Den, det e de in danese: riferimenti pronominali
Pronomenreferencer
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
In danese den riprende un nome singolare di genere comune (en bil → den), det un nome singolare neutro (et hus → det) o un'intera idea, mentre de riprende un plurale quando è soggetto. Det serve anche senza un nome precedente, per esempio con il tempo atmosferico, e introduce le frasi scisse: Det var Sara, der ringede («È stata Sara a telefonare»).
Panoramica
Un pronome anaforico è una parola che rimanda a qualcosa già nominato: invece di ripetere filmen («il film»), si usa den («esso», ma più naturalmente in italiano «lo» oppure un soggetto sottinteso). In danese la scelta fra den, det e de dipende soprattutto dal numero e dal genere grammaticale del nome, non dal genere naturale dell'oggetto.
Questo argomento si incontra a livello B2 perché non riguarda solo l'elenco dei pronomi personali. Occorre distinguere almeno tre funzioni: la ripresa di un nome, il richiamo a un fatto o a un'intera frase e il det privo di un referente concreto. Quest'ultimo è detto soggetto formale o impersonale: occupa il posto del soggetto richiesto dalla frase, ma non indica una persona o una cosa precisa.
Per chi parla italiano, due differenze sono decisive. Il danese normalmente esprime il soggetto, mentre l'italiano può lasciarlo sottinteso; inoltre i generi danesi comune e neutro non corrispondono al maschile e al femminile italiani. Bisogna quindi imparare ogni sostantivo (cioè il nome di persona, cosa o idea) con l'articolo en oppure et.
Come funziona
Riprendere un nome già menzionato
La regola di base è questa:
| Referente | Forma come soggetto | Forma come oggetto | Esempio di partenza |
|---|---|---|---|
| singolare con en | den | den | en film → filmen |
| singolare con et | det | det | et hus → huset |
| plurale | de | dem | børnene |
Il soggetto è chi compie l'azione o ciò di cui si dice qualcosa; l'oggetto è chi o che cosa riceve direttamente l'azione. Al singolare den e det non cambiano fra queste due funzioni:
- Filmen var lang, men den var spændende. — Il film era lungo, ma era avvincente.
- Jeg så filmen, og jeg kunne godt lide den. — Ho visto il film e mi è piaciuto.
- Huset er gammelt, men det er smukt. — La casa è vecchia, ma è bella.
- Vi købte huset, fordi vi elskede det. — Abbiamo comprato la casa perché ci piaceva moltissimo.
Al plurale, invece, la distinzione è obbligatoria: de è la forma soggetto e dem la forma oggetto.
- Børnene er ude. De leger. — I bambini sono fuori. Giocano.
- Jeg kan se børnene. Jeg henter dem senere. — Vedo i bambini. Andrò a prenderli più tardi.
Non si sceglie il pronome guardando la traduzione italiana. Bil («automobile») è un nome con en, quindi si riprende con den, anche se automobile in italiano è femminile. Hus («casa» nel senso di edificio) è un nome con et, quindi richiede det, anche se casa è femminile in italiano.
Con persone singolari si usano normalmente han («lui») e hun («lei»), non den e det. Per una persona non binaria o quando il genere non è pertinente si può incontrare anche il singolare de, ma questo uso va distinto dal normale de plurale e varia secondo le preferenze individuali.
Det per un fatto, un messaggio o una situazione
Quando il referente non è un singolo nome, ma un'azione, una frase precedente o la situazione nel suo insieme, il danese usa normalmente det. Qui non bisogna cercare un sostantivo con et: det raccoglie l'intero contenuto.
- Kommer hun i morgen? — Det ved jeg ikke. — Viene domani? Non lo so.
- Han har sagt sit job op. Det overraskede mig. — Ha lasciato il lavoro. La cosa mi ha sorpreso.
- Vi skal af sted klokken seks. Husk det. — Dobbiamo partire alle sei. Ricordatelo.
