Pronomi personali soggetto in norvegese
Personlige Pronomen
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di norvegese su Settemila Lingue.
In breve
In norvegese i pronomi personali soggetto sono jeg, du, han, hun, den, det, vi, dere, de. A differenza dell’italiano, di solito il soggetto va espresso, perché il verbo mantiene la stessa forma con tutte le persone: jeg snakker, du snakker, de snakker. Den e det si usano soprattutto per cose e animali e dipendono dal genere grammaticale del nome; han e hun indicano normalmente persone.
Panoramica
Il soggetto è chi compie l’azione o la persona, l’animale o la cosa di cui si sta parlando. In Hun bor i Oslo («Lei abita a Oslo»), hun è il soggetto. I pronomi personali permettono di non ripetere continuamente un nome: dopo Maria bor i Oslo si può continuare con Hun arbeider der.
Questo è uno dei primi argomenti del livello A1, perché serve per costruire quasi ogni frase. Il sistema è in parte più semplice di quello italiano: il presente norvegese non cambia secondo la persona. Si dice jeg er, du er, vi er e de er, sempre con er. Proprio questa semplicità comporta però una differenza importante: mentre in italiano si può dire semplicemente «parlo», in norvegese normalmente occorre dire jeg snakker.
Le forme presentate qui appartengono al bokmål, la varietà scritta che si incontra più spesso nei manuali e in gran parte dei testi norvegesi. Nel parlato esistono molte varianti dialettali; per iniziare, le forme standard di questa pagina sono una base sicura.
Come funziona
Le forme fondamentali
| Persona | Pronome norvegese | Equivalente italiano | Uso essenziale |
|---|---|---|---|
| 1ª singolare | jeg | io | chi parla |
| 2ª singolare | du | tu; spesso anche Lei | una persona a cui si parla |
| 3ª singolare | han | lui | una persona di genere maschile |
| 3ª singolare | hun | lei | una persona di genere femminile |
| 3ª singolare | den | esso, essa; lo, la | cosa o animale associato a un nome non neutro |
| 3ª singolare | det | esso; lo; ciò | cosa o animale associato a un nome neutro; anche soggetto impersonale |
| 1ª plurale | vi | noi | chi parla insieme ad altri |
| 2ª plurale | dere | voi | più persone a cui si parla |
| 3ª plurale | de | loro | più persone, animali o cose |
Le traduzioni «esso» ed «essa» servono solo a chiarire la funzione: nell’italiano quotidiano spesso si ripete il nome, si usa «questo/quello» oppure si omette il soggetto. In norvegese, invece, den e det sono del tutto normali.
Il verbo non cambia con la persona
Con uno stesso tempo verbale, il verbo norvegese ha la medesima forma per tutti i soggetti. Questa regola vale anche per verbi molto comuni come være («essere») e ha («avere»).
| Norvegese | Italiano | Osservazione |
|---|---|---|
| Jeg er klar. | Io sono pronto/a. | er con jeg |
| Du er klar. | Tu sei pronto/a. | sempre er |
| Vi er klare. | Noi siamo pronti/e. | sempre er |
| De er klare. | Loro sono pronti/e. | sempre er |
| Jeg snakker norsk. | Io parlo norvegese. | snakker con jeg |
| De snakker norsk. | Loro parlano norvegese. | sempre snakker |
Non bisogna quindi cercare desinenze diverse equivalenti a «parlo, parli, parla». È il pronome, insieme al contesto, a indicare chi compie l’azione.
Il soggetto normalmente non si omette
L’italiano è una lingua in cui il pronome soggetto può spesso restare sottinteso: «Abito a Roma» è una frase completa. Il norvegese standard, invece, richiede normalmente un soggetto espresso:
- Jeg bor i Roma. — Abito a Roma.
- Hun kommer i morgen. — Viene domani.
- Vi forstår ikke. — Non capiamo.
L’imperativo, cioè la forma usata per dare un ordine o un invito, costituisce un’eccezione normale: Kom inn! («Entra!») non ha bisogno di du. Il soggetto può inoltre non essere ripetuto quando due verbi coordinati si riferiscono chiaramente alla stessa persona: Jeg står opp og lager kaffe («Mi alzo e preparo il caffè»).
Han, hun, den e det
Per riferirsi a persone si usano soprattutto han e hun. Per una cosa già nominata, la scelta fra den e det segue il genere grammaticale, cioè la categoria del nome, non una caratteristica reale dell’oggetto:
- en bil («un’auto») → Den er ny. («È nuova.»)
- ei/en bok («un libro») → Den er interessant. («È interessante.»)
- et hus («una casa») → Det er gammelt. («È vecchia.»)
- to hus («due case») → De er gamle. («Sono vecchie.»)
Nel bokmål i nomi maschili e femminili ripresi come cose usano normalmente den; i nomi neutri usano det. Per un animale si possono usare han o hun quando se ne conosce o se ne vuole sottolineare il sesso, soprattutto se è un animale con cui si ha familiarità. Altrimenti sono comuni den o det, secondo il nome scelto.
