I verbi irregolari comuni in norvegese
Vanlige Uregelrette Verb
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di norvegese su Settemila Lingue.
In breve
Alcuni verbi norvegesi molto frequenti cambiano vocale o forma nel passato: gå – gikk – gått, se – så – sett, komme – kom – kommet, si – sa – sagt. La forma verbale non cambia in base alla persona: jeg gikk, du gikk, vi gikk. Conviene quindi imparare ogni verbo come una piccola serie di forme, non tentare di ricavare il passato con una regola unica.
Panoramica
In norvegese bokmål molti verbi formano il preterito, cioè il tempo usato per un fatto concluso nel passato, aggiungendo una desinenza. I verbi trattati qui, invece, sono irregolari: possono cambiare la vocale interna, perdere una sillaba oppure avere un participio passato non prevedibile. Il participio passato è la forma che si usa, tra le altre cose, dopo har per costruire il passato composto: har gått, «è andato/a» oppure «ha camminato» secondo il contesto.
Queste forme compaiono fin dalle prime conversazioni: si parla di dove si è andati, di che cosa si è visto, di chi è arrivato o di che cosa si è fatto. È quindi un argomento di livello A1, anche se la scelta fra preterito e passato composto si approfondisce gradualmente.
Per chi parla italiano ci sono due buone notizie. Primo, una sola forma vale per tutte le persone: jeg kom, hun kom, vi kom. Secondo, non bisogna accordare il participio con il soggetto nel normale passato composto con har: han har kommet e de har kommet. La difficoltà principale è lessicale: proprio come in italiano si memorizzano fare – feci – fatto o dire – dissi – detto, in norvegese occorre associare a ogni verbo le sue forme principali.
Come funzionano
Le quattro forme da imparare
Per usare bene un verbo irregolare sono utili quattro forme:
- infinito, la forma di dizionario, spesso preceduta da å: å gå;
- presente, usato per ciò che accade ora o abitualmente: går;
- preterito, un passato semplice per eventi collocati in un momento passato concluso: gikk;
- participio passato, usato dopo har nel passato composto: gått.
| Infinito | Presente | Preterito | Participio passato | Significato di base |
|---|---|---|---|---|
| å gå | går | gikk | gått | andare, camminare |
| å se | ser | så | sett | vedere |
| å komme | kommer | kom | kommet | venire, arrivare |
| å gjøre | gjør | gjorde | gjort | fare |
| å finne | finner | fant | funnet | trovare |
| å si | sier | sa | sagt | dire |
Non tutte queste irregolarità sono dello stesso tipo storico. Gå, se e finne mostrano chiaramente alternanze di vocale; gjøre e si hanno sviluppi diversi. Per impararle, però, la classificazione storica non è necessaria: dal punto di vista pratico sono tutte serie da memorizzare.
Il presente non cambia con la persona
Come per gli altri verbi norvegesi, il presente ha una sola forma. Il pronome o il nome indica chi compie l’azione:
| Persona | Esempio con gå | Traduzione |
|---|---|---|
| jeg | jeg går | io vado |
| du | du går | tu vai |
| han / hun | han / hun går | lui / lei va |
| vi | vi går | noi andiamo |
| dere | dere går | voi andate |
| de | de går | loro vanno |
La stessa invariabilità vale al preterito: jeg så, du så, de så. Non bisogna creare forme diverse sul modello italiano.
Preterito e passato composto
Il preterito si forma usando direttamente la terza forma della serie:
- Jeg så filmen i går. — Ho visto il film ieri.
- Hun kom klokka åtte. — È arrivata alle otto.
- Vi gjorde det sammen. — L’abbiamo fatto insieme.
Il passato composto si costruisce con har + participio passato. Har è un ausiliare, cioè un verbo che aiuta a formare un altro tempo:
- Jeg har sett filmen. — Ho visto il film.
- Hun har kommet. — È arrivata.
- Vi har gjort det. — L’abbiamo fatto.
Qui emerge una differenza importante dall’italiano. Nel normale passato composto norvegese si usa har anche con molti verbi di movimento o cambiamento, là dove l’italiano usa «essere»: hun har kommet significa «lei è arrivata» e de har gått può significare «sono andati». Non si dice quindi er kommet come semplice copia automatica dell’italiano standard; costruzioni con være esistono in usi particolari e vengono discusse più avanti.