In Det ved jeg ikke, det è l'oggetto di ved. È stato spostato all'inizio per collegarsi con forza a quanto precede. Poiché il danese segue la regola V2 nelle frasi principali — il verbo coniugato occupa la seconda posizione — dopo det viene subito ved, poi il soggetto jeg.
Det come soggetto formale
In alcune frasi det non riprende nulla. È un soggetto formale: permette di costruire una frase completa quando si parla del tempo, dell'ora, della distanza o di una valutazione generale.
- Det regner. — Piove.
- Det er sent. — È tardi.
- Det er koldt i dag. — Oggi fa freddo.
- Det er langt til stationen. — La stazione è lontana.
- Det er vigtigt at læse hver dag. — È importante leggere ogni giorno.
L'italiano spesso non mette alcuna parola equivalente davanti al verbo: diciamo semplicemente «piove» o «è tardi». In danese il posto del soggetto non può restare vuoto in questi casi, perciò det è necessario.
Nell'ultimo esempio il contenuto vero della valutazione è at læse hver dag («leggere ogni giorno»). Det lo anticipa e rende la frase più naturale. Si può anche dire At læse hver dag er vigtigt, ma la struttura è più pesante e mette l'attività in primo piano.
Det nelle identificazioni
Davanti a være («essere»), det è la forma neutra normale per chiedere o dire chi o che cosa è qualcuno o qualcosa:
- Hvem er det? — Det er Sofie. — Chi è? È Sofie.
- Hvad er det? — Det er min nye computer. — Che cos'è? È il mio nuovo computer.
- Hvem er det? — Det er mine naboer. — Chi sono? Sono i miei vicini.
In questa struttura det resta invariato anche se ciò che viene identificato è una persona o un plurale. Non si dice De er mine naboer per rispondere alla domanda «Chi è?» quando si sta semplicemente identificando chi si vede; quella frase significherebbe piuttosto «Loro sono i miei vicini», con de riferito a persone già individuate.
Le frasi scisse con det
Una frase scissa divide l'informazione in due parti per mettere un elemento in risalto. Lo schema più comune è:
Det + være + elemento in rilievo + frase che lo specifica
- Det var Maja, der ringede. — È stata Maja a telefonare.
- Det er i morgen, vi rejser. — È domani che partiamo.
- Det var den røde jakke, jeg købte. — È stata la giacca rossa che ho comprato.
La costruzione non serve solo a comunicare un fatto: corregge un'aspettativa, crea contrasto o risponde con precisione a una domanda implicita. Nel primo esempio l'elemento messo a fuoco è Maja; nel secondo è il momento i morgen; nel terzo è l'oggetto den røde jakke.
Der è molto comune quando l'elemento in rilievo è il soggetto della frase successiva: Maja ringede → Det var Maja, der ringede. Quando l'elemento è l'oggetto, spesso non appare un pronome relativo espresso: Jeg købte den røde jakke → Det var den røde jakke, jeg købte.
