A1

Il verbo *vara* in svedese

Verbet Vara

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di svedese su Settemila Lingue.

In breve

Il verbo svedese vara corrisponde soprattutto all’italiano essere. Al presente si usa är e al passato var, senza cambiare forma in base alla persona: jag är, du är, vi är; jag var, de var. Serve per indicare identità, caratteristiche, stato, luogo, ora e condizioni atmosferiche.

Panoramica

Vara è uno dei verbi fondamentali dello svedese. È un verbo irregolare, cioè le sue forme non seguono il modello più comune dei verbi regolari. Lo si incontra fin dal livello A1 in presentazioni, descrizioni e domande quotidiane: Jag är Marco («Sono Marco»), Är du hemma? («Sei a casa?»), Det är kallt («Fa freddo»).

Per chi parla italiano, l’idea generale è familiare: vara svolge molte funzioni di essere. La coniugazione svedese, però, è molto più compatta. Il verbo ha la stessa forma con ogni soggetto, al singolare e al plurale. Non occorre quindi imparare una serie come «sono, sei, è, siamo, siete, sono»: al presente basta är.

Questa semplicità non elimina tutte le difficoltà. Bisogna imparare la posizione di inte («non»), l’inversione nelle domande e la differenza tra är e finns quando si parla di luogo o esistenza. Inoltre, un aggettivo posto dopo vara può cambiare forma in base alla parola che descrive.

Come funziona

Le forme principali

L’infinito (la forma citata nel dizionario, come «essere») è vara. Le forme più importanti sono:

Forma o tempo Svedese Esempio Traduzione italiana
Infinito vara Jag vill vara hemma. Voglio essere a casa.
Presente är Hon är trött. Lei è stanca.
Passato semplice var Vi var hemma igår. Ieri eravamo a casa.
Supino varit De har varit här. Sono stati qui.
Imperativo var Var försiktig! Stai attento!

Il supino è la forma usata con har o hade per costruire i tempi composti. Non va confuso con l’infinito: si dice har varit, non har vara.

Una sola forma per tutte le persone

Al presente e al passato il verbo non cambia secondo la persona:

Pronome Presente Passato
jag — io jag är jag var
du — tu du är du var
han/hon/hen — lui/lei/persona di genere non specificato han/hon/hen är han/hon/hen var
den/det — esso/essa, riferito a cose den/det är den/det var
vi — noi vi är vi var
ni — voi ni är ni var
de — loro de är de var

A differenza dell’italiano, in svedese il soggetto (chi o che cosa è descritto dal verbo) normalmente deve essere espresso: Jag är trött, non semplicemente Är trött. La desinenza del verbo non permette infatti di capire chi sia il soggetto.

Identità, professione e appartenenza

Con un nome, vara identifica o classifica una persona o una cosa:

  • Jag är Sofia. — Sono Sofia.
  • Amir är läkare. — Amir è medico.
  • Det är min cykel. — È la mia bicicletta.

Con professioni, ruoli, nazionalità o appartenenza religiosa usati come classificazione, lo svedese spesso non mette l’articolo indeterminativo: Hon är lärare («È insegnante»). Questo uso è vicino all’italiano. L’articolo può comparire se il nome è accompagnato da una descrizione: Hon är en bra lärare («È una brava insegnante»).

Caratteristiche e stati

Con un aggettivo, vara descrive una qualità o uno stato:

  • Kaffet är varmt. — Il caffè è caldo.
  • Anna är glad. — Anna è contenta.
  • Barnen är trötta. — I bambini sono stanchi.

L’aggettivo è un predicativo, cioè una parola che descrive il soggetto attraverso il verbo. La forma può concordare con ciò che viene descritto: en stol är ny («una sedia è nuova»), ett bord är nytt («un tavolo è nuovo»), stolarna är nya («le sedie sono nuove»). Il verbo, invece, resta sempre är.

Luogo: quando usare är

Si usa vara per dire dove si trova una persona o una cosa già identificata:

  • Lisa är på jobbet. — Lisa è al lavoro.
  • Nycklarna är i väskan. — Le chiavi sono nella borsa.
  • Vi var i Stockholm i helgen. — Nel fine settimana eravamo a Stoccolma.

Non bisogna confondere questa funzione con det finns, che presenta l’esistenza o la presenza di qualcosa. Confronta:

Svedese Italiano Punto di vista
Boken är på bordet. Il libro è sul tavolo. Si localizza un libro già noto.
Det finns en bok på bordet. C’è un libro sul tavolo. Si introduce l’esistenza di un libro.

