A1

La particella の in giapponese

所有の助詞(の)

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di giapponese su Settemila Lingue.

In breve

La particella の (no) collega due nomi secondo lo schema A の B: A specifica di chi è B oppure che tipo di B è. L'elemento principale è sempre B: 私の本 significa «il mio libro», mentre 日本の食べ物 significa «cibo giapponese» o «cibo del Giappone». Quando B è già chiaro, può essere sottinteso: 私のです, «è il mio».

Panoramica

の è una delle particelle più frequenti del giapponese. Una particella è una breve parola grammaticale collocata dopo l'elemento di cui segnala la funzione. In questo caso, の mette in rapporto due sostantivi (parole che indicano persone, luoghi, cose o idee): 私, «io», e 本, «libro», diventano 私の本, «il mio libro».

È un argomento fondamentale del livello A1 del QCER, perché serve fin dalle prime conversazioni: per parlare della propria famiglia, dire a chi appartiene un oggetto, indicare la provenienza di un prodotto o descrivere una scuola, un lavoro e un luogo. Il possesso è soltanto il punto di partenza. In 日本の会社, «azienda giapponese», non si dice che il Giappone possieda materialmente l'azienda: il primo nome ne specifica l'origine o l'appartenenza.

Per chi parla italiano, la difficoltà principale non è la forma, che non cambia mai, ma l'ordine. L'italiano usa un possessivo davanti al nome («il mio libro») oppure una costruzione con di dopo il nome («il libro di Maria»). Il giapponese pone invece ogni informazione descrittiva prima del nome principale: マリアの本, letteralmente «Maria の libro». Non conviene quindi cercare una sola traduzione italiana fissa per の.

Come funziona

La regola essenziale: A specifica B

La struttura di base è:

nome A + の + nome B

B è la testa del gruppo, cioè il nome centrale; A è il modificatore, l'elemento che precisa quale B si intende. La particella si pronuncia semplicemente no e si scrive sempre の, senza variazioni di genere o numero.

Rapporto Schema giapponese Significato naturale in italiano
possessore 私の本 il mio libro
persona collegata 友達のお母さん la madre di un amico / un'amica
appartenenza 会社のパソコン il computer dell'azienda / di lavoro
origine o area 日本の食べ物 cibo giapponese
luogo 東京のホテル un albergo di Tokyo / a Tokyo
categoria o contenuto 歴史の本 un libro di storia
materiale 木のテーブル un tavolo di legno
tempo associato 三時の電車 il treno delle tre

La traduzione dipende dal rapporto concreto. の può corrispondere a «di», a un possessivo, a un aggettivo italiano oppure non avere una resa separata: 大学の先生 è «docente universitario/a» o «insegnante dell'università».

Possesso con nomi e pronomi personali

Con un nome di persona, の segue direttamente il nome:

  • マリアのかばん — «la borsa di Maria»
  • 田中さんの車 — «l'auto del signor Tanaka»

Lo stesso schema si usa con i pronomi personali:

  • 私の — «mio/mia/miei/mie»
  • あなたの — «tuo/tua/tuoi/tue»
  • 彼の — «suo», riferito a lui
  • 彼女の — «suo», riferito a lei
  • 私たちの — «nostro/nostra/nostri/nostre»

Il giapponese non accorda queste forme con il nome. 私の vale sia in 私の本, «il mio libro», sia in 私の友達, «i miei amici» o «il mio amico / la mia amica», secondo il contesto. Numero e genere non sono contenuti in の.

Appartenenza, origine e tipo

Molte espressioni italiane rese con un aggettivo si costruiscono in giapponese con nome + の:

  • 日本の文化 — «cultura giapponese»
  • イタリアのワイン — «vino italiano»
  • 学校の図書館 — «biblioteca scolastica / della scuola»
  • 音楽のクラス — «corso di musica»

Questa struttura non afferma necessariamente un possesso. Indica più in generale che A delimita o classifica B. 日本の本 può essere un libro proveniente dal Giappone, pubblicato in Giappone o collegato al Giappone; se è importante precisare il rapporto, occorrono più contesto o parole più specifiche.

Domandare «di chi?» con 誰の

誰 significa «chi». Aggiungendo の si ottiene 誰の, «di chi?»:

  • これは誰の本ですか。— «Di chi è questo libro?»
  • 誰のかばんですか。— «Di chi è la borsa?»

L'ordine resta lo stesso: 誰の viene prima dell'oggetto su cui si fa la domanda. Non si sposta alla fine come spesso accade nell'italiano «questo libro è di chi?».

Sottintendere il nome già noto

Quando il nome B è già stato menzionato o è evidente, lo si può omettere e lasciare A の:

  • この傘は私のです。— «Questo ombrello è il mio.»
  • それは田中さんのです。— «Quello è del signor Tanaka.»
  • これは誰のですか。— «Questo di chi è?»