Det ha anche impieghi che non corrispondono a un oggetto preciso. È il soggetto «di appoggio» nelle frasi sul tempo atmosferico, sull’ora o su una situazione:
- Det regner. — Piove.
- Det er kaldt. — Fa freddo.
- Det er sent. — È tardi.
Posizione nella frase
In una frase dichiarativa semplice, il soggetto precede normalmente il verbo coniugato:
Soggetto + verbo + resto della frase
- Jeg arbeider her. — Lavoro qui.
- Hun bor i Oslo. — Abita a Oslo.
Se un altro elemento viene messo all’inizio, il verbo occupa comunque la seconda posizione e il soggetto passa dopo il verbo. Questo fenomeno si chiama inversione, cioè scambio di posizione fra verbo e soggetto:
- I dag arbeider vi hjemme. — Oggi lavoriamo da casa.
- Nå kommer han. — Adesso arriva.
Nelle domande senza parola interrogativa, il verbo viene prima del soggetto:
- Snakker du engelsk? — Parli inglese?
- Bor de i Bergen? — Abitano a Bergen?
La negazione ikke viene normalmente dopo il verbo e il soggetto nelle frasi principali: Jeg snakker ikke svensk («Non parlo svedese»).
Esempi nel contesto
| Norvegese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg er norsk. | Sono norvegese. | Il pronome è normalmente espresso. |
| Du snakker engelsk. | Parli inglese. | du si usa rivolgendosi a una persona. |
| Han studerer i Trondheim. | Studia a Trondheim. | han riprende una persona di genere maschile. |
| Hun bor i Oslo. | Abita a Oslo. | hun riprende una persona di genere femminile. |
| Jeg har en sykkel. Den er rød. | Ho una bicicletta. È rossa. | en sykkel viene ripreso da den. |
| Vi kjøper et bord. Det er billig. | Compriamo un tavolo. È economico. | et bord viene ripreso da det. |
| Vi arbeider her. | Lavoriamo qui. | vi comprende chi parla. |
| Dere kan vente her. | Potete aspettare qui. | dere si rivolge a più persone. |
| De spiser middag nå. | Stanno cenando adesso. | de significa «loro». |
| Snakker du norsk? | Parli norvegese? | Nella domanda il verbo precede il soggetto. |
| I morgen reiser vi til Bergen. | Domani andiamo a Bergen. | Dopo l’elemento iniziale, il soggetto segue il verbo. |
| Det regner, men vi går ut. | Piove, ma usciamo. | det è impersonale; vi indica chi esce. |
| Maria åpner døra og går inn. | Maria apre la porta ed entra. | Il soggetto comune non va ripetuto davanti al secondo verbo. |
| Kom inn! | Entra! / Entrate! | Nell’imperativo du o dere resta sottinteso. |
Errori comuni
1. Omettere il soggetto come in italiano
- Da evitare: Snakker norsk.
- Corretto: Jeg snakker norsk.
- Perché: fuori da contesti particolari, una frase dichiarativa norvegese richiede il soggetto. La forma snakker da sola non dice chi parla.
2. Cambiare il verbo secondo la persona
- Da evitare: Vi snakke norsk oppure inventare una forma diversa per «noi».
- Corretto: Vi snakker norsk.
- Perché: al presente snakker resta uguale con jeg, du, han, hun, vi, dere e de.
3. Usare det per ogni equivalente italiano di «esso» o «è»
- Da evitare: Jeg har en bil. Det er ny.
- Corretto: Jeg har en bil. Den er ny.
- Perché: bil è un nome non neutro introdotto da en, quindi viene ripreso da den. Con et hus si usa invece det.
4. Confondere de e dere
- Da evitare: De snakker norsk? se si vuole dire «Voi parlate norvegese?»
- Corretto: Snakker dere norsk?
- Perché: dere indica le persone a cui si parla; de indica altre persone o cose, cioè «loro». Inoltre, in una domanda il verbo viene prima del soggetto.
5. Confondere soggetto e complemento
- Da evitare: Meg bor i Oslo.
- Corretto: Jeg bor i Oslo.
- Perché: jeg è la forma soggetto. Meg è una forma complemento, cioè indica chi riceve o subisce l’azione: Hun ser meg («Lei mi vede»). Lo stesso contrasto compare in du/deg, vi/oss e de/dem.
6. Applicare automaticamente la cortesia italiana
- Poco naturale oggi: De kan sette Dem her rivolto a un cliente.
- Normale: Du kan sette deg her.
- Perché: nella Norvegia contemporanea du è comune anche con sconosciuti e in molti rapporti professionali. Il tradizionale De di cortesia esiste, ma oggi suona spesso molto formale o antiquato.
