A2

I verbi riflessivi in danese

Refleksive Verber

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.

In breve

In danese il pronome riflessivo concorda con il soggetto: jeg vasker mig, du vasker dig, hun vasker sig. A differenza dell'italiano, di solito viene dopo il verbo; sig si usa soltanto per la terza persona, singolare o plurale. Alcuni verbi sono riflessivi anche in italiano, mentre altri vanno imparati come espressioni complete.

Panoramica

Un verbo è usato in modo riflessivo quando l'azione ritorna sul soggetto, cioè sulla persona o cosa che la compie. In Jeg vasker mig («Mi lavo»), jeg compie l'azione e mig indica la stessa persona. Il pronome riflessivo è quindi un tipo di complemento oggetto (la persona o cosa su cui ricade direttamente l'azione) che rimanda al soggetto.

Questo argomento compare al livello A2 perché richiede già una certa familiarità con il presente danese. La buona notizia è che il verbo non cambia da una persona all'altra: jeg vasker, du vasker, vi vasker. Bisogna cambiare soltanto il pronome. La difficoltà principale per chi parla italiano è la posizione: all'italiano mi lavo corrisponde il danese jeg vasker mig, letteralmente «io lavo me».

La riflessività, però, non descrive soltanto azioni concrete come lavarsi o vestirsi. Molti verbi comuni formano con il pronome un'unità di significato: føle sig significa «sentirsi», skynde sig «sbrigarsi», gifte sig «sposarsi». Conviene dunque memorizzare l'infinito insieme a sig, come viene riportato nei dizionari.

Come funziona

La serie dei pronomi

Le forme riflessive della prima e della seconda persona coincidono con i normali pronomi oggetto danesi. Alla terza persona si usa invece la forma specifica sig.

Soggetto Pronome riflessivo Esempio Significato
jeg mig Jeg vasker mig. Mi lavo.
du dig Du vasker dig. Ti lavi.
han / hun / den / det sig Hun vasker sig. Si lava.
vi os Vi vasker os. Ci laviamo.
I jer I vasker jer. Vi lavate.
de sig De vasker sig. Si lavano.

La regola essenziale è questa: il pronome deve rimandare al soggetto della stessa proposizione (la parte di frase organizzata intorno a un verbo). Perciò:

  • Hun ser sig i spejlet significa «Lei vede sé stessa allo specchio».
  • Hun ser hende i spejlet significa «Lei vede un'altra donna allo specchio».

Sig non significa genericamente «lei», «lui» o «loro»: segnala proprio che la terza persona indicata dal pronome coincide con il soggetto. La forma è identica al singolare e al plurale: han skynder sig e de skynder sig.

La posizione nella frase

In una frase principale semplice, il pronome riflessivo non accentato viene normalmente dopo il verbo coniugato:

soggetto + verbo + pronome riflessivo + altri elementi

  • Jeg føler mig træt. — Mi sento stanco/a.
  • Børnene glæder sig til ferien. — I bambini non vedono l'ora che arrivino le vacanze.

Se un altro elemento occupa il primo posto, il danese applica la regola del verbo in seconda posizione, ma il pronome resta legato alla parte verbale: Om morgenen vasker jeg mig hurtigt («La mattina mi lavo in fretta»).

Con un verbo modale, il pronome segue l'infinito (la forma non coniugata del verbo):

  • Jeg skal vaske mig. — Devo lavarmi.
  • Du må skynde dig. — Devi sbrigarti.

Nei tempi composti segue il participio passato (la forma usata con har o er):

  • Hun har sat sig. — Si è seduta.
  • Vi har glædet os til turen. — Non vedevamo l'ora di fare il viaggio.

Con la negazione, si incontrano due schemi molto comuni. Con un solo verbo, il pronome breve precede normalmente ikke: Jeg vasker mig ikke om morgenen. In un tempo composto, ikke viene prima del participio e il pronome segue il participio: Jeg har ikke vasket mig endnu.

Infinito e imperativo

La forma da dizionario usa sig: at vaske sig, at føle sig, at sætte sig. At è la particella che introduce spesso l'infinito danese, mentre sig è soltanto la forma convenzionale di terza persona. Nella frase reale va sostituito secondo il soggetto: jeg prøver at vaske mig, non at vaske sig.

Nell'imperativo (la forma usata per un ordine o un invito), il soggetto non viene espresso e il pronome segue il verbo:

Destinatario Forma Traduzione
una persona Sæt dig ned! Siediti!
più persone Sæt jer ned! Sedetevi!
una persona Skynd dig! Sbrigati!
più persone Skynd jer! Sbrigatevi!