In questo uso の svolge una funzione simile a «il mio», «il tuo» o «quello di Maria». です rende cortese l'affermazione, ma non indica il possesso: il rapporto possessivo è espresso da の.

Non si omette il nome se il risultato sarebbe poco chiaro. 私のです funziona soltanto quando chi ascolta sa già se si sta parlando di una penna, una borsa o altro.

Costruire catene con più の

È possibile collegare più nomi:

私の友達の車 — «l'auto del mio amico / della mia amica»

Per interpretare una catena, conviene partire dall'ultimo nome e procedere a ritroso:

  1. 車 — auto;
  2. 友達の車 — auto dell'amico;
  3. 私の友達の車 — auto del mio amico.

Un altro esempio è 日本語の先生の本: «il libro dell'insegnante di giapponese». La grammatica permette catene anche più lunghe, ma nel parlato e nella scrittura chiara è meglio evitare accumuli difficili da seguire.

の non accompagna ogni parola descrittiva

La regola A の B vale quando A è un nome. Gli aggettivi giapponesi seguono altri schemi:

  • 大きい犬 — «un cane grande»: un aggettivo in い precede direttamente il nome;
  • 静かな町 — «una città tranquilla»: un aggettivo in な usa な davanti al nome;
  • 私の犬 — «il mio cane»: un nome o pronome usa の.

Anche この, その e あの («questo», «quel vicino a chi ascolta», «quello laggiù») precedono direttamente un nome: この本, non このの本. Sebbene この contenga storicamente e graficamente の, per chi studia è più utile impararlo come una forma unica.

Esempi nel contesto

Giapponese Lettura Traduzione Nota
これは私の本です。 Kore wa watashi no hon desu. Questo è il mio libro. possesso personale
姉の猫は白いです。 Ane no neko wa shiroi desu. Il gatto di mia sorella maggiore è bianco. rapporto con una persona
日本の食べ物が好きです。 Nihon no tabemono ga suki desu. Mi piace il cibo giapponese. origine o ambito culturale
友達のお母さんは医者です。 Tomodachi no okāsan wa isha desu. La madre di un mio amico è medico. rapporto familiare
会社のパソコンを使います。 Kaisha no pasokon o tsukaimasu. Uso il computer dell'azienda. appartenenza
木のテーブルを買いました。 Ki no tēburu o kaimashita. Ho comprato un tavolo di legno. materiale
歴史の本を読んでいます。 Rekishi no hon o yonde imasu. Sto leggendo un libro di storia. argomento del libro
東京のホテルに泊まります。 Tōkyō no hoteru ni tomarimasu. Alloggerò in un albergo di Tokyo. luogo associato
三時の電車に乗りましょう。 Sanji no densha ni norimashō. Prendiamo il treno delle tre. tempo associato
イタリア語のクラスは火曜日です。 Itariago no kurasu wa kayōbi desu. Il corso d'italiano è martedì. materia del corso
田中さんの友達に会いました。 Tanaka-san no tomodachi ni aimashita. Ho incontrato un amico del signor Tanaka. ordine dei rapporti
これは誰の傘ですか。 Kore wa dare no kasa desu ka. Di chi è questo ombrello? domanda con 誰の
その傘は私のです。 Sono kasa wa watashi no desu. Quell'ombrello è il mio. nome sottinteso dopo の
これは私の友達の車です。 Kore wa watashi no tomodachi no kuruma desu. Questa è l'auto di un mio amico. catena con due の
友達のマリアさんはローマに住んでいます。 Tomodachi no Maria-san wa Rōma ni sunde imasu. La mia amica Maria vive a Roma. rapporto descrittivo o appositivo

Errori comuni

Invertire l'ordine come in italiano

  • Errato: 本のマリア, volendo dire «il libro di Maria»
  • Corretto: マリアの本
  • Perché: il possessore o l'elemento descrittivo viene prima; l'oggetto posseduto è l'ultimo nome.

Dimenticare の tra due nomi

  • Errato: 私本
  • Corretto: 私の本
  • Perché: in una normale espressione libera, の segnala il legame tra 私 e 本. Alcune parole composte fissate dall'uso non hanno の, ma non si può eliminarlo liberamente.

Aggiungere の dopo un aggettivo

  • Errato: 大きいの犬 / 静かの町
  • Corretto: 大きい犬 / 静かな町
  • Perché: gli aggettivi in い precedono direttamente il nome; quelli in な richiedono な. の collega soprattutto nomi e gruppi nominali.

Dire このの本

  • Errato: このの本
  • Corretto: この本
  • Perché: この è già la forma che accompagna un nome. Per indicare un oggetto senza nome si usa これ, «questo»; davanti a 本 si usa この.

