I pronomi soggetto in ungherese
Személyes Névmások (Alany)
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.
In breve
I pronomi soggetto ungheresi sono én, te, ő, mi, ti, ők. Come in italiano, di solito si possono omettere perché la forma del verbo indica già la persona: Beszélek magyarul significa «Parlo ungherese». Ő non distingue tra «lui» e «lei»; il contesto chiarisce a chi ci si riferisce.
Panoramica
Il soggetto è la persona o la cosa di cui parla la frase oppure che compie l'azione. In Mi dolgozunk itt («Noi lavoriamo qui»), per esempio, mi è il soggetto. Un pronome è una parola che sostituisce un nome: invece di ripetere Anna, si può usare ő.
I pronomi soggetto sono uno dei primi argomenti del livello A1. Servono per associare le persone alle forme verbali e per capire chi parla, chi ascolta e di chi si sta parlando. La buona notizia per chi parla italiano è che entrambe le lingue omettono spesso il pronome: Dolgozunk può bastare per dire «Lavoriamo».
Ci sono però differenze importanti. L'ungherese usa una sola forma, ő, dove l'italiano distingue «lui» e «lei»; inoltre, nelle frasi come «È medico» o «Sono ungheresi», il verbo «essere» segue regole particolari alla terza persona. Infine, per il trattamento di cortesia non si usa un equivalente diretto dell'italiano «Lei», ma soprattutto ön con una forma verbale di terza persona.
Come funziona
Le sei forme fondamentali
| Persona | Singolare | Plurale | Equivalente italiano |
|---|---|---|---|
| Prima persona, chi parla | én | mi | io; noi |
| Seconda persona, chi ascolta | te | ti | tu; voi |
| Terza persona, di chi si parla | ő | ők | lui, lei, esso/essa; loro |
La persona grammaticale indica il ruolo del partecipante nella conversazione: prima persona per chi parla, seconda per chi ascolta, terza per tutti gli altri. Gli accenti fanno parte della grafia: ő e ők hanno una ő lunga e non vanno scritti come o o ö.
Te si rivolge a una sola persona in modo informale; ti a più persone con cui si usa il registro informale. Ők è il plurale di ő: la consonante finale -k ricorre spesso come segnale del plurale in ungherese.
Il verbo permette di omettere il pronome
L'ungherese è una lingua a soggetto sottinteso, cioè può costruire una frase completa senza pronunciare il pronome soggetto. Le desinenze del verbo, vale a dire le sue terminazioni, segnalano già la persona. Con beszélni («parlare»), per esempio:
| Persona | Con pronome | Senza pronome | Italiano |
|---|---|---|---|
| én | Én beszélek. | Beszélek. | Parlo. |
| te | Te beszélsz. | Beszélsz. | Parli. |
| ő | Ő beszél. | Beszél. | Parla. |
| mi | Mi beszélünk. | Beszélünk. | Parliamo. |
| ti | Ti beszéltek. | Beszéltek. | Parlate. |
| ők | Ők beszélnek. | Beszélnek. | Parlano. |
Nella conversazione normale, la colonna senza pronome è spesso la scelta più naturale. Non occorre aggiungere én ogni volta che si usa una forma di prima persona, proprio come in italiano si dice normalmente «Abito a Roma» e non sempre «Io abito a Roma».
Il pronome compare quando è informativamente utile:
- contrasto: Én főzök, te pedig mosogatsz. — «Io cucino, tu invece lavi i piatti»;
- enfasi: Csak ő tudja. — «Solo lui/lei lo sa»;
- risposta breve: Ki kér teát? — Én. — «Chi vuole del tè? — Io»;
- ripresa di una persona già nominata: Anna tanul. Ő otthon marad. — «Anna studia. Lei rimane a casa».
Pronome espresso non significa automaticamente tono forte o aggressivo. Può anche servire a introdurre un nuovo referente o a evitare un'ambiguità. Tuttavia, inserirlo in ogni frase produce facilmente un discorso pesante e poco spontaneo.
Ő non indica il genere
L'ungherese non possiede pronomi soggetto distinti per «lui» e «lei». La frase Ő magyar può quindi significare «Lui è ungherese» oppure «Lei è ungherese». Di solito il nome, la situazione o le informazioni precedenti eliminano ogni dubbio:
- Anna olasz. Ő Rómában lakik. — «Anna è italiana. Lei abita a Roma».
- Péter tanár. Ő Budapesten dolgozik. — «Péter è insegnante. Lui lavora a Budapest».
