A1

I verbi regolari in -ERE in italiano

Verbi Regolari in -ERE

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

Per formare il presente di un verbo regolare in -ere, si elimina -ere dall'infinito e si aggiungono le desinenze -o, -i, -e, -iamo, -ete, -ono: scriverescrivo, scrivi, scrive, scriviamo, scrivete, scrivono. La desinenza indica già la persona, quindi il pronome soggetto spesso non è necessario: Scrivo una lettera è normalmente più naturale di Io scrivo una lettera senza un contrasto particolare.

Panoramica

I verbi in -ere appartengono alla seconda coniugazione italiana. La coniugazione è il cambiamento della forma del verbo in base a chi compie l'azione, al tempo e al modo. In questa pagina ci concentriamo sul presente indicativo, cioè la forma usata soprattutto per fatti, abitudini e azioni attuali: leggo ogni mattina, viviamo a Torino, prendono l'autobus.

Questo schema si incontra già al livello A1 perché comprende molti verbi di uso quotidiano: scrivere, leggere, vivere, prendere, vedere, credere, ricevere e vendere. Imparare bene le sei desinenze permette di costruire subito affermazioni, domande e frasi negative. Permette anche di riconoscere il soggetto quando non è espresso: in prendete il treno, la forma -ete segnala che il soggetto è voi.

La regola di base è semplice, ma la seconda coniugazione contiene anche numerosi verbi irregolari, per esempio essere, avere, bere, dovere, potere, sapere e volere. Avere l'infinito in -ere non basta dunque a garantire che un verbo segua questo modello. Quando si impara un verbo nuovo, conviene controllarne almeno il presente nel dizionario.

Come funzionano

Infinito, radice e desinenza

L'infinito è la forma con cui un verbo appare nel dizionario, come scrivere o prendere. Se si toglie -ere, rimane la radice, cioè la parte che porta il significato principale. Alla radice si aggiunge poi una desinenza, la parte finale che indica la persona.

Infinito Operazione Radice Esempio coniugato
scrivere scriv-ere scriv- scriviamo
leggere legg-ere legg- leggete
vivere viv-ere viv- vivono
prendere prend-ere prend- prendi
vedere ved-ere ved- vedo

Con leggere, le due g appartengono alla radice legg- e restano in tutte le forme: leggo, leggi, legge, leggiamo, leggete, leggono.

Le sei desinenze del presente

Persona Pronome soggetto Desinenza scrivere prendere vedere
prima persona singolare io -o scrivo prendo vedo
seconda persona singolare tu -i scrivi prendi vedi
terza persona singolare lui, lei, Lei -e scrive prende vede
prima persona plurale noi -iamo scriviamo prendiamo vediamo
seconda persona plurale voi -ete scrivete prendete vedete
terza persona plurale loro -ono scrivono prendono vedono

Le desinenze da memorizzare sono quindi:

-o, -i, -e, -iamo, -ete, -ono

Tre osservazioni aiutano a non confonderle:

  1. Noi termina in -iamo, come nel presente delle altre coniugazioni regolari: parliamo, scriviamo, dormiamo.
  2. La forma tipica di voi per i verbi in -ere è -ete: scrivete, leggete, vivete.
  3. La forma di loro termina in -ono, non in -eno: prendono, vendono, ricevono.

Il soggetto può rimanere sottinteso

Il soggetto è chi compie l'azione o si trova nella situazione espressa dal verbo. Poiché ogni desinenza dà informazioni sulla persona, in italiano il pronome soggetto viene spesso omesso:

  • Scrivo a mia sorella. — la desinenza -o indica io;
  • Leggete molto.-ete indica voi;
  • Vivono vicino al mare.-ono indica loro.

Il pronome si usa quando serve enfasi o contrasto: Io scrivo il testo, tu leggi le email. In questo caso io e tu chiariscono la divisione dei compiti.

Affermazioni, negazioni e domande

Per negare il verbo, si mette non subito prima della forma coniugata:

  • Non vedo bene.
  • Marta non prende il caffè.
  • Non viviamo più lì.

Nelle domande non occorre cambiare l'ordine delle parole. Nel parlato è l'intonazione, e nello scritto il punto interrogativo, a segnalare la domanda:

  • Leggi il giornale?
  • Prendete il treno delle otto?
  • Paolo vive ancora a Bologna?

