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Verbi regolari in -IRE in italiano

Verbi Regolari in -IRE

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

I verbi regolari in -ire senza ampliamento in -isc- formano il presente togliendo -ire dall’infinito e aggiungendo -o, -i, -e, -iamo, -ite, -ono: dormo, dormi, dorme, dormiamo, dormite, dormono. Lo stesso schema vale, per esempio, per partire, sentire e aprire; non vale invece per verbi come finire e capire, che al presente usano anche -isc-.

Panoramica

L’infinito (la forma con cui un verbo compare nel dizionario, come dormire) permette di riconoscere le tre coniugazioni italiane: -are, -ere, -ire. I verbi di questa lezione appartengono alla terza coniugazione. Al presente indicativo servono per parlare di abitudini, fatti, sensazioni e azioni attuali: Dormo poco, Partiamo domani, Senti questo rumore?

Questo schema si incontra già al livello A1. È semplice da applicare, ma richiede due attenzioni: bisogna scegliere la desinenza adatta alla persona e sapere se un verbo in -ire segue il modello semplice oppure quello con -isc-. Dalla sola forma dell’infinito non sempre è possibile prevederlo: conviene quindi imparare ogni nuovo verbo insieme alla prima persona singolare, per esempio dormire — dormo e finire — finisco.

In italiano il soggetto (chi compie l’azione o si trova nello stato espresso dal verbo) spesso non viene pronunciato. La desinenza basta normalmente a riconoscerlo: partiamo indica già “noi”. I pronomi io, tu, lui, lei, noi, voi, loro restano utili quando si vuole creare contrasto o eliminare un dubbio.

Come funziona

Dall’infinito alla forma coniugata

Per costruire il presente indicativo si procede in due passaggi:

  1. si elimina -ire dall’infinito per ottenere la radice (la parte che porta il significato principale): dormire → dorm-;
  2. si aggiunge la desinenza personale: dorm- + -iamo → dormiamo.
Persona Pronome soggetto Desinenza dormire
1ª singolare io -o dormo
2ª singolare tu -i dormi
3ª singolare lui, lei, Lei -e dorme
1ª plurale noi -iamo dormiamo
2ª plurale voi -ite dormite
3ª plurale loro -ono dormono

La forma di cortesia Lei usa la terza persona singolare: Signora, parte oggi? Il pronome può essere scritto con la maiuscola per rendere evidente il valore di cortesia, ma nel verbo non cambia nulla: lei parte e Lei parte hanno entrambi la forma parte.

Quattro verbi modello

I verbi indicati nel concetto seguono lo stesso insieme di desinenze.

Persona dormire partire sentire aprire
io dormo parto sento apro
tu dormi parti senti apri
lui/lei/Lei dorme parte sente apre
noi dormiamo partiamo sentiamo apriamo
voi dormite partite sentite aprite
loro dormono partono sentono aprono

Le forme di noi e voi sono particolarmente facili da riconoscere: tutti questi verbi terminano in -iamo e -ite. Nelle forme singolari e in quella di loro, invece, è importante conservare la radice senza inserire -isc-: sento, non sentisco; aprono, non apriscono.

Affermazione, negazione e domanda

La coniugazione non cambia quando una frase diventa negativa o interrogativa.

  • Affermazione: Parti alle otto.
  • Negazione: Non parti alle otto.
  • Domanda: Parti alle otto?

Non si mette prima del verbo coniugato. Nelle domande sì/no, l’ordine delle parole può restare identico: nello scritto basta il punto interrogativo; nel parlato conta anche l’intonazione. Con una parola interrogativa si può dire Quando parti?, Perché partite?, Che cosa senti?

Il pronome soggetto: quando ometterlo

Nella conversazione normale sono naturali frasi come Dormo otto ore e Apriamo alle nove. Dire Io dormo otto ore non è scorretto, ma io suggerisce spesso un contrasto: Io dormo otto ore, Marta solo cinque. Lo stesso vale per gli altri pronomi.

La terza persona può richiedere un nome o un pronome quando il contesto non chiarisce chi sia il soggetto:

  • Giulia parte domani.
  • Lei parte domani, lui venerdì.
  • Partono domani. — il contesto deve già indicare chi siano.

Il modello semplice e il modello in -isc-

Non tutti i verbi che terminano in -ire si comportano come dormire. Molti verbi aggiungono -isc- in quattro persone del presente: finisco, finisci, finisce, finiscono, ma finiamo, finite. La differenza appartiene al verbo e non dipende dal significato della frase.

