Pronomi personali soggetto in svedese
Personliga Pronomen
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In breve
I principali pronomi soggetto svedesi sono jag, du, han, hon, hen, den, det, vi, ni, de. A differenza dell’italiano, il soggetto di norma va espresso; in compenso il verbo non cambia da una persona all’altra: jag arbetar, du arbetar, de arbetar. Hen si usa senza indicare il genere, mentre den e det riprendono soprattutto cose, animali o concetti secondo il genere grammaticale del nome.
Panoramica
Un pronome è una parola che sostituisce un nome. Il pronome soggetto indica chi compie l’azione o di chi si sta dicendo qualcosa: in Hon bor i Stockholm («Lei abita a Stoccolma»), hon è il soggetto, cioè la persona di cui parla la frase. Questi pronomi si incontrano fin dalle prime conversazioni di livello A1: servono per presentarsi, fare domande, descrivere persone e raccontare semplici azioni.
Per chi parla italiano, la differenza più importante riguarda il soggetto espresso. In italiano diciamo normalmente «Parlo svedese», senza io, perché la desinenza -o identifica già la persona. In svedese, invece, il verbo ha la stessa forma con tutti i soggetti: jag talar, du talar, vi talar. Proprio perché talar da solo non dice chi parla, normalmente occorre jag, du, vi e così via.
Il sistema presenta anche distinzioni che l’italiano non rende nello stesso modo. Lo svedese ha hen, pronome riferito a una persona senza specificarne il genere, e usa den o det per riprendere un nome in base al suo genere grammaticale. Imparare queste scelte insieme al pronome evita di affidarsi automaticamente all’italiano «lui/lei/esso».
Come funziona
Le forme fondamentali
La persona grammaticale indica il rapporto tra il soggetto e chi parla: prima persona per chi parla, seconda per l’interlocutore, terza per chi o ciò di cui si parla.
| Persona | Svedese | Equivalente italiano | Uso essenziale |
|---|---|---|---|
| Prima singolare | jag | io | chi parla |
| Seconda singolare | du | tu | una persona a cui si parla |
| Terza singolare | han | lui | una persona di genere maschile |
| Terza singolare | hon | lei | una persona di genere femminile |
| Terza singolare | hen | pronome senza indicazione di genere | persona non binaria, di genere non noto o non pertinente |
| Terza singolare | den | esso, essa; quello, quella | soprattutto nomi del gruppo en |
| Terza singolare | det | esso, essa; ciò | soprattutto nomi del gruppo ett; anche soggetto impersonale |
| Prima plurale | vi | noi | chi parla insieme ad altre persone |
| Seconda plurale | ni | voi | più persone a cui si parla |
| Terza plurale | de | loro, essi, esse | persone o cose al plurale |
Tutti questi pronomi si scrivono normalmente con l’iniziale minuscola, anche quando in italiano si potrebbe usare una maiuscola di cortesia. A inizio frase, naturalmente, compare la maiuscola: Jag heter Sara.
Il verbo non cambia con la persona
Il presente svedese non ha una serie di desinenze personali come parlo, parli, parla. La forma resta identica:
| Soggetto | Verbo | Traduzione |
|---|---|---|
| jag | talar | io parlo |
| du | talar | tu parli |
| han, hon, hen, den, det | talar | lui, lei parla; esso parla |
| vi | talar | noi parliamo |
| ni | talar | voi parlate |
| de | talar | loro parlano |
Lo stesso principio vale con vara («essere»): jag är, du är, hon är, vi är, de är. Non bisogna quindi imparare una coniugazione diversa per ogni pronome; bisogna però ricordare di indicare il soggetto.
La struttura di base di una frase affermativa è:
soggetto + verbo + resto della frase
Vi arbetar här. significa «Lavoriamo qui». Se la frase comincia con un altro elemento, l’ordine può cambiare perché nelle proposizioni principali svedesi il verbo occupa normalmente la seconda posizione: Idag arbetar vi här («Oggi lavoriamo qui»). Il pronome rimane necessario, ma passa dopo il verbo.
Nelle domande senza parola interrogativa, invece, il verbo precede il soggetto: Talar du svenska? («Parli svedese?»). Non si usa un verbo ausiliare equivalente all’italiano e non si lascia cadere du.
Persone: han, hon e hen
Han e hon si riferiscono rispettivamente a una persona di genere maschile e femminile. Hen permette di non specificare il genere. Può essere adatto quando non si sa chi sarà la persona, quando il genere non è importante o quando una persona usa hen come proprio pronome:
- Om en student har en fråga kan hen mejla läraren. — «Se uno studente ha una domanda, può scrivere all’insegnante.»
- Alex sa att hen kommer senare. — «Alex ha detto che arriverà più tardi.»
Non occorre sostituire automaticamente ogni han o hon con hen: se il genere è noto e pertinente, le tre forme seguono il riferimento desiderato. Quando si parla di una persona concreta, è corretto rispettare il pronome che quella persona usa.
