I pronomi diretti in italiano
Pronomi Diretti
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.
In breve
I pronomi diretti mi, ti, lo, la, La, ci, vi, li, le sostituiscono una persona o una cosa su cui ricade direttamente l’azione: Compro il pane diventa Lo compro. Di norma precedono il verbo coniugato (Ti chiamo), ma si uniscono all’infinito (chiamarti). Lo, la, li, le concordano con il genere e il numero del nome sostituito.
Panoramica
Il complemento oggetto diretto è la persona o la cosa coinvolta direttamente nell’azione del verbo, senza una preposizione. In parole semplici, spesso risponde alle domande chi? o che cosa?: Vedo chi? Vedo Giulia. Compro che cosa? Compro il pane. Per non ripetere Giulia e il pane, si possono usare i pronomi diretti: La vedo e Lo compro.
Questo argomento compare già al livello A1 perché permette di costruire frasi brevi e naturali: Mi senti?, Ti aspetto, Le prendo. Il punto più importante non è soltanto scegliere il pronome giusto, ma anche collocarlo nel posto giusto. Davanti a un verbo coniugato, il pronome viene normalmente prima del verbo, anche se nell’ordine più esplicito il nome viene dopo: Leggo il libro → Lo leggo.
Poiché la lingua in cui studiamo è anche l’italiano, molte forme possono sembrare familiari. Conviene però non affidarsi solo all’intuizione: lo, la, li, le possono essere anche articoli, mentre mi, ti, ci, vi possono avere altre funzioni. In questa pagina li osserviamo quando sostituiscono un vero oggetto diretto.
Come funzionano
Dal nome al pronome
Per trovare il pronome, si può seguire una procedura in tre passi:
- individuare il verbo;
- chiedere chi? o che cosa? subito dopo il verbo;
- sostituire la risposta con il pronome adatto.
In Invito Paolo, la risposta a invito chi? è Paolo: maschile singolare, quindi Lo invito. In Invito Anna e Sara, la risposta è femminile plurale, quindi Le invito.
Non tutti i verbi introducono l’oggetto nello stesso modo. Aspettare qualcuno, ascoltare qualcuno e aiutare qualcuno sono costruzioni dirette, senza a: Aspetto Marta → La aspetto. Invece telefonare a Marta contiene la preposizione a e richiede un pronome indiretto: Le telefono. Perciò la domanda chi? è un aiuto pratico, ma bisogna anche imparare la costruzione del verbo.
Le forme
| Persona sostituita | Singolare | Plurale | Esempio |
|---|---|---|---|
| chi parla | mi | ci | Marta mi vede. / Marta ci vede. |
| chi ascolta | ti | vi | Marta ti vede. / Marta vi vede. |
| terza persona, maschile | lo | li | Il pane? Lo compro. / I panini? Li compro. |
| terza persona, femminile | la | le | La torta? La preparo. / Le torte? Le preparo. |
| persona a cui si dà del Lei | La | — | Signora, La accompagno. |
Mi, ti, ci, vi indicano la persona grammaticale e non cambiano secondo il genere: Marco mi saluta e Anna mi saluta. Lo, la, li, le, invece, riprendono il genere e il numero del nome: il biglietto → lo; la chiave → la; i biglietti → li; le chiavi → le.
La forma La può sostituire la persona a cui si parla con cortesia, indipendentemente dal suo genere: Signor Bianchi, La richiamo domani; Signora Bianchi, La richiamo domani. La maiuscola è tradizionale e rende subito visibile il valore di cortesia; nell’uso contemporaneo si trova anche la minuscola.
Prima di un verbo coniugato
Un verbo coniugato è un verbo la cui forma indica persona, numero, tempo o modo, come compro, vediamo, chiameranno. Con queste forme, il pronome diretto atono viene normalmente prima:
- Conosco Luca → Lo conosco.
- Aspettiamo Anna → La aspettiamo.
- Invitano noi → Ci invitano.
- Hai visto i miei occhiali? → Li hai visti?
Nelle frasi negative, non precede il gruppo formato dal pronome e dal verbo: Non lo compro, Non ti sento, Non le abbiamo ancora chiamate. Anche con un tempo composto, il pronome va davanti all’ausiliare, cioè al verbo avere o essere che aiuta a formare il tempo: L’ho vista ieri.
Uniti all’infinito
L’infinito è la forma del dizionario, come vedere, chiamare, comprare. Quando il pronome si unisce all’infinito, la -e finale cade:
| Combinazione | Risultato |
|---|---|
| vedere + ti | vederti |
| chiamare + la | chiamarla |
| comprare + li | comprarli |
| invitare + vi | invitarvi |
Con un verbo servile come volere, potere o dovere, sono spesso possibili due posizioni, senza una differenza essenziale di significato:
- Lo voglio comprare / Voglio comprarlo.
- Ti posso aiutare / Posso aiutarti.
- Le dobbiamo invitare / Dobbiamo invitarle.
