Grammatica russo
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A1 (29)
L’alfabeto russo ha 33 lettere: 10 vocali, 21 consonanti e due segni senza un suono proprio, ь e ъ. Non basta affidarsi alla forma: Р si legge come la r italiana, С come una s sorda e В come v. Imparando subito questi falsi amici grafici, si può cominciare a decifrare parole russe già dal livello A1.
In russo non basta leggere ogni lettera sempre allo stesso modo: le vocali cambiano soprattutto quando non portano l’accento tonico, mentre le consonanti possono essere dure o molli e influenzarsi a vicenda. Per iniziare, conviene imparare l’accento insieme a ogni parola, ridurre le о non accentate verso un suono simile ad a e ascoltare con attenzione la consonante finale.
I pronomi personali russi usati come soggetto sono я, ты, он, она, оно, мы, вы, они. La distinzione più importante per chi parla italiano è tra ты, «tu» informale, e вы, che significa sia «voi» sia «Lei» di cortesia; inoltre, a differenza dell’italiano, in russo il soggetto viene normalmente espresso, anche quando la forma verbale potrebbe farlo intuire.
In russo ogni sostantivo, cioè ogni nome di persona, animale, cosa o idea, appartiene di norma a uno di tre generi: maschile, femminile o neutro. Al singolare, la lettera finale dà quasi sempre l'indizio principale: consonante o -й per il maschile, -а/-я per il femminile, -о/-е per il neutro. I nomi in -ь e alcune parole riferite a persone richiedono invece particolare attenzione.
Il nominativo è la forma con cui un nome compare nel dizionario e indica soprattutto il soggetto, cioè chi compie l’azione o ciò di cui si parla: Брат работает («Mio fratello lavora»). Risponde alle domande кто? («chi?») e что? («che cosa?»). Al singolare non occorre trasformare il nome: si parte proprio dalla sua forma base.
Il caso accusativo indica soprattutto l'oggetto diretto, cioè la persona o la cosa su cui ricade l'azione: Я читаю книгу («Leggo un libro»). Si usa inoltre dopo в e на quando si esprime una destinazione: Я иду в школу («Vado a scuola»). La regola iniziale da ricordare è: il femminile in -а/-я diventa -у/-ю, mentre molti maschili cambiano soltanto se indicano esseri animati.
Il caso prepositivo si usa soltanto dopo una preposizione. Al livello iniziale serve soprattutto per dire dove si trova qualcuno o qualcosa con в e на, oppure di chi o di che cosa si parla con о: в Москве «a Mosca», на столе «sul tavolo», о работе «del lavoro». La desinenza più frequente al singolare è -е, ma alcuni nomi richiedono -и.
In russo il possessivo normalmente concorda con la cosa posseduta per genere, numero e caso: мой дом «casa mia», моя книга «il mio libro», моё окно «la mia finestra», мои друзья «i miei amici». Его, её e их («suo di lui», «suo di lei», «loro») sono invece invariabili. Al livello A1 basta anzitutto scegliere la forma corretta al nominativo; gli altri casi e свой si possono affrontare gradualmente.
In russo этот, эта, это, эти indicano in genere «questo, questa, questi, queste», mentre тот, та, то, те corrispondono di solito a «quello, quella, quelli, quelle». La forma scelta concorda con il nome in genere, numero e, quando si studiano le declinazioni, anche in caso: этот дом «questa casa», ma эта книга «questo libro».
Con один il nome resta al singolare: один дом. Dopo два, три, четыре si usa il genitivo singolare: два дома; dopo пять e fino a двадцать si usa il genitivo plurale: пять домов. Inoltre один cambia secondo il genere (один, одна, одно) e “due” ha due forme: два per maschile e neutro, две per femminile.
In russo i numeri composti si scrivono come parole separate, dal valore maggiore al minore: двести пятьдесят три «duecentocinquantatré». Con un nome, in genere è la parte finale del numero a determinare la forma richiesta: двадцать один год, двадцать два года, двадцать пять лет. I numeri che finiscono in 11–14 costituiscono l'eccezione più importante e richiedono la stessa forma usata dopo 5: сто двенадцать лет.