L’italiano distingue nello stesso modo «il libro è» da «c’è un libro», ma è facile ricorrere sempre a är quando si formula la frase parola per parola.

Ora, giorno, distanza e tempo atmosferico

Nelle espressioni impersonali lo svedese usa spesso det come soggetto formale, cioè un soggetto grammaticale che non indica un oggetto preciso:

  • Det är kallt. — Fa freddo.
  • Det är måndag. — È lunedì.
  • Det är sent. — È tardi.
  • Det är två kilometer dit. — Da qui sono due chilometri.

In italiano diciamo spesso «fa caldo», «sono le tre» o omettiamo un soggetto evidente. In svedese, invece, det è normalmente necessario: Det är varmt, Klockan är tre.

Negazione

Nella frase principale, inte («non») viene normalmente dopo il verbo coniugato:

soggetto + är/var + inte + resto della frase

  • Jag är inte hungrig. — Non ho fame.
  • De var inte hemma. — Non erano a casa.

Si noti anche una differenza lessicale: alcuni stati espressi in italiano con avere richiedono vara in svedese. «Ho fame» è Jag är hungrig, letteralmente «sono affamato»; «ho paura» può essere Jag är rädd.

Domande

Nelle domande senza parola interrogativa, verbo e soggetto si scambiano di posto:

är/var + soggetto + resto della frase?

  • Är du svensk? — Sei svedese?
  • Var ni på festen? — Eravate alla festa?

Con una parola interrogativa, questa viene prima del verbo:

  • Var är du? — Dove sei?
  • Hur är det? — Com’è?/Come va?
  • Vem är hon? — Chi è lei?

Nella domanda Var är du?, il primo var significa «dove», mentre är è il verbo. In Var du hemma?, invece, var è il passato di vara: «Eri a casa?».

Esempi nel contesto

Svedese Italiano Nota
Jag är lärare. Sono insegnante. Professione senza articolo.
Hon är trött efter jobbet. È stanca dopo il lavoro. Stato al presente.
Det är kallt idag. Oggi fa freddo. Det è il soggetto formale.
Vi var hemma igår. Ieri eravamo a casa. Passato, stessa forma per vi.
Min telefon är i köket. Il mio telefono è in cucina. Luogo di un oggetto identificato.
Är ni redo? Siete pronti? Domanda con inversione.
Jag är inte säker. Non sono sicuro. Inte segue il verbo.
Barnet är sjukt. Il bambino è malato. L’aggettivo prende la forma in -t.
Barnen är sjuka. I bambini sono malati. Forma plurale dell’aggettivo.
Klockan är halv åtta. Sono le sette e mezza. In svedese «mezza verso le otto».
Det var trevligt att träffas. È stato un piacere incontrarsi. Formula comune dopo un incontro.
Jag vill vara ensam en stund. Voglio stare da solo per un po’. Infinito dopo vill.
De har varit i Sverige många gånger. Sono stati in Svezia molte volte. Tempo composto con har varit.
Var lugn! Stai calmo! Imperativo di vara.

Errori comuni

Cambiare il verbo secondo la persona

  • Errato: Vi ärer hemma.
  • Corretto: Vi är hemma.
  • Perché: är vale per tutte le persone. Non si aggiunge una desinenza per «noi» o «loro».

Omettere il soggetto come in italiano

  • Errato: Är trött.
  • Corretto: Jag är trött.
  • Perché: in una normale frase dichiarativa lo svedese richiede il soggetto. L’italiano può sottintendere «io», mentre lo svedese di solito no.

Mettere inte prima del verbo

  • Errato: Jag inte är hemma.
  • Corretto: Jag är inte hemma.
  • Perché: nella frase principale inte viene dopo il verbo coniugato. Nelle proposizioni subordinate l’ordine può cambiare; questa particolarità è presentata più avanti.

Usare l’infinito dopo har

  • Errato: Hon har vara sjuk.
  • Corretto: Hon har varit sjuk.
  • Perché: dopo har occorre il supino varit: «È stata malata».

Usare är per presentare l’esistenza di qualcosa

  • Errato: Det är många kaféer här se si vuole dire «Ci sono molti bar qui».
  • Corretto: Det finns många kaféer här.
  • Perché: det finns introduce ciò che esiste o è presente; är identifica o localizza qualcosa di già noto.

Dimenticare la concordanza dell’aggettivo

  • Errato: Huset är stor.
  • Corretto: Huset är stort.
  • Perché: hus è un nome di genere ett, quindi al singolare indefinito l’aggettivo predicativo prende normalmente -t. È l’aggettivo a cambiare, non är.

