A2

Le proposizioni subordinate in norvegese

Leddsetninger

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di norvegese su Settemila Lingue.

In breve

Una proposizione subordinata norvegese comincia spesso con una congiunzione e segue, nel modello di base, l’ordine congiunzione + soggetto + avverbio + verbo finito. La differenza più visibile rispetto alla principale è la posizione di ikke: Jeg kommer ikke («Non vengo»), ma fordi jeg ikke kommer («perché non vengo»).

Panoramica

Una proposizione subordinata (leddsetning) è una parte della frase che contiene un soggetto e un verbo, ma dipende da un’altra proposizione per completare il messaggio. In Jeg vet at hun kommer («So che viene»), Jeg vet è la principale, mentre at hun kommer dipende dal verbo vet. Parole come at («che»), om («se»), når («quando»), mens («mentre») e fordi («perché») segnalano spesso l’inizio della subordinata.

Questo argomento viene introdotto al livello A2 perché permette di unire pensieri che altrimenti resterebbero separati: non solo «Piove. Rimango a casa», ma Jeg blir hjemme fordi det regner («Rimango a casa perché piove»). Per orientarsi non serve ricordare molta terminologia: bisogna soprattutto riconoscere dove inizia la parte dipendente e mettere le parole nel suo ordine tipico.

Per un italofono la difficoltà principale non è la scelta della congiunzione, spesso simile a quella italiana, bensì la sintassi. L’italiano mette «non» davanti al verbo sia nella principale sia nella subordinata. Il norvegese, invece, colloca normalmente ikke dopo il verbo finito nella principale e prima del verbo finito nella subordinata. Questa opposizione è uno dei segnali più utili per costruire frasi corrette.

Come funziona

Lo schema fondamentale

Il soggetto è chi compie l’azione o si trova nella situazione descritta. Il verbo finito è la forma verbale coniugata che esprime il tempo o la modalità, per esempio kommer, kom, har o kan. Un avverbio di frase modifica l’intera affermazione; qui il più importante è ikke («non»).

Lo schema pratico della subordinata è:

congiunzione + soggetto + avverbio di frase + verbo finito + altre forme verbali + complementi

Congiunzione Soggetto Avverbio Verbo finito Resto Significato complessivo
fordi jeg ikke kommer i dag perché oggi non vengo
at hun alltid spiser frokost che fa sempre colazione
om de aldri har vært i Norge se non sono mai stati in Norvegia
når vi ikke kan møtes quando non possiamo incontrarci

Con un tempo composto o un verbo modale, l’avverbio precede il verbo finito, non necessariamente il verbo che esprime l’azione principale: at hun ikke har kommet («che non è venuta»), fordi vi ikke kan reise («perché non possiamo partire»). In questi esempi har e kan sono finiti; kommet è un participio (la forma usata con l’ausiliare) e reise è un infinito (la forma di base del verbo).

Il contrasto con la proposizione principale

Nella principale norvegese vale normalmente la regola V2: il verbo finito occupa il secondo blocco della frase. Se il soggetto viene per primo, ikke segue il verbo. Nella subordinata non si applica il normale schema V2 e ikke precede il verbo.

Tipo di proposizione Norvegese Italiano
Principale Hun kommer ikke i dag. Oggi non viene.
Subordinata Jeg vet at hun ikke kommer i dag. So che oggi non viene.
Principale Vi kan ikke bli lenge. Non possiamo restare a lungo.
Subordinata fordi vi ikke kan bli lenge perché non possiamo restare a lungo

Un promemoria usato spesso nello studio del norvegese è BIFF: I bisetninger kommer ikke før det finitte verbet, cioè «nelle subordinate ikke viene prima del verbo finito». Bisetning è un altro termine comune per indicare la subordinata. BIFF aiuta con la negazione, ma lo stesso posto può essere occupato da avverbi come aldri («mai»), alltid («sempre») e ofte («spesso»).

at: introdurre un fatto o un pensiero

At corrisponde spesso all’italiano «che» e introduce il contenuto di ciò che qualcuno sa, pensa, dice, spera o constata:

  • Jeg vet at hun kommer. — So che viene.
  • Han sier at han ikke er sulten. — Dice che non ha fame.
  • Vi håper at toget er i rute. — Speriamo che il treno sia in orario.

