Le proposizioni subordinate in danese
Bisætninger
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
Nelle proposizioni subordinate danesi, introdotte per esempio da at, om o fordi, l'avverbio di frase precede normalmente il verbo coniugato: Jeg ved, at hun ikke kommer, «So che non viene». La sequenza di base è quindi congiunzione + soggetto + avverbio + verbo, diversamente dalla principale Hun kommer ikke.
Panoramica
Una proposizione subordinata, in danese bisætning, è una parte della frase che dipende da un'altra proposizione. Può dire che cosa si sa (at hun kommer, «che lei viene»), esprimere una domanda indiretta (om hun kommer, «se lei viene»), indicare un momento (da vi var unge, «quando eravamo giovani») oppure fornire una causa (fordi det regner, «perché piove»).
Questo argomento viene introdotto al livello A2 perché permette di unire idee semplici e costruire frasi molto più naturali. Il punto essenziale non è soltanto scegliere la congiunzione giusta, cioè la parola che collega le proposizioni, ma riconoscere l'ordine tipico della subordinata. In particolare, avverbi come ikke («non»), aldrig («mai») e ofte («spesso») si collocano normalmente prima del verbo coniugato.
Per chi parla italiano, la difficoltà principale è visiva e ritmica: in italiano diciamo «perché non viene», mentre in danese bisogna ricordare l'ordine fordi hun ikke kommer, con il soggetto espresso tra la congiunzione e la negazione. Inoltre, l'italiano quando corrisponde a due parole danesi molto comuni, da e når, scelte in base al tipo di situazione temporale.
Come funzionano
La struttura fondamentale
Una proposizione principale danese segue la regola V2: il verbo coniugato occupa la seconda posizione della frase. Una subordinata, invece, non applica normalmente la stessa inversione e segue questo schema di base:
| Parte | Funzione | Esempio |
|---|---|---|
| fordi | congiunzione subordinante | perché |
| hun | soggetto, cioè chi compie o vive l'azione | lei |
| ikke | avverbio di frase | non |
| kommer | verbo coniugato | viene |
Il risultato è fordi hun ikke kommer, «perché lei non viene».
Il contrasto diventa chiaro confrontando le due costruzioni:
| Tipo di proposizione | Schema | Danese | Italiano |
|---|---|---|---|
| Principale | soggetto + verbo + avverbio | Hun kommer ikke. | Lei non viene. |
| Subordinata | congiunzione + soggetto + avverbio + verbo | fordi hun ikke kommer | perché lei non viene |
Per l'A2 basta memorizzare la formula K-S-A-V: konjunktion (congiunzione), subjekt (soggetto), adverbial (avverbio), verbal (verbo). Nella terminologia grammaticale danese questa regola è spesso ricordata con la parola ledsætning, altro termine comune per «subordinata».
Gli avverbi di frase
La differenza di ordine si vede soprattutto con gli avverbi che modificano l'intera affermazione, chiamati avverbi di frase. Non ogni complemento va spostato: il riferimento riguarda soprattutto parole come queste:
| Avverbio danese | Significato | Principale | Subordinata |
|---|---|---|---|
| ikke | non | Han arbejder ikke. | fordi han ikke arbejder |
| aldrig | mai | Hun rejser aldrig alene. | at hun aldrig rejser alene |
| ofte | spesso | Vi spiser ofte ude. | at vi ofte spiser ude |
| altid | sempre | De kommer altid tidligt. | fordi de altid kommer tidligt |
Con un tempo composto o un verbo modale, l'avverbio precede il primo verbo, cioè quello coniugato: at hun ikke har set filmen («che non ha visto il film»), fordi vi ikke kan komme («perché non possiamo venire»). L'infinito o il participio resta più avanti.
Le congiunzioni fondamentali
at: «che»
At introduce spesso il contenuto di ciò che si sa, pensa, dice, spera o constata:
- Jeg ved, at hun kommer. — So che viene.
- Vi håber, at vejret bliver bedre. — Speriamo che il tempo migliori.
A differenza dell'italiano, la congiunzione at non richiede di per sé il congiuntivo. Il danese usa normalmente le comuni forme verbali dell'indicativo. Non bisogna inoltre confondere la congiunzione at («che») con at davanti all'infinito: in at spise significa «mangiare» e non introduce una proposizione con soggetto e verbo coniugato.
om: «se» o «se... oppure no»
Om introduce una domanda indiretta a cui, in forma diretta, si potrebbe rispondere sì o no:
- Jeg ved ikke, om han er hjemme. — Non so se è a casa.
- Hun spørger, om vi har tid. — Chiede se abbiamo tempo.
L'italiano usa se sia in molti periodi ipotetici sia nelle domande indirette; il danese distingue normalmente om interrogativo da hvis condizionale. Qui il nucleo A2 è om: Jeg ved ikke, om..., «Non so se...».
fordi: «perché» causale
Fordi introduce il motivo di quanto espresso nella principale:
- Vi bliver hjemme, fordi det regner. — Restiamo a casa perché piove.