Note d’uso

Nella lingua parlata är può essere pronunciato in modo molto breve, ma nella scrittura standard si mantiene sempre la grafia är. Anche de («loro») ha spesso una pronuncia colloquiale diversa dalla grafia; ciò non modifica la costruzione de är.

Vara può corrispondere sia a «essere» sia a «stare», perché lo svedese non possiede una distinzione generale equivalente a quella italiana tra questi due verbi. Jag är hemma significa «Sono/sto a casa» e Hur är det? può rendere «Come va?». La traduzione italiana più naturale dipende dal contesto, non da una forma diversa del verbo svedese.

In risposte molto brevi si può omettere ciò che il contesto rende evidente: Är du klar? — Ja, det är jag («Hai finito/Sei pronto? — Sì»). La risposta completa svedese usa spesso det är jag, letteralmente «lo sono», dove l’italiano preferisce un semplice «sì».

Oltre le basi: uso avanzato

Questi punti non sono indispensabili per iniziare, ma rendono il quadro completo e compariranno presto nei testi e nelle conversazioni.

Tempi composti e futuro

Il passato prossimo si costruisce con har varit e il trapassato con hade varit:

  • Jag har varit sjuk i tre dagar. — Sono stato malato per tre giorni.
  • Hon hade varit där tidigare. — Era già stata lì.

Per parlare del futuro si trovano, tra le altre possibilità, ska vara e kommer att vara:

  • Mötet ska vara online. — La riunione si terrà online.
  • Det kommer att vara kallt imorgon. — Domani farà freddo.

Skulle vara può esprimere una situazione ipotetica o un futuro visto dal passato: Det skulle vara lättare med en karta («Sarebbe più facile con una cartina»).

Posizione di inte nelle subordinate

In una proposizione subordinata (una parte della frase che dipende da un’altra), inte viene normalmente prima del verbo coniugato:

  • frase principale: Han är inte hemma. — Non è a casa.
  • subordinata: Jag vet att han inte är hemma. — So che non è a casa.

Per il livello A1 basta applicare il modello jag är inte. La differenza nelle subordinate diventa importante quando si costruiscono frasi più lunghe.

Stato con vara, cambiamento con bli

Vara descrive uno stato; bli mette spesso in primo piano il cambiamento verso quello stato:

Svedese Italiano
Hon är läkare. È medico.
Hon blir läkare nästa år. Diventerà medico l’anno prossimo.
Dörren är stängd. La porta è chiusa.
Dörren blir stängd. La porta viene chiusa/finisce per essere chiusa.

La distinzione è particolarmente utile con il participio passato (una forma come «chiuso» o «scritto»): vara tende a descrivere il risultato o lo stato, mentre altre costruzioni possono evidenziare l’azione o il cambiamento. Non occorre dominarla subito, ma conviene non tradurre automaticamente ogni «essere» italiano con la stessa struttura.

Espressioni frequenti

Alcune combinazioni con vara vanno imparate come unità:

  • vara med — partecipare, esserci: Är du med? («Ci sei?/Hai capito?» secondo il contesto)
  • vara kvar — rimanere: Jag är kvar på kontoret («Sono ancora in ufficio»)
  • vara på väg — essere in viaggio/stare arrivando: Vi är på väg («Stiamo arrivando/Siamo in viaggio»)
  • det är dags att … — è ora di…: Det är dags att gå («È ora di andare»)

Queste espressioni mostrano perché una traduzione parola per parola non sempre basta: il significato nasce dall’intera combinazione.

Consigli per esercitarsi

  1. Crea una griglia personale. Scrivi una frase al presente e una al passato per ciascuna funzione: identità, stato, luogo e tempo atmosferico. Cambia poi il soggetto e verifica che är o var rimanga invariato.
  2. Trasforma le frasi. Parti da Du är hemma: fanne una negazione (Du är inte hemma), una domanda (Är du hemma?) e una frase al passato (Du var hemma). Questo esercita insieme forma e ordine delle parole.
  3. Impara blocchi interi. Ripeti espressioni realmente utili come Jag är trött, Var är du?, Det är bra e Jag har varit där. È più efficace che memorizzare är, var e varit senza contesto.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Pronomi personali — servono per indicare chi è o si trova in un certo stato.
  • Passo successivo: Det finns — permette di distinguere «c’è/ci sono» da «è/sono».
  • Approfondimento: Il soggetto formale det — spiega costruzioni come Det är kallt e Det är fredag.

Prerequisito

Pronomi personali soggetto in svedeseA1

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