Modello semplice Modello con -isc-
dormire → dormo finire → finisco
partire → parto capire → capisco
sentire → sento preferire → preferisco
aprire → apro spedire → spedisco

Non è utile inventare una regola basata soltanto sulle ultime lettere. La strategia più sicura è annotare la prima persona: servire — servo, ma pulire — pulisco. Alcuni dizionari indicano espressamente il modello di coniugazione.

Altri verbi frequenti dello stesso gruppo

Tra i verbi che normalmente seguono il modello senza -isc- ci sono:

  • servire: Questo autobus serve il centro; Ti serve aiuto?
  • offrire: Offro io il caffè;
  • soffrire: Soffre il caldo;
  • coprire: Copriamo il tavolo;
  • riaprire: Il museo riapre alle tre.

I verbi formati con un prefisso conservano spesso il modello del verbo di base: aprire → riaprire, coprire → scoprire. Tuttavia, quando si incontra un verbo nuovo, la verifica sul dizionario resta una buona abitudine.

Esempi nel contesto

La colonna “Parafrasi” chiarisce il senso in italiano, particolarmente utile perché sentire e servire possono avere più significati.

Esempio in italiano Parafrasi in italiano Nota
Dormo otto ore ogni notte. Il mio sonno dura otto ore ogni notte. Abitudine; 1ª persona singolare.
A che ora parti domani? Qual è l’ora della tua partenza domani? Domanda; 2ª persona singolare.
Marta parte per Bologna alle sette. Marta lascia questo luogo alle sette per andare a Bologna. Soggetto espresso con un nome.
Sentiamo la musica dalla strada. La musica arriva alle nostre orecchie dalla strada. Sentire nel senso di percepire un suono.
Non sento più freddo. Non provo più la sensazione di freddo. Sentire nel senso di percepire una sensazione.
Apri la finestra, per favore? Puoi lasciare aperta la finestra? Domanda usata come richiesta.
Il negozio apre alle nove e chiude alle diciotto. L’orario di apertura del negozio inizia alle nove. 3ª persona singolare con soggetto inanimato.
Aprono la porta quando arriva il direttore. Alcune persone non nominate rendono accessibile l’ingresso. 3ª persona plurale; soggetto sottinteso.
Partiamo venerdì, ma loro partono sabato. La nostra partenza è venerdì; la loro è sabato. loro espresso per contrasto.
Dormite già o posso accendere la luce? Siete già addormentati? 2ª persona plurale.
Questo treno serve tutte le stazioni della costa. Il treno ferma nelle stazioni della costa. Servire riferito a un collegamento.
Ti serve una ricevuta? Hai bisogno di una ricevuta? Uso comune di servire con pronome indiretto.
Vi offriamo un caffè. Paghiamo e vi diamo noi un caffè. 1ª persona plurale di offrire.
Durante l’inverno soffrono molto il freddo. Il freddo invernale causa loro disagio. 3ª persona plurale di soffrire.
Il museo riapre dopo la pausa pranzo. Il museo torna ad aprire dopo la pausa. Verbo derivato da aprire.

Errori comuni

1. Inserire -isc- in tutti i verbi in -ire

  • Forma errata: Io dormisco poco.
  • Forma corretta: Io dormo poco.
  • Perché: dormire appartiene al modello semplice. -isc- non è una caratteristica automatica di tutti i verbi in -ire.

2. Dimenticare -i- nelle persone plurali

  • Forma errata: Noi dormamo; voi dormete.
  • Forma corretta: Noi dormiamo; voi dormite.
  • Perché: le desinenze sono -iamo e -ite. Dormete somiglia alla desinenza -ete dei verbi regolari in -ere, ma non appartiene a questo modello.

3. Usare -ano invece di -ono

  • Forma errata: Loro partano alle otto.
  • Forma corretta al presente indicativo: Loro partono alle otto.
  • Perché: la terza persona plurale del presente indicativo è -ono. Partano esiste, ma appartiene al congiuntivo e anche a usi esortativi formali: è una forma avanzata con una funzione diversa.

4. Esprimere sempre il pronome soggetto

  • Poco naturale senza contrasto: Io dormo, io apro la finestra e io parto.
  • Più naturale: Dormo, apro la finestra e parto.
  • Perché: le desinenze -o, -i, -e ecc. indicano già la persona. Il pronome si conserva quando serve enfasi, contrasto o chiarezza.

5. Confondere la terza persona singolare con la seconda

  • Forma errata: A che ora tu parte?
  • Forma corretta: A che ora parti?
  • Perché: con tu si usa -i. Parte corrisponde a lui, lei e alla forma di cortesia Lei.

6. Considerare regolare ogni forma dello stesso verbo

  • Forma errata: Ieri ho aprito la porta.
  • Forma corretta: Ieri ho aperto la porta.
  • Perché: aprire è regolare nel presente (apro, apri, apre…), ma ha il participio passato irregolare aperto. Dire che un verbo segue questo modello al presente non garantisce che tutte le sue forme siano regolari.

