A1

Le particelle は, が, を e に in giapponese

基本助詞(は・が・を・に)

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di giapponese su Settemila Lingue.

In breve

In giapponese le particelle si collocano dopo una parola o un gruppo di parole e ne indicano il ruolo nella frase. は presenta il tema, が segnala il soggetto, を l'oggetto diretto e に soprattutto una destinazione, un momento preciso, il luogo in cui qualcosa esiste o il destinatario. Come particelle, は e を si pronunciano rispettivamente wa e o.

Panoramica

In italiano capiamo chi compie un'azione e chi la subisce grazie alla forma del verbo, alle preposizioni e, spesso, all'ordine delle parole. Il giapponese affida gran parte di questo lavoro alle particelle, brevi elementi grammaticali posti dopo il nome o l'espressione a cui si riferiscono. In 本を読みます, per esempio, を segnala che 本, «libro», è ciò che viene letto.

Queste quattro particelle sono tra i primi argomenti del livello A1 del QCER, perché permettono già di presentarsi, parlare di attività quotidiane, indicare una meta e fissare un appuntamento. Non sono però semplici traduzioni di parole italiane: に può corrispondere ad «a», «in», «alle» o non avere una traduzione separata; は, invece, spesso non corrisponde ad alcuna parola italiana.

Un'altra differenza importante è che il giapponese omette facilmente gli elementi già chiari dal contesto. 本を読みます può significare «leggo un libro», anche se non compare 私, «io». Le particelle indicano il rapporto tra gli elementi espressi, ma non obbligano a nominare ogni volta il soggetto.

Come funzionano

L'ordine più utile per iniziare è:

tema o soggetto + altri elementi + oggetto + verbo

Il verbo tende a stare alla fine. Le particelle seguono immediatamente l'elemento che marcano.

Particella Pronuncia come particella Funzione di base Schema essenziale
は wa tema o contrasto X は… = quanto a X…
が ga soggetto, spesso informazione nuova X が… = X compie o presenta lo stato
を o oggetto diretto X を + verbo transitivo
に ni meta, tempo preciso, luogo di esistenza, destinatario X に + verbo appropriato

Un soggetto è chi compie l'azione o l'elemento di cui il verbo descrive lo stato. Un oggetto diretto è la persona o la cosa direttamente coinvolta nell'azione: in «leggo il libro», «il libro» è l'oggetto diretto. Il tema, invece, è ciò di cui si decide di parlare; può coincidere con il soggetto, ma non sempre.

は: presentare il tema

La struttura più semplice è X は Y です. は introduce X come punto di partenza del messaggio:

私はイタリア人です。 — «Sono italiano/a» oppure, più letteralmente, «Quanto a me, sono italiano/a».

Qui 私 è sia il tema della conversazione sia la persona descritta. In italiano una resa letterale con «quanto a» suonerebbe pesante, quindi normalmente non si traduce は con una parola separata.

は può anche creare un contrasto, espresso o sottinteso:

コーヒーは飲みます。 — «Il caffè lo bevo.»

La frase può suggerire «il caffè sì, ma altre bevande forse no». Questo uso ricorda certe frasi italiane con anticipazione e ripresa, ma il paragone è solo orientativo: は è un elemento regolare della struttura giapponese.

Quando は presenta un elemento che altrimenti avrebbe が o を, di norma prende il loro posto:

  • 猫がいます。 → 猫はいます。
  • コーヒーを飲みます。 → コーヒーは飲みます。

Con altre particelle, invece, può combinarsi: に + は diventa には. Questo uso è approfondito più avanti.

が: indicare o identificare il soggetto

が marca il soggetto grammaticale, soprattutto quando lo si presenta come informazione nuova, lo si identifica o si risponde a «chi?» o «che cosa?»:

猫がいます。 — «C'è un gatto.»

Il gatto entra ora nel discorso. Se poi si continua a parlare proprio di quel gatto, è naturale trasformarlo nel tema con 猫は.

が è particolarmente importante dopo una parola interrogativa:

誰が来ますか。 — «Chi viene?»

La risposta mantiene la stessa particella:

田中さんが来ます。 — «Viene Tanaka.»

La differenza iniziale tra は e が si può riassumere così:

Situazione Scelta tipica Esempio Senso naturale
Si stabilisce l'argomento は 私は学生です。 Quanto a me, sono studente/studentessa.
Si introduce qualcosa が 猫がいます。 C'è un gatto.
Si identifica chi compie l'azione が マリアが作りました。 L'ha preparato Maria.
Si contrappone un elemento ad altri は 魚は食べます。 Il pesce, invece, lo mangio.

Non conviene cercare una formula secondo cui は significhi sempre «il/la» e が «un/una»: il giapponese non ha articoli equivalenti a quelli italiani. La distinzione riguarda il modo in cui l'informazione viene organizzata, non la semplice definitezza del nome.

