Il verbo danese *være*
Verbet Være
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
Il verbo være corrisponde in gran parte all'italiano essere. Al presente si usa sempre er e al passato sempre var, con qualunque persona: jeg er, du er, vi var, de var. Non occorre quindi memorizzare una forma diversa per ogni pronome.
Panoramica
Være è uno dei verbi fondamentali del danese. Serve per dire chi è una persona, che cosa è qualcosa, com'è qualcuno o qualcosa e dove si trova: Jeg er læge («Sono medico»), Kaffen er varm («Il caffè è caldo»), Vi er hjemme («Siamo a casa»). Compare inoltre in espressioni relative all'ora, alla data e al tempo atmosferico.
È un verbo irregolare, cioè non forma i suoi tempi seguendo il modello più comune. La buona notizia è che, come gli altri verbi danesi, non cambia in base alla persona. Questa è una differenza importante rispetto all'italiano: invece di sono, sei, è, siamo, siete, sono, il danese usa sempre er. Lo stesso principio vale al passato: l'italiano distingue ero, eri, era, eravamo, eravate, erano, mentre il danese usa soltanto var.
È uno dei primi argomenti del livello A1 perché permette subito di presentarsi, descrivere persone e oggetti, indicare un luogo e formulare domande quotidiane. Per usarlo bene, però, non basta conoscere le due forme principali: bisogna anche sapere dove collocare ikke («non»), come costruire una domanda e quando il danese richiede il soggetto det.
Come funziona
Le forme essenziali
L'infinito (la forma del verbo che in italiano termina spesso in -are, -ere o -ire) è være. Nel vocabolario si trova spesso preceduto da at: at være, «essere».
| Forma | Danese | Valore principale | Esempio |
|---|---|---|---|
| Infinito | at være | essere | Det er godt at være her. — È bello essere qui. |
| Presente | er | sono, sei, è, siamo, siete, sono | Hun er glad. — Lei è contenta. |
| Passato | var | ero, eri, era, eravamo, eravate, erano | Vi var trætte. — Eravamo stanchi. |
| Participio passato | været | stato, stata, stati, state | Jeg har været syg. — Sono stato malato. |
| Imperativo | vær | sii, siate | Vær forsigtig! — Fa' attenzione! |
Il participio passato è la forma usata nei tempi composti, come stato in «sono stato». Per il livello A1, le forme da rendere automatiche sono soprattutto er e var; været e vær completano però il quadro e ricorrono spesso nella lingua quotidiana.
Una sola forma per tutte le persone
| Pronome | Presente | Passato | Traduzione orientativa |
|---|---|---|---|
| jeg | jeg er | jeg var | io sono / io ero |
| du | du er | du var | tu sei / tu eri |
| han / hun / den / det | … er | … var | lui, lei, esso è / era |
| vi | vi er | vi var | noi siamo / eravamo |
| I | I er | I var | voi siete / eravate |
| de | de er | de var | loro sono / erano |
La forma verbale non permette da sola di capire chi è il soggetto (la persona o la cosa di cui si parla). Perciò, diversamente dall'italiano, il pronome soggetto normalmente non si omette. Si dice Jeg er træt, non semplicemente Er træt per «Sono stanco».
Attenzione a I: il pronome danese che significa «voi» si scrive sempre con la maiuscola. La forma i minuscola è invece una preposizione e significa spesso «in».
Identità, professione e classificazione
Con un nome o una professione, være collega il soggetto alla sua identità o categoria. In questo uso il danese spesso non mette l'articolo davanti a una professione, proprio come l'italiano:
- Jeg er lærer. — Sono insegnante.
- Maja er dansker. — Maja è danese.
- Han er min nabo. — Lui è il mio vicino.
- Det er en god idé. — È una buona idea.
L'articolo compare quando il nome non indica semplicemente una professione o un ruolo, ma viene presentato come un elemento specifico o qualificato: Hun er en dygtig læge («È una brava dottoressa»). Non conviene dunque applicare una regola meccanica a tutti i nomi dopo er.