Note d’uso

Il presente italiano copre più situazioni

Il presente indicativo non descrive soltanto ciò che accade nell’istante in cui si parla. Può esprimere:

  • un’abitudine: Dormo sette ore per notte;
  • una situazione attuale: Sento un rumore;
  • un orario o un programma: Il treno parte alle 8:15;
  • un futuro già deciso, spesso con un’indicazione di tempo: Partiamo domani mattina.

Per un’azione proprio in corso è possibile anche usare stare + gerundio: Sto aprendo la porta. Non è però necessario trasformare ogni presente in questa costruzione: Apro la porta è spesso del tutto naturale.

I diversi significati di sentire e servire

Sentire può indicare l’udito (sento la musica), una sensazione fisica (sento freddo), un’impressione emotiva (sento molta nostalgia) oppure un contatto con qualcuno (Sento Luca più tardi, cioè gli parlo o comunico con lui). Il contesto chiarisce il significato.

Servire può significare “essere utile o necessario” (Mi serve una penna), “prestare servizio” (Questo autobus serve l’aeroporto) oppure “portare cibi e bevande” (Servono la cena alle otto). In Mi serve una penna, la cosa necessaria, una penna, determina il numero del verbo: Mi servono due penne.

Accento e pronuncia

Nello scritto non si mette normalmente un accento grafico su forme come dormo o partite. Nella pronuncia, le forme di noi e voi portano regolarmente l’accento sulla desinenza: dormiàmo, dormìte; partiàmo, partìte. Nelle altre persone l’accento cade spesso sulla radice: dòrmo, pàrtono. Ascoltare l’intero paradigma aiuta a non pronunciare tutte le forme con lo stesso ritmo.

Oltre le basi: sviluppi e particolarità

Questa parte non è indispensabile per usare il presente a livello A1, ma mostra che cosa si incontra più avanti.

Tempi e modi costruiti sulla stessa radice

La radice dei verbi regolari in -ire ricompare in molte altre forme:

Forma Esempio con dormire Uso essenziale
imperfetto dormivo abitudini o situazioni nel passato
futuro semplice dormirò fatti futuri
condizionale presente dormirei ipotesi, desideri o formulazioni attenuate
gerundio dormendo azione in svolgimento: sto dormendo
participio passato dormito tempi composti: ho dormito

Non tutti i verbi del gruppo mantengono però la regolarità in ogni forma. Oltre ad aprire → aperto, si incontrano offrire → offerto, soffrire → sofferto, coprire → coperto e scoprire → scoperto. Il presente resta apro, offro, soffro, copro, scopro.

L’ausiliare nei tempi composti

Nel passato prossimo, dormire e sentire usano normalmente avere: ho dormito, abbiamo sentito. Partire usa essere, e il participio concorda con il soggetto: Marco è partito; Anna è partita; siamo partiti/partite. Aprire, quando significa aprire qualcosa, usa normalmente avere: ho aperto la finestra.

Questa differenza non modifica il presente, ma è utile imparare presto un verbo insieme al suo participio e, quando necessario, al suo ausiliare.

Imperativo e congiuntivo: forme simili da non confondere

Per dare un ordine informale a una persona si usano forme come Apri! e Parti!; rivolgendosi a più persone, Aprite! e Partite!. L’imperativo negativo con tu usa invece l’infinito: Non aprire!, Non partire!

Più avanti si studierà il congiuntivo (un modo verbale usato, tra l’altro, per presentare fatti non semplicemente affermati): Spero che partano presto. Ecco perché partano non è una semplice variante di partono. Nel presente indicativo di questa lezione la forma corretta rimane partono.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara il verbo in una coppia utile. Scrivi dormire — dormo, partire — parto, finire — finisco. La prima persona rende subito visibile la presenza o l’assenza di -isc-.
  2. Ripeti il paradigma dentro frasi brevi. Per esempio: Dormo a casa; dormi in albergo; dorme sul divano… Cambiare persona dentro una frase aiuta più della sola lista di desinenze.
  3. Ascolta e classifica. Quando senti un verbo in -ire, annota la forma e ricostruisci l’infinito. Poi controlla se appartiene al modello semplice o a quello in -isc-, prestando particolare attenzione a -iamo, -ite, -ono.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Pronomi soggetto — chiarisce a quali persone corrispondono io, tu, lui/lei, noi, voi e loro e quando possono essere omessi.
  • Passo successivo: Verbi in -IRE con -isc- — presenta l’altro grande modello della terza coniugazione, come finisco, capisci e preferiscono.

Prerequisito

Pronomi soggetto in italianoA1

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