Pronomi soggetto in italiano
Pronomi Soggetto
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.
In breve
I pronomi soggetto italiani sono io, tu, lui, lei, Lei, noi, voi, loro e indicano chi compie l'azione o di chi si sta parlando. Molto spesso non vengono espressi, perché la forma del verbo basta a riconoscere la persona: Parlo italiano significa già che a parlare sono io. Il Lei di cortesia richiede il verbo alla terza persona singolare: Lei parla inglese?
Panoramica
Il soggetto è la persona, l'animale o la cosa di cui la frase dice qualcosa; con un verbo d'azione, spesso è chi compie l'azione. Nella frase Giulia prepara il caffè, per esempio, Giulia è il soggetto. Un pronome è una parola breve che può sostituire un nome o richiamare qualcuno già noto: al posto di ripetere Giulia, si può dire lei.
I pronomi soggetto sono una delle prime basi del livello A1, perché le forme dei verbi vengono normalmente presentate nell'ordine io, tu, lui/lei, noi, voi, loro. Conoscere questa serie aiuta quindi a leggere una tabella di coniugazione, cioè una tabella che mostra come cambia un verbo secondo la persona: io sono, tu sei, lei è; noi parliamo, voi parlate, loro parlano.
In italiano, però, il pronome non deve accompagnare ogni verbo. Le desinenze — le parti finali del verbo, come -o in parlo e -iamo in parliamo — danno già molte informazioni sul soggetto. Per questo una frase senza pronome, come Abitiamo a Torino, è completa e naturale. Il pronome si aggiunge soprattutto quando serve a chiarire, mettere in risalto o contrapporre una persona a un'altra.
Come funziona
Le forme principali
| Persona | Singolare | Plurale | Valore essenziale |
|---|---|---|---|
| Prima persona | io | noi | chi parla; chi parla insieme ad altri |
| Seconda persona | tu | voi | una persona a cui si parla; più persone a cui si parla |
| Terza persona | lui, lei, Lei | loro | persone di cui si parla; una persona a cui ci si rivolge con cortesia |
Io indica chi sta parlando; noi include chi parla e almeno un'altra persona. Tu si usa rivolgendosi in modo informale a una sola persona, mentre voi si usa con due o più interlocutori. Lui e lei richiamano rispettivamente una persona di genere maschile e una di genere femminile. Loro vale per un gruppo, indipendentemente dal genere: può riferirsi a soli uomini, sole donne oppure a un gruppo misto.
Il Lei con valore di cortesia significa “la persona a cui mi rivolgo formalmente”. Anche quando l'interlocutore è un uomo, il verbo resta alla terza persona singolare: Signor Neri, Lei desidera altro? La maiuscola aiuta a distinguerlo dal pronome lei riferito a una donna, soprattutto nello scritto formale.
Il pronome e la forma verbale
Il pronome e il verbo devono indicare la stessa persona. Ecco il sistema con essere e con il verbo regolare parlare al presente:
| Pronome | Essere | Parlare |
|---|---|---|
| io | sono | parlo |
| tu | sei | parli |
| lui / lei / Lei | è | parla |
| noi | siamo | parliamo |
| voi | siete | parlate |
| loro | sono | parlano |
La forma verbale spesso permette di recuperare il soggetto anche quando il pronome manca:
- Sono stanco → il soggetto sottinteso, cioè non scritto ma comprensibile, è io.
- Siete pronti? → il soggetto sottinteso è voi.
- Partono domani → il soggetto sottinteso è loro.
Alcune forme, tuttavia, possono corrispondere a più soggetti. È può riferirsi a lui, lei o al Lei di cortesia; parla può avere gli stessi tre valori. Di solito la situazione o la frase precedente chiarisce il significato. Se non lo chiarisce, si esprime il pronome o si ripete il nome.
Quando si omette
L'omissione è normale quando il soggetto è già evidente:
- Mi chiamo Paolo e abito a Bari. Non occorre ripetere io davanti ai due verbi.
- Laura arriva alle otto. Porta anche il dolce. Il soggetto di porta è ancora Laura.
- Andiamo? La forma andiamo indica già noi.
