Verbi irregolari comuni in danese
Almindelige Uregelmæssige Verber
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
Nei verbi irregolari danesi il passato e il participio passato spesso cambiano vocale o assumono una forma non prevedibile: gå → gik → gået, se → så → set. È quindi utile memorizzare ogni verbo come una piccola serie di forme. A differenza dell’italiano, però, una stessa forma vale per tutte le persone: jeg gik, du gik, vi gik.
Panoramica
I verbi irregolari sono verbi che non costruiscono tutte le forme seguendo le desinenze più comuni. In danese molti dei verbi usati ogni giorno appartengono a questo gruppo: andare a piedi, vedere, venire, fare, dire, prendere e ricevere. L’irregolarità si nota soprattutto nel preterito (il passato semplice danese, chiamato datid) e nel participio passato (la forma usata con un ausiliare, come visto in italiano).
Questo argomento viene introdotto già al livello A1 perché forme come går, kommer, ser e gør compaiono in conversazioni elementari. Non serve imparare subito tutti i verbi irregolari della lingua. La strategia più efficace è conoscere bene le forme principali dei verbi ad alta frequenza e riconoscerle quando si ascolta o si legge.
Per un italofono c’è una semplificazione importante: il verbo danese non cambia secondo la persona. L’italiano distingue vado, vai, va, andiamo; il danese usa sempre går al presente. In compenso, la vocale può cambiare nettamente da un tempo all’altro, e il passato non si ricava sempre guardando l’infinito.
Come funziona
Le quattro forme da imparare
Per studiare un verbo danese conviene annotare queste quattro forme:
- infinito: la forma di dizionario, spesso preceduta da at, per esempio at gå;
- presente (nutid): la forma usata per ciò che accade ora o abitualmente, per esempio går;
- preterito (datid): una forma semplice del passato, per esempio gik;
- participio passato (kort tillægsform): la forma usata soprattutto con har o er, per esempio gået.
| Serie danese | Significato | Che cosa cambia |
|---|---|---|
| at gå → går → gik → gået | andare a piedi, camminare | å diventa i al preterito |
| at se → ser → så → set | vedere | il preterito è så |
| at komme → kommer → kom → kommet | venire, arrivare | al preterito cade la desinenza |
| at gøre → gør → gjorde → gjort | fare | le forme passate sono da memorizzare |
| at sige → siger → sagde → sagt | dire | il preterito e il participio hanno basi diverse |
L’infinito compare dopo at: Jeg prøver at se («Cerco di vedere»). Il presente termina spesso in -r, ma non sempre si ottiene aggiungendo meccanicamente una lettera: bisogna imparare gør, går e får come forme complete.
Una forma per tutte le persone
Il soggetto cambia, il verbo no. Questa regola vale al presente e al preterito:
| Danese | Italiano | Forma verbale |
|---|---|---|
| Jeg ser bussen. | Vedo l’autobus. | ser |
| Hun ser bussen. | Lei vede l’autobus. | ser |
| Vi ser bussen. | Vediamo l’autobus. | ser |
| Jeg så bussen. | Vidi / ho visto l’autobus. | så |
| De så bussen. | Videro / hanno visto l’autobus. | så |
Il pronome soggetto, quindi, è essenziale per capire chi compie l’azione. Non si può normalmente ometterlo come in italiano: ser filmen da solo non equivale in modo neutro a «vedo il film».
I verbi fondamentali
| Infinito | Presente | Preterito | Participio passato | Significato principale |
|---|---|---|---|---|
| gå | går | gik | gået | andare a piedi, camminare |
| se | ser | så | set | vedere |
| komme | kommer | kom | kommet | venire, arrivare |
| gøre | gør | gjorde | gjort | fare |
| sige | siger | sagde | sagt | dire |
| tage | tager | tog | taget | prendere |
| få | får | fik | fået | ricevere, ottenere |
| give | giver | gav | givet | dare |
| blive | bliver | blev | blevet | diventare, restare; essere in alcune costruzioni |
| finde | finder | fandt | fundet | trovare |
| skrive | skriver | skrev | skrevet | scrivere |
| drikke | drikker | drak | drukket | bere |
Non tutte le irregolarità sono dello stesso tipo. In tage → tog → taget cambia la vocale solo nel preterito; in drikke → drak → drukket cambiano sia la vocale sia la terminazione; in sige → sagde → sagt le due forme passate vanno apprese separatamente. Cercare una regola unica porta quindi più confusione che vantaggi.