Il danese non incorpora il pronome nel verbo: si scrive sæt dig in due parole, mentre in italiano si scrive siediti in una parola.

Verbi da imparare come unità

Non basta tradurre automaticamente un verbo italiano. Le corrispondenze più utili vanno imparate come espressioni:

Danese Significato abituale Esempio breve
vaske sig lavarsi Jeg vasker mig.
føle sig sentirsi Hun føler sig bedre.
sætte sig sedersi, mettersi a sedere Vi sætter os her.
lægge sig sdraiarsi, coricarsi Han lægger sig tidligt.
klæde sig på vestirsi Barnet klæder sig på.
skynde sig sbrigarsi I skal skynde jer.
glæde sig til essere contenti in anticipo, non vedere l'ora Jeg glæder mig til weekenden.
gifte sig sposarsi De gifter sig til sommer.
opføre sig comportarsi Han opfører sig pænt.
befinde sig trovarsi, essere situato Museet befinder sig i centrum.

Le preposizioni e le particelle fanno parte dell'espressione. In glæde sig til non si può eliminare til; in klæde sig på la particella på viene dopo il pronome.

Esempi nel contesto

Danese Italiano Nota
Jeg vasker mig, før jeg går på arbejde. Mi lavo prima di andare al lavoro. Azione concreta riflessiva.
Hun føler sig træt efter rejsen. Si sente stanca dopo il viaggio. Føle sig seguito da un aggettivo.
Sæt dig ned, så laver jeg kaffe. Siediti, preparo io il caffè. Imperativo rivolto a una persona.
Sæt jer bare her. Sedetevi pure qui. Imperativo rivolto a più persone.
Vi glæder os til at se dig. Non vediamo l'ora di vederti. Glæde sig til esprime attesa positiva.
Skynder du dig, eller kommer vi for sent? Ti sbrighi, o arriveremo tardi? Domanda con inversione tra verbo e soggetto.
Børnene klæder sig på uden hjælp. I bambini si vestono senza aiuto. La particella på segue sig.
Han har lagt sig, fordi han har feber. Si è coricato perché ha la febbre. Tempo composto: har lagt sig.
De gifter sig i København til juni. Si sposano a Copenaghen a giugno. Verbo lessicalmente riflessivo.
Hvordan har du det? Jeg føler mig meget bedre. Come stai? Mi sento molto meglio. Risposta quotidiana sul proprio stato.
Om vinteren bevæger vi os ikke så meget. D'inverno non ci muoviamo molto. Os precede ikke nel presente semplice.
Hun så sig i spejlet og smilede. Si guardò allo specchio e sorrise. Sig rimanda al soggetto hun.
Museet befinder sig tæt på stationen. Il museo si trova vicino alla stazione. Uso non riferito a una persona.
De føler sig ensomme i den nye by. Si sentono soli nella nuova città. L'aggettivo è al plurale: ensomme.

Errori comuni

Usare sig con tutte le persone

  • Errato: Jeg vasker sig.
  • Corretto: Jeg vasker mig.
  • Perché: sig vale solo per la terza persona. Con jeg serve mig; analogamente si usano dig, os e jer con gli altri soggetti.

Mettere il pronome prima del verbo come in italiano

  • Errato: Jeg mig vasker.
  • Corretto: Jeg vasker mig.
  • Perché: il modello italiano mi lavo non determina l'ordine danese. Nella frase principale semplice, il verbo coniugato precede il pronome riflessivo.

Lasciare sig invariato dopo un infinito

  • Errato: Jeg vil vaske sig.
  • Corretto: Jeg vil vaske mig.
  • Perché: la forma da dizionario at vaske sig non è una locuzione immutabile. Il pronome deve concordare con il soggetto anche dopo un verbo modale.

Confondere forma riflessiva e persona diversa

  • Errato: Peter hjælper sig, se Peter aiuta un altro uomo.
  • Corretto: Peter hjælper ham.
  • Perché: sig rimanda necessariamente al soggetto, quindi Peter hjælper sig significa che Peter aiuta sé stesso. Ham indica un'altra persona di genere maschile.

Dimenticare una particella o metterla nel posto sbagliato

  • Errato: Hun klæder på sig.
  • Corretto: Hun klæder sig på.
  • Perché: nell'espressione klæde sig på, il pronome breve si colloca tra il verbo e la particella på.