In una conversazione naturale, ripetere continuamente io o tu può sembrare insistente. Non è necessariamente scorretto, ma cambia il ritmo e può suggerire enfasi.
Quando si esprime
Il pronome è particolarmente utile in quattro situazioni.
- Contrasto: Io prendo il treno, loro vengono in macchina. I due pronomi separano chiaramente le scelte.
- Enfasi: Questo l'ho fatto io. Qui io mette in risalto l'autore dell'azione.
- Cambio di soggetto: Marta studia, mentre lui guarda la televisione. Il pronome evita di attribuire entrambe le azioni a Marta.
- Ambiguità: Lei arriva più tardi, lui invece è già qui. Le forme verbali da sole non distinguerebbero le due persone.
Il pronome può anche comparire dopo il verbo, soprattutto nelle risposte e nelle frasi enfatiche: Chi cucina? Cucino io. L'ordine più comune resta soggetto + verbo, ma la posizione finale mette a fuoco chi compie l'azione.
Nomi e pronomi
Un soggetto non è sempre un pronome. Può essere un nome proprio (Anna telefona), un gruppo di parole (I miei vicini partono) o un pronome (Loro partono). Una volta nominata la persona, si può evitare la ripetizione:
Anna lavora in centro. La mattina prende l'autobus.
Nella seconda frase il soggetto lei è sottinteso. Inserirlo è possibile se serve un contrasto: Lei prende l'autobus, suo marito va a piedi.
Esempi nel contesto
| Frase | Significato in parole semplici | Nota |
|---|---|---|
| Io sono italiano. | Chi parla dice di essere italiano. | Io è espresso per presentarsi o dare rilievo all'informazione. |
| Tu sei americana. | Si attribuisce la nazionalità all'interlocutrice. | Tu indica un rapporto informale. |
| Lei parla inglese? | Si chiede formalmente all'interlocutore se conosce l'inglese. | Il verbo è alla terza persona singolare. |
| Loro abitano a Milano. | Le persone di cui si parla vivono a Milano. | Loro può essere omesso se il gruppo è già chiaro. |
| Studio medicina a Bologna. | Chi parla studia medicina a Bologna. | Io è sottinteso nella forma studio. |
| Vieni con noi stasera? | Si invita l'interlocutore a unirsi al gruppo. | Tu è sottinteso; noi qui segue una preposizione e non è il soggetto. |
| Noi restiamo qui, voi potete andare. | Il gruppo di chi parla resta; gli interlocutori possono partire. | I pronomi rendono evidente il contrasto fra due gruppi. |
| Lui cucina e lei apparecchia la tavola. | Un uomo prepara il cibo e una donna prepara la tavola. | I pronomi distinguono due soggetti diversi. |
| È pronta, dottoressa? | Si domanda formalmente alla dottoressa se è pronta. | Il Lei di cortesia è sottinteso. |
| È pronto, signor Bianchi? | Si domanda formalmente al signor Bianchi se è pronto. | L'aggettivo si riferisce a un uomo, anche se il pronome di cortesia è Lei. |
| Giulia lavora da casa; lui invece va in ufficio. | Giulia resta a casa per lavorare, mentre un uomo va in ufficio. | Lui segnala il cambio di soggetto e il contrasto. |
| Chi paga? Pago io. | Chi parla si offre di pagare. | Il pronome dopo il verbo riceve una forte enfasi. |
| Anche tu ami il mare? | Si chiede se l'interlocutore condivide lo stesso gusto. | Dopo anche, il pronome espresso identifica la persona aggiunta. |
| Siamo arrivati! | Il gruppo che comprende chi parla è giunto a destinazione. | La desinenza verbale rende superfluo noi. |
| Se lei telefona, dille che torno alle sei. | Se una donna già nota chiama, bisogna informarla dell'orario. | La minuscola indica normalmente una terza persona, non l'interlocutore formale. |
Errori comuni
Usare il pronome con ogni verbo
- Poco naturale: Io mi chiamo Luca. Io vivo a Genova e io lavoro in banca.
- Più naturale: Mi chiamo Luca. Vivo a Genova e lavoro in banca.
- Perché: le tre forme verbali indicano già la prima persona. Ripetere io senza un contrasto produce un'enfasi non necessaria.