Esempi nel contesto
| Danese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Filmen? Den var god. | Il film? Era bello. | Film è un nome con en. |
| Jeg har læst bogen, men jeg har ikke forstået den helt. | Ho letto il libro, ma non l'ho capito del tutto. | Den è oggetto e riprende bogen. |
| Hvor er nøglen? Den ligger på bordet. | Dov'è la chiave? È sul tavolo. | Den è il soggetto espresso. |
| Huset ser lille ud, men det er faktisk ret stort. | La casa sembra piccola, ma in realtà è piuttosto grande. | Hus è un nome con et. |
| Brevet kom i går, men jeg har ikke åbnet det endnu. | La lettera è arrivata ieri, ma non l'ho ancora aperta. | Det è oggetto e riprende brevet. |
| Børnene? De leger ude. | I bambini? Giocano fuori. | De riprende un plurale come soggetto. |
| Har du set mine briller? Jeg kan ikke finde dem. | Hai visto i miei occhiali? Non riesco a trovarli. | Al plurale l'oggetto è dem, non de. |
| Hun kommer måske senere, men det ved jeg ikke. | Forse verrà più tardi, ma questo non lo so. | Det richiama l'intera informazione. |
| Vi vandt kampen. Det havde ingen forventet. | Abbiamo vinto la partita. Nessuno se l'aspettava. | Det rappresenta il fatto precedente. |
| Det er det, jeg mener. | È questo ciò che intendo. | Il secondo det significa «ciò/quello». |
| Det blæser meget ved kysten. | Sulla costa c'è molto vento. | Det è un soggetto formale. |
| Det er svært at høre forskellen. | È difficile sentire la differenza. | L'infinito è presentato dopo la valutazione. |
| Hvem er det? — Det er vores nye lærer. | Chi è? — È il nostro nuovo insegnante. | Det introduce un'identificazione. |
| Det var Jonas, der fandt fejlen. | È stato Jonas a trovare l'errore. | Frase scissa: è messa in rilievo la persona. |
| Det er på fredag, mødet bliver holdt. | È venerdì che si terrà la riunione. | Frase scissa: è messo in rilievo il giorno. |
Errori comuni
Scegliere il pronome dal genere italiano
- Errato: Huset er gammelt, men den er hyggeligt.
- Corretto: Huset er gammelt, men det er hyggeligt.
- Perché: hus è un sostantivo neutro introdotto da et. Il fatto che «casa» sia femminile in italiano non conta. Anche l'aggettivo predicativo hyggeligt concorda qui con il neutro.
Usare de come oggetto plurale
- Errato: Jeg så børnene, og jeg hilste på de.
- Corretto: Jeg så børnene, og jeg hilste på dem.
- Perché: de è la forma soggetto; dopo il verbo o una preposizione si usa la forma oggetto dem.
Omettere il soggetto come in italiano
- Errato: Er koldt i dag.
- Corretto: Det er koldt i dag.
- Perché: l'italiano ammette «oggi fa freddo», ma la frase danese richiede det come soggetto formale.
Usare det al posto di der nelle frasi esistenziali
- Errato: Det står en cykel foran huset.
- Corretto: Der står en cykel foran huset.
- Perché: per introdurre l'esistenza o la presenza di qualcosa di nuovo, il danese usa normalmente der: «C'è una bicicletta davanti alla casa». Det impersonale non sostituisce automaticamente l'italiano «c'è».
Dimenticare l'inversione dopo det in prima posizione
- Errato: Det jeg ved ikke.
- Corretto: Det ved jeg ikke.
- Perché: in una principale danese il verbo coniugato occupa la seconda posizione. Se det viene prima, il soggetto segue il verbo.
Usare den o det per una persona già nota
- Errato: Hvor er Anna? Det arbejder hjemme i dag.
- Corretto: Hvor er Anna? Hun arbejder hjemme i dag.
- Perché: per una persona singolare nota si usa normalmente han o hun. Il det di Det er Anna appartiene invece alla struttura identificativa «È Anna».
Note d'uso
Nel parlato den, det e de spesso portano accento quando esprimono contrasto: Jeg tager den, ikke den anden («Prendo quello, non l'altro»). Con her e der formano inoltre gruppi dimostrativi molto frequenti: den her bog («questo libro»), det der hus («quella casa»), de her sko («queste scarpe»). Questa funzione è vicina ma non identica alla semplice ripresa anaforica: il parlante sta anche indicando o selezionando.
La forma scritta De con la maiuscola è il vecchio pronome di cortesia «Lei», con Dem e Deres. Nel danese contemporaneo è raro nella conversazione ordinaria e può suonare molto formale o antiquato. Non va confuso con de minuscolo, che normalmente significa «loro». La maiuscola è quindi significativa, soprattutto in testi storici, dialoghi ambientati nel passato o comunicazioni volutamente cerimoniose.