Descrizioni con un aggettivo
Un aggettivo è una parola che descrive una qualità, come alto, caldo o interessante. Dopo være, l'aggettivo può cambiare in base al genere e al numero del soggetto:
| Soggetto | Struttura | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|---|
| Genere comune | er + forma base | Bilen er stor. | L'auto è grande. |
| Genere neutro | er + forma in -t | Huset er stort. | La casa è grande. |
| Plurale | er + forma in -e | Husene er store. | Le case sono grandi. |
Il verbo resta sempre er: è l'aggettivo, non il verbo, a mostrare queste differenze. Alcuni aggettivi hanno forme particolari o non cambiano in tutti i contesti; la regola completa appartiene allo studio della flessione degli aggettivi.
Luogo e condizione
Være indica anche dove si trova qualcuno o in quale condizione si trova:
- Jeg er i København. — Sono a Copenaghen.
- Hun er på arbejde. — È al lavoro.
- Børnene er hjemme. — I bambini sono a casa.
- Er du klar? — Sei pronto?
Le preposizioni danesi non corrispondono sempre a quelle italiane. Si dice, per esempio, på arbejde («al lavoro»), i skole («a scuola») e hjemme («a casa», come posizione). È utile imparare queste espressioni come unità complete.
Frasi negative
In una frase principale, ikke («non») viene normalmente dopo il verbo coniugato:
soggetto + er/var + ikke + resto della frase
- Jeg er ikke træt. — Non sono stanco.
- De var ikke hjemme. — Non erano a casa.
- Det er ikke dyrt. — Non è costoso.
Per un italofono la posizione può sembrare insolita, perché in italiano non precede il verbo. Evita quindi sequenze come jeg ikke er in una normale frase principale. Questa sequenza è invece possibile in una subordinata (una frase dipendente da un'altra): Jeg bliver hjemme, fordi jeg ikke er rask («Resto a casa perché non sto bene»).
Domande
Nelle domande a cui si risponde sì o no, il verbo viene prima del soggetto:
[Er/Var] + soggetto + resto della frase?
- Er du dansk? — Sei danese?
- Er hun hjemme? — È a casa?
- Var I trætte? — Eravate stanchi?
Con una parola interrogativa, questa viene all'inizio e il verbo rimane prima del soggetto:
- Hvor er du? — Dove sei?
- Hvem er han? — Chi è lui?
- Hvorfor var de vrede? — Perché erano arrabbiati?
In italiano basta spesso l'intonazione: «Sei pronto?». In danese, invece, l'ordine Er du klar? è parte della struttura grammaticale della domanda.
Det er per ora, data, meteo e valutazioni
Il danese richiede spesso det come soggetto formale, cioè un soggetto grammaticale che non indica una persona o un oggetto preciso. L'italiano, in molti casi, non esprime alcun soggetto:
- Det er koldt. — Fa freddo.
- Det er mandag. — È lunedì.
- Det er sent. — È tardi.
- Det er vigtigt. — È importante.
- Det var hyggeligt. — È stato piacevole e accogliente.
Non omettere det: una frase come Er koldt non è una frase completa nel danese standard. Questo uso va distinto da der er, che presenta l'esistenza o la presenza di qualcosa: Der er en café her («C'è un bar qui»).
Presente o passato?
Er descrive una situazione presente; var colloca la situazione nel passato:
- Nu er jeg hjemme. — Ora sono a casa.
- I går var jeg hjemme. — Ieri ero a casa.
- Hun er glad i dag. — Oggi è contenta.
- Hun var træt i morges. — Stamattina era stanca.
Con un elemento iniziale come i går («ieri»), il verbo occupa comunque la seconda posizione e precede il soggetto: I går var vi hjemme. Questo ordine, tipico del danese, non va copiato dall'italiano Ieri noi eravamo a casa.