Usare 私の senza un referente chiaro

  • Poco chiaro: 私のです, detto senza aver indicato alcun oggetto
  • Corretto: これは私のかばんです。 / このかばんは私のです。
  • Perché: の può sostituire il nome soltanto se quel nome è recuperabile dalla situazione o dal discorso.

Tradurre automaticamente ogni の con «di»

  • Fuorviante: rendere 日本の会社 sempre e soltanto come «l'azienda del Giappone»
  • Più naturale: «un'azienda giapponese», oppure «un'azienda in Giappone», secondo il contesto
  • Perché: の esprime molti tipi di relazione. È il significato dei due nomi, non la particella da sola, a stabilire la traduzione migliore.

Note d'uso

の è neutro rispetto al grado di cortesia: compare sia nel registro informale sia in quello cortese. La cortesia viene indicata da altre forme, come です e ます, o dal lessico scelto. 私の本 può quindi comparire in qualsiasi registro.

Nella conversazione, possessori già evidenti vengono spesso omessi. Se si parla della propria famiglia, 母 può bastare per «mia madre» senza 私の; se si chiede il nome dell'interlocutore, お名前は何ですか è più naturale di あなたの名前は何ですか. In giapponese あなた non è un equivalente da ripetere automaticamente ogni volta che l'italiano usa «tuo»: si preferiscono il nome della persona, un titolo oppure l'omissione quando il contesto è chiaro.

Occorre inoltre distinguere parole simili ma non equivalenti. 日本語の先生 è soprattutto «insegnante di lingua giapponese»; non dice necessariamente che l'insegnante sia giapponese. 日本人の先生 indica invece un insegnante che è una persona giapponese. 日本の先生 può riferirsi, secondo il contesto, a un insegnante del Giappone o che lavora in Giappone. Una traduzione italiana come «insegnante giapponese» può nascondere questa differenza.

Nei nomi istituzionali e nelle parole composte, il rapporto può essere espresso senza の: 日本語学校 è «scuola di lingua giapponese», mentre 日本語の学校 è un gruppo di parole più libero. Le forme senza の vanno apprese come vocaboli o denominazioni stabilite, non create eliminando la particella a caso.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste distinzioni non sono necessarie per iniziare a usare の, ma diventano importanti leggendo testi più complessi.

Ambiguità del rapporto

La struttura A の B dice che A specifica B, ma non codifica esattamente come. 日本語の本 può indicare «un libro in giapponese» oppure «un libro sul giapponese». Se la distinzione conta, si può essere più espliciti:

  • 日本語で書かれた本 — «un libro scritto in giapponese»;
  • 日本語についての本 — «un libro sul giapponese».

Anche 私の写真 può significare, secondo il contesto, «una foto che possiedo», «una mia foto» oppure «una foto che ritrae me». La situazione normalmente elimina l'ambiguità.

Rapporto appositivo

Talvolta A non possiede B, ma lo identifica o lo presenta con un'altra qualifica. In 友達のマリアさん, «la mia amica Maria», 友達 e マリアさん indicano la stessa persona. L'ordine opposto, マリアさんの友達, significa invece «un amico / un'amica di Maria». Questa differenza mostra perché è essenziale individuare l'ultimo nome come testa del gruppo.

Altri の che hanno funzioni diverse

Non ogni の incontrato in una frase esprime possesso o un rapporto tra due nomi:

  • 赤いのをください。— «Mi dia quello rosso»: の sostituisce una cosa non nominata dopo un aggettivo;
  • 日本語を勉強するのが好きです。— «Mi piace studiare il giapponese»: の trasforma un'intera azione in qualcosa di cui si può parlare;
  • どうしたの? — «Che cosa è successo?»: の compare a fine frase in una domanda informale;
  • 旅行するのです。— «È che farò un viaggio / il fatto è che farò un viaggio»: のです aggiunge un valore esplicativo.

Questi usi sono collegati storicamente e grammaticalmente, ma per un principiante è più sicuro impararli come costruzioni distinte. Nell'espressione A の B trattata qui, の si trova tra un nome descrittivo e il nome principale; in 私のです, invece, il nome principale è semplicemente sottinteso.

Consigli per esercitarsi

  1. Parti da oggetti reali. Scegli cinque cose intorno a te e forma espressioni come 私の本, 会社のパソコン e 木のテーブル. Poi trasformane alcune in frasi complete con これは…です.
  2. Allena insieme domanda e risposta. Ripeti coppie come これは誰のですか。— 私のです。 Cambia ogni volta l'oggetto e il possessore, così impari a usare の senza tradurre parola per parola.
  3. Leggi le catene da destra. Quando incontri più の, cerchia l'ultimo nome e ricostruisci il significato all'indietro. Per esempio, in 私の友達のお母さん parti da お母さん, poi aggiungi 友達 e infine 私.

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