I pronomi personali in giapponese
人称代名詞
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di giapponese su Settemila Lingue.
In breve
In giapponese i pronomi personali esistono, ma si omettono molto spesso quando il contesto chiarisce di chi si parla. Per iniziare bastano 私 (watashi, io), あなた (anata, tu/Lei), 彼 (kare, lui), 彼女 (kanojo, lei) e 私たち (watashitachi, noi); nella conversazione reale, però, per rivolgersi a qualcuno è spesso più naturale usare il nome o il titolo.
Panoramica
Un pronome personale è una parola che indica chi parla, chi ascolta o una persona di cui si parla: per esempio io, tu e lei. In giapponese queste parole si chiamano 人称代名詞(にんしょうだいめいし, ninshō daimeishi). Si incontrano già al livello A1 perché permettono di presentarsi, fare domande e parlare di altre persone.
La differenza più importante per chi parla italiano non è semplicemente che il soggetto può mancare: anche in italiano diciamo spesso «Sono studente» invece di «Io sono studente». In italiano, però, la forma del verbo aiuta a riconoscere la persona: sono, sei e siamo sono diverse. Il verbo giapponese non cambia secondo la persona: 行きます (ikimasu) può significare «vado», «vai», «va», «andiamo» o «vanno». È il contesto a indicare l'interpretazione corretta.
Inoltre, il giapponese non possiede un unico gruppo di pronomi neutri adatto a ogni situazione. La scelta può comunicare formalità, vicinanza, età, genere espresso e rapporto sociale. Per questo i nomi, i titoli e l'omissione sono spesso più naturali di una traduzione parola per parola dei pronomi italiani.
Come funziona
Le forme fondamentali
| Persona | Singolare | Plurale comune | Valore di base |
|---|---|---|---|
| Prima | 私(わたし, watashi) | 私たち(わたしたち, watashitachi) | io; noi |
| Seconda | あなた(anata) | あなたたち(anatatachi) | tu/Lei; voi |
| Terza maschile | 彼(かれ, kare) | 彼ら(かれら, karera) | lui; loro |
| Terza femminile | 彼女(かのじょ, kanojo) | 彼女たち(かのじょたち, kanojotachi) | lei; loro |
Questa tabella è utile per riconoscere le forme, ma non va imparata come se ogni pronome italiano dovesse avere sempre un equivalente giapponese. あなたたち, per esempio, è grammaticalmente possibile, ma per rivolgersi con cortesia a un gruppo sono spesso preferibili un nome collettivo o 皆さん(みなさん, minasan, tutti voi/signore e signori).
I pronomi non cambiano forma: si aggiunge una particella
In italiano distinguiamo io, me e mi. In giapponese il pronome rimane uguale e una particella (una breve parola posta dopo un elemento per mostrarne la funzione) ne segnala il ruolo:
| Forma | Funzione essenziale | Traduzione possibile |
|---|---|---|
| 私は | introduce me come argomento del discorso | quanto a me; io… |
| 私が | indica me come soggetto, cioè chi compie o vive l'azione o lo stato | io; sono io che… |
| 私を | indica me come oggetto diretto, cioè la persona su cui ricade l'azione | me |
| 私に | indica, tra gli altri valori, il destinatario | a me |
| 私の | collega il pronome a un nome | mio/mia/miei/mie |
| 私も | aggiunge «anch'io» o «anche me» | anch'io; anche me |
Per esempio, 私の本 significa «il mio libro»: il giapponese non trasforma 私 in un aggettivo come mio, ma collega 私 e 本 con の.
L'omissione è la scelta normale quando il riferimento è chiaro
Quando una persona è già nota dalla situazione, il pronome può diventare un elemento sottinteso, detto anche pronome zero: il significato si capisce anche se la parola non viene pronunciata.
- 田中です。 — «Sono Tanaka.»
- 学生ですか。 — «Sei studente?» oppure «È studente?», secondo la situazione.
- 昨日、映画を見ました。 — «Ieri ho visto un film», se chi parla sta raccontando di sé.
Il pronome si esprime soprattutto quando serve a introdurre il referente, correggere un'interpretazione o creare un contrasto:
- 私は行きますが、彼は行きません。 — «Io vado, ma lui non va.»