Per dire che cosa succede a una certa ora o in un certo giorno, il russo usa soprattutto в: в семь часов «alle sette», в понедельник «lunedì». Con i mesi si usa ancora в, ma cambia la forma del nome: в январе «a gennaio»; le stagioni, invece, si esprimono normalmente senza preposizione: весной «in primavera». Per un’abitudine ricorrente si usa spesso по con il plurale: по понедельникам «ogni lunedì».
I verbi russi della prima coniugazione hanno al presente le desinenze -у/-ю, -ешь, -ет, -ем, -ете, -ут/-ют: читаю, читаешь, читает, читаем, читаете, читают. Molti hanno l'infinito in -ать, -еть o -овать, ma, diversamente dall'italiano, la terminazione dell'infinito non basta sempre a riconoscere la coniugazione.
La maggior parte dei verbi russi in -ить appartiene alla seconda coniugazione. Al presente prende le desinenze -у/-ю, -ишь, -ит, -им, -ите, -ат/-ят: говорю, говоришь, говорит, говорим, говорите, говорят. Per iniziare, conviene imparare ogni verbo con almeno tre forme: infinito, prima persona singolare e terza persona plurale.
Nel russo moderno il verbo быть («essere») normalmente non compare al presente quando collega il soggetto a un nome, un aggettivo o un luogo: Я студент significa «Sono studente». In alcune frasi nominali la scrittura segnala questo legame con un trattino lungo (—); есть, invece, serve soprattutto a dire che qualcosa esiste o è disponibile: У меня есть машина («Ho una macchina»).
Per rendere negativa una frase russa, di solito si mette не subito prima della parola negata: Я не понимаю significa «Non capisco». Per dire «no», «non c’è» o «non ci sono» si usa нет; nella costruzione di possesso, У меня нет времени equivale a «Non ho tempo». Con parole come никогда («mai») il verbo resta negativo: Я никогда не опаздываю.
Per trasformare un’affermazione russa in una domanda a cui si risponde sì o no, di solito non occorre cambiare le parole: Ты говоришь по-русски. diventa Ты говоришь по-русски? grazie all’intonazione interrogativa. Per chiedere un’informazione precisa si usa invece una parola come кто «chi», что «che cosa», где «dove», когда «quando», как «come» o почему «perché», normalmente vicino all’inizio della frase.
In russo una preposizione va imparata insieme al caso che regge, cioè alla forma richiesta alla parola seguente. Per il luogo, в/на + prepositivo indicano dove si trova qualcosa, mentre в/на + accusativo indicano una destinazione; из, с, у, от reggono il genitivo, к il dativo e о il prepositivo. La scelta non coincide sempre con le preposizioni italiane «a», «in», «da» e «su».
Al nominativo, l'aggettivo russo cambia desinenza secondo il genere e il numero del sostantivo: новый дом, новая книга, новое окно, новые дома. Al plurale il genere non conta più; occorre però scegliere tra -ые e -ие in base al modello dell'aggettivo e alle regole ortografiche.
In russo alcuni aggettivi hanno una forma breve, usata soprattutto come predicato, cioè per dire com'è o in quale stato si trova il soggetto: Анна готова significa «Anna è pronta». La forma concorda con il soggetto: maschile senza desinenza, femminile in -а, neutro in -о, plurale in -ы/-и. Al presente il verbo «essere» normalmente non si esprime.
In russo molti avverbi di modo si formano dalla base di un aggettivo e terminano in -о: хороший «buono» → хорошо «bene», быстрый «veloce» → быстро «velocemente». Gli avverbi non cambiano per genere, numero o caso: la stessa forma vale con qualunque soggetto. Parole molto frequenti come сейчас «adesso», часто «spesso», здесь «qui» e там «lì» vanno invece imparate come forme autonome.