Abbinare il pronome alla persona verbale sbagliata
- Errato: Tu parla molto bene italiano.
- Corretto: Tu parli molto bene italiano. / Parli molto bene italiano.
- Perché: tu richiede la seconda persona singolare, che per parlare termina in -i.
Trattare il Lei di cortesia come tu
- Errato: Signora, Lei sei pronta?
- Corretto: Signora, Lei è pronta?
- Perché: il Lei di cortesia usa sempre la terza persona singolare del verbo, non la seconda.
Confondere voi e loro
- Errato: rivolgendosi a due amici, Loro venite domani?
- Corretto: Voi venite domani?
- Perché: voi indica le persone a cui si parla; loro indica le persone di cui si parla. Con loro il verbo sarebbe vengono.
Omettere il pronome quando il riferimento non è chiaro
- Ambiguo: Marco incontra Paolo mentre esce dal lavoro.
- Più chiaro: Marco incontra Paolo mentre lui esce dal lavoro.
- Perché: senza altre informazioni, non si sa con certezza chi stia uscendo. Anche con lui il contesto può talvolta restare ambiguo; in quel caso è meglio ripetere il nome: mentre Paolo esce dal lavoro.
Pensare che ogni lei minuscolo sia un errore di cortesia
- Possibile ma ambiguo: Buongiorno, lei ha una prenotazione?
- Più chiaro nello scritto formale: Buongiorno, Lei ha una prenotazione?
- Perché: oggi si incontra anche la minuscola per la forma di cortesia. La maiuscola non cambia la grammatica, ma distingue visivamente l'interlocutore formale da una donna di cui si parla.
Note d'uso
Tu, Lei e voi
La scelta fra tu e Lei dipende dal rapporto, dall'età, dall'ambiente e dalle abitudini personali. In generale, tu è comune fra familiari, amici, bambini, compagni di studio e colleghi che hanno stabilito un rapporto informale. Lei è frequente con persone sconosciute, clienti, professionisti e in molte situazioni istituzionali. I confini non sono rigidi: in alcuni ambienti di lavoro ci si dà subito del tu, in altri si mantiene il Lei.
L'espressione dare del tu significa passare o invitare a passare alla forma informale: Possiamo darci del tu? Al contrario, dare del Lei significa rivolgersi con la forma di cortesia. Se non si è sicuri in una situazione formale, iniziare con il Lei è in genere una scelta prudente; l'altra persona può poi proporre il tu.
Voi è il normale plurale di tu: Ragazzi, voi siete pronti? Si usa anche rivolgendosi formalmente a più persone: Signore e signori, avete domande? In alcune aree d'Italia il voi può ancora comparire come forma rispettosa rivolta a una sola persona, ma non è il modello neutro dell'italiano contemporaneo e un principiante non ha bisogno di imitarlo.
Pronome espresso e tono
Esprimere un pronome non serve soltanto alla grammatica: può cambiare il tono. Cosa vuoi? è una domanda neutra nel giusto contesto; Tu cosa vuoi? può creare contrasto con altre persone oppure suonare più diretto. Allo stesso modo, Non lo so è neutro, mentre Io non lo so può suggerire “non lo so io; forse lo sa qualcun altro”. Il significato preciso dipende dalla voce e dalla situazione.
Con parole come anche, neanche, solo e proprio, il pronome è spesso necessario perché è l'elemento messo a fuoco: anch'io, neanche lui, solo voi, proprio lei. Si scrive anch'io con l'apostrofo, perché la vocale finale di anche cade davanti a io.
Accordo con il Lei di cortesia
Il verbo con Lei è alla terza persona singolare, ma gli aggettivi che descrivono l'interlocutore seguono normalmente il suo genere: Signora, è soddisfatta?; Signor Conti, è soddisfatto? Lo stesso principio appare con forme composte come È arrivata, dottoressa? e È arrivato, professore? Questa distinzione non cambia la regola fondamentale sul verbo: Lei è, Lei ha, Lei parla.
Oltre le basi
Questa parte non è necessaria per usare bene i pronomi al livello A1, ma aiuta a riconoscere forme che compaiono in testi letterari, saggi e registri particolarmente sorvegliati.
