A1

Verbi comuni in swahili

Vitenzi vya Kawaida

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di swahili su Settemila Lingue.

In breve

Per usare molti verbi swahili al presente basta unire prefisso del soggetto + -na- + radice: ni-na-soma diventa ninasoma, «leggo» o «sto leggendo». Tre verbi brevi conservano ku- in questo presente: ninakuja «vengo», ninakula «mangio» e ninakunywa «bevo». Con kwenda «andare» è fondamentale riconoscere ninaenda; si incontra anche ninakwenda.

Panoramica

Con pochi verbi si può già parlare di spostamenti, pasti, studio, sonno e preferenze. Qui ne vedremo nove: kwenda «andare», kuja «venire», kula «mangiare», kunywa «bere», kusoma «leggere; studiare», kuandika «scrivere», kulala «dormire», kuamka «svegliarsi» e kupenda «amare; piacere». Sono verbi di livello A1, ma continuano a comparire in ogni fase dell'apprendimento.

La forma verbale swahili assomiglia a una piccola costruzione fatta di più pezzi. Il prefisso (un elemento aggiunto all'inizio) segnala chi compie l'azione; un altro elemento indica il tempo; infine viene la radice, cioè la parte che porta il significato principale. In italiano cambiamo soprattutto la fine del verbo, come in leggo, leggi, legge; in swahili cambiamo invece l'inizio: ninasoma, unasoma, anasoma.

Il pronome separato non è normalmente necessario: ninasoma contiene già «io». Inoltre, la terza persona non distingue il genere: anakuja può voler dire sia «lui viene» sia «lei viene». La situazione o un nome espresso nella frase chiariscono di chi si parla.

Come funziona

Infinito e radice

L'infinito è la forma corrispondente all'italiano «andare», «bere» o «scrivere». In swahili comincia normalmente con ku-. La radice si può mostrare con un trattino iniziale, per ricordare che non è ancora una parola completa: kusoma contiene la radice -soma. Il trattino è soltanto un segno usato nelle spiegazioni grammaticali.

Infinito Radice Significato e uso tipico
kwenda -enda andare: kwenda sokoni «andare al mercato»
kuja -ja venire: kuja hapa «venire qui»
kula -la mangiare: kula wali «mangiare riso cotto»
kunywa -nywa bere: kunywa maji «bere acqua»
kusoma -soma leggere oppure studiare
kuandika -andika scrivere
kulala -lala dormire; andare a dormire
kuamka -amka svegliarsi; alzarsi dopo il sonno
kupenda -penda amare; volere bene; piacere

Davanti alla vocale di -enda, il prefisso dell'infinito assume la forma kw-: perciò si dice kwenda, non kuenda. Anche kuandika e kuamka iniziano con una vocale nella radice, ma mantengono le due vocali nella forma scritta.

Il presente con -na-

La regola di base è:

prefisso del soggetto + -na- + radice verbale

Per esempio, tu-na-penda significa «noi amiamo» o «a noi piace». Nella scrittura normale i pezzi non si separano: tunapenda.

Persona Prefisso del soggetto Con -soma Traduzione possibile
io ni- ninasoma leggo / sto leggendo / studio
tu u- unasoma leggi / stai leggendo / studi
lui, lei a- anasoma legge / sta leggendo / studia
noi tu- tunasoma leggiamo / stiamo leggendo / studiamo
voi m- mnasoma leggete / state leggendo / studiate
loro wa- wanasoma leggono / stanno leggendo / studiano

Il soggetto è la persona o la cosa di cui si dice che compie l'azione. Con nomi di persona della comune classe m-/wa- si usano a- al singolare e wa- al plurale: Mtoto anasoma «Il bambino studia»; Watoto wanasoma «I bambini studiano». Nomi appartenenti ad altre classi nominali richiedono altri prefissi; per cominciare, conviene padroneggiare prima le sei forme riferite alle persone.

La particolarità di kuja, kula e kunywa

Con i verbi più lunghi, il ku- dell'infinito scompare quando si aggiungono soggetto e -na-:

  • kusomaninasoma, non ninakusoma con il significato di «leggo»;
  • kuandikaninaandika;
  • kulalaninalala;
  • kuamkaninaamka;
  • kupendaninapenda.

Le radici -ja, -la e -nywa, invece, sono molto brevi e al presente in -na- conservano un elemento ku-:

Persona kuja kula kunywa
io ninakuja ninakula ninakunywa
tu unakuja unakula unakunywa
lui, lei anakuja anakula anakunywa
noi tunakuja tunakula tunakunywa
voi mnakuja mnakula mnakunywa
loro wanakuja wanakula wanakunywa

È meglio imparare queste forme come blocchi ritmici: ni-na-ku-la, u-na-ku-la, a-na-ku-la. In ninakula, ku non significa «tu»: fa parte della forma richiesta dal verbo breve.