Le congiunzioni russe più utili all'inizio sono и «e», а «e invece/ma», но «ma» e или «o». Per introdurre una proposizione, cioè una parte di frase con un proprio verbo, si usano spesso что «che», потому что «perché», когда «quando», если «se» e чтобы «per/affinché». La scelta tra а e но dipende soprattutto dal tipo di contrasto.
Per dire «avere», il russo usa normalmente у + possessore al genitivo + есть + cosa posseduta: У меня есть книга significa «Ho un libro». Nella frase negativa si usa нет e anche la cosa che manca va al genitivo: У меня нет книги («Non ho un libro»). Есть può essere omesso quando si descrive una caratteristica già nota: У меня новая машина («Ho una macchina nuova»).
In russo molti verbi terminano con il suffisso -ся o -сь: одеваться «vestirsi», учиться «studiare», встречаться «incontrarsi». Il verbo si coniuga normalmente e il suffisso resta alla fine; in linea generale si usa -сь dopo una vocale e -ся dopo una consonante o ь. Questi verbi non indicano sempre un'azione riflessiva: spesso hanno un significato reciproco, passivo o semplicemente lessicale.
In russo la scelta principale è tra il registro informale, usato con amici e persone con cui ci si dà del ты, e quello cortese o plurale, associato a вы. Per iniziare bastano sei formule: Здравствуйте! e Привет! per salutare, До свидания! per congedarsi, Спасибо! per ringraziare, Пожалуйста! per dire «per favore» o «prego» e Извините! per dire «scusi».
Per rivolgersi in modo informale a una sola persona, il russo usa forme come читай, говори e будь. Per parlare a più persone o dare del «Lei», basta aggiungere -те: читайте, говорите, будьте. La negazione mette не davanti alla stessa forma, mentre давай/давайте serve per proporre di fare qualcosa insieme.
Хотеть significa «volere» e мочь significa «potere, essere in grado di». Al presente hanno forme irregolari e sono normalmente seguiti da un infinito (la forma base del verbo): Я хочу есть «Voglio mangiare», Я могу помочь «Posso aiutare». Per iniziare, basta imparare bene le sei forme di ciascun verbo e lo schema soggetto + хотеть/мочь + infinito.
Per dire che qualcosa piace, il russo costruisce la frase quasi come l'italiano con piacere: Мне нравится книга significa «Mi piace il libro». La persona che prova simpatia va al dativo (мне, «a me»), mentre ciò che piace è il soggetto: per questo si usa нравится con un elemento singolare o un infinito e нравятся con un soggetto plurale.
In russo l'italiano andare si traduce spesso con due verbi diversi: идти se ci si sposta a piedi ed ехать se ci si sposta con un mezzo di trasporto. Entrambi, nella regola di base, descrivono uno spostamento in corso verso una direzione precisa: Я иду в школу «Sto andando a scuola a piedi», ma Я еду на работу «Sto andando al lavoro con un mezzo».
A2 (15)
Il genitivo russo indica soprattutto possesso o relazione, assenza, quantità e provenienza: дом брата «la casa del fratello», нет машины «non c'è una macchina», стакан воды «un bicchiere d'acqua», из России «dalla Russia». Invece di una sola preposizione equivalente all'italiano di, il russo cambia la desinenza del nome e, quando serve, dell'aggettivo che lo accompagna.
Il dativo indica soprattutto la persona o la cosa a cui è destinata un'azione e risponde a кому? «a chi?» e чему? «a che cosa?»: Я дал книгу другу «Ho dato il libro a un amico». Si usa anche per dire l'età, descrivere sensazioni e necessità (мне двадцать лет, ему холодно, нам нужно идти) e dopo preposizioni come к e по.
Il caso strumentale russo indica soprattutto il mezzo con cui si compie un'azione, la persona con cui si sta e il ruolo svolto: писать ручкой «scrivere con una penna», с другом «con un amico», работать врачом «lavorare come medico». Risponde alle domande кем? «con chi?/in qualità di chi?» e чем? «con che cosa?»; al singolare, le terminazioni più riconoscibili sono -ом/-ем al maschile e al neutro e -ой/-ей al femminile.