を: marcare l'oggetto diretto

を segue ciò su cui agisce un verbo transitivo, cioè un verbo che coinvolge direttamente qualcosa:

本を読みます。 — «Leggo un libro.»

水を飲みます。 — «Bevo acqua.»

Il soggetto può essere omesso, ma を rende chiaro il ruolo del nome. Lo schema è oggetto + を + verbo. Anche se in italiano diciamo «io leggo un libro», in giapponese il verbo resta normalmente alla fine: 私は本を読みます.

Non tutto ciò che in italiano segue un verbo è però marcato da を. Con 好き, «piacere/essere gradito», l'elemento apprezzato prende normalmente が: 音楽が好きです, «mi piace la musica». Bisogna quindi imparare le particelle insieme al modo in cui ciascun verbo o predicato costruisce la frase.

に: destinazione, tempo, esistenza e destinatario

に ha varie funzioni unite dall'idea di un punto preciso verso cui si dirige un movimento, a cui arriva un'azione o in cui si colloca qualcosa.

Destinazione

Con verbi di movimento come 行く, «andare», 来る, «venire», e 帰る, «tornare», に indica la meta:

学校に行きます。 — «Vado a scuola.»

L'italiano alterna «a» e «in» secondo il nome; il giapponese può usare に in entrambi i casi. Non si deve quindi tradurre la preposizione italiana parola per parola.

Momento preciso

に indica l'ora, la data o un altro punto temporale specifico:

七時に起きます。 — «Mi alzo alle sette.»

Si usa normalmente con ore, date, mesi, anni e molti giorni della settimana. Di solito non si usa con espressioni relative come 今日, «oggi», 明日, «domani», e 毎日, «ogni giorno»: 明日行きます, non 明日に行きます nell'uso neutro di base.

Luogo in cui qualcosa esiste

Con いる, usato per persone e animali, e ある, usato per cose, に indica dove si trova ciò che esiste:

公園に子供がいます。 — «Nel parco ci sono dei bambini.»

La struttura è luogo に + essere presente が + います/あります. È diversa dal luogo in cui si svolge un'azione, che normalmente richiede で: 図書館で勉強します, «studio in biblioteca».

Destinatario o punto di arrivo dell'azione

に può marcare il complemento di termine (la persona a cui arriva qualcosa):

友達に本をあげます。 — «Do un libro a un amico.»

Può inoltre indicare la persona verso cui è diretta un'azione, secondo il verbo: 先生に質問します, «faccio una domanda all'insegnante».

Esempi nel contesto

Giapponese Italiano Nota
私は日本人です。 Sono giapponese. 私 è il tema introdotto da は.
今日は休みです。 Oggi è giorno libero. 今日 è il tema della frase.
猫がいます。 C'è un gatto. が presenta un essere animato.
誰が来ましたか。 Chi è venuto? La parola interrogativa 誰 richiede が.
山田さんが来ました。 È venuto Yamada. が identifica chi è venuto.
本を読みます。 Leggo un libro. 本 è l'oggetto diretto.
毎朝コーヒーを飲みます。 Ogni mattina bevo caffè. 毎朝 non richiede に.
パンは食べますが、肉は食べません。 Il pane lo mangio, ma la carne no. は mette in contrasto due alimenti.
学校に行きます。 Vado a scuola. に indica la destinazione.
六時半に起きます。 Mi alzo alle sei e mezza. に marca un'ora precisa.
日曜日に友達に会います。 Domenica incontro un amico. Il primo に marca il giorno; il secondo la persona incontrata.
机の上に本があります。 C'è un libro sulla scrivania. に indica il luogo di esistenza.
公園に犬がいます。 Nel parco c'è un cane. Luogo con に, essere presente con が.
先生にメールを送ります。 Mando un messaggio di posta elettronica all'insegnante. に marca il destinatario; を ciò che viene inviato.
私は音楽が好きです。 Mi piace la musica. 私 è il tema; 音楽 è marcato da が con 好き.

L'ultimo esempio mostra perché «tema» e «soggetto» non sono sinonimi perfetti. La frase parla di 私, ma il predicato 好き costruisce normalmente l'elemento apprezzato con が. La traduzione italiana riorganizza completamente la frase e non permette di indovinare le particelle una per una.

Errori comuni

Pronunciare は come ha quando è una particella

  • Errato: leggere 私は come watashi ha.
  • Corretto: leggere 私は come watashi wa.
  • Perché: il carattere は si legge ha nelle parole, ma si pronuncia wa quando svolge la funzione di particella tematica. Analogamente, を si pronuncia normalmente o nel giapponese moderno.

Usare は dopo una parola interrogativa che identifica il soggetto

  • Errato: 誰は来ましたか。
  • Corretto: 誰が来ましたか。
  • Perché: quando si chiede chi o che cosa compie l'azione, が marca l'elemento da identificare. Anche la risposta tipica usa が: 田中さんが来ました.

Mettere を dopo 好き

  • Errato: 私は音楽を好きです。
  • Corretto: 私は音楽が好きです。
  • Perché: 好き non si comporta come il verbo italiano «amare». Nel modello di base è un predicato che presenta con が la cosa gradita.