Il caso di kwenda

La forma essenziale da produrre a questo livello è ninaenda: ni-na-enda. Allo stesso modo si hanno unaenda, anaenda, tunaenda, mnaenda, wanaenda. Nell'uso reale si incontrano anche forme con kw-, come ninakwenda e anakwenda. Entrambe le serie sono riconoscibili; per esercitarsi con il modello presentato nel programma, si può partire da ninaenda.

Un significato, più traduzioni italiane

Il presente in -na- presenta spesso un'azione in corso o attuale, ma non corrisponde parola per parola a un solo tempo italiano. Ninasoma può essere «leggo», «sto leggendo» oppure «studio», secondo il contesto. Non occorre aggiungere un equivalente separato di «stare».

Anche il significato del verbo dipende dalle parole vicine:

  • Anasoma kitabu — «Legge un libro».
  • Anasoma Kiswahili — «Studia lo swahili».
  • Ninapenda Asha — «Amo Asha» o «voglio bene ad Asha».
  • Ninapenda kahawa — «Mi piace il caffè».

Quest'ultimo modello è diverso dall'italiano. In swahili chi prova il sentimento è il soggetto del verbo: letteralmente la struttura è più vicina a «io apprezzo il caffè» che a «il caffè piace a me».

Esempi nel contesto

Swahili Italiano Nota
Ninaenda shuleni. Vado a scuola. -enda indica il movimento verso una destinazione.
Anakuja sasa. Lui/Lei viene adesso. kuja conserva ku- al presente.
Tunakula wali na maharagwe. Mangiamo riso e fagioli. Frase quotidiana sui pasti.
Unakunywa kahawa au chai? Bevi caffè o tè? La domanda mantiene lo stesso ordine di base.
Anasoma gazeti asubuhi. Legge il giornale al mattino. Con gazeti, kusoma significa «leggere».
Mnasoma Kiswahili kila jioni. Studiate lo swahili ogni sera. Con una materia, kusoma significa «studiare».
Ninaandika barua. Scrivo una lettera. ninaandika unisce ni-, -na- e -andika.
Asha anaandika ujumbe sasa. Asha sta scrivendo un messaggio adesso. Il nome chiarisce chi è il soggetto di ana-.
Watoto wanalala mapema. I bambini dormono presto. Soggetto plurale di persona: wa-.
Ninaamka mapema kila siku. Mi sveglio presto ogni giorno. In swahili non serve un pronome riflessivo.
Tunapenda muziki wa taarab. Ci piace la musica taarab. kupenda si costruisce con chi prova il gusto come soggetto.
Juma anakuja nyumbani baada ya kazi. Juma viene a casa dopo il lavoro. nyumbani indica il luogo di arrivo.

Errori comuni

Conservare ku- con tutti i verbi

  • Non corretto per «studio lo swahili»: Ninakusoma Kiswahili.
  • Corretto: Ninasoma Kiswahili.
  • Perché: con kusoma si toglie il ku- dell'infinito. Inoltre, in una struttura più avanzata, -ku- tra tempo e radice può indicare l'oggetto «te»: ninakupenda significa «ti amo / ti voglio bene».

Togliere ku- dai tre verbi brevi

  • Non corretto: Ninala chakula.
  • Corretto: Ninakula chakula.
  • Perché: al presente in -na-, kuja, kula e kunywa conservano ku-: anakuja, tunakula, wanakunywa.

Separare i pezzi del verbo

  • Non corretto: Ni na soma kitabu.
  • Corretto: Ninasoma kitabu.
  • Perché: prefisso del soggetto, indicatore di tempo e radice formano una sola parola. La separazione ni-na-soma serve soltanto per analizzarla.

Cercare un equivalente di «stare»

  • Non corretto: aggiungere un altro verbo per tradurre letteralmente «sto leggendo».
  • Corretto: Ninasoma sasa.
  • Perché: il presente in -na- può già esprimere un'azione in corso; sasa «adesso» rende il contesto ancora più chiaro.

Costruire kupenda come l'italiano «piacere»

  • Non corretto: cambiare soggetto nel tentativo di copiare «mi piace la musica» parola per parola.
  • Corretto: Ninapenda muziki.
  • Perché: il prefisso ni- rappresenta la persona a cui piace qualcosa; muziki è ciò che viene apprezzato.

Usare un prefisso di genere alla terza persona

  • Non corretto: cercare due forme diverse per «lui» e «lei».
  • Corretto: Anakuja sasa.
  • Perché: a- vale per una singola persona senza distinzione di genere. Il nome o il contesto forniscono l'informazione necessaria.

