A1

I pronomi personali soggetto in danese

Personlige Pronominer

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.

In breve

In danese i principali pronomi soggetto sono jeg, du, han, hun, den, det, vi, I, de. A differenza dell’italiano, il soggetto viene normalmente espresso, ma il verbo mantiene la stessa forma con tutte le persone: jeg taler, du taler, de taler. Den e det riprendono cose e animali secondo il genere grammaticale del nome, mentre I («voi») si scrive sempre con la maiuscola.

Panoramica

Un pronome personale soggetto è una parola che indica chi compie l’azione o di chi si sta parlando: per esempio jeg «io» e hun «lei». Il soggetto, in parole semplici, è la persona o la cosa a cui si riferisce il verbo. Questi pronomi si incontrano fin dalle prime lezioni di livello A1, perché permettono di presentarsi, descrivere altre persone e costruire frasi con qualunque verbo.

Per chi parla italiano ci sono due differenze fondamentali. In italiano si può dire semplicemente «parlo», perché la desinenza -o rivela già il soggetto. In danese, invece, si dice normalmente jeg taler: il pronome è necessario. Allo stesso tempo il verbo danese non cambia da una persona all’altra nel presente: jeg taler, du taler, vi taler. Non occorre quindi memorizzare sei forme verbali, ma occorre scegliere e pronunciare bene il soggetto.

La terza persona richiede un po’ più di attenzione. Han e hun si usano soprattutto per persone, mentre den e det riprendono nomi di cose, concetti e spesso animali. La scelta fra den e det dipende di solito dal genere grammaticale del nome danese, non dal genere della parola italiana corrispondente.

Come funziona

La serie fondamentale

Persona Singolare Plurale
Prima persona jeg — io vi — noi
Seconda persona du — tu I — voi
Terza persona, persona umana han — lui; hun — lei de — loro
Terza persona, cosa o animale den / det — esso, essa, ciò de — essi, esse

Le etichette «prima», «seconda» e «terza persona» descrivono il ruolo nella conversazione: la prima persona parla, la seconda è l’interlocutore, la terza è la persona o la cosa di cui si parla.

Jeg, du, vi, I e de

  • Jeg indica chi parla: Jeg er dansk («Sono danese»).
  • Du si rivolge a una sola persona ed è la forma normale nella grande maggioranza delle situazioni quotidiane: Du taler engelsk («Parli inglese»).
  • Vi include chi parla e almeno un’altra persona: Vi arbejder her («Lavoriamo qui»).
  • I si rivolge a due o più persone: I bor i Aarhus («Abitate ad Aarhus»). Si scrive sempre con la maiuscola, anche nel mezzo della frase. La minuscola i è invece la preposizione «in»: I bor i Danmark.
  • De indica più persone, cose o animali: De kommer i morgen («Arrivano domani»).

Il danese non distingue, nel pronome plurale de, fra un gruppo maschile, femminile o misto. In italiano la traduzione può essere «loro», oppure il soggetto può restare sottinteso.

Han e hun per le persone

Han corrisponde normalmente a «lui» e hun a «lei»:

  • Han hedder Mikkel. — «Lui si chiama Mikkel.»
  • Hun bor i København. — «Lei abita a Copenaghen.»

Con un animale conosciuto, soprattutto un animale domestico, si possono usare han o hun se se ne conosce il sesso e lo si considera come individuo. Se il sesso non è importante, è naturale riprendere il nome con den o det, secondo il suo genere grammaticale.

Den e det: il genere del nome

I sostantivi danesi, cioè le parole che nominano persone, animali, cose o idee, appartengono principalmente a due generi grammaticali:

  • i nomi di genere comune prendono l’articolo en e vengono ripresi con den;
  • i nomi di genere neutro prendono l’articolo et e vengono ripresi con det.
Nome danese Genere Ripresa con pronome Traduzione
en bil comune Den er ny. una macchina; è nuova
en bog comune Den er god. un libro; è bello
et hus neutro Det er gammelt. una casa; è vecchia
et æble neutro Det er grønt. una mela; è verde

Qui il confronto con l’italiano può trarre in inganno. Hus («casa») è neutro in danese, anche se «casa» è femminile in italiano; perciò si usa det, non hun. Il pronome segue la grammatica danese.

