A1

I verbi ungheresi più comuni

Leggyakoribb Igék

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.

In breve

I verbi megy «andare», jön «venire», ad «dare», lát «vedere», hall «sentire», eszik «mangiare» e iszik «bere» sono indispensabili fin dalle prime conversazioni. Al presente cambiano secondo la persona e alcuni modificano anche la radice; inoltre, con un oggetto determinato l'ungherese può richiedere una seconda coniugazione.

Panoramica

Questi sette verbi permettono di parlare di spostamenti, percezioni, pasti e semplici scambi: situazioni che ricorrono continuamente nella vita quotidiana. Sono quindi tra i primi verbi da imparare al livello A1, ma non seguono tutti lo stesso modello. Forme come megyek, jövök, eszem e iszom vanno apprese come unità, non ricavate aggiungendo sempre la stessa desinenza.

In un dizionario ungherese il verbo compare normalmente alla terza persona singolare del presente indefinito, cioè la forma usata con ő «lui/lei»: megy, jön, ad, lát, hall, eszik, iszik. È diverso dall'italiano, dove si cerca l'infinito: andare, venire, dare. Gli infiniti ungheresi corrispondenti sono menni, jönni, adni, látni, hallani, enni, inni.

Come in italiano, il soggetto può restare sottinteso perché la forma verbale indica già la persona. Megyek haza significa «vado a casa» senza bisogno di én «io». Il pronome si esprime soprattutto per contrasto o enfasi: Én megyek, te maradsz «Io vado, tu resti».

Come funzionano

Persona e numero

Le sei persone sono le stesse dell'italiano: tre al singolare e tre al plurale. In ungherese, però, le desinenze risentono dell'armonia vocalica (la tendenza delle vocali di una parola a combinarsi con suffissi dello stesso tipo). Per questo si incontrano, per esempio, -ok, -ek e -ök alla prima persona singolare.

La tabella seguente presenta la coniugazione indefinita, usata quando non c'è un oggetto diretto determinato. L'oggetto diretto è la persona o la cosa su cui ricade direttamente l'azione: in «mangio una mela», la mela è ciò che viene mangiato.

Verbo én (io) te (tu) ő (lui/lei) mi (noi) ti (voi) ők (loro)
megy — andare megyek mész megy megyünk mentek mennek
jön — venire jövök jössz jön jövünk jöttök jönnek
ad — dare adok adsz ad adunk adtok adnak
lát — vedere látok látsz lát látunk láttok látnak
hall — sentire hallok hallasz hall hallunk hallotok hallanak
eszik — mangiare eszem eszel eszik eszünk esztek esznek
iszik — bere iszom iszol iszik iszunk isztok isznak

Non conviene cercare un'unica regola capace di produrre tutta la tabella. Si possono comunque riconoscere alcuni punti utili:

  • megy cambia in mész alla seconda persona singolare e in men- in alcune forme plurali;
  • jön alterna jön-, jöv- e consonanti raddoppiate: jössz, jöttök;
  • eszik e iszik perdono parte della forma del dizionario in molte persone: eszem, eszel e iszom, iszol;
  • hall inserisce vocali di collegamento in hallasz, hallotok, hallanak;
  • la doppia t di láttok si pronuncia lunga e non va omessa nello scritto.

Quando usare la coniugazione indefinita

Per un primo uso pratico, scegli le forme della tabella in tre situazioni:

  1. Il verbo non ha oggetto diretto: Megyek haza «Vado a casa»; Jönnek holnap «Vengono domani».
  2. L'oggetto è introdotto da egy «un/una»: Eszem egy almát «Mangio una mela».
  3. L'oggetto non è specifico: Vizet iszom «Bevo dell'acqua»; Zenét hallok «Sento della musica».

Le terminazioni -t in almát, vizet, zenét segnalano l'accusativo (la forma assunta dall'oggetto diretto). L'italiano non marca normalmente l'oggetto con una desinenza, quindi questa differenza merita particolare attenzione.

L'oggetto determinato e la seconda coniugazione

Con ad, lát, hall, eszik e iszik può comparire un oggetto preciso, per esempio «il libro» o «quella casa». In questo caso l'ungherese usa di norma la coniugazione determinata, detta anche oggettiva. Megy e jön indicano movimento e normalmente non prendono un oggetto diretto, quindi questa opposizione non li riguarda nell'uso di base.