Il valore del presente

Il presente indicativo non descrive soltanto ciò che accade proprio adesso. Può esprimere:

Uso Esempio Spiegazione
azione attuale Scrivo un messaggio. L'azione avviene nel momento presente.
abitudine Leggiamo dopo cena. L'azione si ripete regolarmente.
fatto o situazione Vivo in Italia. La situazione vale nel periodo attuale.
verità generale I bambini crescono in fretta. L'affermazione ha valore generale.
futuro già programmato Domani prendo il treno alle sette. Un riferimento temporale rende chiaro il futuro.

Per un primo studio basta padroneggiare azioni attuali, abitudini e situazioni presenti. L'uso con valore futuro può essere acquisito gradualmente.

Esempi nel contesto

Nella tabella, la seconda colonna riformula il significato in italiano semplice. È utile soprattutto quando esempio e lingua della spiegazione coincidono.

Esempio Significato in parole semplici Nota
Scrivo una lettera. Metto per iscritto una lettera. Prima persona singolare; il pronome io è sottinteso.
Leggi il giornale? Ti informi leggendo il giornale? Domanda informale rivolta a una persona.
Luca vive a Firenze. Firenze è la città in cui abita Luca. Il soggetto espresso richiede la terza persona singolare.
Prende un caffè, signora? Desidera un caffè? Terza persona singolare usata con valore di cortesia.
Vede quella farmacia in fondo alla strada? Riesce a individuare la farmacia lontana? La forma vede può riferirsi a Lei.
Viviamo in Italia. L'Italia è il paese in cui abitiamo. Prima persona plurale in -iamo.
Scriviamo spesso ai nostri amici. Mandiamo spesso messaggi ai nostri amici. Azione abituale.
Prendete il treno delle otto? Avete intenzione di viaggiare con il treno delle otto? Seconda persona plurale in -ete.
I bambini leggono una storia. I bambini stanno leggendo un racconto. Terza persona plurale in -ono.
Prendono il treno ogni mattina. Ogni mattina viaggiano in treno. Abitudine; il soggetto non è espresso.
Non credo a questa storia. Questa storia non mi sembra vera. Negazione con non prima del verbo.
Riceviamo molte email durante la settimana. Durante la settimana ci arrivano molte email. Ricevere segue lo stesso schema.
Marta vende libri usati. Marta dà libri usati in cambio di denaro. Terza persona singolare di vendere.
Domani vedo il dentista. Ho un appuntamento con il dentista domani. Presente con valore di futuro programmato.
Io leggo il contratto, tu scrivi le note. Ci dividiamo due compiti diversi. I pronomi esprimono contrasto.

Errori comuni

1. Usare l'infinito al posto del verbo coniugato

  • Errato: Io scrivere una lettera.
  • Corretto: Io scrivo una lettera.
  • Perché: in una frase indipendente il verbo deve concordare con il soggetto; con io si usa la desinenza -o. L'infinito resta invece dopo verbi come potere o volere: Posso scrivere.

2. Confondere la terza persona singolare con la prima

  • Errato: Giulia scrivo ogni sera.
  • Corretto: Giulia scrive ogni sera.
  • Perché: Giulia equivale a lei, quindi richiede la terza persona singolare in -e. La forma scrivo appartiene a io.

3. Formare noi con -emo

  • Errato: Noi prendemo l'autobus.
  • Corretto: Noi prendiamo l'autobus.
  • Perché: al presente indicativo la prima persona plurale termina in -iamo. La sequenza prenderemo esiste, ma appartiene al futuro e significa che prenderemo qualcosa in seguito.

4. Trasferire a voi la desinenza dei verbi in -ire

  • Errato: Voi prendite il treno?
  • Corretto: Voi prendete il treno?
  • Perché: i verbi in -ere hanno -ete con voi. La desinenza -ite appartiene ai verbi regolari in -ire, come partite.

5. Dimenticare una consonante della radice

  • Errato: Loro legono molti romanzi.
  • Corretto: Loro leggono molti romanzi.
  • Perché: la radice di leggere è legg-. Le due g si conservano prima di tutte le desinenze.

6. Inventare la desinenza -eno per loro

  • Errato: I miei amici viveno a Roma.
  • Corretto: I miei amici vivono a Roma.
  • Perché: la terza persona plurale dei verbi regolari in -ere termina in -ono: vivono, scrivono, prendono.