Al nominativo plurale, molti sostantivi russi prendono -ы o -и; i neutri in -о e -е passano invece, di solito, a -а e -я: стол → столы, книга → книги, окно → окна, море → моря. Dopo г, к, х, ж, ч, ш, щ non si scrive ы, ma и. Alcune parole molto comuni hanno però un plurale da imparare a memoria, per esempio друг → друзья, ребёнок → дети e человек → люди.
Al plurale, un sostantivo russo cambia desinenza secondo il caso, cioè secondo la funzione che svolge nella frase: книги, книг, книгам, книгами, о книгах. Il dativo, lo strumentale e il prepositivo hanno schemi abbastanza regolari; il genitivo richiede più memoria. Nell'accusativo la distinzione decisiva è tra esseri animati e cose inanimate.
Nel passato russo il verbo non cambia secondo la persona, ma concorda con il soggetto per genere e numero: он читал, она читала, оно читало, они читали. Nei verbi regolari si parte dall'infinito senza -ть e si aggiungono -л, -ла, -ло, -ли; per dire «ero» o «sono stato» si usano был, была, было, были.
In russo il futuro ha due costruzioni. Con un verbo imperfettivo si usa il futuro composto: буду + infinito (буду читать, «leggerò / starò leggendo»); con un verbo perfettivo si usa una sola forma con desinenze personali: прочитаю, «leggerò fino alla fine». La scelta non dipende soltanto dal tempo, ma soprattutto da come si presenta l'azione: come attività o processo, oppure come risultato compiuto.
In russo quasi ogni azione viene presentata da uno di due punti di vista: con l’imperfettivo si guarda al processo, alla durata o alla ripetizione; con il perfettivo si considera l’azione come un tutto delimitato, spesso compiuto e con un risultato. Per esempio, Я читал книгу significa «leggevo/stavo leggendo un libro», mentre Я прочитал книгу significa «ho letto il libro fino in fondo».
In russo l'aggettivo prende lo stesso genere, numero e caso del sostantivo a cui si riferisce: новый дом «una casa nuova», ma в новом доме «in una casa nuova». Conviene quindi scegliere prima il caso del sostantivo e poi applicare all'aggettivo la desinenza corrispondente. All'accusativo maschile e plurale bisogna inoltre distinguere fra esseri animati e cose inanimate.
In russo un pronome personale cambia forma secondo la funzione che svolge: я «io» diventa, per esempio, меня «me», мне «a me» e мной «con me». Il caso richiesto dipende soprattutto dal verbo o dalla preposizione. Alla terza persona, dopo molte preposizioni compare inoltre una н-: его «lui» ma у него «da lui; lui ha», ей «a lei» ma к ней «verso di lei».
In russo molti verbi di moto formano una coppia: il verbo unidirezionale indica un movimento concreto in una sola direzione, spesso in corso adesso; il verbo multidirezionale indica invece un'abitudine, movimenti in direzioni diverse o un viaggio di andata e ritorno. Per esempio, Я иду в магазин significa «Sto andando al negozio», mentre Я хожу в магазин каждый день significa «Vado al negozio ogni giorno».
In russo «più alto», «più velocemente» e simili si esprimono spesso con un'unica forma invariabile: выше, быстрее. Il secondo termine di paragone può essere introdotto da чем oppure comparire al genitivo (il caso che qui equivale spesso a «di»): Он выше, чем я oppure Он выше меня, «Lui è più alto di me». Davanti a un nome si usa normalmente la forma composta более + aggettivo, per esempio более удобная квартира, «un appartamento più comodo».
Nel russo corrente, per dire “il più grande”, “la più interessante” o “i più giovani”, si usa soprattutto самый + aggettivo: самый большой, самая интересная, самые молодые. Самый e l’aggettivo concordano entrambi con il nome. Le forme in -ейший/-айший sono più formali o espressive, mentre всего/всех si uniscono spesso al comparativo: лучше всех, “meglio di tutti”.