Persona ad — dare lát — vedere hall — sentire eszik — mangiare iszik — bere
én adom látom hallom eszem iszom
te adod látod hallod eszed iszod
ő adja látja hallja eszi issza
mi adjuk látjuk halljuk esszük isszuk
ti adjátok látjátok halljátok eszitek isszátok
ők adják látják hallják eszik isszák

Confronta:

  • Látok egy házat. — «Vedo una casa.» La casa non è ancora identificata.
  • Látom a házat. — «Vedo la casa.» Si parla di una casa precisa.
  • Iszom vizet. — «Bevo dell'acqua.»
  • Megiszom a vizet. — «Bevo tutta l'acqua.» Qui meg- aggiunge anche un'idea di compimento, un argomento più avanzato.

Per cominciare, basta riconoscere il contrasto tra egy házat e a házat. Le altre condizioni che rendono determinato un oggetto saranno importanti più avanti.

Presente e riferimento al futuro

Il presente ungherese descrive sia ciò che avviene ora sia abitudini: Most eszem «Adesso mangio»; Reggel kávét iszom «La mattina bevo caffè». Può anche riferirsi al futuro quando il momento è chiaro: Holnap adok neked egy könyvet «Domani ti darò un libro». Il futuro italiano non deve quindi essere riprodotto automaticamente con una forma futura ungherese.

Esempi nel contesto

Ungherese Italiano Nota
Megyek haza. Vado a casa. Soggetto sottinteso; haza indica moto verso casa.
Mikor mentek Budapestre? Quando andate a Budapest? Seconda persona plurale di megy.
Jössz velem? Vieni con me? Domanda informale rivolta a una persona.
A barátaim holnap jönnek. I miei amici vengono domani. Il presente ha valore futuro grazie a holnap.
Adok neked egyet. Te ne do uno. neked significa «a te»; egyet è «uno» come oggetto.
Odaadom neked a kulcsot. Ti do la chiave. Oggetto determinato; oda- presenta la consegna verso qualcuno.
Látok egy kutyát az utcán. Vedo un cane per strada. egy kutyát è indefinito.
Látod azt a piros házat? Vedi quella casa rossa? azt rende l'oggetto determinato.
Hallok valamit. Sento qualcosa. Percezione involontaria o semplice risultato uditivo.
Jól hallasz? Ci senti bene? Domanda sulla capacità di udire.
Eszem egy almát. Mangio una mela. Oggetto introdotto da egy: coniugazione indefinita.
A gyerekek levest esznek. I bambini mangiano della zuppa. Oggetto non determinato.
Iszom egy pohár vizet. Bevo un bicchiere d'acqua. Prima persona singolare.
Mit isztok? Che cosa bevete? mit significa «che cosa» all'accusativo.
Ő teát iszik, én kávét iszom. Lei beve tè, io bevo caffè. I pronomi espressi creano contrasto.

Errori comuni

Usare sempre la forma del dizionario

  • Errato: Én megy haza.
  • Corretto: Én megyek haza. / Megyek haza.
  • Perché: megy è la terza persona singolare; con én serve megyek. Di solito il pronome si può omettere.

Confondere megy e jön seguendo l'italiano

  • Errato: Jövök hozzád este se si intende «parto da qui e vado da te stasera».
  • Corretto: Megyek hozzád este.
  • Perché: in ungherese jön indica normalmente un movimento verso il luogo del parlante o verso un punto di riferimento; megy indica movimento che si allontana dal punto di partenza. L'italiano usa spesso «venire» anche in «vengo da te», quindi la corrispondenza non è perfetta.

Dimenticare la coniugazione determinata

  • Errato: Látok a házat.
  • Corretto: Látom a házat.
  • Perché: a házat significa «la casa», un oggetto identificato. Occorre quindi la forma determinata látom.

Trattare hall come «ascoltare» in ogni contesto

  • Errato: Zenét hallok minden este se si vuole dire «ascolto musica ogni sera» come attività volontaria.
  • Corretto: Zenét hallgatok minden este.
  • Perché: hall è soprattutto «udire, sentire»; hallgat esprime l'ascolto intenzionale. Allo stesso modo, lát è «vedere», mentre néz è spesso «guardare».

Regolarizzare eszik e iszik

  • Errato: Én eszek egy almát come forma neutra da memorizzare per lo standard sorvegliato.
  • Corretto: Én eszem egy almát.
  • Perché: nel modello tradizionale in -ik, la prima persona standard è eszem e, per iszik, iszom. Nel parlato si incontrano varianti, ma per lo studio iniziale sono più sicure le forme della tabella.