- 誰がしますか。— 私がします。 — «Chi lo fa? — Lo faccio io.»
Non bisogna quindi cancellare ogni pronome automaticamente. La domanda utile è: «Senza questa parola, l'ascoltatore capisce facilmente chi intendo?»
La prima persona: 私 e alcune alternative
私 è la forma più sicura per un principiante. Si legge normalmente watashi e va bene in molte situazioni educate o neutre. In contesti molto formali può leggersi わたくし (watakushi), forma più deferente.
Nella conversazione informale si incontrano anche:
- 僕(ぼく, boku): usato soprattutto da ragazzi e uomini; suona generalmente più mite e meno brusco di 俺;
- 俺(おれ, ore): molto informale e marcatamente maschile; naturale tra alcuni amici, ma inopportuno in molte situazioni formali;
- あたし (atashi): variante colloquiale di 私, associata soprattutto a parlanti femminili.
Queste associazioni descrivono tendenze d'uso, non regole biologiche assolute. A livello A1 conviene produrre 私 e imparare prima a riconoscere le altre forme.
La seconda persona: perché あなた non equivale sempre a “tu” o “Lei”
あなた indica l'interlocutore, ma non si usa con la stessa frequenza di tu o del Lei italiano. Se si conoscono nome e ruolo della persona, è spesso più naturale dire:
- 田中さんは学生ですか。 — «Tanaka, è studente?»
- 先生はどう思いますか。 — «Professore/Professoressa, che cosa ne pensa?»
In giapponese il titolo può seguire il nome, come 田中先生 (Tanaka-sensei), oppure sostituirlo quando il ruolo è evidente. あなた non è un equivalente universale del Lei di cortesia: può risultare distante, diretto o fuori posto se il nome sarebbe disponibile. In moduli, sondaggi e affermazioni generali può invece comparire senza problemi.
Altre forme, da riconoscere ma da usare con cautela, sono 君(きみ, kimi), informale e spesso rivolto a una persona di pari grado o in posizione inferiore, e お前(おまえ, omae), che può essere intimo in certi rapporti ma anche rude. Non sono semplici sinonimi di tu.
La terza persona: 彼 e 彼女
彼 e 彼女 permettono di dire «lui» e «lei», ma in una conversazione si ripetono meno dei corrispondenti italiani. Se il referente è già chiaro, si omettono; se non lo è, si preferiscono spesso il nome oppure espressioni come あの人 (ano hito, quella persona).
Occorre anche ricordare che, secondo il contesto, 彼 può significare «fidanzato» e 彼女 «fidanzata»:
- 彼女がいます。 può voler dire «Ho la fidanzata».
- 彼女は医者です。 può semplicemente voler dire «Lei è medico», se si sa già di chi si parla.
La corretta interpretazione dipende dal discorso, non dalla forma isolata.
Come si forma il plurale
Il suffisso たち (tachi) crea un gruppo rappresentato dalla persona nominata. 私たち è «io e le altre persone con me», non una somma di più “io”. Lo stesso meccanismo compare con nomi propri: 田中さんたち significa «Tanaka e gli altri del suo gruppo».
ら (ra) è un altro suffisso plurale, presente in 彼ら e in forme colloquiali come 僕ら. 方々(かたがた, katagata)o 方(かた, kata)possono contribuire a espressioni rispettose riferite a persone, ma non serve padroneggiarli all'inizio. Il plurale, inoltre, non deve essere espresso ogni volta che è intuibile dal contesto.