Det ha inoltre usi molto frequenti senza un nome preciso da riprendere. Serve nelle frasi sul tempo atmosferico, sull’ora e in molte presentazioni o identificazioni:

  • Det regner. — «Piove.»
  • Det er sent. — «È tardi.»
  • Hvem er det? Det er Anna. — «Chi è? È Anna.»

L’italiano non esprime alcun soggetto in «piove»; il danese richiede invece questo det, detto soggetto formale (una parola che occupa il posto del soggetto senza indicare una cosa concreta).

Il pronome e il verbo

Al presente, la forma del verbo è uguale con tutti i pronomi. Con at tale («parlare»), per esempio:

Soggetto Forma danese Traduzione naturale
jeg jeg taler io parlo / parlo
du du taler tu parli / parli
han, hun, den, det han taler, ecc. lui parla, lei parla, ecc.
vi vi taler noi parliamo / parliamo
I I taler voi parlate / parlate
de de taler loro parlano / parlano

La coniugazione è il cambiamento della forma verbale secondo persona, tempo o modo. In danese il verbo cambia secondo il tempo, ma non secondo la persona: jeg taler e de taler hanno lo stesso taler. Lo stesso principio vale per verbi essenziali come at være («essere»): jeg er, du er, vi er, de er.

La posizione del soggetto

In una frase dichiarativa semplice, l’ordine più comune è soggetto + verbo + resto:

  • Hun bor i København. — «Abita a Copenaghen.»
  • Vi arbejder her. — «Lavoriamo qui.»

Se la frase comincia con un altro elemento, il verbo finito — cioè il verbo che porta il tempo — viene prima del soggetto. È la regola del verbo in seconda posizione:

  • I dag arbejder vi hjemme. — «Oggi lavoriamo da casa.»
  • Om aftenen læser han. — «La sera lui legge.»

Nelle domande senza parola interrogativa, il verbo precede ugualmente il soggetto:

  • Taler du dansk? — «Parli danese?»
  • Kommer de i morgen? — «Arrivano domani?»

Esempi nel contesto

Danese Italiano Nota
Jeg er dansk. Sono danese. Prima persona singolare con er.
Du taler engelsk. Parli inglese. Du si rivolge a una persona.
Han arbejder på et hotel. Lui lavora in un albergo. Han riprende una persona di genere maschile.
Hun bor i København. Lei abita a Copenaghen. Hun riprende una persona di genere femminile.
Bilen er gammel, men den virker. La macchina è vecchia, ma funziona. Bil è un nome di genere comune: den.
Huset er lille, men det er hyggeligt. La casa è piccola, ma è accogliente. Hus è neutro: det.
Det regner igen. Piove di nuovo. Det è il soggetto formale del verbo meteorologico.
Vi arbejder her. Lavoriamo qui. Prima persona plurale.
I lærer hurtigt. Imparate in fretta. I significa «voi» e vuole la maiuscola.
De tager toget hver morgen. Prendono il treno ogni mattina. De indica più persone.
Taler du dansk? Parli danese? Nella domanda il verbo precede il soggetto.
I dag spiser jeg hjemme. Oggi mangio a casa. Dopo I dag, il verbo viene prima di jeg.
Hvem er det? Det er min nabo. Chi è? È il mio vicino. Det introduce un’identificazione.
Sofie og Jonas er trætte. De går hjem. Sofie e Jonas sono stanchi. Vanno a casa. De sostituisce due nomi.
Man betaler ved kassen. Si paga alla cassa. Man esprime un soggetto generico.

Errori comuni

Omettere il soggetto come in italiano

  • Non corretto: Taler dansk hver dag.
  • Corretto: Jeg taler dansk hver dag.
  • Perché: in una normale frase dichiarativa il danese esprime il soggetto. La forma taler non permette di capire da sola se si tratta di «io», «tu» o «loro».

Cambiare il verbo secondo la persona

  • Non corretto: Jeg taler, han tale.
  • Corretto: Jeg taler, han taler.
  • Perché: al presente la forma verbale è identica per tutte le persone. Non bisogna trasferire al danese il sistema italiano di desinenze diverse.

Usare han o hun per qualunque nome maschile o femminile italiano

  • Non corretto: Huset er stort. Hun er gammel.
  • Corretto: Huset er stort. Det er gammelt.
  • Perché: et hus è un nome neutro danese e viene ripreso da det. Il genere della traduzione italiana «casa» non decide la scelta.