Omettere l'accusativo dell'oggetto

  • Errato: Eszem egy alma.
  • Corretto: Eszem egy almát.
  • Perché: l'oggetto diretto prende normalmente -t. In alma → almát cambia anche la vocale finale secondo un modello frequente dei nomi.

Note d'uso

Megy e jön: il punto di vista conta

La coppia non descrive soltanto una direzione sulla mappa, ma anche il punto di vista della conversazione. Péter idejön significa «Péter viene qui», verso chi parla; Péter odamegy significa «Péter va là». Le particelle ide- «verso qui» e oda- «verso là» rendono esplicita la direzione e spesso si uniscono al verbo.

Una risposta telefonica molto comune è Jövök!: a seconda della situazione equivale a «Arrivo!» o «Sto arrivando!». Non bisogna tradurre parola per parola ogni presente.

Eszik e iszik nel parlato

I pronomi personali sono normalmente superflui: Eszem e Iszom bastano per «mangio» e «bevo». Quando si offre qualcosa, sono frequenti domande semplici come Eszel? «Mangi?» e Iszol valamit? «Bevi qualcosa?». Esprimere te può creare contrasto: Én nem kérek, te iszol? «Io non ne voglio; tu bevi?».

Ordine delle parole

L'ungherese dispone le parole anche in base a ciò che è nuovo, importante o messo in contrasto. Per un principiante è utile partire dall'ordine neutro soggetto–verbo–complementi: Anna vizet iszik. Sono però naturali anche Vizet iszik Anna o Anna iszik vizet in contesti particolari, con un diverso rilievo informativo. Non interpretare quindi ogni variazione come errore.

Oltre le basi

Questa parte non è da memorizzare subito: serve a riconoscere sviluppi che ricorreranno nei testi e nelle conversazioni.

Che cosa può rendere determinato un oggetto

Non è determinato soltanto un nome con l'articolo a/az. Richiedono normalmente la coniugazione determinata anche un nome proprio come oggetto (Látom Annát «Vedo Anna»), un dimostrativo (Látom ezt «Vedo questo»), un possessivo (Látom a házadat «Vedo la tua casa») e molti pronomi di terza persona. La scelta dipende dunque dall'identificabilità grammaticale dell'oggetto, non soltanto dalla traduzione italiana.

Esiste inoltre una terminazione speciale quando il soggetto è «io» e l'oggetto è «tu/voi»: látlak «ti vedo/vi vedo», hallak «ti sento/vi sento». È una forma molto comune, ma può essere studiata separatamente dopo le due coniugazioni principali.

Prefissi verbali e compimento

Particelle come meg-, el-, be-, ki-, ide- e oda- modificano direzione o risultato. Con eszik e iszik, megeszik e megiszik indicano spesso che qualcosa viene consumato interamente. Con megy e jön nascono verbi molto frequenti: bemegy «entrare andando», kijön «uscire venendo», elmegy «andarsene», visszajön «tornare».

La posizione del prefisso può cambiare con negazione, domande focalizzate e altre strutture: Megeszem az almát «Mangio tutta la mela», ma Nem eszem meg az almát «Non mangio tutta la mela». È un sistema centrale dell'ungherese, ma non serve dominarlo per usare le forme A1 di base.

Forme di comando e passato

Più avanti incontrerai imperativi come Gyere! «Vieni!», collegato a jön ma formalmente irregolare, e passati come ment «è andato», jött «è venuto», evett «ha mangiato», ivott «ha bevuto». Queste forme mostrano perché è utile imparare ogni verbo con più di una forma principale, anziché considerarlo completamente regolare dal presente.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara in terne. Ripeti ogni verbo come forma del dizionario, prima persona e seconda persona: megy–megyek–mész; jön–jövök–jössz; eszik–eszem–eszel. Le irregolarità diventano subito visibili.
  2. Costruisci coppie con l'oggetto. Alterna Látok egy házat e Látom a házat, poi fai lo stesso con hall, ad, eszik e iszik. Così associ la scelta della coniugazione al significato, non a una lista astratta.
  3. Descrivi una giornata ad alta voce. Usa almeno una frase per ogni verbo: dove vai, chi viene, che cosa dai, vedi o senti, che cosa mangi e bevi. Ometti il pronome, poi ripeti la frase con én per creare contrasto.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Pronomi personali soggetto — aiutano a collegare le forme verbali alle sei persone, anche se spesso restano sottintesi.

Prerequisito

I pronomi soggetto in unghereseA1

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