A2

I pronomi complemento in danese

Objektspronominer

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.

In breve

In danese i pronomi complemento sono mig, dig, ham, hende, den, det, os, jer, dem. Si usano sia per l'oggetto diretto sia per quello indiretto: Hun ser mig significa «Lei mi vede», mentre Giv mig bogen significa «Dammi il libro». A differenza dei pronomi italiani atoni, di solito non precedono il verbo che li regge.

Panoramica

Un pronome complemento sostituisce una persona, un animale o una cosa che non compie l'azione, ma ne è coinvolta. In Hun ser mig («Lei mi vede»), hun è il soggetto, cioè chi compie l'azione, mentre mig è l'oggetto diretto, cioè chi riceve direttamente l'azione del verbo. In Han giver mig nøglen («Lui mi dà la chiave»), mig è invece l'oggetto indiretto, ossia il destinatario.

Questo argomento viene normalmente introdotto al livello A2, dopo i pronomi personali soggetto. È essenziale nella conversazione quotidiana: serve per dire «mi aiuti?», «la conosco», «parlo con loro» o «dacci un minuto» senza ripetere continuamente nomi già noti.

Per chi parla italiano ci sono due differenze importanti. Primo, il danese usa la stessa forma per l'oggetto diretto e per quello indiretto: mig può corrispondere sia a «me/mi» sia a «a me». Secondo, queste forme sono parole autonome, non particelle che si appoggiano al verbo come l'italiano mi, ti, lo, le, ci. Perciò Hun ser mig segue letteralmente l'ordine «lei vede me», non «lei mi vede».

Come funziona

Le forme fondamentali

Persona Pronome soggetto Pronome complemento Equivalente italiano indicativo
1ª singolare jeg mig me, mi, a me
2ª singolare du dig te, ti, a te
3ª singolare, persona maschile han ham lui, lo, gli, a lui
3ª singolare, persona femminile hun hende lei, la, le, a lei
3ª singolare, genere comune den den lo, la, esso/essa
3ª singolare, genere neutro det det lo, ciò, esso
1ª plurale vi os noi, ci, a noi
2ª plurale I jer voi, vi, a voi
3ª plurale de dem loro, li, le, a loro

Gli equivalenti italiani sono soltanto orientativi. Non conviene imparare una corrispondenza rigida come «ham = lo»: la forma danese dipende soprattutto dalla persona o dal nome a cui si riferisce, mentre l'italiano distingue anche funzioni come «lo» e «gli».

Fai particolare attenzione a tre coppie:

  • jeg → mig: Jeg kender hende, og hun kender mig («Io conosco lei e lei conosce me»);
  • vi → os: Vi besøger dem, og de besøger os («Noi visitiamo loro e loro visitano noi»);
  • I → jer: I ringer til os, og vi ringer til jer («Voi telefonate a noi e noi telefoniamo a voi»). Il pronome soggetto plurale I si scrive sempre con la maiuscola; jer è la forma complemento.

Oggetto diretto e oggetto indiretto

L'oggetto diretto indica chi o che cosa è direttamente interessato dall'azione, senza preposizione:

  • Hun ser mig — «Lei mi vede».
  • Jeg hjælper dig — «Io ti aiuto».
  • Vi møder dem — «Noi li/le incontriamo».

L'oggetto indiretto indica spesso il destinatario, cioè la persona che riceve qualcosa. Il danese non cambia forma:

  • Han giver mig en kop kaffe — «Mi dà una tazza di caffè».
  • Kan du sende hende en besked? — «Puoi mandarle un messaggio?»
  • Fortæl os sandheden — «Dicci la verità».

Con molti verbi di «dare», «mandare» o «mostrare», il destinatario viene prima della cosa: verbo + destinatario + cosa.

Struttura Esempio Significato
verbo + pronome destinatario + cosa Giv mig bogen. Dammi il libro.
verbo + cosa + til + pronome Giv bogen til mig. Dai il libro a me.

La seconda costruzione mette facilmente in rilievo il destinatario, soprattutto con accento su mig: il libro va dato a me, non a un'altra persona.

Dopo una preposizione

Dopo una preposizione si usa sempre la forma complemento, proprio come in italiano diciamo «con me» e non «con io»:

  • med mig — con me;
  • til dig — a te;
  • fra hende — da lei;
  • uden os — senza di noi;
  • hos dem — da loro, presso di loro.

La preposizione dipende dal verbo o dall'espressione. Non aggiungere automaticamente til solo perché in italiano compare «a»: Jeg hjælper dig non richiede alcuna preposizione, mentre Jeg taler med dig usa med.

Dove si mette il pronome

La regola iniziale più utile è: il pronome viene normalmente dopo il verbo che lo regge.

  • Hun ser mig — Lei mi vede.
  • Vi vil hjælpe jer — Vogliamo aiutarvi.
  • Har du mødt ham? — Lo hai incontrato?
  • Ring til dem! — Telefona loro!