Il russo forma il condizionale con una forma verbale del passato + бы: я бы сделал significa «farei». La forma passata concorda nel genere e nel numero, mentre бы non cambia mai. Nelle ipotesi si usa spesso если бы: Если бы было время, я бы пришёл («Se ci fosse tempo, verrei»).
Una proposizione relativa aggiunge informazioni a un nome: Человек, который звонил significa «La persona che ha telefonato». In russo si usa soprattutto который, che concorda per genere e numero con il nome a cui si riferisce, ma prende il caso richiesto dal suo ruolo nella relativa: книга, которую я читаю; дом, в котором мы живём. Per luoghi e tempi sono frequenti anche где «dove» e когда «quando».
B1 (13)
In russo l’imperfettivo presenta un’azione dall’interno: come processo, abitudine, ripetizione o semplice fatto. Il perfettivo la presenta invece come un evento delimitato, spesso unico, compiuto e con un risultato: Я писал письмо «scrivevo/ho scritto una lettera per un certo tempo», ma Я написал письмо «ho scritto e finito la lettera».
Molti verbi russi si studiano a coppie: un imperfettivo presenta l’azione come processo, abitudine o fatto non delimitato, mentre il perfettivo la presenta come evento compiuto e dotato di un limite. Le coppie possono formarsi con un prefisso (писать → написать), con un cambio di suffisso (решить → решать), con due radici diverse (брать → взять) o, più raramente, con il solo accento (отре́зать → отреза́ть). Non esiste però una trasformazione automatica valida per ogni verbo: conviene imparare insieme le due forme e il loro significato preciso.
In russo un prefisso indica spesso il percorso del movimento: в- «entrare», вы- «uscire», при- «arrivare», у- «andarsene», пере- «attraversare», под- «avvicinarsi», от- «allontanarsi» e про- «passare». Unito a un verbo unidirezionale, il prefisso forma normalmente un verbo perfettivo, cioè presenta il movimento come un evento unico e compiuto: войти «entrare», приехать «arrivare con un mezzo». Per parlare del processo o di un fatto ripetuto si usa il corrispondente imperfettivo: входить, приезжать.
In molte frasi russe non c’è un soggetto al nominativo: la persona che prova una sensazione o ha una necessità va spesso al dativo, come in Мне холодно («Ho freddo») e Нам нужно идти («Dobbiamo andare»). Senza una persona espressa, forme come можно, нельзя e холодно indicano una situazione generale: Здесь нельзя курить («Qui non si può fumare»).
In russo la passiva si esprime soprattutto in due modi: con un verbo imperfettivo in -ся per un processo o un fatto abituale (дом строится, «la casa è in costruzione») e con un participio passivo breve per un'azione compiuta o il suo risultato (дом построен, «la casa è stata costruita»). Chi compie l'azione, se viene menzionato, va di solito al caso strumentale: дом построен рабочими, «la casa è stata costruita dagli operai».
Il participio attivo russo descrive una persona o una cosa che compie un’azione: читающий студент è «lo studente che legge», mentre прочитавший книгу человек è «la persona che ha letto il libro». Si forma dal verbo, ma concorda con il nome come un aggettivo; al presente usa soprattutto -ущ-/-ющ- o -ащ-/-ящ-, al passato -вш- o -ш-.
Il participio passivo russo descrive una persona o una cosa che riceve un'azione: написанное письмо «una lettera scritta». La forma lunga si comporta come un aggettivo e concorda anche nel caso; la forma breve compare soprattutto come predicato: Письмо написано «La lettera è scritta». Al presente si incontrano soprattutto i suffissi -ем-/-им-, al passato -нн-, -енн-/-ённ- e -т-.
Il деепричастие presenta un'azione secondaria compiuta dallo stesso soggetto dell'azione principale. Con un verbo imperfettivo indica di solito simultaneità (читая, «leggendo»); con un verbo perfettivo indica normalmente un'azione già conclusa (прочитав, «dopo aver letto»). In russo il requisito del soggetto condiviso è particolarmente rigido.