Note d’uso
Du copre gran parte di «tu» e «Lei»
Per chi parla italiano, l’uso ampio di du può sembrare troppo diretto. In norvegese non comporta però la stessa familiarità del «tu» italiano: è normale rivolgersi con du a un insegnante, a un collega, al personale di un negozio o a una persona appena conosciuta. Nelle comunicazioni molto formali si può evitare il pronome riformulando la frase, ma non conviene sostituire automaticamente ogni «Lei» italiano con De.
Pronuncia e scrittura non coincidono sempre
La grafia standard resta jeg, dere, de, ma le forme udibili cambiano molto da zona a zona. Anche la pronuncia standard di alcune forme non si ricava semplicemente leggendo lettera per lettera. All’inizio è più utile imparare ogni pronome come forma sonora completa, ascoltandolo in una frase, che tentare di italianizzarne la grafia.
Un nome può essere più chiaro di un pronome
Come in italiano, un pronome funziona bene solo se è evidente a chi o a che cosa si riferisce. Se sono state nominate due persone e han potrebbe indicare entrambe, è meglio ripetere il nome. Den, det e de non vanno scelti traducendo una parola italiana isolata: bisogna guardare il nome norvegese a cui rimandano.
Oltre le basi: usi avanzati
Queste sfumature non sono necessarie per costruire le prime frasi A1, ma compariranno in testi e conversazioni reali.
Il pronome neutro hen
Oltre a han e hun, si incontra hen, pronome singolare riferito a una persona quando il genere non è noto, non è pertinente oppure la persona usa questo pronome. Per esempio: Eleven kan spørre læreren hvis hen trenger hjelp («L’alunno o l’alunna può chiedere all’insegnante se ha bisogno di aiuto»). L’uso e la frequenza dipendono dal contesto; hen non sostituisce automaticamente han e hun, ma amplia le possibilità del sistema.
Den riferito a persone
Nel parlato informale den può talvolta comparire per identificare una persona, per esempio quando si risponde al telefono o alla porta: Det er Maria («Sono Maria / È Maria»). Qui det presenta un’identità o una situazione; non significa che Maria sia trattata come una cosa. In altri contesti, riferendosi normalmente a Maria, si usa hun.
Soggetto formale e riferimento a qualcosa
Bisogna distinguere due funzioni di det:
- in Det regner non sostituisce alcun nome ed è un soggetto formale, una parola necessaria per completare la struttura;
- in Jeg kjøpte et eple. Det var godt riprende et eple e ha un referente preciso.
A livelli più avanzati det compare anche in strutture che mettono in rilievo un elemento: Det er Anna som kommer («È Anna che viene»). Lo stesso pronome, quindi, può avere funzioni diverse.
Forme scritte, parlate e dialettali
In Norvegia il dialetto è normale anche in situazioni pubbliche. Si possono sentire forme come eg o æ al posto di jeg e altre varianti regionali per «noi» e «voi». Non sono errori nel loro sistema dialettale. Chi studia il bokmål può continuare a scrivere jeg, vi, dere e imparare gradualmente a riconoscere le varianti più frequenti nell’area che gli interessa.
De soggetto e dem complemento
Nello standard scritto, de è soggetto e dem è complemento:
- De kjenner Maria. — Loro conoscono Maria.
- Maria kjenner dem. — Maria conosce loro.
Nel parlato la distinzione varia e le pronunce possono avvicinarsi, ma nello scritto sorvegliato conviene mantenerla. Dere, invece, ha la stessa forma sia come soggetto sia come complemento: Dere ser meg («Voi vedete me») e Jeg ser dere («Io vedo voi»).
Consigli per esercitarsi
- Abbina pronome e verbo senza coniugare per persona. Scegli tre verbi comuni, per esempio er, har, bor, e ripetili con tutta la serie: jeg bor, du bor, hun bor, vi bor, dere bor, de bor. L’obiettivo è rendere automatica la forma verbale invariabile.
- Trasforma brevi frasi italiane. Parti da «Abito qui», «Oggi lavoriamo», «Parlate norvegese?» e controlla due cose: il soggetto è espresso? Dopo un elemento iniziale o in una domanda, verbo e soggetto sono nell’ordine corretto?
- Esercita den/det con il nome. Non memorizzare il pronome da solo: crea coppie come en stol — den, ei bok — den, et bord — det, hus — de. In questo modo la scelta nasce dal genere e dal numero del sostantivo norvegese, non dalla traduzione italiana.
Concetti correlati
- Passo successivo: Il verbo «være» — permette di costruire frasi di identità, descrizione e stato con tutti i pronomi.
- Passo successivo: Il verbo «ha» — usa la stessa forma verbale con ogni persona per esprimere possesso e molte espressioni comuni.
- Passo successivo: Il presente — approfondisce la forma verbale invariabile e l’ordine della frase.
- Approfondimento: Pronomi complemento — introduce meg, deg, ham, henne, oss e dem per chi riceve o subisce l’azione.
- Approfondimento avanzato: Riferimento pronominale con den, det e de — distingue i diversi modi di riprendere nomi, situazioni e informazioni già menzionate.
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