Nei tempi con un ausiliare o con un verbo modale, il pronome resta vicino all'infinito o al participio che esprime l'azione principale: Jeg kan ikke se ham («Non riesco a vederlo»), Vi har ikke mødt dem («Non li abbiamo incontrati»). Non si sposta davanti al verbo finito come spesso accade in italiano.

Con un verbo semplice e un pronome non accentato, il danese colloca normalmente il pronome prima di ikke e di altri avverbi di frase:

  • Jeg kender ham ikke — Non lo conosco.
  • Hun hjælper os altid — Ci aiuta sempre.

Con un nome pieno, invece, è normale avere ikke prima dell'oggetto: Jeg kender ikke den nye lærer («Non conosco il nuovo insegnante»). Questa differenza di posizione è approfondita nella sezione avanzata.

Persone, cose e genere: ham, hende, den, det, dem

Per una persona specifica si usano normalmente ham e hende quando il genere è noto. Per una cosa al singolare, il pronome riprende il genere grammaticale del nome, cioè la classe del sostantivo:

  • en bogJeg læser den («un libro» → «lo leggo»);
  • et brevJeg læser det («una lettera» → «la leggo»);
  • bøgerneJeg læser dem («i libri» → «li leggo»).

Il confronto con l'italiano può ingannare: brev («lettera») è neutro in danese, quindi viene ripreso da det, anche se lettera è femminile in italiano. Bisogna seguire en/et del nome danese, non il genere della traduzione.

Con gli animali, den o det sono comuni quando il sesso non è rilevante; ham o hende possono essere usati quando l'animale è percepito come individuo e se ne conosce il sesso. Al plurale si usa dem sia per persone sia per cose quando il pronome è complemento.

Esempi nel contesto

Danese Italiano Nota
Hun ser mig hver morgen. Lei mi vede ogni mattina. Oggetto diretto, 1ª persona singolare.
Jeg hjælper dig med opgaven. Ti aiuto con l'esercizio. Hjælpe regge direttamente il pronome.
Kender du ham? Lo conosci? Persona maschile.
Jeg ringer til hende senere. Le telefono più tardi. Pronome dopo la preposizione til.
Hvor er avisen? Jeg kan ikke finde den. Dov'è il giornale? Non riesco a trovarlo. Avis è un nome con en.
Brevet er her. Jeg læser det nu. La lettera è qui. La leggo adesso. Brev è un nome con et.
De inviterer os til middag. Ci invitano a cena. Oggetto diretto, 1ª persona plurale.
Vi venter på jer udenfor. Vi aspettiamo fuori. 2ª persona plurale dopo .
Vi møder dem på stationen. Li incontriamo alla stazione. Oggetto plurale.
Giv mig bogen! Dammi il libro! Destinatario prima della cosa.
Kan du sende hende adressen? Puoi mandarle l'indirizzo? Oggetto indiretto senza forma distinta.
Læreren viser os et billede. L'insegnante ci mostra un'immagine. Os è il destinatario.
Jeg har ikke set dem i dag. Non li ho visti oggi. Il pronome segue il participio set.
Hun kender ham ikke særlig godt. Non lo conosce molto bene. Con verbo semplice, ham precede ikke.
Vil du komme med mig? Vuoi venire con me? Forma complemento dopo med.

Errori comuni

Usare il pronome soggetto come complemento

  • Non corretto: Hun ser jeg.
  • Corretto: Hun ser mig.
  • Perché: jeg può essere il soggetto; dopo ser, la persona vista è l'oggetto e richiede mig.

Copiare la posizione del pronome italiano

  • Non corretto: Hun mig ser hver dag.
  • Corretto: Hun ser mig hver dag.
  • Perché: l'italiano mette «mi» prima del verbo, ma il danese colloca normalmente mig dopo il verbo lessicale.

Aggiungere til a ogni oggetto indiretto

  • Non corretto: Jeg sender til hende en besked.
  • Corretto: Jeg sender hende en besked.
  • Corretto anche: Jeg sender en besked til hende.
  • Perché: nella costruzione con due oggetti il destinatario viene direttamente dopo il verbo; se la cosa viene prima, il destinatario è introdotto da til.

Scegliere den o det in base all'italiano

  • Non corretto: Jeg har brevet, og jeg læser den.
  • Corretto: Jeg har brevet, og jeg læser det.
  • Perché: brev è neutro (et brev), quindi il pronome che lo riprende è det. Il genere di «lettera» non conta.

Confondere I e jer

  • Non corretto: Jer besøger os i morgen.
  • Corretto: I besøger os i morgen.
  • Perché: chi visita è il soggetto e richiede I; chi riceve la visita è l'oggetto e richiede os. In Vi besøger jer i ruoli si invertono.

Usare un pronome personale al posto del riflessivo

  • Fuorviante: Han vasker ham se si intende «Lui si lava».
  • Corretto: Han vasker sig.
  • Perché: alla terza persona ham indica normalmente un altro uomo; quando soggetto e oggetto sono la stessa persona si usa il riflessivo sig.