Preterito o participio?
Il preterito può reggere da solo: I går så jeg Anna («Ieri ho visto Anna»). Il participio passato, invece, compare normalmente con un ausiliare: Jeg har set Anna («Ho visto Anna»). Ausiliare significa semplicemente un verbo che aiuta a formare un tempo composto, come avere o essere in italiano.
| Costruzione | Esempio danese | Italiano |
|---|---|---|
| soggetto + preterito | Vi gjorde det i går. | L’abbiamo fatto ieri. |
| soggetto + har + participio | Vi har gjort det. | L’abbiamo fatto. |
| soggetto + er + participio | Hun er kommet. | È arrivata. |
La distinzione completa tra datid e førnutid appartiene a uno stadio successivo. Per ora basta non scambiare le due forme: dopo har si dice har set, non har så.
Esempi nel contesto
Gli esempi seguenti mostrano le forme in situazioni quotidiane. Le traduzioni italiane usano il tempo che suona più naturale nel contesto: un preterito danese può corrispondere al passato prossimo, al passato remoto o, in certi racconti, all’imperfetto italiano.
| Danese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg går på arbejde hver morgen. | Vado al lavoro a piedi ogni mattina. | Presente di gå |
| Vi gik hjem efter middagen. | Siamo tornati a casa a piedi dopo cena. | Preterito di gå |
| Hun er gået i seng. | È andata a letto. | Participio con er |
| Kan du se skiltet? | Riesci a vedere il cartello? | Infinito dopo il verbo modale kan |
| Jeg så ham på stationen. | L’ho visto alla stazione. | Preterito di se |
| De har set filmen før. | Hanno già visto il film. | Participio di se |
| Bussen kommer om fem minutter. | L’autobus arriva tra cinque minuti. | komme può significare «arrivare» |
| Mine venner kom sent. | I miei amici sono arrivati tardi. | Preterito di komme |
| Hvad gør du nu? | Che cosa fai adesso? | Presente di gøre |
| Hun gjorde døren ren. | Ha pulito la porta. | Espressione gøre … ren |
| Han sagde nej. | Ha detto di no. | Preterito di sige |
| Jeg har sagt det to gange. | L’ho detto due volte. | Participio di sige |
| Vi tog toget til Aarhus. | Abbiamo preso il treno per Aarhus. | Preterito di tage |
| Hun fik en besked i morges. | Ha ricevuto un messaggio stamattina. | Preterito di få |
| Jeg har skrevet en kort e-mail. | Ho scritto una breve e-mail. | Participio di skrive |
Attenzione a gå
Il danese gå non coincide sempre con l’italiano andare. Di solito indica lo spostamento a piedi oppure compare in espressioni fisse. Per un mezzo di trasporto si usa spesso tage:
- Jeg går til stationen. — Vado a piedi alla stazione.
- Jeg tager bussen til centrum. — Prendo l’autobus per il centro.
- Toget går klokken otte. — Il treno parte alle otto.
Questa differenza lessicale è importante: tradurre automaticamente ogni «andare» con gå produce frasi poco naturali.
Errori comuni
1. Formare un passato regolare inesistente
- Errato: De kommede sent.
- Corretto: De kom sent.
- Perché: il preterito di komme è kom, non si forma aggiungendo -ede.
2. Usare il preterito dopo har
- Errato: Jeg har så filmen.
- Corretto: Jeg har set filmen.
- Perché: dopo l’ausiliare har serve il participio passato set. Så è il preterito e si usa senza har: Jeg så filmen i går.
3. Confondere gik e gået
- Errato: Vi har gik hjem.
- Corretto: Vi er gået hjem.
- Perché: gik è il preterito; gået è il participio. Con una destinazione raggiunta, gå usa spesso er nel tempo composto.
4. Coniugare secondo la persona come in italiano
- Errato: Hun kommer, men vi komme senere.
- Corretto: Hun kommer, men vi kommer senere.
- Perché: al presente kommer vale per tutte le persone. Komme è l’infinito.
5. Tradurre sempre «andare» con gå
- Poco naturale: Jeg går til København med tog.
- Naturale: Jeg tager toget til København.
- Perché: gå suggerisce normalmente il movimento a piedi. Con treno, autobus o aereo si usa spesso tage più il mezzo.
6. Inventare il participio partendo dal preterito
- Errato: Hun har sagtde det.