Per riferirsi a un oggetto, spesso è più naturale omettere il soggetto, ripetere il nome oppure usare un dimostrativo come az («quello»), secondo il contesto. Non conviene quindi sostituire automaticamente ogni «esso» o «essa» italiano con ő.
I pronomi con il verbo lenni («essere»)
Al presente, lenni ha forme diverse per persona: vagyok, vagy, van, vagyunk, vagytok, vannak. Le prime due persone usano normalmente la forma verbale, anche quando il pronome è sottinteso:
- (Én) magyar vagyok. — «Sono ungherese».
- (Te) fáradt vagy. — «Sei stanco/a».
- (Mi) készen vagyunk. — «Siamo pronti/e».
Alla terza persona presente, però, van e vannak si omettono quando il predicato dice che cosa è il soggetto o com'è. Il predicato è la parte che fornisce l'informazione sul soggetto:
- Ő orvos. — «Lui/Lei è medico», non Ő van orvos.
- Ő magyar. — «Lui/Lei è ungherese».
- Ők fáradtak. — «Sono stanchi/e».
Quando si esprime un luogo, un'esistenza o una presenza, invece, il verbo resta: Ő itt van («Lui/Lei è qui»), Ők otthon vannak («Sono a casa»). Questa differenza viene approfondita nello studio di lenni.
Forme di cortesia
Per rivolgersi informalmente a una persona si usa te; a più persone, ti. Nei rapporti formali sono comuni ön al singolare e önök al plurale. Questi pronomi richiedono il verbo alla terza persona:
- Ön beszél olaszul? — «Lei parla italiano?»
- Önök itt dolgoznak? — «Lavorate qui?» in forma di cortesia.
- Ön orvos? — «Lei è medico?»; il verbo «essere» è omesso secondo la regola della terza persona.
Esistono anche maga e maguk. Il loro tono dipende molto dal rapporto, dalla generazione e dalla situazione; in certi contesti possono risultare distanti o bruschi. All'inizio, ön/önök è la scelta formale più prudente. Nelle lettere e nei messaggi rivolti direttamente a qualcuno si incontrano spesso le iniziali maiuscole Ön, Önök come segno di rispetto.
Esempi nel contesto
| Ungherese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Én vagyok. | Sono io. | Risposta identificativa; pronome necessario |
| Te vagy. | Sei tu. | Contrasto o identificazione |
| Ő magyar. | Lui/Lei è ungherese. | Nessuna distinzione di genere; van omesso |
| Mi dolgozunk itt. | Noi lavoriamo qui. | Il pronome può creare contrasto |
| Hol laksz? | Dove abiti? | Te è sottinteso |
| Rómában lakom. | Abito a Roma. | Én è sottinteso |
| Én olvasok, te pedig főzöl. | Io leggo, tu invece cucini. | Contrasto tra due soggetti |
| Ti is jöttök? | Venite anche voi? | is significa «anche» e segue ti |
| Ők nem beszélnek olaszul. | Loro non parlano italiano. | Terza persona plurale |
| Ki kér kávét? — Én kérek. | Chi vuole un caffè? — Io. | Pronome in una risposta contrastiva |
| Ő orvos, de most nincs itt. | Lui/Lei è medico, ma adesso non è qui. | Copula omessa davanti a orvos |
| Csak ő tudja a választ. | Solo lui/lei sa la risposta. | Pronome messo in rilievo da csak |
| Ön beszél magyarul? | Lei parla ungherese? | Cortesia con verbo alla terza persona |
| Önök készen állnak? | Siete pronti/e? | Cortesia rivolta a più persone |
Errori comuni
Usare una forma verbale che non concorda con il pronome
- Sbagliato: Én beszél magyarul.
- Corretto: Én beszélek magyarul.
- Perché: én richiede la prima persona singolare. Beszél è la forma della terza persona.
Inserire van davanti a un nome o a un aggettivo
- Sbagliato: Ő van orvos.
- Corretto: Ő orvos.
- Perché: alla terza persona del presente, «essere» si omette quando si identifica o si descrive il soggetto. In Ő itt van, invece, van resta perché si indica un luogo.
Mescolare pronome e persona del verbo lenni
- Sbagliato: Ő magyar vagyok.
- Corretto: Ő magyar. oppure Én magyar vagyok.
- Perché: vagyok significa «sono» e appartiene alla prima persona; con ő la copula presente non si esprime in questo tipo di frase.
Confondere te e ti
- Sbagliato: Ti beszélsz magyarul? rivolgendosi a una sola persona.
- Corretto: Te beszélsz magyarul? oppure, più naturalmente, Beszélsz magyarul?