In modo semplice, il preterito presenta spesso un evento dentro un tempo passato definito (i går, ieri; i 2024; klokka åtte), mentre il passato composto mette più facilmente in rilievo l’esperienza o il risultato attuale senza chiudere l’evento in un momento passato preciso:
| Forma | Esempio | Valore principale |
|---|---|---|
| preterito | Jeg fant nøklene i går. | evento concluso ieri |
| har + participio | Jeg har funnet nøklene. | risultato attuale: ora le chiavi sono state trovate |
| preterito | Hun så filmen på fredag. | visione collocata venerdì |
| har + participio | Hun har sett filmen. | esperienza già fatta, senza indicare quando |
Questa distinzione somiglia solo in parte a quella fra passato prossimo e passato remoto in italiano. Non conviene tradurre il nome del tempo parola per parola: bisogna osservare se la frase norvegese presenta un momento passato concluso oppure un legame con il presente.
Altri verbi frequenti con alternanze simili
Una volta sicure le sei serie fondamentali, è utile riconoscere anche queste:
| Infinito | Presente | Preterito | Participio passato | Significato di base |
|---|---|---|---|---|
| å ta | tar | tok | tatt | prendere |
| å få | får | fikk | fått | ricevere, ottenere, riuscire a |
| å bli | blir | ble | blitt | diventare, restare, venire |
| å skrive | skriver | skrev | skrevet | scrivere |
| å drikke | drikker | drakk | drukket | bere |
Sono estensioni utili, non un modello produttivo. Sapere drakk non permette di indovinare con certezza il passato di ogni verbo con una vocale simile.
Esempi nel contesto
| Norvegese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg går til jobb hver dag. | Vado al lavoro ogni giorno. | Presente abituale di gå |
| Vi gikk hjem etter middagen. | Siamo andati a casa dopo cena. | Preterito, evento concluso |
| De har gått allerede. | Sono già andati via. | har + gått; gå può implicare «andarsene» |
| Ser du fjellet? | Vedi la montagna? | Presente di se in una domanda |
| Jeg så henne på bussen i går. | L’ho vista sull’autobus ieri. | i går favorisce il preterito |
| Har dere sett denne serien? | Avete visto questa serie? | Domanda su un’esperienza |
| Toget kommer klokka ni. | Il treno arriva alle nove. | Presente usato per un orario futuro |
| Han kom for sent til møtet. | È arrivato tardi alla riunione. | Preterito di komme |
| Pakken har kommet. | Il pacco è arrivato. | Il risultato è rilevante ora |
| Hva gjør du? | Che cosa fai? | Domanda molto frequente con gjøre |
| Vi gjorde leksene sammen. | Abbiamo fatto i compiti insieme. | Preterito di gjøre |
| Jeg har gjort alt jeg kan. | Ho fatto tutto quello che posso. | Participio gjort |
| Hun fant mobilen under sofaen. | Ha trovato il cellulare sotto il divano. | Ritrovamento in un episodio passato |
| Jeg har endelig funnet en leilighet. | Finalmente ho trovato un appartamento. | Risultato presente di finne |
| Hva sa han? | Che cosa ha detto? | Preterito di si |
| De har sagt ja. | Hanno detto di sì. | Participio sagt |
Errori comuni
1. Formare il passato con una desinenza regolare
- Non corretto: I går gådde jeg hjem.
- Corretto: I går gikk jeg hjem.
- Perché: il preterito di gå è gikk. Una forma regolare inventata come gådde non sostituisce la forma irregolare.
2. Usare il preterito al posto del participio
- Non corretto: Jeg har så filmen.
- Corretto: Jeg har sett filmen.
- Perché: dopo l’ausiliare har serve il participio passato, non il preterito. La serie è se – ser – så – sett.
3. Dimenticare l’ausiliare
- Non corretto: Hun kommet hjem.
- Corretto: Hun har kommet hjem.
- Perché: kommet è il participio e, in una normale frase attiva al passato composto, ha bisogno di har. Se l’evento è collocato in un momento passato, si può invece dire Hun kom hjem klokka ti.
4. Coniugare il verbo in base alla persona
- Non corretto: Vi kommer, men han kommert senere.
- Corretto: Vi kommer, men han kommer senere.
- Perché: il presente norvegese non ha terminazioni personali. Kommer vale per jeg, du, han, hun, vi, dere e de.
5. Scegliere er perché in italiano si usa «essere»
- Non corretto, nel normale passato composto: De er gått til butikken.