- Corretto: Hun har sagt det.
- Perché: la serie è sige → siger → sagde → sagt. Il participio non si costruisce aggiungendo una desinenza a sagde.
Note d’uso
Nel danese parlato alcune forme sono pronunciate in modo molto più ridotto di quanto suggerisca la grafia. Sagde e gjorde, per esempio, non vanno imparate solo “lettera per lettera”: è utile ascoltarle in una frase completa e imitarne il ritmo. La grafia resta comunque sagde e gjorde anche quando alcuni suoni sono deboli.
Sige si usa per riferire parole o un contenuto: Hun sagde, at hun var træt («Ha detto che era stanca»). Quando si nomina la persona con cui si parla, il danese usa spesso sige noget til nogen: Jeg sagde det til ham («L’ho detto a lui»). Non bisogna modellare automaticamente la costruzione sulla preposizione italiana.
Gøre significa spesso «fare», ma non copre tutte le espressioni italiane con fare. Si dice gøre rent («fare le pulizie, pulire») e gøre noget («fare qualcosa»), ma per «preparare/cucinare la cena» è naturale lave mad. Le collocazioni, cioè le combinazioni di parole che una lingua preferisce, vanno apprese insieme al verbo.
Infine, få è molto frequente e ha più usi dell’italiano «ricevere»: få en gave («ricevere un regalo»), få tid («avere/trovare il tempo»), få lov («ottenere il permesso»). Al livello iniziale è sufficiente riconoscere la serie få → får → fik → fået.
Oltre le basi: usi avanzati
Questa parte non è indispensabile all’A1, ma chiarisce forme che incontrerai presto.
La scelta tra har ed er
Molti participi formano il tempo composto con har: har set, har gjort, har sagt, har skrevet. Con alcuni verbi intransitivi di movimento o cambiamento, il danese può usare er quando conta il passaggio a una nuova situazione o il risultato raggiunto:
- Hun er kommet hjem. — È tornata a casa.
- Peter er gået. — Peter se n’è andato.
- Barnet er blevet stort. — Il bambino è diventato grande.
Con gå può comparire har quando l’attenzione è sull’attività o sulla durata: Vi har gået hele dagen («Abbiamo camminato tutto il giorno»). Non è quindi una copia perfetta della scelta italiana tra avere ed essere: conviene imparare l’intera frase e il significato espresso.
Il preterito danese non corrisponde a un solo passato italiano
Il danese ha meno opposizioni di tempo passato rispetto all’italiano. Una forma come så può essere resa con «ho visto», «vidi» oppure, in un contesto descrittivo, «vedevo». La scelta italiana dipende dal contesto e dal registro, non da una diversa forma del verbo danese:
- I går så jeg Maria. — Ieri ho visto Maria.
- Da jeg var barn, så jeg ofte min bedstemor. — Quando ero bambino, vedevo spesso mia nonna.
Per questo non è utile associare gik esclusivamente al passato remoto italiano. È meglio pensare a gik come alla forma danese autonoma del passato.
Famiglie e schemi, senza trasformarli in regole assolute
Con l’esperienza si notano somiglianze: drikke → drak → drukket, finde → fandt → fundet, skrive → skrev → skrevet. Questi richiami aiutano la memoria, ma non permettono di prevedere con sicurezza ogni verbo. Anche i dizionari danesi indicano le forme principali proprio perché le eccezioni sono numerose.
Consigli per esercitarsi
- Crea schede a quattro caselle. Scrivi, per esempio, gå | går | gik | gået e aggiungi una frase breve per il presente e una per il passato. Studiare solo coppie come gå/gik lascia fuori il participio.
- Trasforma la stessa frase. Parti da Jeg ser Anna hver dag, poi crea Jeg så Anna i går e Jeg har set Anna i dag. In questo modo colleghi forma e funzione, non solo una lista astratta.
- Studia per piccoli gruppi. Scegli tre verbi alla volta e ripassali ad alta voce per alcuni giorni. Ascolta soprattutto sagde, gjorde, gået e fået, la cui pronuncia non è ovvia per un italofono.
Concetti collegati
- Prerequisito: Presente — spiega la forma invariabile del verbo danese al presente.
- Passo successivo: Passato semplice — approfondisce quando e come si usa il datid.
- Passo successivo: Passato prossimo danese — presenta har o er con il participio passato.
Prerequisito
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