A differenza dell’italiano, dopo verbi come «sperare» il norvegese non richiede un congiuntivo: usa la normale forma verbale adatta al tempo. In Vi håper at hun kommer la forma kommer è dunque del tutto regolare.

om: «se» in una domanda indiretta

Om introduce soprattutto una domanda sì/no riportata dentro un’altra frase. In pratica significa «se» o «se ... oppure no»:

  • Jeg vet ikke om hun kommer. — Non so se viene.
  • Kan du spørre om de har tid? — Puoi chiedere se hanno tempo?
  • Han lurer på om bussen ikke går i dag. — Si chiede se oggi l’autobus non circoli.

Non va confuso automaticamente con il «se» ipotetico italiano. Per una condizione, il norvegese usa molto spesso hvis: Hvis det regner, blir vi hjemme («Se piove, rimaniamo a casa»). Om può avere anche valore condizionale, ma al livello A2 conviene associare om alle domande indirette e hvis alle condizioni.

når, da e mens: collegare eventi nel tempo

Når significa «quando» con abitudini, situazioni generali ed eventi futuri. Da si usa normalmente per un’occasione o un periodo collocato nel passato. Mens presenta due situazioni contemporanee e corrisponde a «mentre».

Norvegese Italiano Uso
Når jeg kommer hjem, lager jeg middag. Quando torno a casa, preparo la cena. abitudine o futuro
Da vi var unge, bodde vi i Tromsø. Quando eravamo giovani, abitavamo a Tromsø. periodo passato
Da telefonen ringte, sov jeg. Quando squillò il telefono, dormivo. singola occasione passata
Mens jeg lager mat, dekker du bordet. Mentre preparo da mangiare, apparecchi tu. contemporaneità

In italiano «quando» copre tutti questi casi; in norvegese bisogna quindi scegliere tra når e da in base al riferimento temporale. Un errore frequente è usare da per il futuro: si dice når jeg kommer i morgen, non da jeg kommer i morgen.

fordi: esprimere la causa

Fordi introduce il motivo di un fatto e significa «perché» nel senso di «dato che»:

  • Jeg tar bussen fordi det regner. — Prendo l’autobus perché piove.
  • Hun kom ikke fordi hun var syk. — Non è venuta perché era malata.

Per porre la domanda «perché?» si usa invece hvorfor: Hvorfor tar du bussen? («Perché prendi l’autobus?»). Hvorfor è una parola interrogativa; fordi introduce la risposta o la causa. È lo stesso contrasto che in italiano si riconosce dal ruolo della parola, anche se la grafia italiana rimane «perché» in entrambi i casi.

Quando la subordinata viene per prima

La subordinata può seguire la principale oppure precederla. Se viene all’inizio, tutta la subordinata occupa il primo posto della frase complessiva; nella principale successiva il verbo finito deve quindi venire prima del soggetto:

Norvegese Italiano Ordine nella principale
Vi blir hjemme fordi det regner. Rimaniamo a casa perché piove. soggetto + verbo
Fordi det regner, blir vi hjemme. Poiché piove, rimaniamo a casa. verbo + soggetto
Jeg ringer deg når jeg kommer hjem. Ti chiamo quando torno a casa. soggetto + verbo
Når jeg kommer hjem, ringer jeg deg. Quando torno a casa, ti chiamo. verbo + soggetto

Non si dice quindi Når jeg kommer hjem, jeg ringer deg. L’ordine interno når + jeg + kommer è quello della subordinata; dopo la virgola, ringer jeg mostra l’inversione richiesta nella principale.

Esempi nel contesto

Norvegese Italiano Nota
Jeg vet at hun kommer. So che viene. at introduce un fatto.
Mina sier at hun ikke har tid. Mina dice che non ha tempo. ikke precede har.
Vi håper at dere kan komme på lørdag. Speriamo che possiate venire sabato. Contenuto di una speranza.
Jeg vet ikke om butikken er åpen. Non so se il negozio è aperto. Domanda indiretta sì/no.
Spør ham om han ikke har fått meldingen. Chiedigli se non ha ricevuto il messaggio. ikke prima dell’ausiliare har.
Ring meg når du kommer fram. Chiamami quando arrivi. Evento futuro.
Når barna sover, ser vi en film. Quando i bambini dormono, guardiamo un film. Abitudine; inversione ser vi.
Da vi var unge, bodde vi nær sjøen. Quando eravamo giovani, abitavamo vicino al mare. Periodo nel passato.
Da møtet var ferdig, gikk alle hjem. Quando la riunione finì, andarono tutti a casa. Evento passato concluso.
Mens du lager kaffe, finner jeg billettene. Mentre prepari il caffè, trovo io i biglietti. Due azioni contemporanee.
Jeg hører på musikk mens jeg jobber. Ascolto musica mentre lavoro. Subordinata dopo la principale.
Vi tar toget fordi bilen ikke starter. Prendiamo il treno perché l’auto non parte. ikke prima di starter.
Fordi det regner, blir kampen avlyst. Poiché piove, la partita viene annullata. La principale ha l’ordine blir kampen.
Hun blir hjemme hvis hun ikke føler seg bedre. Rimane a casa se non si sente meglio. Condizione con hvis.
Jeg tror at han alltid spiser frokost hjemme. Credo che faccia sempre colazione a casa. alltid precede spiser.

