Dare e ricevere in giapponese
授受表現(あげる・もらう・くれる)
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di giapponese su Settemila Lingue.
In breve
In giapponese non basta distinguere tra “dare” e “ricevere”: bisogna anche osservare verso chi si muove il dono. Si usa あげる quando il dono va dal parlante o da un’altra persona verso qualcuno esterno al suo punto di vista, くれる quando arriva al parlante o a una persona a lui vicina, e もらう quando la frase presenta la situazione dalla parte di chi riceve.
Panoramica
Le tre forme fondamentali delle espressioni di dare e ricevere, chiamate in giapponese 授受表現(じゅじゅひょうげん), sono あげる, くれる e もらう. In italiano possiamo spesso tradurle semplicemente con dare e ricevere, ma questa traduzione nasconde una differenza importante: il giapponese indica anche la direzione del dono rispetto al parlante.
Questo argomento viene introdotto al livello A2 e si basa sull’uso delle particelle が/は, を e に. Il soggetto (la persona o cosa presentata come protagonista dell’azione) cambia a seconda del verbo: con あげる e くれる è chi dà; con もらう è chi riceve. Anche quando una persona non viene nominata, la scelta del verbo aiuta a capire da quale parte si sta osservando la scena.
Le stesse forme possono comparire in seguito dopo la forma in て di un verbo, per parlare di favori e azioni compiute per qualcuno. Qui, però, il punto centrale è il trasferimento di cose concrete o astratte: un regalo, un libro, del denaro, un consiglio, un’occasione.
Come funziona
La regola di base: seguire la direzione
Per cominciare, è utile immaginare una freccia.
| Verbo | Direzione vista dal parlante | Prospettiva | Significato di base |
|---|---|---|---|
| あげる | io / il mio gruppo → un’altra persona | chi dà | dare |
| くれる | un’altra persona → io / il mio gruppo | chi dà | dare a me o a qualcuno vicino a me |
| もらう | chi riceve ← chi dà | chi riceve | ricevere |
La distinzione che più sorprende chi parla italiano è quella tra あげる e くれる. In italiano il verbo dare non cambia: “do un libro a Maria” e “Maria mi dà un libro”. In giapponese, invece, la seconda frase richiede normalmente くれる perché il libro arriva verso chi parla.
あげる: il dono va verso un’altra persona
La struttura fondamentale è:
chi dà は/が + destinatario に + cosa を + あげる
- 私は妹に花をあげました。 — Ho dato dei fiori a mia sorella minore.
- 田中さんは山田さんにチケットをあげました。 — Tanaka ha dato un biglietto a Yamada.
Con あげる, il soggetto è chi dà. La particella に introduce il destinatario, cioè la persona a cui arriva qualcosa; を indica il complemento oggetto (la cosa direttamente coinvolta nell’azione).
La regola iniziale più sicura è: usa あげる quando tu dai qualcosa a un’altra persona. Si può usare anche per un trasferimento tra due terze persone, purché la frase non presenti il dono come diretto al parlante o al suo gruppo.
くれる: il dono arriva verso il parlante
La struttura è formalmente simile:
chi dà は/が + destinatario に + cosa を + くれる
- 友達が私に写真をくれました。 — Un’amica mi ha dato una foto.
- 父が新しい辞書をくれました。 — Mio padre mi ha regalato un dizionario nuovo.
Anche con くれる il soggetto è chi dà. La differenza è che il destinatario è 私, “io”, oppure una persona percepita come vicina al parlante. Quando il destinatario è il parlante, 私に viene spesso omesso perché くれる rende già chiara la direzione:
- 母が本をくれました。 — Mia madre mi ha dato un libro.
Senza un contesto particolare, questa frase non significa semplicemente che la madre ha dato un libro a qualcuno: くれる fa capire che il libro è arrivato a chi parla, o eventualmente a una persona del suo gruppo già identificata.
もらう: la frase parte da chi riceve
Con もらう, la prospettiva si rovescia:
chi riceve は/が + chi dà に/から + cosa を + もらう
- 私は先生に本をもらいました。 — Ho ricevuto un libro dall’insegnante.
- 会社から記念品をもらいました。 — Ho ricevuto un oggetto commemorativo dall’azienda.
Qui il soggetto è chi riceve. La persona da cui proviene il dono può essere segnata da に oppure da から, che significa letteralmente “da”. Con persone si trovano entrambe; con organizzazioni, enti o una provenienza messa in rilievo, から è spesso la scelta più chiara.