- Perché: te è singolare e ti è plurale. Anche il verbo cambia: beszélsz al singolare, beszéltek al plurale.
Trattare ő come se significasse soltanto «lui»
- Sbagliato: tradurre sempre ő con «lui» senza controllare il contesto.
- Corretto: scegliere «lui» o «lei» in base alla persona già menzionata.
- Perché: il pronome ungherese non contiene informazioni sul genere. Ő Anna e Ő Péter usano esattamente lo stesso pronome.
Usare te in una situazione chiaramente formale
- Sbagliato: Te beszél magyarul? rivolto a una persona con cui è richiesto il trattamento di cortesia.
- Corretto: Ön beszél magyarul?
- Perché: ön segnala rispetto e prende la terza persona. Le abitudini sociali variano, ma con uno sconosciuto in un contesto professionale è una scelta sicura.
Note d'uso
L'omissione del soggetto accomuna ungherese e italiano, ma non sempre le due lingue rendono esplicito il pronome negli stessi punti. È meglio ascoltare la funzione nella frase: c'è un contrasto, una correzione o un cambio di referente? Se no, il pronome ungherese spesso non serve.
L'ordine delle parole ungherese è sensibile a ciò che si vuole mettere in evidenza. Un pronome può trovarsi all'inizio come argomento già noto, oppure subito prima del verbo in una posizione di rilievo. Confronta Én is megyek («Vado anch'io») e Csak én megyek («Vado solo io»): le particelle is e csak precisano il valore del pronome.
Nella lingua parlata, te può comparire anche per attirare l'attenzione, in modo simile a «senti» o «tu» in italiano, ma tono e intonazione sono decisivi. Per un principiante è più utile imparare prima l'opposizione chiara tra informalità (te/ti) e cortesia (ön/önök).
Oltre le basi: usi avanzati
Questi aspetti non sono necessari per usare i pronomi al livello A1, ma diventano importanti più avanti.
I pronomi ungheresi cambiano forma quando svolgono altre funzioni. Il caso grammaticale è una forma che segnala il ruolo della parola nella frase. Per esempio, il soggetto én («io») diventa engem quando significa «me» come oggetto diretto, cioè la persona su cui ricade l'azione: Lát engem («Mi vede»). Analogamente si incontrano téged («te» come oggetto), őt («lui/lei» come oggetto) e őket («loro» come oggetto). Non basta quindi aggiungere sempre una desinenza alla forma soggetto.
L'ungherese esprime inoltre molte relazioni che l'italiano affida a pronome più preposizione mediante forme personali: nekem («a me»), velem («con me»), mögöttem («dietro di me»). Sono sistemi collegati ai pronomi personali, ma vanno studiati separatamente.
A livelli più alti, la presenza o l'assenza del pronome contribuisce alla struttura informativa della frase, cioè al modo in cui si distinguono informazioni già note, nuove o contrapposte. In ÉN mondtam l'accento contrastivo può significare «L'ho detto io, non qualcun altro»; nel neutro Mondtam significa semplicemente «L'ho detto». Maiuscole del genere si usano nelle spiegazioni per rappresentare l'accento della voce, non nella scrittura normale.
Infine, l'ungherese possiede anche costruzioni senza un soggetto personale espresso, per esempio Esik («Piove») o El kell menni («Bisogna andare»). Come in italiano, non occorre introdurre un pronome equivalente a un «esso» impersonale.
Consigli per la pratica
- Abbina pronome e verbo. Scegli un verbo frequente e recita le sei persone: én beszélek, te beszélsz, ő beszél, mi beszélünk, ti beszéltek, ők beszélnek. Poi ripeti eliminando i pronomi.
- Trasforma frasi neutre in contrasti. Parti da Dolgozom («Lavoro») e crea Én dolgozom, te tanulsz («Io lavoro, tu studi»). Così impari non solo le forme, ma anche quando esprimerle.
- Ascolta ciò che manca. In un dialogo ungherese breve, segna le forme verbali senza pronome e prova a ricostruire la persona dalla desinenza. Presta poi attenzione ai casi in cui én, te, ő vengono pronunciati: spesso introducono contrasto o enfasi.
Concetti correlati
- Passo successivo: Il verbo lenni («essere») — collega i pronomi alle forme vagyok, vagy, van, vagyunk, vagytok, vannak e spiega quando la terza persona si omette.
- Passo successivo: Domande fondamentali — usa le desinenze personali per chiedere chi è qualcuno, dove abita e che cosa fa.
- Passo successivo: Verbi comuni essenziali — permette di esercitare le sei persone con verbi quotidiani come megy, jön, lát, eszik e iszik.
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