- Corretto: De har gått til butikken.
- Perché: il norvegese standard forma normalmente il perfetto attivo con har, anche quando l’italiano dice «sono andati». Er gått può comparire con valore di stato risultante, ma non è la scelta di base per un principiante.
6. Confondere si e snakke
- Non corretto: Hun snakket at hun var trøtt.
- Corretto: Hun sa at hun var trøtt.
- Perché: si significa «dire» e introduce ciò che viene detto; snakke significa «parlare» o «conversare». Si può dire Hun snakket om jobben, «ha parlato del lavoro».
Note d’uso
Nel bokmål scritto si incontrano varianti ammesse per alcuni verbi, legate anche alla scelta fra forme più conservative e forme più vicine alla lingua parlata. Per esempio, per il preterito di bli sono in uso sia ble sia blei. All’inizio è meglio adottare una serie coerente e, nello stesso tempo, imparare a riconoscere le varianti più comuni quando si legge o si ascolta.
Gå non corrisponde sempre all’italiano «andare». Può indicare il movimento a piedi (gå til skolen, andare a scuola a piedi), il funzionamento (Bussen går klokka sju, l’autobus parte alle sette) o il procedere di una situazione (Hvordan går det?, come va?). Per un mezzo di trasporto si usa spesso ta: Jeg tar bussen, «prendo l’autobus».
Anche gjøre non sostituisce automaticamente ogni uso italiano di «fare». Molte combinazioni vanno apprese come espressioni: gjøre lekser (fare i compiti), gjøre en feil (commettere un errore), ma ta en kaffe (prendere un caffè) e lage mat (preparare da mangiare). Imparare il verbo insieme alle parole che lo accompagnano evita traduzioni troppo letterali.
Nella conversazione, le forme brevi så, sa, kom, fant sono molto frequenti e possono risultare poco riconoscibili all’ascolto. Il contesto e la posizione del verbo aiutano: in una frase principale dichiarativa norvegese, il verbo coniugato occupa normalmente la seconda posizione, come in I går så jeg henne.
Oltre le basi: usi avanzati
Questa parte non è necessaria per iniziare a parlare, ma chiarisce forme che si incontrano più avanti.
Il participio passato non serve soltanto con har. Può comparire nel passivo o descrivere uno stato risultante. Per questo si possono trovare frasi come Døren er stengt («la porta è chiusa») oppure Han er gått («se n’è andato», con attenzione al risultato: ora non è qui). Quest’ultimo uso spiega perché er gått non è sempre impossibile, pur non essendo il normale equivalente generale del passato prossimo italiano.
Con i verbi modali, come kan («potere, essere capace») e må («dovere»), l’infinito che segue normalmente perde å: Jeg kan gjøre det («posso farlo»), non kan å gjøre. Anche in strutture più complesse la forma irregolare resta la stessa: Jeg kunne ha gjort det significa «avrei potuto farlo».
Alcuni participi possono avere forme o funzioni aggettivali, cioè possono descrivere un nome. Il comportamento dell’accordo e la distinzione fra participio verbale e aggettivo richiedono regole ulteriori. Al livello iniziale basta ricordare che dopo har non si accorda la forma: hun har skrevet, de har skrevet.
Infine, il preterito norvegese può essere naturale anche dove un parlante italiano sceglierebbe il passato prossimo. Nell’uso italiano contemporaneo «ieri ho visto Anna» è comune; in norvegese I går så jeg Anna usa normalmente il preterito perché i går colloca l’evento in un periodo concluso. L’equivalenza fra tempi italiani e norvegesi dipende quindi dal valore della frase, non dal nome grammaticale.
Consigli per esercitarsi
- Memorizza serie complete, ma in piccole dosi. Scrivi ogni giorno tre righe come gå – går – gikk – gått. Poi copri una colonna e ricostruiscila. È più efficace che imparare soltanto l’infinito e il preterito.
- Crea coppie con e senza tempo definito. Confronta Jeg fant nøklene i går con Jeg har funnet nøklene. Spiega a voce perché la prima frase racconta un evento di ieri e la seconda mette in rilievo il risultato presente.
- Ascolta le forme dentro frasi brevi. Cerca di riconoscere gikk, så, kom, gjorde, fant, sa senza tradurre ogni parola. Poi ripeti la frase cambiando soltanto il soggetto: jeg sa, hun sa, de sa. In questo modo si consolida anche l’idea che il verbo non cambia con la persona.
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