Note d'uso

Tu, Lei e voi

Con una persona a cui si dà del tu, si usa la seconda persona singolare: Prendi lo zucchero? Nel rapporto formale si usa Lei con la terza persona singolare: Prende lo zucchero? La maiuscola in Lei è frequente per rendere evidente la forma di cortesia, soprattutto nella corrispondenza, ma nell'uso contemporaneo si incontra anche lei minuscolo.

Con più persone si usa normalmente voi e quindi -ete, indipendentemente dal grado di formalità: Prendete posto. Il contesto e le formule di cortesia fanno capire il registro.

La pronuncia non si ricava sempre dall'infinito

Esistono infiniti in -ere con accento sulla desinenza, come vedére, e altri con accento sulla radice, come prèndere. L'accento grafico di norma non si scrive: questi segni servono qui soltanto a mostrare la pronuncia. Nelle forme del presente l'accento può spostarsi rispetto all'infinito: vedére ma védo e védono. Per questo è utile ascoltare ogni verbo nuovo, non soltanto leggerlo.

Non tutti i verbi in -ere sono regolari

La seconda coniugazione comprende verbi molto antichi e diversi tra loro. Alcuni seguono perfettamente il modello presentato qui; altri cambiano la radice o hanno forme proprie. Per esempio si dice bevo, non bo, e posso, non poto. Queste forme non sono eccezioni da applicare alla regola dei verbi regolari: vanno imparate come coniugazioni distinte.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa parte non è necessaria per usare il presente al livello A1, ma evita alcune generalizzazioni sbagliate quando si incontrano tempi e costruzioni nuovi.

Regolare al presente non significa regolare in ogni tempo

Un verbo può seguire lo schema regolare al presente e avere un participio passato irregolare. Il participio passato è la forma usata, tra l'altro, con avere o essere nei tempi composti: ho scritto, abbiamo letto. Confronta:

Infinito Presente Participio passato
scrivere scrivo scritto
leggere leggo letto
prendere prendo preso
vedere vedo visto
vivere vivo vissuto
credere credo creduto
ricevere ricevo ricevuto

Le forme del participio non cambiano la regolarità del presente. Conviene però imparare ogni verbo con le sue forme principali, invece di dedurre automaticamente il participio da -ere.

Il presente può raccontare e rendere viva una scena

In racconti, riassunti e conversazioni si può usare il presente narrativo, cioè il presente per fatti avvenuti nel passato: Nel 1920 parte per Roma, vive lì due anni e scrive il suo primo romanzo. Questo uso rende la narrazione più immediata. È comune nei riassunti, nelle biografie schematiche e nel parlato, ma non sostituisce sempre i tempi passati.

La forma da sola non esprime sempre un unico soggetto

Scrive può significare lui scrive, lei scrive oppure Lei scrive. Scrivono può avere un soggetto espresso da più nomi: Marco e Anna scrivono. La desinenza indica persona e numero, ma genere, identità e grado di cortesia dipendono dal contesto.

Inoltre, alcune forme in -e o -ono possono comparire in costruzioni impersonali o con soggetti collocati dopo il verbo. Questi ordini diventano più chiari con l'esperienza: la regola di coniugazione resta la stessa, mentre cambia il modo in cui la frase organizza le informazioni.

Consigli per esercitarsi

  1. Lavora per colonne, non soltanto per verbi. Scegli cinque verbi, per esempio scrivere, leggere, vivere, prendere e vedere, e forma prima tutte le persone in -o, poi quelle in -i, e così via. Questo rende visibili le desinenze comuni.
  2. Trasforma una frase in sei persone. Parti da Scrivo un messaggio e crea scrivi, scrive, scriviamo, scrivete, scrivono, modificando il soggetto quando serve. Aggiungi poi una versione negativa e una domanda.
  3. Ascolta le desinenze in frasi reali. Quando senti -ete o -ono, prova a identificare subito la persona prima di cercare il pronome. Registra anche la pronuncia e il participio passato dei verbi nuovi, soprattutto per quelli in -ere.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Pronomi soggetto — aiuta a collegare io, tu, lui/lei, noi, voi, loro alle sei forme verbali.
  • Confronto utile: Verbi regolari in -ARE — presenta il modello -o, -i, -a, -iamo, -ate, -ano.
  • Passo successivo: Verbi regolari in -IRE — completa il confronto tra le tre coniugazioni regolari del presente.

Prerequisito

Pronomi soggetto in italianoA1

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