Esempi nel contesto
| Giapponese | Trascrizione | Traduzione italiana | Nota |
|---|---|---|---|
| 私は田中です。 | Watashi wa Tanaka desu. | Sono Tanaka. | 私 introduce chi parla; in una presentazione può poi essere omesso. |
| あなたは学生ですか? | Anata wa gakusei desu ka? | Sei studente? / È studente? | Frase corretta, ma nella realtà nome o titolo possono essere più naturali. |
| 彼は医者です。 | Kare wa isha desu. | Lui è medico. | 彼 identifica un referente maschile già noto. |
| 私たちは友達です。 | Watashitachi wa tomodachi desu. | Siamo amici. | 私たち indica chi parla insieme al proprio gruppo. |
| イタリア人です。 | Itariajin desu. | Sono italiano/a. | Il soggetto è omesso perché la situazione lo rende chiaro. |
| 明日、来ますか? | Ashita, kimasu ka? | Vieni domani? / Viene domani? | La relazione tra i parlanti chiarisce a chi è rivolta la domanda. |
| 私はコーヒーを飲みます。妹はお茶を飲みます。 | Watashi wa kōhī o nomimasu. Imōto wa ocha o nomimasu. | Io bevo caffè. Mia sorella minore beve tè. | I due argomenti sono espressi per creare un contrasto. |
| 誰が行きますか? 私が行きます。 | Dare ga ikimasu ka? Watashi ga ikimasu. | Chi va? Vado io. | が mette a fuoco la persona che risponde. |
| 田中さんは先生ですか? | Tanaka-san wa sensei desu ka? | Tanaka, è insegnante? | Il nome con さん evita あなた. |
| 先生はどう思いますか? | Sensei wa dō omoimasu ka? | Professore/Professoressa, che cosa ne pensa? | Il titolo funziona come forma di riferimento all'interlocutore. |
| これは私の本です。 | Kore wa watashi no hon desu. | Questo è il mio libro. | の esprime qui il possesso. |
| 彼女にメールを送りました。 | Kanojo ni mēru o okurimashita. | Le ho mandato un messaggio. | に segnala la destinataria; 彼女 non cambia forma. |
| 私も学生です。 | Watashi mo gakusei desu. | Anch'io sono studente. | も esprime aggiunta. |
| 田中さんたちはもう来ました。 | Tanaka-san-tachi wa mō kimashita. | Tanaka e gli altri sono già arrivati. | たち crea il gruppo associato a Tanaka. |
Errori comuni
Inserire 私 in ogni frase
- Poco naturale: 私は七時に起きます。私は朝ごはんを食べます。私は学校に行きます。
- Più naturale: 七時に起きます。朝ごはんを食べます。それから学校に行きます。
- Perché: una volta stabilito che si parla della propria giornata, ripetere «io» appesantisce il discorso. L'italiano permette già di omettere il soggetto, ma in giapponese l'omissione continua anche se il verbo non segnala la persona.
Tradurre sempre “tu” con あなた
- Poco naturale, rivolgendosi al proprio insegnante: あなたはどう思いますか。
- Più naturale: 先生はどう思いますか。
- Perché: nome e titolo sono spesso preferiti al pronome di seconda persona. あなた non funziona automaticamente come Lei di cortesia.
Dimenticare la particella dopo il pronome
- Errato: 私学生です。
- Corretto: 私は学生です。
- Perché: nella frase di base, は segnala 私 come argomento, cioè ciò di cui si sta parlando. In giapponese i pronomi seguono le stesse regole particellari degli altri nomi.
Usare 彼女 senza considerare il significato “fidanzata”
- Ambiguo: 彼女がいます。
- Più chiaro, se si intende “quella donna”: あの人がいます。 oppure il nome della persona.
- Perché: 彼女がいます viene comunemente interpretato come «ho la fidanzata». Il contesto può cambiare il significato, ma non va ignorata questa lettura.
Scegliere 俺 o お前 soltanto perché compaiono nei cartoni animati
- Inopportuno in una presentazione formale: 俺はマルコです。
- Scelta sicura: 私はマルコです。
- Perché: 俺 è fortemente informale; お前 può suonare brusco o offensivo. Il modo di parlare di un personaggio non è necessariamente adatto alla vita quotidiana.
Copiare il genere grammaticale italiano
- Idea fuorviante: aspettarsi che un aggettivo o un verbo cambi perché il referente è 彼 oppure 彼女.
- Corretto: 彼は学生です。彼女も学生です。
- Perché: il giapponese distingue 彼 e 彼女 nel riferimento, ma verbo, copula e aggettivi non concordano al maschile o al femminile come avviene in italiano.