Note d'uso

«Andare» e «venire» dipendono dal punto di vista

Come in italiano, kwenda allontana dal punto di riferimento e kuja indica movimento verso chi parla o verso il luogo assunto come centro della conversazione. Njoo hapa significa «vieni qui», mentre nenda shuleni significa «vai a scuola». Il centro può cambiare con il contesto, quindi non conviene associare meccanicamente ogni destinazione a uno dei due verbi.

Kusoma non significa soltanto «leggere»

Con un testo, kusoma è «leggere»: kusoma kitabu. Con una lingua, una materia o un corso, è «studiare»: kusoma historia, «studiare storia». L'italiano sceglie due verbi distinti, mentre lo swahili lascia spesso che sia il complemento — la parola che completa il significato del verbo — a eliminare l'ambiguità.

Kulala e kuamka descrivono stati naturali

Kulala può indicare sia il dormire sia l'andare a letto, secondo il contesto. Kuamka esprime l'uscita dal sonno e spesso corrisponde a «svegliarsi» o «alzarsi». Benché le traduzioni italiane contengano si, le forme swahili di base non sono riflessive: si dice ninaamka, non si aggiunge un elemento equivalente a «mi».

Abitudine e azione in corso

A livello iniziale, -na- è una scelta pratica per parlare di ciò che avviene ora e, con espressioni come kila siku «ogni giorno», anche di attività ricorrenti. Più avanti si incontra hu-, particolarmente adatto alle abitudini generali. Per ora, una frase come Ninaamka mapema kila siku è chiara e utile; non è necessario padroneggiare subito ogni contrasto aspettuale, cioè ogni diverso modo di presentare lo svolgimento dell'azione.

Oltre le basi

Le forme seguenti non sono da memorizzare tutte subito, ma aiutano a riconoscere questi verbi fuori dalle frasi A1.

La negazione cambia anche la fine

Nel presente negativo standard non basta anteporre una parola equivalente a «non». Cambia il prefisso iniziale e la vocale finale diventa normalmente -i: ninasomasisomi «non leggo», anapendahapendi «non gli/le piace». I verbi brevi hanno forme compatte: ninakulasili, ninakujasiji, ninakunywasinywi. Anche ninaendasiendi. Queste forme appartengono allo studio sistematico della negazione e conviene apprenderle come modelli completi.

Il tempo si sostituisce senza cambiare il lessico

Quando si conosce la radice, si possono sostituire gli indicatori di tempo: ninasoma «leggo», nilisoma «lessi / ho letto», nitasoma «leggerò», nimesoma «ho letto». La stessa logica vale per gli altri verbi, anche se le radici brevi richiedono attenzione alla presenza o all'assenza di ku- nei diversi tempi.

I prefissi dell'oggetto entrano nel verbo

Un oggetto è la persona o la cosa su cui ricade l'azione. In swahili può essere rappresentato da un elemento dentro la parola verbale, tra il tempo e la radice: ni-na-ku-penda significa «ti amo / ti voglio bene». Qui -ku- indica «te» e non è il prefisso dell'infinito. Il confronto è utile:

  • ninapenda muziki — mi piace la musica;
  • ninakupenda — ti amo / ti voglio bene;
  • ninakula — mangio, con ku- conservato dal verbo breve.

Le tre parole si somigliano, ma la loro struttura non è identica.

Alcuni imperativi sono molto frequenti

Negli ordini rivolti a una persona si incontrano soma! «leggi!», andika! «scrivi!», kula! «mangia!» e kunywa! «bevi!». Kwenda e kuja hanno comandi molto comuni da imparare separatamente: nenda! «vai!» e njoo! «vieni!». Sono estensioni utili del lessico, ma non fanno parte della formazione del presente in -na-.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci serie di sei persone. Scegli un verbo regolare e ripeti ninasoma, unasoma, anasoma, tunasoma, mnasoma, wanasoma. Poi passa a -penda o -lala. Il ritmo rende visibili i prefissi senza ricorrere ogni volta alla traduzione.
  2. Tieni separati i verbi brevi. Prepara tre schede con ninakuja, ninakula, ninakunywa e confrontale con ninaenda, ninasoma, ninaandika. Pronunciare i segmenti lentamente aiuta: ni-na-ku-la ma ni-na-so-ma.
  3. Scrivi una giornata vera. Crea cinque frasi su di te, per esempio Ninaamka mapema. Ninakunywa kahawa. Ninaenda kazini. Ninasoma jioni. Ninalala mapema. Poi cambia ni- in a- per raccontare la giornata di un'altra persona.

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  • Prerequisito: Il presente in -na- — spiega in modo sistematico i prefissi del soggetto e la struttura del presente.

Prerequisito

Il presente con -na- in swahiliA1

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