Esempi nel contesto
| Danese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg er lærer. | Sono insegnante. | Professione senza articolo. |
| Hun er træt efter arbejde. | È stanca dopo il lavoro. | Descrizione al presente. |
| Det er koldt i dag. | Oggi fa freddo. | Det è un soggetto formale. |
| Vi var hjemme i går. | Ieri eravamo a casa. | Situazione nel passato. |
| Er du klar? | Sei pronto? | Il verbo precede il soggetto. |
| Nej, jeg er ikke klar endnu. | No, non sono ancora pronto. | Ikke segue er. |
| Hvor er mine nøgler? | Dove sono le mie chiavi? | Domanda con hvor. |
| Bogen er på bordet. | Il libro è sul tavolo. | Posizione di un oggetto. |
| Huset er gammelt, men vinduerne er nye. | La casa è vecchia, ma le finestre sono nuove. | Gli aggettivi concordano; er non cambia. |
| I er altid velkomne her. | Siete sempre i benvenuti qui. | I maiuscolo significa «voi». |
| Hvor gammel er du? | Quanti anni hai? | Letteralmente: «Quanto vecchio sei?». |
| Jeg er tredive år gammel. | Ho trent'anni. | Il danese usa være, l'italiano avere. |
| Var mødet interessant? | La riunione era interessante? | Domanda al passato. |
| Det var mig, der ringede. | Sono stato io a telefonare. | Dopo det er/var è comune la forma mig. |
| Det er godt at være sammen. | È bello stare insieme. | Infinito at være. |
Errori comuni
Cambiare il verbo in base alla persona
- Errato: Vi ere hjemme.
- Corretto: Vi er hjemme.
- Perché: al presente tutte le persone usano er. Il danese moderno non ha una forma distinta equivalente a «siamo».
Omettere il pronome soggetto come in italiano
- Errato: Er meget træt.
- Corretto: Jeg er meget træt.
- Perché: poiché er è uguale per tutte le persone, il danese normalmente esprime il soggetto. In questo caso serve jeg.
Mettere ikke prima del verbo in una frase principale
- Errato: Jeg ikke er syg.
- Corretto: Jeg er ikke syg.
- Perché: nella frase principale ikke segue il verbo coniugato. L'ordine con ikke prima del verbo appartiene, tra gli altri casi, alle subordinate: fordi jeg ikke er syg.
Mantenere l'ordine affermativo in una domanda
- Errato: Du er hjemme?
- Corretto: Er du hjemme?
- Perché: la domanda neutra sì/no richiede normalmente l'inversione tra verbo e soggetto. L'ordine affermativo può comparire nel parlato come domanda di conferma o di sorpresa, ma non è il modello di base.
Dimenticare det nelle espressioni impersonali
- Errato: Er varmt i dag.
- Corretto: Det er varmt i dag.
- Perché: per parlare del meteo, dell'ora, del giorno o dare una valutazione impersonale, il danese usa spesso il soggetto formale det.
Tradurre alla lettera le espressioni italiane con avere
- Errato: Jeg har tredive år.
- Corretto: Jeg er tredive år gammel.
- Perché: per l'età il danese usa være. Anche «avere fame» corrisponde normalmente a at være sulten: Jeg er sulten.
Note d'uso
Være e l'italiano essere non coincidono sempre
La corrispondenza è molto ampia, ma alcune espressioni vanno imparate senza tradurre parola per parola:
| Italiano | Danese naturale | Osservazione |
|---|---|---|
| Ho trent'anni. | Jeg er tredive år gammel. | Il danese usa «essere». |
| Ho fame. | Jeg er sulten. | Letteralmente «sono affamato». |
| Ho freddo. | Jeg fryser. | Si usa normalmente il verbo «sentire freddo, gelare». |
| Fa freddo. | Det er koldt. | Qui si usa det er. |
| Sto bene. | Jeg har det godt. | Espressione con have («avere»). |
| Sono a casa. | Jeg er hjemme. | Nessuna preposizione davanti a hjemme. |
In particolare, Jeg er kold non è il modo neutro per dire «Ho freddo»: descrive piuttosto una persona o una cosa come fredda, anche in senso figurato. Per la sensazione fisica si preferisce Jeg fryser.
Pronuncia e forme ridotte
Nella pronuncia danese corrente, er è molto breve e spesso non somiglia alla lettura italiana delle lettere e-r. Anche jeg er e det er possono essere fortemente ridotti nel parlato. All'inizio è meglio riconoscere l'intera espressione nel suo contesto, senza aspettarsi che ogni parola venga pronunciata in modo separato e netto.
Nella scrittura informale si può incontrare det', che rappresenta una riduzione parlata di det er: Det' fint per Det er fint. È utile saperla riconoscere nei messaggi o nei sottotitoli, ma nello scritto standard conviene usare la forma completa.