Note d'uso
Nelle prime lezioni si vedono molti 私は… e あなたは… perché rendono visibile la struttura della frase. Sono esempi didattici utili, non un invito a ripetere sempre i pronomi. Nel parlato spontaneo, dopo che il referente è stato stabilito, l'omissione è molto frequente.
La scelta della forma dipende dal registro, cioè dal grado di formalità della situazione. 私 si combina bene con lo stile cortese in です/ます; 俺 appartiene normalmente a un registro molto più informale. Mescolare una forma molto brusca per «io» con una situazione professionale crea una stonatura, anche se la frase è grammaticalmente costruita bene.
Per parlare all'interlocutore, il giapponese presta molta attenzione al rapporto sociale. Il cognome con さん, il ruolo professionale o il titolo possono essere più rispettosi di un pronome apparentemente “formale”. D'altra parte, ripetere il nome in ogni frase non è necessario: quando la domanda è chiaramente rivolta alla persona presente, si può omettere anche quello.
Oltre le basi: usi avanzati
Queste sfumature non sono da memorizzare tutte al livello A1, ma aiutano a capire ciò che si ascolterà più avanti.
Il pronome scelto costruisce la voce del parlante
In narrativa, cinema e conversazione, 私, 僕, 俺 e altre forme contribuiscono a presentare il carattere del parlante. La scelta può suggerire formalità, durezza, modestia o appartenenza a un certo stile. Non è però affidabile dedurre automaticamente identità, età o personalità da una sola parola: il contesto sociale e il modo individuale di parlare restano decisivi.
L'omissione può creare ambiguità intenzionale o reale
Una lunga sequenza senza nomi né pronomi può avere più interpretazioni. I parlanti reintroducono allora il nome, il titolo o il pronome per cambiare argomento e prevenire equivoci. Nei testi tradotti in italiano può essere necessario aggiungere io, lui o lei, benché nell'originale giapponese non compaia nulla.
I nomi possono comparire dove un italiano userebbe “io” o “tu”
Bambini piccoli e, in determinati contesti affettivi o stilistici, anche altri parlanti possono riferirsi a sé con il proprio nome. Inoltre, usare il nome dell'interlocutore non produce necessariamente l'effetto distaccato che avrebbe parlare a una persona italiana dicendo continuamente «Marco». È una diversa strategia grammaticale e sociale, non una semplice sostituzione meccanica.
あなた ha anche usi particolari
Oltre al riferimento diretto, あなた compare in testi rivolti a un pubblico generico, come questionari o messaggi pubblicitari. Può inoltre essere usato fra coniugi come appellativo, tradizionalmente soprattutto da una moglie verso il marito; non è però una formula universale da imitare in ogni coppia. Il contesto decide se suona neutro, distante, affettuoso o troppo diretto.
Il plurale indica spesso un gruppo associato
Forme come 田中さんたち non significano necessariamente «più persone chiamate Tanaka», ma «Tanaka e le persone con lui/lei». Questo valore associativo distingue たち da un semplice segno matematico di plurale e spiega perché possa unirsi sia ai pronomi sia ai nomi propri.
Consigli per esercitarsi
- Racconta una routine in due versioni. Scrivi prima cinque frasi con 私は, poi elimina il pronome dove il referente resta chiaro. Mantienilo soltanto nei contrasti.
- Allena pronome e particella insieme. Trasforma 私 in 私は, 私が, 私に, 私の e 私も, creando una frase breve per ogni forma. In questo modo eviti di studiare il pronome come parola isolata.
- Ascolta chi nomina chi. In un dialogo breve, segna ogni volta che compare un nome, un titolo o un pronome e annota i punti in cui il riferimento è sottinteso. Non imitare subito 僕, 俺, 君 o お前: prima osserva chi parla con chi e in quale situazione.
Concetti correlati
- Base utile: Particelle fondamentali は・が・を・に — mostrano il ruolo assunto da un pronome nella frase.
- Passo successivo: Particella possessiva の — permette di formare espressioni come 私の本, «il mio libro».
- Passo successivo: Copula です/だ — serve per frasi essenziali come 私は学生です.
- Approfondimento: Particella も — permette di dire 私も, «anch'io».