La stessa situazione può dunque essere descritta in due modi:
| Punto di vista | Giapponese | Italiano |
|---|---|---|
| chi dà | 先生が私に本をくれました。 | L’insegnante mi ha dato un libro. |
| chi riceve | 私は先生に本をもらいました。 | Ho ricevuto un libro dall’insegnante. |
Il fatto esterno è identico; cambia la persona scelta come centro grammaticale della frase.
Le particelle in un colpo d’occhio
| Funzione | あげる | くれる | もらう |
|---|---|---|---|
| chi dà | は/が | は/が | に/から |
| chi riceve | に | に, spesso sottinteso se è 私 | は/が |
| cosa trasferita | を | を | を |
は presenta spesso il tema, cioè ciò di cui si sta parlando; が identifica più direttamente il soggetto, per esempio quando si comunica chi è stato a dare il regalo. La differenza completa tra は e が è più ampia, ma non modifica la direzione dei tre verbi.
Forme cortesi e tempi più utili
Nelle conversazioni quotidiane con persone non intime si usano spesso le forme in ます.
| Forma del dizionario | Non passato cortese | Passato cortese | Negativo cortese |
|---|---|---|---|
| あげる | あげます | あげました | あげません |
| くれる | くれます | くれました | くれません |
| もらう | もらいます | もらいました | もらいません |
Il “non passato” giapponese può riferirsi al presente abituale oppure al futuro, secondo il contesto. Per esempio, 誕生日に本をあげます può voler dire “regalo/regalerò un libro per il compleanno”.
Esempi nel contesto
| Giapponese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| 友達にプレゼントをあげました。 | Ho fatto un regalo a un amico. | Il dono si allontana dal parlante. |
| 妹に古いパソコンをあげます。 | Darò il vecchio computer a mia sorella minore. | に indica la destinataria. |
| 田中さんは子どもにお菓子をあげました。 | Tanaka ha dato dei dolci al bambino. | Trasferimento tra due persone nominate. |
| 母が本をくれました。 | Mia madre mi ha dato un libro. | 私に è sottinteso. |
| 友達が私に誕生日カードをくれました。 | Un’amica mi ha dato un biglietto di compleanno. | Il destinatario è espresso. |
| 叔父が弟に自転車をくれました。 | Mio zio ha regalato una bicicletta a mio fratello minore. | Il fratello appartiene al gruppo vicino al parlante. |
| 先生に本をもらいました。 | Ho ricevuto un libro dall’insegnante. | Chi riceve, 私は, è sottinteso. |
| 会社からカレンダーをもらいました。 | Ho ricevuto un calendario dall’azienda. | から indica chiaramente la provenienza. |
| 誕生日に何をもらいましたか。 | Che cosa hai ricevuto per il compleanno? | La domanda parte dalla prospettiva di chi riceve. |
| その時計は誰にもらいましたか。 | Da chi hai ricevuto quell’orologio? | 誰に chiede chi ha dato l’oggetto. |
| 誰がこの花をくれましたか。 | Chi ti ha dato questi fiori? | が mette a fuoco chi ha dato. |
| 私は友達からいいアドバイスをもらいました。 | Ho ricevuto un buon consiglio da un’amica. | Si può trasferire anche qualcosa di non materiale. |
Errori comuni
Usare あげる per qualcosa dato a se stessi
- Errato: 友達が私に本をあげました。
- Corretto: 友達が私に本をくれました。
- Perché: il libro arriva al parlante. Dal punto di vista di chi parla, il verbo normale è くれる, non あげる.
Trattare chi dà come soggetto di もらう
- Errato: 先生は私に本をもらいました。 (se si vuole dire “Ho ricevuto un libro dall’insegnante”)
- Corretto: 私は先生に本をもらいました。
- Perché: con もらう il soggetto è chi riceve. Nella frase errata, la grammatica indica invece che è l’insegnante a ricevere qualcosa da me.
Segnare il destinatario con を
- Errato: 妹をプレゼントをあげました。
- Corretto: 妹にプレゼントをあげました。
- Perché: la persona che riceve è segnata da に; を segnala la cosa data. Due を con queste funzioni non costruiscono la frase desiderata.
Confondere chi dà e chi riceve nelle domande
- Poco adatto: 誰がこの本をもらいましたか。 (se si vuole chiedere chi ha dato il libro)
- Corretto: 誰にこの本をもらいましたか。 / 誰がこの本をくれましたか。
- Perché: 誰が con もらう chiede “Chi ha ricevuto?”. Per chiedere “Da chi?”, si usa 誰に con もらう oppure 誰が con くれる.
Esprimere sempre 私に con くれる
- Possibile ma spesso pesante: 母が私に本をくれました。
- Più naturale senza contrasto: 母が本をくれました。
- Perché: くれる segnala già che il dono è diretto verso il parlante o il suo gruppo. 私に resta utile quando bisogna creare un contrasto, per esempio “a me, non a mio fratello”.