- Hun gik tidligt, fordi hun ikke havde det godt. — È andata via presto perché non stava bene.
Non va confuso con for, che può anch'esso significare «perché/infatti» ma collega due proposizioni principali. Dopo fordi si usa l'ordine subordinato: fordi hun ikke kommer; dopo for rimane l'ordine della principale: for hun kommer ikke.
når e da: due modi di dire «quando»
L'italiano quando non segnala da solo se l'evento è futuro, abituale o un episodio passato. In danese la distinzione di base è:
| Congiunzione | Uso principale | Esempio | Traduzione |
|---|---|---|---|
| når | futuro o situazione abituale/ripetuta | Når jeg har tid, læser jeg. | Quando ho tempo, leggo. |
| når | evento futuro | Når du kommer, spiser vi. | Quando arriverai, mangeremo. |
| da | situazione o episodio collocato una volta nel passato | Da vi var unge, boede vi i Aarhus. | Quando eravamo giovani, abitavamo ad Aarhus. |
In una frase sul futuro, il danese usa normalmente il presente dopo når: Når du kommer..., letteralmente «quando vieni...». È un'abitudine vicina all'italiano colloquiale, ma in italiano è possibile anche il futuro «quando arriverai».
mens: «mentre»
Mens presenta due situazioni contemporanee:
- Jeg laver mad, mens du dækker bord. — Io cucino mentre tu apparecchi.
- Mens vi ventede, begyndte det at regne. — Mentre aspettavamo, ha cominciato a piovere.
Quando la subordinata viene per prima
La subordinata può precedere la principale. In tal caso occupa la prima posizione complessiva, quindi nella principale il verbo viene prima del soggetto per rispettare la regola V2:
- Når jeg har tid, læser jeg. — Quando ho tempo, leggo.
- Fordi bussen var forsinket, kom vi for sent. — Poiché l'autobus era in ritardo, siamo arrivati tardi.
Non si dice quindi Når jeg har tid, jeg læser. La subordinata mantiene il proprio ordine interno; è la principale successiva a mostrare l'inversione verbo + soggetto.
Esempi nel contesto
| Danese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg ved, at hun kommer i morgen. | So che viene domani. | at introduce il contenuto di ciò che si sa. |
| Han siger, at han ikke er træt. | Dice che non è stanco. | ikke precede er nella subordinata. |
| Vi håber, at toget kommer til tiden. | Speriamo che il treno arrivi in orario. | In danese non serve un congiuntivo dopo at. |
| Jeg ved ikke, om jeg har tid. | Non so se ho tempo. | om introduce una domanda indiretta sì/no. |
| Kan du spørge, om butikken stadig er åben? | Puoi chiedere se il negozio è ancora aperto? | stadig significa qui «ancora». |
| Vi bliver inde, fordi det regner. | Restiamo dentro perché piove. | Causa espressa con fordi. |
| Hun tog en taxa, fordi bussen ikke kom. | Ha preso un taxi perché l'autobus non è arrivato. | Ordine soggetto + ikke + verbo. |
| Når jeg er træt, går jeg tidligt i seng. | Quando sono stanco, vado a letto presto. | Situazione abituale; inversione går jeg nella principale. |
| Når du kommer hjem, ringer du så til mig? | Quando torni a casa, mi telefoni? | når si riferisce al futuro. |
| Da vi var unge, boede vi tæt på havet. | Quando eravamo giovani, abitavamo vicino al mare. | Periodo passato considerato concluso. |
| Da jeg åbnede døren, sov børnene allerede. | Quando ho aperto la porta, i bambini dormivano già. | Episodio unico nel passato. |
| Jeg lytter til musik, mens jeg arbejder. | Ascolto musica mentre lavoro. | Due azioni contemporanee. |
| Mens vi ventede, begyndte det at sne. | Mentre aspettavamo, ha cominciato a nevicare. | Subordinata anteposta e inversione nella principale. |
| Jeg tror, at hun aldrig har været i Italien. | Credo che non sia mai stata in Italia. | aldrig precede l'ausiliare coniugato har. |
Errori comuni
Mettere ikke dopo il verbo nella subordinata
- Errato: Jeg ved, at hun kommer ikke.
- Corretto: Jeg ved, at hun ikke kommer.
- Perché: nell'ordine subordinato neutro, ikke precede il verbo coniugato.
Dimenticare il soggetto dopo la congiunzione
- Errato: fordi ikke har jeg tid
- Corretto: fordi jeg ikke har tid
- Perché: la sequenza di base è congiunzione + soggetto + avverbio + verbo. In danese il soggetto non viene normalmente sottinteso come in italiano.
Usare da per il futuro
- Errato: Da du kommer i morgen, laver vi kaffe.
- Corretto: Når du kommer i morgen, laver vi kaffe.
- Perché: da rimanda a una situazione passata conclusa; når si usa per il futuro e per ciò che si ripete.