Scrivere i minuscola per «voi»

  • Non corretto: Hvor bor i?
  • Corretto: Hvor bor I?
  • Perché: il pronome I è sempre maiuscolo. La forma i minuscola è una preposizione, come in i Danmark («in Danimarca»).

Dimenticare det nelle frasi impersonali

  • Non corretto: Er koldt i dag.
  • Corretto: Det er koldt i dag.
  • Perché: dove l’italiano dice «oggi fa freddo» senza un pronome, il danese richiede normalmente il soggetto formale det.

Confondere de con dem

  • Non corretto: Dem bor her.
  • Corretto: De bor her.
  • Perché: de è la forma soggetto, cioè chi compie l’azione. Dem è una forma oggetto, cioè indica chi o che cosa riceve o subisce l’azione: Jeg ser dem («Li vedo»).

Note d’uso

Du è oggi la forma normale per rivolgersi a una persona in quasi tutti i contesti danesi, anche sul lavoro e in molti rapporti con sconosciuti. Esiste anche il cortese De, scritto con la maiuscola, che storicamente corrisponde al «Lei» italiano. Nel danese contemporaneo è però raro e può suonare molto formale, antiquato o legato a particolari situazioni di servizio. All’inizio è più utile riconoscerlo che cercare di usarlo.

Non bisogna confondere De cortese con de «loro». La maiuscola chiarisce la differenza nello scritto; nel parlato è il contesto a farlo. Anche Dem può essere la corrispondente forma cortese quando il pronome non è soggetto.

Per un soggetto generico il danese usa spesso man, simile al «si» impersonale italiano o a «uno» in frasi generali: Man lærer af sine fejl («Si impara dai propri errori»). Man non indica una persona specifica e non va confuso con il sostantivo mand («uomo»).

Oltre le basi: usi avanzati

Questi punti non sono indispensabili al livello A1, ma aiutano a capire frasi autentiche e l’ordine delle parole.

Il soggetto danese può comparire dopo il verbo non solo nelle domande, ma ogni volta che un altro elemento occupa la prima posizione: I morgen kommer hun («Domani viene lei»). Non si tratta di un soggetto omesso: hun è ancora presente, soltanto in una posizione diversa. Nelle proposizioni subordinate — cioè frasi dipendenti introdotte per esempio da «perché» — l’ordine cambia ancora: fordi hun ikke kommer («perché lei non viene»), con soggetto prima di ikke e del verbo.

Il pronome si può omettere nell’imperativo, la forma usata per ordini e inviti: Kom ind! («Entra!»). Può inoltre non essere ripetuto quando due verbi coordinati condividono chiaramente lo stesso soggetto: Jeg kom hjem og gik i seng («Sono tornato a casa e sono andato a letto»). Queste costruzioni non modificano la regola di base: una frase danese indipendente ha normalmente un soggetto espresso.

Det svolge anche funzioni più astratte. Può anticipare un’intera idea: Det er vigtigt at øve sig («È importante esercitarsi»). Può inoltre presentare qualcosa di nuovo: Der står en cykel udenfor («C’è una bicicletta fuori»). In quest’ultimo modello compare der, un altro soggetto formale, studiato di solito insieme alle costruzioni esistenziali. La distinzione completa fra den, det e de diventa particolarmente importante ai livelli più avanzati, quando il pronome deve rimandare con precisione a ciò che è stato detto prima.

Infine, i pronomi cambiano forma quando non sono soggetto. Le corrispondenze più comuni sono jeg → mig, du → dig, han → ham, hun → hende, vi → os, I → jer, de → dem. Non occorre impararle tutte insieme a questa lezione, ma è utile sapere perché si dice De ser os («Loro ci vedono») e non De ser vi.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci una stessa frase con tutti i soggetti. Parti da Jeg arbejder her e sostituisci jeg con du, han, hun, vi, I, de, lasciando invariato arbejder. Questo rende evidente la grande differenza rispetto all’italiano.
  2. Abbina i nomi a den o det. Quando impari un sostantivo, memorizzalo sempre con en o et: en bog → den, et hus → det. Non partire dal genere della traduzione italiana.
  3. Ascolta anche la posizione. In brevi dialoghi, individua il pronome e nota se viene prima o dopo il verbo: Du kommer i morgen ma Kommer du i morgen? e I morgen kommer du.

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