Per un principiante è utile scegliere una delle due strutture e usarla con coerenza. Entrambe, però, sono normali.
Con gerundio e imperativo
Il gerundio è la forma in -ando o -endo, come parlando e leggendo. Il pronome si unisce alla fine: Guardandola, ho capito; Sto leggendolo. Nella costruzione progressiva con stare, è possibile anche anticiparlo: Lo sto leggendo.
Con l’imperativo affermativo, cioè un ordine o un invito positivo, il pronome si attacca al verbo: Chiamami!, Prendilo!, Aspettatemi!. Con l’imperativo negativo di seconda persona singolare sono possibili entrambe le posizioni: Non lo comprare! e Non comprarlo!
Elisione davanti a vocale
Davanti a una vocale, lo e la possono diventare l’, soprattutto prima delle forme di avere: l’ho visto, l’abbiamo comprata. L’apostrofo segnala la caduta della vocale. Nella lingua contemporanea l’elisione non è sempre obbligatoria con tutti i verbi: forme come lo ascolto e la aspetto sono del tutto normali e spesso più chiare.
Li e le non si elidono: li ascolto, le aspetto. Quando si legge l’ho vista, il genere si riconosce dal contesto e, nel passato prossimo, anche dalla forma vista.
Esempi nel contesto
Nella colonna centrale il nome espresso chiarisce che cosa sostituisce il pronome; non è una seconda frase da usare necessariamente nella conversazione.
| Frase con pronome | Significato con il nome espresso | Nota |
|---|---|---|
| Ti chiamo domani. | Chiamo te domani. | ti: persona a cui si parla |
| Quel quaderno? Lo compro. | Compro quel quaderno. | maschile singolare |
| Conosco bene Marta e la vedo spesso. | Vedo spesso Marta. | femminile singolare |
| Voglio vederti dopo il lavoro. | Voglio vedere te dopo il lavoro. | pronome unito all’infinito |
| Hai le chiavi? Non le trovo. | Non trovo le chiavi. | femminile plurale |
| I documenti sono pronti: li mando subito. | Mando subito i documenti. | maschile plurale |
| Se parlo piano, mi senti? | Senti me? | prima del verbo coniugato |
| Paolo ci aspetta davanti al cinema. | Paolo aspetta noi. | ci come oggetto diretto |
| Ragazzi, vi accompagno alla stazione. | Accompagno voi alla stazione. | vi come oggetto diretto |
| Signora, La richiamo nel pomeriggio. | Richiamo Lei nel pomeriggio. | forma di cortesia |
| La torta era ottima e l’abbiamo finita. | Abbiamo finito la torta. | elisione e accordo al femminile |
| Questi libri? Puoi prenderli tu. | Puoi prendere questi libri. | pronome unito all’infinito |
| Non trovo Luca: non l’ho visto oggi. | Non ho visto Luca oggi. | pronome prima dell’ausiliare |
| È una bella canzone: ascoltala. | Ascolta questa canzone. | imperativo affermativo |
Errori comuni
1. Mettere il pronome dopo un verbo coniugato
- Non corretto: Compro lo domani.
- Corretto: Lo compro domani.
- Perché: il pronome diretto atono precede normalmente il verbo coniugato. La posizione finale appartiene invece a forme come l’infinito e l’imperativo affermativo: comprarlo, compralo.
2. Scegliere il genere o il numero sbagliato
- Non corretto: Le scarpe? Li compro oggi.
- Corretto: Le scarpe? Le compro oggi.
- Perché: il pronome riprende le scarpe, che è femminile plurale. Bisogna guardare il nome sostituito, non il genere della persona che parla.
3. Usare insieme nome e pronome senza una ragione comunicativa
- Non corretto in una frase neutra: Lo compro il pane.
- Corretto: Compro il pane. / Lo compro.
- Perché: normalmente il pronome sostituisce il nome. La ripresa Il pane, lo compro io è possibile, ma serve a mettere il pane in evidenza ed è una struttura più avanzata.
4. Confondere oggetto diretto e oggetto indiretto
- Non corretto: Telefono Marta ogni sera oppure La telefono ogni sera.
- Corretto: Telefono a Marta ogni sera oppure Le telefono ogni sera.
- Perché: telefonare si costruisce con a e non regge un oggetto diretto. Al contrario, chiamare Marta è diretto: La chiamo ogni sera.
5. Conservare la -e dell’infinito
- Non corretto: Voglio vedere-ti.
- Corretto: Voglio vederti.
- Perché: quando il pronome si unisce all’infinito, la vocale finale dell’infinito cade e non si usa il trattino.
6. Trattare La di cortesia come un femminile riferito solo a donne
- Non corretto: Signor Rossi, lo accompagno alla porta? se ci si rivolge direttamente a lui con il Lei.
- Corretto: Signor Rossi, La accompagno alla porta?