Cose e concetti: den o det
I sostantivi svedesi appartengono principalmente a due generi grammaticali: parole in en e parole in ett. Qui «genere grammaticale» significa semplicemente la categoria del nome, non il sesso reale. Per riprendere una cosa già nominata si usa in genere den con una parola in en e det con una parola in ett:
- Var är boken? Den ligger på bordet. — «Dov’è il libro? È sul tavolo.» (en bok)
- Var är huset? Det ligger nära stationen. — «Dov’è la casa? È vicino alla stazione.» (ett hus)
Al plurale si usa de indipendentemente dal genere: Böckerna? De ligger här («I libri? Sono qui»). Per le persone, invece, la scelta normale è han, hon o hen, non il genere grammaticale del sostantivo. Con gli animali la scelta dipende dal contesto: den o det è comune quando il sesso non è rilevante; han o hon è naturale se si conosce l’animale come individuo.
Det ha inoltre usi impersonali in cui non sostituisce un nome preciso: Det regnar («Piove»), Det är kallt («Fa freddo»), Det är fredag («È venerdì»). In queste frasi non va tradotto meccanicamente con «esso».
Il plurale ni e de
Ni significa soprattutto «voi» e si usa rivolgendosi a due o più persone: Var bor ni? («Dove abitate?»). Non corrisponde automaticamente al «Lei» di cortesia italiano. Nello svedese contemporaneo ci si rivolge di solito anche a uno sconosciuto con du.
De è il soggetto plurale di terza persona: De bor i Malmö («Abitano a Malmö»). Nello scritto va distinto da dem, che è una forma oggetto, cioè indica chi riceve o subisce l’azione: Jag ser dem («Li vedo»). Nella pronuncia corrente sia de sia dem suonano molto spesso dom; questa coincidenza nel parlato non cambia la distinzione nello svedese formale scritto.
Esempi nel contesto
| Svedese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jag är svensk. | Sono svedese. | In svedese jag è normalmente espresso. |
| Du talar engelska. | Parli inglese. | Du si usa con una sola persona, anche in molti contesti non familiari. |
| Hon bor i Stockholm. | Lei abita a Stoccolma. | Terza persona femminile. |
| Han arbetar på ett sjukhus. | Lui lavora in un ospedale. | Terza persona maschile. |
| Sam kommer senare. Hen tar bussen. | Sam arriva più tardi. Prende l’autobus. | Hen non specifica il genere di Sam. |
| Vi arbetar här. | Lavoriamo qui. | Prima persona plurale. |
| Talar ni svenska? | Parlate svedese? | Domanda rivolta a più persone. |
| De äter middag nu. | Stanno cenando adesso. | De è soggetto plurale. |
| Jag har en cykel. Den är blå. | Ho una bicicletta. È blu. | Cykel è una parola in en, quindi den. |
| Det här är ett hotell. Det är nytt. | Questo è un albergo. È nuovo. | Hotell è una parola in ett, quindi det. |
| Det snöar idag. | Oggi nevica. | Det è un soggetto impersonale. |
| Idag arbetar vi hemma. | Oggi lavoriamo da casa. | Dopo idag, il verbo precede vi. |
| Är du trött? | Sei stanco? / Sei stanca? | Nella domanda il verbo viene prima del soggetto. |
| Barnen är ute. De leker i parken. | I bambini sono fuori. Giocano nel parco. | De riprende un nome plurale. |
Errori comuni
Omettere il pronome come in italiano
- Errato: Talar svenska.
- Corretto: Jag talar svenska.
- Perché: in una normale frase dichiarativa il verbo talar non indica da solo chi parla. Lo svedese richiede di regola un soggetto espresso.
Coniugare il verbo in base al pronome
- Errato: Vi arbeta här.
- Corretto: Vi arbetar här.
- Perché: al presente si usa la stessa forma con tutte le persone: jag arbetar, du arbetar, vi arbetar. L’infinito arbeta non diventa la forma di «noi».
Usare ni come equivalente automatico di Lei
- Poco naturale in una normale conversazione individuale: Talar ni engelska?
- In genere naturale: Talar du engelska?
- Perché: ni è prima di tutto plurale. Può comparire come cortesia singolare in certi servizi o in un registro volutamente formale, ma non è una copia esatta del «Lei» italiano e può risultare distante o marcato.
Scegliere den o det in base al genere italiano
- Errato: Jag har ett hus. Den är gammal.
- Corretto: Jag har ett hus. Det är gammalt.
- Perché: la scelta segue il genere del nome svedese: ett hus richiede det. Il fatto che «casa» sia femminile in italiano non conta.
Confondere de e dem nello scritto
- Errato: Dem bor här.
- Corretto: De bor här.
- Perché: de è soggetto («loro abitano»), mentre dem è oggetto (Jag känner dem, «Li conosco»). La pronuncia frequente dom può nascondere la differenza quando si ascolta.
Usare det per una persona nota
- Inappropriato riferendosi direttamente a una persona: Maria är läkare. Det bor i Uppsala.
- Corretto: Maria är läkare. Hon bor i Uppsala.