Usare に per il luogo di un'attività

  • Errato: 図書館に勉強します。
  • Corretto: 図書館で勉強します。
  • Perché: に indica il luogo dove qualcuno o qualcosa esiste, oppure una meta. で indica invece il luogo in cui si svolge un'azione come studiare, mangiare o lavorare.

Tradurre sempre «a» con に

  • Errato: 学校を行きます。
  • Corretto: 学校に行きます。
  • Perché: la scelta dipende dalla funzione giapponese, non dalla preposizione italiana. Con 行く, la destinazione è marcata da に o, con una sfumatura direzionale, da へ; を non marca la meta.

Aggiungere に a ogni espressione di tempo

  • Errato nell'uso neutro di base: 明日に行きます。
  • Corretto: 明日行きます。
  • Perché: 今日, 明日, 昨日 e le espressioni regolari come 毎日 di norma non prendono に. Un'ora o una data precisa, invece, lo richiede normalmente: 七時に, 三月に.

Note d'uso

Nella conversazione naturale le particelle non eliminano il bisogno del contesto. Se interlocutori e argomento sono già chiari, il giapponese può omettere sia il tema sia il soggetto: もう食べました, «ho già mangiato», non specifica chi perché la situazione lo rende evidente. Ripetere 私は in ogni frase è grammaticalmente possibile, ma spesso suona insistente o artificiale.

は non è automaticamente «più cortese» di が e が non è automaticamente «più forte» di は. La scelta dipende da ciò che è già al centro del discorso e da ciò che si vuole presentare come informazione principale. All'inizio è utile applicare le regole di base; ascoltando dialoghi reali, conviene poi osservare come il contesto modifica la scelta.

Nella scrittura giapponese non si lasciano spazi attorno alle particelle. Inoltre, la grafia storica di は e を non cambia quando la pronuncia è wa e o: si scrive 私は本を読みます, non 私わ本お読みます.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste sfumature non sono da memorizzare tutte al livello A1, ma aiutano a capire forme che compariranno presto.

Il contrasto può cambiare la particella attesa

は può sostituire を o が per mettere un elemento in contrasto:

日本語は分かります。 — «Il giapponese lo capisco»; forse un'altra lingua no.

Dopo に e altre particelle, は spesso si aggiunge invece di sostituirle:

東京には行きます。 — «A Tokyo ci vado»; si lascia intendere un contrasto con altre destinazioni.

La combinazione には conserva la funzione di に e aggiunge la prospettiva contrastiva di は.

は può avere portata su tutta la frase

In 象は鼻が長い, «l'elefante ha la proboscide lunga», 象 è il tema generale, mentre 鼻 è il soggetto del predicato 長い. Questa costruzione, frequente in giapponese, mostra che una frase può contenere sia は sia が senza che le due particelle siano in competizione diretta.

Nelle proposizioni subordinate, cioè nei gruppi di parole inseriti dentro una frase più ampia, が è spesso preferito per il soggetto interno: 私が作った料理, «il piatto che ho preparato io». Qui 私が作った descrive 料理. L'uso di は cambierebbe la struttura informativa e potrebbe creare un contrasto più ampio.

を non indica soltanto l'oggetto

Con alcuni verbi di movimento, を marca lo spazio attraversato o il punto lasciato:

  • 公園を歩きます。 — «Cammino nel/attraverso il parco.»
  • 家を出ます。 — «Esco di casa.»

Non sono oggetti diretti nel senso italiano più comune. È meglio imparare queste costruzioni insieme ai rispettivi verbi anziché forzarle nella regola iniziale.

に dipende dal tipo di rapporto espresso dal verbo

Oltre a meta, tempo, esistenza e destinatario, に può indicare uno scopo con un nome d'azione o con la base del verbo:

買い物に行きます。 — «Vado a fare acquisti.»

Ai livelli successivi に compare anche con verbi di cambiamento, costruzioni passive e causative. Il principio pratico resta lo stesso: non scegliere la particella traducendo una singola preposizione italiana; imparare la costruzione completa del verbo.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci una frase a strati. Parti dal verbo, per esempio 読みます; aggiungi l'oggetto 本を読みます; infine, se serve, il tema 私は本を読みます. In questo modo associ ogni particella a una funzione concreta.
  2. Trasforma l'informazione nuova in tema. Crea coppie come 猫がいます。猫は白いです。 La prima frase introduce il gatto con が; la seconda continua a parlarne con は.
  3. Classifica gli esempi con に. Ogni volta che incontri に, segnalo come «meta», «tempo», «luogo di esistenza» o «destinatario». Tieni separata una quinta categoria per gli usi nuovi: evita di ridurre tutto alla traduzione «a».

Concetti correlati

Concetti che si basano su questo

Altri concetti di livello A1

Questo concetto in altre lingue

Confronta in tutte le lingue