Note d’uso
“Il mio gruppo” dipende dalla situazione
La vicinanza al parlante non è soltanto affettiva e non costituisce una lista fissa. La famiglia viene spesso trattata come parte del proprio gruppo quando si parla con una persona esterna. Per questo 叔父が弟に自転車をくれました presenta il dono allo zio come qualcosa arrivato verso il gruppo del parlante.
Il punto di vista può però cambiare con il contesto. Prima di scegliere il verbo, conviene chiedersi: con chi si identifica il parlante in questa conversazione? Al livello A2 basta applicare la regola stabile “verso di me → くれる”; i confini più sottili del gruppo si imparano ascoltando esempi reali.
Omettere ciò che è già chiaro
Il giapponese omette frequentemente 私は, 私に e altri elementi recuperabili dal contesto. Le frasi 本をもらいました e 本をくれました non sono incomplete:
- 本をもらいました mette a fuoco il fatto che il parlante ha ricevuto un libro;
- 本をくれました mette a fuoco qualcuno che ha dato un libro al parlante.
In italiano dobbiamo spesso reinserire un pronome nella traduzione: “ho ricevuto” oppure “mi ha dato”. Non bisogna quindi copiare parola per parola la struttura italiana.
Doni non materiali
Questi verbi non si limitano ai pacchi regalo. Si possono ricevere お金 “denaro”, チャンス “occasione”, アドバイス “consiglio” e 許可(きょか)“permesso”, purché l’idea di trasferimento sia naturale. Per azioni svolte a beneficio di qualcuno si passa invece alle costruzioni con la forma in て, trattate come argomento successivo.
Oltre le basi: uso avanzato
Queste sfumature non sono necessarie per iniziare, ma compaiono presto nei rapporti formali e nella lingua quotidiana.
Forme legate alla cortesia
Il giapponese dispone di verbi che collocano con maggiore precisione le persone nella relazione sociale.
| Forma | Direzione | Valore generale |
|---|---|---|
| 差し上げる(さしあげる) | dal parlante verso una persona da rispettare | forma umile collegata ad あげる |
| くださる | da una persona rispettata verso il parlante o il suo gruppo | forma onorifica collegata a くれる |
| いただく | il parlante riceve da una persona rispettata | forma umile collegata a もらう |
| やる | verso animali, piante o persone considerate inferiori nel contesto | forma diretta, da usare con cautela |
Per esempio, 先生が本をくださいました esprime rispetto verso l’insegnante che ha dato il libro; 先生に本をいただきました presenta con modestia il parlante che lo ha ricevuto. Non basta sostituire automaticamente ogni verbo con una forma “più cortese”: la scelta dipende da chi merita rispetto e dalla direzione del dono.
やる si incontra normalmente in frasi come 犬に水をやる, “dare acqua al cane”, o 花に水をやる, “annaffiare i fiori”. Rivolto a una persona può suonare brusco o condiscendente. Per un principiante, あげる è in genere la scelta neutra più sicura quando si dà qualcosa a una persona.
Dalle cose alle azioni
Quando あげる, くれる e もらう seguono la forma in て di un altro verbo, non descrivono più soltanto il passaggio di un oggetto, ma il beneficio di un’azione:
- 荷物を持ってくれました。 — Mi ha portato il bagaglio / Ha portato il bagaglio per me.
- 友達に手伝ってもらいました。 — Mi sono fatto aiutare da un amico.
La logica delle frecce rimane la stessa, ma entrano in gioco intenzione, gratitudine e cortesia. È quindi utile padroneggiare prima i tre verbi con gli oggetti.
Consigli per esercitarsi
- Disegna la freccia prima di tradurre. Scrivi tre nomi — chi dà, chi riceve e la cosa — e traccia il movimento. Se arriva verso di te, prova くれる; se presenti chi riceve come soggetto, prova もらう.
- Racconta lo stesso episodio da due lati. Trasforma 母が本をくれました in 私は母に本をもらいました. Ripeti l’esercizio con cinque regali diversi: la situazione resta uguale, ma cambiano soggetto e particelle.
- Ascolta le omissioni. Quando incontri くれる o もらう in un dialogo, annota chi non viene detto esplicitamente. Questo allena a ricostruire 私に o 私は dal contesto senza aspettarsi la struttura completa tipica dell’italiano.
Concetti correlati
- Prerequisito: Particelle fondamentali は・が・を・に — servono per indicare chi dà, chi riceve e che cosa viene trasferito.
- Passo successivo: Favori con てあげる・てくれる・てもらう — applica la stessa direzione alle azioni compiute per qualcuno.
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