Det er e der er
Le due sequenze sono facili da confondere:
- Det er en god restaurant. — È un buon ristorante: si identifica o valuta qualcosa già presente nel discorso.
- Der er en god restaurant i nærheden. — C'è un buon ristorante qui vicino: si introduce l'esistenza di un ristorante.
In breve, det er tende a identificare o descrivere; der er tende a presentare qualcosa di nuovo. La distinzione merita uno studio specifico, ma riconoscerla evita molti errori fin dall'inizio.
Oltre le basi: usi avanzati
Questa parte non è indispensabile per iniziare, ma completa il quadro delle forme che incontrerai più avanti.
I tempi composti
Il participio været si combina normalmente con har per il passato composto e con havde per un fatto anteriore a un altro momento passato:
- Jeg har været i Danmark tre gange. — Sono stato in Danimarca tre volte.
- Hun har været syg hele ugen. — È stata malata tutta la settimana.
- Vi havde været der før. — C'eravamo già stati.
L'italiano sceglie l'ausiliare essere in «sono stato»; il danese usa invece have: har været, letteralmente «ha avuto stato». È un contrasto importante, perché la traduzione diretta porta facilmente a una forma errata.
Imperativo e formule cortesi
L'imperativo è vær al singolare e anche quando ci si rivolge a più persone:
- Vær stille! — Stai zitto! / Fate silenzio!
- Vær forsigtig! — Fa' attenzione! / Fate attenzione!
- Vær så venlig at vente. — Per favore, attenda / attendete.
In Vær sød at hjælpe mig («Sii gentile, aiutami»), l'imperativo serve a rendere una richiesta più cortese. Il tono effettivo dipende comunque dalla situazione e dall'intonazione.
La forma dopo det er: mig, dig, ham
Nel danese comune, dopo det er si usano spesso le forme oblique dei pronomi (le forme che compaiono anche come complemento, cioè come persona coinvolta ma non soggetto grammaticale):
- Det er mig. — Sono io.
- Er det dig? — Sei tu?
- Det var ham, der vandt. — È stato lui a vincere.
Per un italofono la costruzione non è difficile da capire, ma non va ricavata traducendo isolatamente «io» con jeg. In questa struttura la scelta idiomatica è normalmente mig.
Stato risultante e forma passiva
A livelli più avanzati, være si combina con un participio passato per descrivere uno stato risultante:
- Døren er lukket. — La porta è chiusa.
- Vinduerne var malet hvide. — Le finestre erano dipinte di bianco.
Questa costruzione può assomigliare a una forma passiva, ma mette in primo piano lo stato o il risultato. Il danese può usare blive quando vuole evidenziare l'azione o il cambiamento: Døren blev lukket («La porta fu chiusa / venne chiusa»). La distinzione completa appartiene allo studio della forma passiva con være e blive.
Usi formali e cristallizzati
In alcune formule elevate o tradizionali compare være con un valore che non coincide con il normale infinito: Hermed være sagt … («Con ciò sia detto…»). Sono resti di un uso congiuntivo, oggi raro. Non occorre produrli al livello A1; basta non interpretarli come errori quando compaiono in testi formali o solenni.
Consigli per esercitarsi
- Crea coppie presente-passato. Parti da una frase come Jeg er hjemme i dag e trasformala in Jeg var hjemme i går. Ripeti con tutti i pronomi senza cambiare er o var.
- Allena insieme affermazione, negazione e domanda. Per ogni frase costruisci una terna: Du er klar. Du er ikke klar. Er du klar? In questo modo impari contemporaneamente la posizione del verbo e di ikke.
- Memorizza espressioni complete. Raccogli frasi brevi come Det er koldt, Jeg er sulten, Jeg er hjemme e Jeg har det godt. Le espressioni complete proteggono dalle traduzioni troppo letterali dall'italiano.
Concetti collegati
- Prerequisito: Pronomi personali — servono per indicare chiaramente chi è o si trova in una certa condizione.
- Passo successivo: Der er: «c'è» e «ci sono» — usa er per presentare l'esistenza o la presenza di qualcosa.
- Passo successivo: Il soggetto formale det — approfondisce frasi come Det er koldt e altre costruzioni impersonali.
Prerequisito
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