Usare om per una normale condizione
- Errato: Om det regner, bliver vi hjemme.
- Corretto: Hvis det regner, bliver vi hjemme.
- Perché: om introduce soprattutto una domanda indiretta («non so se...»); una condizione ordinaria richiede hvis.
Mantenere soggetto-verbo dopo una subordinata anteposta
- Errato: Når jeg har fri, jeg besøger min familie.
- Corretto: Når jeg har fri, besøger jeg min familie.
- Perché: l'intera subordinata occupa la prima posizione; nella principale il verbo deve quindi precedere il soggetto.
Confondere fordi e for
- Errato: Jeg går nu, fordi jeg har ikke tid.
- Corretto: Jeg går nu, fordi jeg ikke har tid.
- Perché: fordi introduce una subordinata. Con for, invece, sarebbe possibile l'ordine da principale: Jeg går nu, for jeg har ikke tid.
Note d'uso
Nel danese parlato at può essere omesso dopo alcuni verbi molto comuni di pensiero o di comunicazione: Jeg tror, (at) hun kommer («Credo che venga»). Per chi studia è comunque utile mantenerlo finché la struttura non diventa automatica: rende evidente il confine della subordinata e aiuta a scegliere l'ordine corretto.
La punteggiatura danese ammette due sistemi ufficiali. Lo startkomma, cioè la virgola posta prima dell'inizio di una subordinata, è facoltativo: si possono incontrare sia Jeg ved, at hun kommer sia Jeg ved at hun kommer. Occorre però scegliere un sistema e usarlo con coerenza. Quando una subordinata anteposta termina, la virgola di chiusura resta necessaria: Når hun kommer, spiser vi.
Nel parlato veloce le frasi possono essere meno regolari e, dopo certi verbi che presentano un'affermazione, si può talvolta udire un ordine simile a quello della principale. Non è la base da imitare all'A2. L'ordine con l'avverbio prima del verbo è la scelta neutra e sicura, soprattutto nello scritto.
Oltre le basi: uso avanzato
Questi dettagli non devono essere padroneggiati subito, ma completano il quadro e preparano gli argomenti dei livelli successivi.
Portata della negazione. La posizione di ikke può cambiare ciò che viene negato. Con Jeg tror ikke, at hun kommer si nega o si attenua il verbo della principale: «Non credo che venga». Con Jeg tror, at hun ikke kommer il contenuto creduto è «lei non viene». In italiano la distinzione viene spesso resa nello stesso modo, ma in danese la collocazione di ikke la rende molto visibile.
Domande indirette più ampie. Om serve per le domande sì/no, mentre parole come hvor («dove»), hvornår («quando») e hvorfor («perché») introducono domande indirette con lo stesso ordine subordinato: Kan du fortælle mig, hvor han bor? («Puoi dirmi dove abita?»), non hvor bor han, che sarebbe l'ordine della domanda diretta.
Subordinate senza congiunzione espressa. Oltre alla possibile omissione di at, alcune strutture più avanzate possono essere interpretate come subordinate anche senza una congiunzione visibile. È meglio incontrarle gradualmente nello studio del discorso indiretto, senza trasformare questa possibilità in una regola generale.
Congiunzioni più precise. In seguito si aggiungono selvom («sebbene»), medmindre («a meno che»), inden («prima che»), efter at («dopo che») e altre espressioni. La logica dell'ordine resta in gran parte la stessa: individuata la subordinata, gli avverbi di frase vengono normalmente prima del verbo coniugato.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma coppie di frasi. Parti da Hun kommer ikke e aggiungi ogni volta una cornice: Jeg ved, at hun ikke kommer; Jeg spørger, om hun ikke kommer; Vi går, fordi hun ikke kommer. Evidenzia sempre la sequenza soggetto–avverbio–verbo.
- Crea due righe per ogni avverbio. Scrivi una principale e la subordinata corrispondente: Han har aldrig set filmen → Jeg tror, at han aldrig har set filmen. Questo esercizio rende automatico lo spostamento davanti al verbo coniugato.
- Allena i contrasti temporali. Racconta un ricordo con da, un'abitudine con når e due azioni contemporanee con mens. Poi anteponi la subordinata e controlla l'inversione nella principale: Da jeg kom hjem, lavede jeg mad.
Concetti correlati
- Prerequisito: Ordine di base delle parole — serve per capire la regola V2 e il contrasto tra principale e subordinata.
- Passo successivo: Proposizioni relative — applicano l'ordine subordinato con som, der e altri elementi relativi.
- Passo successivo: Congiunzioni avanzate — amplia il repertorio con selvom, medmindre e inden.
- Passo successivo: Domande indirette — approfondisce om e le parole interrogative con ordine subordinato.
- Approfondimento: Congiunzioni temporali — sviluppa il contrasto fra da, når, mens, inden ed efter at.
- Più avanti: Discorso indiretto — combina subordinate, tempi verbali e cambi di prospettiva nel riferire le parole altrui.
Prerequisito
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