Usare sig per dire sempre «a vicenda»

  • Poco chiaro: De hjælper sig.
  • Corretto per «si aiutano a vicenda»: De hjælper hinanden.
  • Perché: sig indica normalmente ciascuno verso sé stesso; hinanden esprime chiaramente reciprocità, cioè un'azione scambiata tra due o più partecipanti.

Note d'uso

Nella lingua parlata i pronomi mig, dig e sig sono spesso poco accentati, ma non per questo si possono omettere. In italiano il soggetto può restare sottinteso in mi siedo; in danese, invece, una frase completa richiede normalmente sia il soggetto sia il pronome: Jeg sætter mig.

Per rendere un imperativo più cortese, spesso si preferisce una domanda con un verbo modale: Vil du sætte dig her? («Vuoi sederti qui?») oppure Kan I sætte jer her? («Potete sedervi qui?»). L'imperativo diretto non è necessariamente scortese, ma il tono e la situazione contano.

Dopo føle sig e verbi simili, l'aggettivo descrive il soggetto e concorda quando la forma lo rende visibile: hun føler sig ensom, barnet føler sig ensomt, de føler sig ensomme. Il pronome resta sig in tutti e tre i casi, perché si tratta sempre di terza persona.

Oltre le basi: uso avanzato

Questi punti non sono indispensabili per iniziare, ma aiutano a capire testi e conversazioni più ricchi.

Sig selv per enfasi o chiarezza

Si può aggiungere selv per sottolineare «sé stesso»: Han taler kun om sig selv («Parla solo di sé stesso»). Alla terza persona si usa sig selv sia al singolare sia al plurale: De taler om sig selv («Parlano di sé stessi»). Nell'uso A2 basta ricordare che il semplice sig è normalmente sufficiente con un verbo riflessivo: Hun vasker sig.

Selv da solo può avere un altro valore, quello di «personalmente» o «senza aiuto»: Jeg gjorde det selv significa «L'ho fatto da solo/a», non «Ho fatto me stesso».

Riflessivo possessivo

Il danese possiede anche sin, sit, sine, che indicano che ciò che è posseduto appartiene al soggetto della terza persona:

  • Maja tager sin jakke. — Maja prende la propria giacca.
  • Maja tager hendes jakke. — Maja prende la giacca di un'altra donna.

Queste forme sono aggettivi possessivi, non pronomi riflessivi oggetto, ma si basano sulla stessa distinzione tra riferimento al soggetto e riferimento a un'altra persona. Sin accompagna un nome di genere comune, sit un nome neutro e sine un plurale.

Usi medi e costruzioni fisse

In frasi come Døren åbner sig («La porta si apre») non si immagina che la porta compia volontariamente un'azione su sé stessa. Il pronome presenta piuttosto un cambiamento che riguarda il soggetto; questo valore viene talvolta chiamato medio. Sono frequenti anche formule come Det viser sig, at ... («Si scopre / risulta che...»), problemet løser sig («il problema si risolve») e situationen har ændret sig («la situazione è cambiata»).

Infine, non bisogna confondere i verbi con pronome riflessivo e i verbi danesi in -s. De mødes significa «si incontrano» ed esprime normalmente reciprocità senza un pronome separato; de vasker sig contiene invece il verbo vasker più il pronome sig. Sono due strutture grammaticali diverse.

Consigli per esercitarsi

  1. Ripeti la serie con un solo verbo. Parti da at vaske sig e costruisci sei frasi: jeg vasker mig, du vasker dig, han vasker sig, vi vasker os, I vasker jer, de vasker sig. Poi rifai l'esercizio con føle sig e sætte sig.
  2. Impara blocchi completi. Scrivi su un lato della scheda glæde sig til e sull'altro «non vedere l'ora di» con una frase personale. Conserva sempre eventuali preposizioni o particelle.
  3. Trasforma le frasi. Da Du sætter dig her ricava la domanda Sætter du dig her?, l'imperativo Sæt dig her! e il perfetto danese Du har sat dig her. In questo modo alleni insieme posizione e concordanza.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Il presente — fornisce la forma verbale usata in frasi come jeg vasker mig.
  • Da approfondire: I pronomi complemento — chiarisce la differenza tra sig e forme riferite a un'altra persona, come ham o hende.
  • Confronto utile: I verbi in -s — distingue forme come mødes dalle costruzioni con un pronome riflessivo separato.

Prerequisito

Il presente in daneseA1

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