- Perché: per una persona si usa normalmente han, hon o hen. Det può però comparire in una frase identificativa come Vem är det? Det är Maria («Chi è? È Maria»): qui appartiene alla costruzione identificativa, non sostituisce hon in tutte le frasi successive.
Note d’uso
Nel parlato jag viene spesso pronunciato all’incirca ja, con la consonante finale molto debole o assente. Anche de è comunemente pronunciato dom. È utile riconoscere subito queste forme, ma nella scrittura standard si mantengono jag e de.
Lo svedese moderno fa largo uso di du. In un negozio, con un collega o parlando con una persona appena conosciuta, du è normalmente neutro e non implica la familiarità che talvolta avrebbe il «tu» italiano. Titoli e cognomi sono molto meno usati come formule quotidiane di trattamento. Ni al singolare esiste in alcuni contesti commerciali o molto formali, ma il suo valore varia: non conviene adottarlo come regola generale di cortesia.
I pronomi soggetto non si omettono abitualmente, ma esistono omissioni limitate. Nell’imperativo il destinatario è sottinteso: Kom hit! («Vieni qui!»). In due frasi coordinate con lo stesso soggetto, il secondo pronome può non essere ripetuto: Jag gick hem och lagade mat («Sono andato a casa e ho cucinato»). Queste costruzioni non autorizzano a dire semplicemente Arbetar här per «Lavoro qui».
Oltre le basi: usi avanzati
Questa parte non è indispensabile per iniziare, ma chiarisce forme che appariranno presto nei testi autentici.
Den, det e de non sono soltanto pronomi personali: possono anche far parte di dimostrativi e costruzioni definite, per esempio den här boken («questo libro») e de gamla husen («le vecchie case»). La forma è uguale, ma la funzione si riconosce dalla struttura. In Boken? Den är bra, den sostituisce il nome; in den här boken, accompagna il nome.
Det può anticipare un contenuto espresso più avanti: Det är viktigt att du kommer («È importante che tu venga»). Compare anche nelle frasi scisse, usate per mettere un elemento in risalto: Det är Anna som ringer («È Anna che telefona»). Questi usi vanno oltre il semplice rapporto ett-ord → det.
Esiste inoltre man, pronome soggetto impersonale usato per affermazioni generali: I Sverige dricker man mycket kaffe («In Svezia si beve molto caffè»). Non indica soltanto uomini; equivale spesso all’italiano impersonale «si», a «uno» o a un «tu» generico. Quando la stessa persona generica ricompare come oggetto non riflessivo o come possessore, si trovano tradizionalmente en ed ens: Det kan göra en trött («Può stancare») e Det är ens ansvar («È una propria responsabilità»). Se l’azione torna sul soggetto man, si usano invece le forme riflessive: Man måste ta hand om sig själv («Bisogna prendersi cura di sé»). È un’area da affrontare con più calma dopo aver consolidato i pronomi di base.
Nella lingua parlata informale si incontra dom anche nello scritto, soprattutto in dialoghi, messaggi e testi che vogliono riprodurre la pronuncia. Nello stile sorvegliato la distinzione resta de per il soggetto e dem per l’oggetto. Per decidere, si può fare un controllo mentale con l’italiano: se serve «loro» come soggetto, scegliere de; se serve «li/le» dopo un verbo o una preposizione, scegliere dem.
Infine, il riferimento dei pronomi può dipendere dal contesto e dallo stile. Con una nave, un animale domestico o un’organizzazione si possono trovare scelte motivate dal rapporto personale, dall’uso tradizionale o dal nome sottinteso. Per un apprendente, la strategia più sicura resta: han/hon/hen per persone, den/det secondo il genere del sostantivo per cose, de per il plurale.
Suggerimenti per esercitarsi
- Crea coppie minime con lo stesso verbo. Ripeti jag arbetar, du arbetar, hon arbetar, vi arbetar, de arbetar. Così separi due abitudini: il pronome cambia, il verbo no.
- Associa ogni nuovo sostantivo al suo articolo. Impara en bok e ett hus, non soltanto bok e hus; poi costruisci una seconda frase con den o det: Jag har en bok. Den är ny.
- Ascolta le forme realmente pronunciate. Durante un dialogo, annota ogni suono ja o dom e ricostruisci la forma scritta dal ruolo nella frase. Verifica in particolare se dom è soggetto (de) oppure oggetto (dem).
Concetti correlati
- Passo successivo: Il verbo vara — combina i pronomi con «essere» per identità, luogo e descrizioni.
- Passo successivo: Il verbo ha — permette di parlare di possesso con la stessa forma verbale per tutte le persone.
- Passo successivo: Il presente e i gruppi verbali — mostra come si forma il presente invariabile usato con questi soggetti.
- Approfondimento: I pronomi oggetto — introduce mig, dig, honom, henne, oss, er, dem e chiarisce la differenza tra de e dem.
- Approfondimento avanzato: Il riferimento con den, det e de — esamina come questi pronomi rinviano a nomi, idee e intere frasi.
- Registro avanzato: Lo svedese colloquiale — aiuta a riconoscere pronunce e grafie informali come dom.
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