχει… Αύριο θα έχω χρόνο. — Domani avrò tempo.
forma con να να έχω, να έχεις, να έχει… Θέλω να έχω περισσότερο χρόνο. — Voglio avere più tempo.

L’imperfetto presenta una situazione passata in corso, abituale o vista come sfondo. La struttura θα + presente esprime qui il futuro, mentre να introduce una forma dipendente richiesta da molti verbi ed espressioni; in θέλω να έχω, per esempio, equivale all’infinito italiano “avere”. Il greco moderno non usa infatti un infinito autonomo come quello italiano.

Έχω come ausiliare del perfetto

Nel παρακείμενος, il perfetto che presenta un’azione compiuta come rilevante nel presente, έχω si coniuga e il secondo elemento resta invariabile:

  • έχω γράψει — ho scritto
  • έχεις δει — hai visto
  • έχει φύγει — è partito/a
  • έχουμε τελειώσει — abbiamo finito

La forma dopo έχω non concorda né con il soggetto né con l’oggetto. Non cambia quindi come un participio passato italiano: Η Μαρία έχει φύγει e Ο Νίκος έχει φύγει contengono entrambi φύγει. Inoltre il greco usa lo stesso ausiliare anche quando l’italiano richiede “essere”.

La costruzione έχω να

Έχω να + verbo con να può assumere significati che non coincidono con il semplice possesso:

  • Έχω να κάνω πολλά πράγματα. — Ho molte cose da fare.
  • Έχω να τον δω δύο χρόνια. — Sono due anni che non lo vedo.

Nel primo caso indica un compito ancora da svolgere. Nel secondo, con un’espressione di durata, indica quanto tempo è passato dall’ultima volta che è avvenuta un’azione. È una costruzione idiomatica da interpretare nel suo insieme, non traducendo separatamente ogni parola.

Formule cristallizzate

In alcune formule sopravvivono forme meno comuni nell’uso quotidiano. Έχε υπόψη significa “tieni presente” e usa έχε, imperativo singolare (forma di comando) di έχω. Al plurale o in forma cortese si incontra έχετε υπόψη. Non è necessario estendere questo modello liberamente: è soprattutto un’espressione da riconoscere e memorizzare.

Consigli per esercitarsi

  1. Ripeti le sei forme in blocchi di tre: έχω, έχεις, έχει e poi έχουμε, έχετε, έχουν. Subito dopo crea una frase concreta per ciascuna persona, omettendo il pronome quando non serve.
  2. Prepara due liste contrastive: da una parte le espressioni parallele all’italiano (έχω χρόνο, έχω δίκιο, έχω πονοκέφαλο), dall’altra quelle che cambiano struttura (είμαι είκοσι χρονών, πεινάω, διψάω). Il contrasto evita la traduzione automatica.
  3. Trasforma ogni frase tre volte: affermativa, negativa e interrogativa. Per esempio: Έχει χρόνο. → Δεν έχει χρόνο. → Έχει χρόνο; In questo modo si fissano insieme coniugazione, posizione di δεν e punteggiatura greca.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Pronomi personali — aiutano ad associare ogni forma di έχω alla persona corretta e a capire quando il soggetto può essere omesso.
  • Passo successivo: Perfetto (Παρακείμενος) — sviluppa l’uso di έχω come ausiliare per azioni compiute con rilevanza presente.

Prerequisito

Pronomi personali soggetto in grecoA1

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