Note d'uso

du è molto più comune della forma di cortesia

Nel danese contemporaneo ci si dà normalmente del du anche tra adulti che non si conoscono, nei negozi e in molti contesti professionali. Esiste la forma di cortesia De, con complemento Dem, entrambe con la maiuscola, ma oggi appare soprattutto in situazioni molto formali, in testi datati o quando qualcuno desidera esplicitamente mantenere quella distanza. Non va quindi trasferita automaticamente l'opposizione italiana tra «tu» e «Lei».

Forme accentate e non accentate

Le forme scritte sono le stesse, ma l'accento cambia ciò che viene messo in contrasto. Jeg så ham ikke è la frase neutra «Non l'ho visto». Jeg så ikke HAM, men HENDE significa invece «Non ho visto LUI, ma LEI»: il pronome accentato resta dopo ikke. Nella scrittura normale non servono maiuscole; qui servono solo a mostrare l'accento della voce.

Il singolare neutro rispetto al genere

Nel danese moderno de/dem può anche riferirsi a una sola persona che usa pronomi neutri rispetto al genere. In tale uso de è il soggetto e dem il complemento: Jeg talte med dem i går può quindi significare «Ho parlato con loro» oppure, secondo il contesto, «Ho parlato con quella persona». Per iniziare, è sufficiente riconoscere l'uso; nelle situazioni reali conviene rispettare i pronomi scelti dalla persona.

Oltre le basi: uso avanzato

Queste sottigliezze non sono indispensabili per usare correttamente le forme al livello A2, ma aiutano a capire il danese naturale.

Lo spostamento dell'oggetto pronominale

Quando il verbo principale è una forma semplice e si trova nella posizione del verbo finito, un pronome breve e non accentato tende a precedere avverbi come ikke, aldrig, altid:

  • Jeg så ham ikke. — Non l'ho visto.
  • Hun hjælper mig altid. — Mi aiuta sempre.

Un sintagma nominale (un gruppo di parole costruito intorno a un nome) resta invece normalmente dopo l'avverbio:

  • Jeg så ikke Peter. — Non ho visto Peter.
  • Hun hjælper altid sin nabo. — Aiuta sempre il suo vicino.

Se c'è un ausiliare o un modale, il verbo lessicale non occupa quella posizione e il pronome non compie lo stesso spostamento:

  • Jeg har ikke set ham. — Non l'ho visto.
  • Hun vil altid hjælpe mig. — Vorrà sempre aiutarmi / Mi aiuterà sempre.

Infine, un pronome accentato può restare dopo l'avverbio per creare contrasto: Jeg så ikke HAM («Non ho visto lui»). La posizione, dunque, non è un dettaglio puramente meccanico: può segnalare anche l'accento informativo della frase.

Due pronomi nella stessa frase

Quando sia il destinatario sia la cosa sono pronomi, l'ordine normale conserva il destinatario prima della cosa:

  • Jeg gav ham den. — Gliel'ho data / Gli ho dato quella cosa.
  • Kan du vise mig det? — Puoi mostrarmelo?

Il danese mantiene due parole separate. Non ha una forma unica corrispondente a combinazioni italiane come «glielo» o «melo». Questo rende le forme più regolari, ma richiede attenzione all'ordine.

det può riprendere un'intera idea

Det non sostituisce soltanto un nome neutro. Può riferirsi a un fatto, a una situazione o a ciò che è stato appena detto:

  • Kommer hun? — Jeg ved det ikke. — «Viene? — Non lo so.»
  • Han vil flytte, men jeg forstår det ikke. — «Vuole trasferirsi, ma non lo capisco.»

In questi casi l'italiano usa spesso «lo», mentre il danese sceglie regolarmente det. Questo uso si collega ai più ampi valori referenziali di den, det e de.

Pronomi personali e riflessivi

Alla prima e alla seconda persona, la stessa forma può essere anche riflessiva: Jeg vasker mig, Du vasker dig, Vi vasker os. Alla terza persona, invece, il danese distingue l'oggetto personale dal riflessivo sig:

  • Hun ser hende — lei vede un'altra donna;
  • Hun ser sig i spejlet — lei vede sé stessa nello specchio;
  • De forsvarer dem — difendono altre persone;
  • De forsvarer sig — difendono sé stessi.

Questa opposizione diventa importante quando si studiano i verbi riflessivi e i riferimenti all'interno di frasi più lunghe.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma soggetto e oggetto a coppie. Parti da Jeg ser hende e inverti i ruoli: Hun ser mig. Ripeti con vi/os, I/jer e de/dem: aiuta a non confondere le due colonne.
  2. Impara ogni nome con en o et. Poi riprendilo subito con den o det: en telefon — jeg finder den; et kort — jeg finder det. In questo modo il genere diventa un'abitudine, non una regola da ricostruire ogni volta.
  3. Esercitati con tre modelli completi. Crea frasi con verbo semplice (Jeg kender ham ikke), verbo modale (Jeg kan ikke se ham) e tempo composto (Jeg har ikke mødt ham). Leggerle ad alta voce rende naturale la posizione del pronome.

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