In russo un'affermazione riferita è introdotta di solito da что, una domanda a risposta sì/no da ли, una domanda aperta conserva la sua parola interrogativa e una richiesta può usare чтобы. A differenza dell'italiano, non esiste una concordanza automatica dei tempi: in Он сказал, что придёт il futuro придёт rimane futuro perché l'arrivo è successivo al momento in cui si parla.
In russo la scelta della preposizione chiarisce che rapporto c’è tra un’azione e il tempo: через час indica il momento raggiunto fra un’ora, за час il tempo impiegato per ottenere un risultato e в течение часа un intervallo durante il quale accade qualcosa. Per delimitare o ordinare gli eventi si usano inoltre с...до «da... fino a», перед + strumentale «prima di» e после + genitivo «dopo».
In russo un numero cardinale non resta sempre invariato: cambia forma secondo il caso (la forma che segnala la funzione della parola nella frase). Per esempio, «con due amici» è с двумя друзьями e «di cinque studenti» è о пяти студентах. Nei casi diversi da nominativo e accusativo, in genere si declinano sia il numerale sia il nome che lo segue.
I numeri ordinali russi indicano una posizione in una serie: первый «primo», второй «secondo», третий «terzo». Si comportano come aggettivi: concordano con il nome per genere, numero e caso. Nei numeri composti, di norma solo l'ultimo elemento diventa ordinale e cambia forma: двадцать первый век, в двадцать первом веке.
Per indicare uno scopo, il russo usa soprattutto чтобы + infinito quando il soggetto delle due azioni è lo stesso, e чтобы + verbo al passato quando i soggetti sono diversi. Con un nome si usa spesso для + genitivo; con un verbo di movimento, за + strumentale indica che si va a prendere, comprare o cercare qualcuno o qualcosa.
B2 (10)
Con la negazione, l’imperfettivo tende a negare il fatto stesso, l’attività o l’esperienza: Я не читал эту книгу «Non ho letto questo libro». Il perfettivo mette invece in primo piano un risultato non raggiunto o un evento delimitato che non si è realizzato: Я не прочитал эту книгу «Non ho finito di leggere questo libro». Non è una regola meccanica: contesto, aspettative e tipo di costruzione restano decisivi.
In russo la scelta della particella rivela che cosa sa chi parla. -то indica una persona o cosa reale ma non identificata; -нибудь lascia aperta la scelta; -либо ha un valore simile ma più formale; кое- indica che chi parla ha in mente un referente preciso, senza volerlo nominare: кто-то, кто-нибудь, кто-либо, кое-кто.
In russo parole come никто «nessuno», ничего «niente» e никогда «mai» si accompagnano normalmente a не davanti al verbo: Никто не пришёл «Non è venuto nessuno». Se c’è una preposizione, questa si inserisce tra ни e il resto del pronome: ни с кем не говорил «non ha parlato con nessuno». Non bisogna quindi eliminare не solo perché la frase contiene già una parola negativa.
In russo parole brevi come же, ведь, -то, даже, ли, разве e неужели non cambiano i fatti descritti, ma indicano come interpretarli: contrasto, richiamo a qualcosa di noto, sorpresa, dubbio o incredulità. Non hanno quasi mai un unico equivalente italiano: per tradurle servono, secondo il contesto, parole come proprio, pure, perfino, dopotutto, davvero, una diversa intonazione oppure nessuna parola esplicita.
Il russo presenta un fatto che non impedisce il risultato con хотя «anche se, sebbene» o con несмотря на то что «nonostante il fatto che». Davanti a un nome usa invece несмотря на + accusativo. Le strutture как ни e сколько ни significano rispettivamente «per quanto» e «per quante volte/per quanto», e richiedono la particella ни, non la negazione не.
Una condizione considerata possibile usa normalmente если seguito da un verbo all'indicativo: Если будет время, я приду («Se ci sarà tempo, verrò»). Una condizione immaginaria o contraria ai fatti usa invece если бы e, di norma, un'altra particella бы nella conseguenza: Если бы я знал, я бы сказал («Se lo sapessi, lo direi»). Il russo non possiede forme distinte equivalenti a sapessi e avessi saputo: il riferimento al presente o al passato dipende soprattutto dal contesto, dagli avverbi e dall'aspetto verbale.