Nella lingua parlata la pronuncia di de non si ricava facilmente dalla grafia e non coincide con quella italiana di una sequenza d-e. Conviene impararla attraverso registrazioni complete, insieme al contrasto con dem, invece di affidarsi alla lettura lettera per lettera.
Quando due possibili antecedenti hanno lo stesso genere e numero, il pronome può risultare ambiguo. Peter lagde bogen på hylden, fordi den var gammel può far pensare sia al libro sia alla mensola, dato che bog e hylde sono entrambi nomi con en. In un testo curato è meglio ripetere il nome o riformulare: Peter lagde den gamle bog på hylden.
Oltre le basi: usi avanzati
Det come pronome dell'intero discorso
A livello avanzato det funziona come una piccola «scatola» per contenuti complessi. Può anticipare una frase che segue oppure riassumere ciò che è stato appena detto:
- Jeg synes det er mærkeligt, at han ikke har svaret. — Trovo strano che non abbia risposto.
- At hun sagde nej, det havde jeg ikke regnet med. — Che lei dicesse di no, questo non me l'aspettavo.
Nel primo caso det anticipa la proposizione introdotta da at (una proposizione è una parte della frase costruita attorno a un verbo). Nel secondo, la proposizione è già in apertura e viene ripresa da un det marcato: una costruzione tipica del parlato e utile per dare rilievo al tema.
Due det nella stessa frase
Det er det, jeg mener sembra ripetitivo soltanto se si cerca una traduzione parola per parola. Il primo det presenta o identifica il contenuto; il secondo è «ciò» che il parlante intende. La frase relativa jeg mener non contiene un altro oggetto espresso perché il suo oggetto è proprio il secondo det. In italiano la resa naturale può essere «È questo ciò che intendo» oppure, secondo il contesto, «È proprio quello che intendo».
La frase scissa e la neutralità informativa
Confronta:
- Sara skrev rapporten. — Sara ha scritto il rapporto.
- Det var Sara, der skrev rapporten. — È stata Sara a scrivere il rapporto.
- Det var rapporten, Sara skrev. — È stato il rapporto che Sara ha scritto.
La prima frase è neutra. La seconda contrasta Sara con altre persone possibili. La terza contrasta rapporten con altri possibili testi o documenti. Una frase scissa è quindi grammaticalmente corretta anche senza un contrasto esplicito, ma usarla troppo spesso rende il discorso pesante: va scelta quando il rilievo informativo è davvero utile.
Forme possessive collegate
Quando il referente possiede qualcosa, si incontrano dens, dets e deres:
- Bilen har mistet dens værdi. — L'auto ha perso il proprio valore.
- Museet ændrede dets åbningstider. — Il museo ha cambiato i propri orari.
- Eleverne afleverede deres opgaver. — Gli studenti hanno consegnato i loro compiti.
Queste forme appartengono al sistema possessivo e non sostituiscono automaticamente i riflessivi sin/sit/sine. La scelta dipende da chi è il possessore all'interno della frase; è un contrasto da studiare separatamente.
Consigli per esercitarsi
- Impara i nomi con en o et. Crea coppie come en stol → den e et bord → det, poi aggiungi il plurale: stolene/bordene → de. Così il pronome nasce dal lessico danese, non dal genere italiano.
- Trasforma due frasi in una catena. Parti da Jeg købte en lampe. Lampen var dyr e sostituisci la ripetizione: Jeg købte en lampe. Den var dyr. Ripeti alternando soggetto, oggetto e plurale, senza dimenticare dem.
- Ascolta quale funzione svolge det. In un notiziario o in un dialogo, classifica ogni det come ripresa di un nome, richiamo a un fatto, soggetto formale, identificazione o frase scissa. Capire la funzione è più utile che tradurlo sempre con «esso».
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