- Perché: La riprende il pronome di cortesia Lei e può riferirsi sia a un uomo sia a una donna.
Note d’uso
Pronome atono e forma tonica
Le forme studiate qui sono atone, cioè non portano l’accento principale e stanno vicino al verbo: Mi vede. Le forme toniche, pronunciate con maggiore rilievo, sono me, te, lui, lei, noi, voi, loro: Vede me, non te. Non sono liberamente intercambiabili. In una frase neutra si dice Mi conosce; Conosce me crea contrasto o enfasi.
Il pronome dipende dal referente
Il significato di lo o la nasce dal contesto. Lo compro può riprendere il giornale, il biglietto o un altro nome maschile singolare; La vedo può riferirsi a Marta, la casa o la soluzione. È quindi naturale presentare prima il referente: Ti piace questa giacca? La compro?
Lo può anche riprendere un’intera idea o una qualità, senza riferirsi a un nome maschile preciso: Sai che domani è festa? Sì, lo so. Questo uso è molto frequente e non cambia secondo il genere dell’idea espressa.
Articolo o pronome?
Le forme lo, la, li, le davanti a un nome sono articoli: lo studente, la porta, gli studenti, le porte. Davanti a un verbo sono spesso pronomi: lo vedo, la apro, li incontro, le chiudo. La posizione e la parola successiva aiutano a riconoscerne la funzione.
Oltre le basi: usi avanzati
Le regole seguenti completano il quadro, ma a livello A1 non è necessario produrle tutte senza esitazione. È sufficiente riconoscerle e tornare a questa sezione dopo aver consolidato le forme di base.
Accordo del participio passato
Il participio passato è la forma come visto, comprato, chiamato, usata per esempio nel passato prossimo. Quando lo, la, li, le precedono un tempo composto con avere, il participio concorda normalmente con il pronome:
- Hai visto Marco? — Sì, l’ho visto.
- Hai visto Anna? — Sì, l’ho vista.
- Hai comprato i biglietti? — Sì, li ho comprati.
- Hai chiamato le ragazze? — Sì, le ho chiamate.
Con mi, ti, ci, vi, nell’uso reale l’accordo è più variabile e può dipendere dal registro e dal genere chiaramente identificabile: Maria ci ha invitato e Maria ci ha invitate possono comparire in contesti diversi. Per iniziare, è più importante padroneggiare l’accordo trasparente con lo, la, li, le.
Risalita del pronome
Con i verbi servili, il pronome può “risalire” davanti al verbo coniugato: Voglio comprarlo → Lo voglio comprare. Lo stesso fenomeno compare con alcune costruzioni verbali: Sto leggendo il libro può diventare sia Sto leggendolo sia Lo sto leggendo. La scelta dipende spesso dal ritmo e da ciò che si vuole mettere in primo piano.
Ripresa del tema
Nel parlato è comune nominare prima l’argomento e poi riprenderlo con un pronome: Quel film, l’ho già visto; Le chiavi, le hai prese? Questa costruzione, chiamata dislocazione a sinistra (il tema viene spostato all’inizio), non è un errore di duplicazione: organizza l’informazione e segnala chiaramente di che cosa si parla. È diversa dalla frase neutra Ho già visto quel film.
Rapporti con ci e ne
Ci è un pronome diretto in Ci vedono perché significa “vedono noi”. In Ci vado domani, invece, indica un luogo e significa “vado lì”. Analogamente, per sostituire una quantità introdotta da di si usa spesso ne, non lo, la, li, le: Vuoi del pane? Ne voglio un po’. Questi valori si imparano come argomenti distinti.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma coppie minime. Scrivi otto frasi con un nome e sostituiscilo: Apro la finestra → La apro; Invito i colleghi → Li invito. Controlla ogni volta genere, numero e posizione.
- Rispondi a domande reali. Usa oggetti intorno a te: Dove sono le cuffie? Le vedo? Le uso oggi? Le risposte brevi rendono automatiche forme molto frequenti.
- Allena le due posizioni con i verbi servili. Ripeti a coppie Voglio comprarlo / Lo voglio comprare e Posso chiamarti / Ti posso chiamare. In seguito aggiungi il passato prossimo: L’ho comprato, l’ho comprata, li ho comprati, le ho comprate.
Concetti correlati
- Prerequisito: Pronomi soggetto — aiuta a distinguere chi compie l’azione da chi o che cosa la riceve.
- Passo successivo: Ne partitivo — sostituisce quantità o elementi introdotti da di.
- Passo successivo: Ci di luogo — distingue il valore locativo di ci dal pronome diretto “noi”.
- Approfondimento: Pronomi combinati — unisce due pronomi nello stesso gruppo, come me lo e gliela.
- Approfondimento: Ci e ne — esplora i diversi valori e le combinazioni dei due pronomi.
- Uso avanzato: Dislocazioni — spiega riprese come Il libro, l’ho già letto e il loro effetto nel discorso.
Prerequisito
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