In russo molte parole si possono interpretare dividendole in prefisso + radice + suffisso + desinenza: da писать «scrivere» si ottengono, per esempio, переписать «riscrivere» e записать «annotare, registrare». Questa analisi aiuta a formulare un'ipotesi sul significato di una parola nuova, ma non sostituisce il dizionario: uno stesso prefisso può avere più valori e la radice può cambiare forma.
Il russo usa spesso costruzioni correlative, cioè coppie di parole che collegano due elementi della stessa frase: чем... тем... («più... più...»), то... то... («ora... ora...»), не только... но и... («non solo... ma anche...») e не то что... а... («non semplicemente... bensì...» oppure «altro che...»). Le due parti vanno imparate insieme: la scelta della coppia, la posizione della virgola e il parallelismo tra gli elementi determinano il significato.
In russo anche l'infinito distingue tra imperfettivo, che presenta l'azione come attività, processo o abitudine, e perfettivo, che la presenta come evento unico diretto a un limite o a un risultato. Il verbo o la parola che regge l'infinito pone alcuni vincoli: per esempio, dopo «cominciare» si usa normalmente l'imperfettivo (начать читать), mentre una possibilità riferita a una singola azione può richiedere il perfettivo (можно войти).
Un причастный оборот è un participio accompagnato dalle parole che dipendono da esso: студент, читающий книгу «lo studente che legge un libro». Può sostituire una relativa con который, ma il participio deve concordare con il nome e conservare i complementi richiesti dal verbo. Se il costrutto segue il nome, normalmente viene isolato con una o due virgole; se lo precede e identifica il nome, in genere non si usano virgole.
C1 (7)
Lo stile ufficiale-amministrativo russo (официально-деловой стиль) presenta le informazioni come fatti, decisioni, obblighi e procedure, riducendo al minimo la voce personale. Si riconosce da formule come Настоящим уведомляем..., dai nomi d'azione, dalle costruzioni passive e da connettivi quali в связи с e ввиду. È adatto a richieste, avvisi, verbali, regolamenti e corrispondenza professionale, ma risulta innaturale nella conversazione comune.
Lo stile accademico russo, научный стиль, presenta dati e ragionamenti in modo esplicito, controllato e verificabile. Ricorre spesso a costruzioni impersonali come следует отметить, al passivo, a nomi astratti e a formule che indicano lo scopo, la fonte, il grado di certezza e il rapporto logico tra le idee. Non basta rendere il testo «più difficile»: una buona prosa scientifica deve soprattutto essere precisa e coerente.
Lo stile giornalistico russo combina densità informativa, formule ricorrenti per indicare le fonti e un lessico spesso nominale: по словам представителя «secondo quanto afferma il portavoce», как сообщает агентство «come riferisce l’agenzia». Per capirlo e usarlo bene bisogna distinguere i fatti dalle parole attribuite a una fonte, riconoscere le convenzioni dei titoli e scegliere verbi di dichiarazione che non alterino il grado di certezza o il tono della notizia.
Nel russo parlato molte informazioni già chiare dal contesto vengono omesse, mentre l'intonazione, l'ordine delle parole e particelle come ну, да, вот, же esprimono atteggiamento ed emozione. Frasi come Ты куда? («Dove vai?») o Да ладно тебе! («Ma dai!») sono complete sul piano comunicativo anche se non seguono il modello esplicito tipico della prosa formale. Per capirle non basta tradurre ogni parola: bisogna riconoscere il contesto e il tono.
I sostantivi deverbali sono nomi ricavati da verbi: изучать → изучение «studiare → studio», принять → принятие «adottare → adozione», уехать → отъезд «partire → partenza». In russo sono particolarmente comuni nei testi formali; spesso l'oggetto del verbo passa al genitivo, ma le altre preposizioni e reggenze vanno imparate insieme a ciascun sostantivo.