Egli, ella, esso, essa, essi, esse
Oltre a lui, lei e loro, le grammatiche tradizionali presentano egli, ella, esso, essa, essi, esse. Nell'italiano contemporaneo comune, per le persone si preferiscono quasi sempre lui, lei, loro. Egli ed ella hanno un tono letterario o molto formale; esso, essa, essi, esse si incontrano soprattutto nello scritto quando il riferimento è un oggetto, un animale, un concetto o un elemento appena citato.
| Forma meno comune | Riferimento tipico | Uso contemporaneo |
|---|---|---|
| egli / ella | una persona | letterario o molto formale |
| esso / essa | una cosa, un animale o un concetto | soprattutto scritto formale; spesso si riformula |
| essi / esse | più cose, animali o persone | soprattutto scritto formale |
Non esiste però l'obbligo di sostituire ogni cosa con un pronome soggetto. Invece di Il contratto è valido. Esso scade a giugno, nell'uso corrente è spesso più naturale Il contratto è valido e scade a giugno oppure Questo contratto scade a giugno.
Il soggetto dopo il verbo
In italiano il soggetto può seguire il verbo più facilmente che in molte strutture scolastiche di base. Oltre a Pago io, sono normali frasi come È arrivata Marta, Ha telefonato tuo fratello e Mancano due sedie. Questo ordine può presentare un'informazione nuova, rispondere implicitamente alla domanda “chi?” oppure dipendere dal tipo di verbo. Non bisogna quindi identificare automaticamente come soggetto la parola che precede il verbo: il soggetto si riconosce dal significato e dall'accordo.
Soggetti coordinati
Quando due o più soggetti sono uniti, il verbo va normalmente al plurale: Paolo e Anna lavorano insieme. Se il gruppo comprende chi parla, si usa la prima persona plurale: Io e Sara partiamo domani equivale a noi partiamo. Se comprende l'interlocutore ma non chi parla, si usa la seconda persona plurale: Tu e Marco siete in anticipo equivale a voi siete in anticipo.
Loro come forma di cortesia plurale
Nei testi meno recenti o in uno stile cerimonioso si può trovare Loro rivolto con rispetto a più persone, con il verbo alla terza persona plurale. Nell'italiano di oggi è raro: anche in un contesto formale ci si rivolge normalmente a più persone con voi e la seconda persona plurale. È utile riconoscere la forma storica, ma non occorre adottarla nella comunicazione quotidiana.
Consigli per esercitarsi
- Impara insieme pronome e verbo. Scegli un verbo frequente e recita tutta la serie: io parlo, tu parli, lui/lei parla, noi parliamo, voi parlate, loro parlano. Poi ripetila senza pronomi: così colleghi ogni desinenza alla persona senza abituarti a esprimere sempre il soggetto.
- Trasforma brevi testi. Scrivi quattro frasi su una persona ripetendone il nome, poi elimina le ripetizioni naturali: Elena vive a Pisa. Elena studia... diventa Elena vive a Pisa. Studia.... Aggiungi di nuovo lei soltanto dove crea contrasto o evita ambiguità.
- Ascolta il motivo del pronome. In dialoghi, interviste o conversazioni, nota ogni io, tu e lui/lei espresso. Chiediti se introduce un contrasto, chiarisce il soggetto o dà enfasi. È un esercizio più utile del semplice conteggio delle omissioni.
Concetti correlati
- Passo successivo: Il verbo essere — permette di esercitare subito io sono, tu sei, lui/lei è e le altre persone.
- Passo successivo: Il verbo avere — mostra come le stesse persone si combinano con un altro verbo fondamentale e irregolare.
- Coniugazioni di base: Verbi regolari in -ARE, verbi regolari in -ERE e verbi regolari in -IRE — aiutano a riconoscere il soggetto dalle desinenze.
- Da non confondere: Pronomi diretti — sostituiscono chi o che cosa riceve direttamente l'azione, non chi la compie.
- Da non confondere: Pronomi indiretti — indicano la persona a cui o per cui si compie qualcosa.
- Per proseguire: Pronomi indefiniti — introducono forme come qualcuno, nessuno e tutti senza identificare sempre una persona precisa.
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