A livello avanzato, l'aspetto russo non distingue semplicemente «azione in corso» e «azione conclusa». Il parlante sceglie l'imperfettivo per presentare un processo, un fatto o un'esperienza senza metterne in primo piano il limite; sceglie il perfettivo per vedere l'evento come un tutto delimitato, come un risultato o come una singola mossa nel discorso. Per questo si può dire Кто открывал окно? quando la finestra ora è chiusa, ma Кто открыл окно? quando interessa il risultato ancora visibile.
La sintassi russa avanzata non consiste soltanto nel costruire periodi più lunghi: permette di organizzare l'informazione, mettere un elemento in primo piano, aggiungere una precisazione o omettere ciò che il contesto rende evidente. Tra i modelli più utili ci sono il tema in nominativo, le costruzioni isolate o aggiuntive, gli incisi e l'ellissi. La punteggiatura — virgola, trattino, due punti — spesso rende visibile la struttura e il tono scelti da chi scrive.
C2 (7)
Gli церковнославянизмы sono parole, forme e costrutti entrati nel russo attraverso la tradizione slavo-ecclesiastica. Alcuni, come благодарить e предвидеть, oggi sono del tutto normali; altri, come глас, врата e уста, evocano la liturgia, la letteratura, la solennità o l'ironia. Non basta quindi riconoscerne l'origine: a livello C2 occorre soprattutto valutarne il registro, cioè il tipo di situazione e di testo in cui una parola suona naturale.
Il russo moderno conserva elementi di grammatiche più antiche soprattutto in invocazioni come Боже! e Господи!, in locuzioni cristallizzate come рука об руку, in forme legate ai numerali e nello stile letterario o religioso. Non costituiscono un unico sistema ancora produttivo: a livello C2 occorre anzitutto riconoscerli, interpretarli e valutarne il registro, senza usarli automaticamente nella conversazione comune.
Il russo parlato non è uniforme: alcuni tratti tradizionali del Nord conservano la distinzione tra о e а non accentate, mentre nel Sud sono diffuse diverse riduzioni vocaliche e la г fricativa [ɣ]. Questi fenomeni non formano blocchi rigidi e oggi si intrecciano con il russo comune, la mobilità e la storia locale. A livello C2 l'obiettivo principale è riconoscerli e interpretarli, non imitarli senza un contesto preciso.
Lo stile letterario russo non è una grammatica separata: usa le risorse normali della lingua — casi, ordine delle parole, ripetizioni, ellissi e scelta del lessico — in modo intenzionalmente marcato. A livello C2 occorre soprattutto riconoscere quale effetto produce una forma e distinguere una scelta espressiva da un errore; per scrivere bene, invece, è essenziale non imitare meccanicamente la superficie dei classici.
Il russo giuridico esprime rapporti, diritti e obblighi mediante termini rigorosamente definiti, gruppi nominali densi, costruzioni passive e formule ricorrenti come в соответствии с «in conformità a» e в установленном законом порядке «secondo le modalità stabilite dalla legge». Per capirlo non basta tradurre parola per parola: bisogna riconoscere chi ha un diritto, chi è obbligato ad agire, quale norma si applica e da quando un atto produce effetti.
I фразеологизмы sono espressioni relativamente fisse il cui senso non coincide sempre con la somma delle singole parole: рукой подать significa «a due passi», non descrive una mano che porge qualcosa. Le пословицы, invece, sono enunciati completi che condensano un'osservazione o una norma condivisa, come Век живи, век учись («non si finisce mai d'imparare»). Per usarli bene occorre apprendere insieme significato, forma grammaticale, contesto e tono.
In russo la cortesia non dipende soltanto da una formula equivalente a per favore: nasce dall'insieme di ты/вы, nome e patronimico, forma della richiesta, particelle, intonazione e situazione. Una frase diretta può essere cortese se appropriata al rapporto; una formula elaborata può invece suonare fredda, ironica o eccessiva. A livello C2 conta quindi non solo ciò che una frase significa, ma ciò che compie nel contesto.
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