Errori comuni

Mettere ikke dopo il verbo nella subordinata

  • Errato: Jeg vet at hun kommer ikke i dag.
  • Corretto: Jeg vet at hun ikke kommer i dag.
  • Perché: nell’ordine subordinato standard, ikke precede il verbo finito kommer. L’ordine kommer ikke appartiene alla principale.

Usare l’ordine V2 dentro una subordinata

  • Errato: Han sier at i dag kommer hun.
  • Corretto: Han sier at hun kommer i dag.
  • Perché: dopo at è più sicuro usare soggetto + verbo e lasciare l’indicazione i dag più avanti. Non bisogna copiare meccanicamente l’ordine della principale I dag kommer hun.

Dimenticare l’inversione dopo una subordinata iniziale

  • Errato: Når jeg kommer hjem, jeg lager middag.
  • Corretto: Når jeg kommer hjem, lager jeg middag.
  • Perché: l’intera subordinata iniziale occupa il primo posto; nella principale seguente il verbo finito lager precede il soggetto jeg.

Confondere om e hvis

  • Errato: Jeg vet ikke hvis hun kommer.
  • Corretto: Jeg vet ikke om hun kommer.
  • Perché: qui non si pone una condizione: si riferisce indirettamente la domanda «Viene?». Per questo serve om. In Hvis hun kommer, spiser vi sammen («Se viene, mangiamo insieme»), invece, hvis introduce una condizione.

Usare da per un evento futuro

  • Errato: Da jeg kommer hjem i kveld, ringer jeg deg.
  • Corretto: Når jeg kommer hjem i kveld, ringer jeg deg.
  • Perché: da rinvia normalmente a un’occasione o periodo passato; per il futuro si usa når.

Confondere fordi e hvorfor

  • Errato: Jeg blir hjemme hvorfor jeg er syk.
  • Corretto: Jeg blir hjemme fordi jeg er syk.
  • Perché: hvorfor introduce una domanda; fordi introduce la causa che risponde a quella domanda.

Note d’uso

Nel norvegese scritto, quando una subordinata precede la principale si mette normalmente una virgola tra le due: Hvis du har tid, kan vi ta en kaffe. Se la subordinata breve segue la principale, di norma non si mette la virgola: Vi kan ta en kaffe hvis du har tid. Questa abitudine evita di trasferire automaticamente la punteggiatura italiana.

Dopo verbi molto comuni di pensiero e comunicazione, at può essere omesso, soprattutto nella lingua parlata: Jeg tror (at) hun kommer snart («Credo che venga presto»). Per chi studia, mantenere at è sempre una scelta chiara e aiuta a vedere il confine della subordinata. Non si omettono allo stesso modo fordi, når, mens o om, perché esprimono il rapporto preciso tra le proposizioni.

Gli esempi seguono il bokmål, una delle due norme scritte norvegesi. Nel parlato si possono incontrare differenze dialettali e, dopo alcuni verbi come «dire» o «pensare», anche ordini che assomigliano alla principale. Nello scritto neutro e negli esercizi conviene attenersi al modello subordinato con l’avverbio prima del verbo finito.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa sezione non è indispensabile per usare le subordinate al livello A2, ma chiarisce alcune costruzioni che si incontrano più avanti.

La negazione può cambiare il significato secondo la sua posizione

Con verbi come tro («credere»), la posizione di ikke può indicare che cosa viene negato:

  • Jeg tror ikke at hun kommer. — Non credo che venga.
  • Jeg tror at hun ikke kommer. — Credo che non venga.

Nella prima frase si nega il fatto di credere; nella seconda ikke appartiene chiaramente al contenuto subordinato e nega kommer. Nella conversazione le due interpretazioni possono avvicinarsi, ma il contrasto è utile nello scritto accurato.

Le relative seguono lo stesso ordine subordinato

Le proposizioni relative, introdotte spesso da som («che», «il quale»), seguono anch’esse l’ordine con l’avverbio prima del verbo finito: Mannen som ikke bor her lenger («L’uomo che non abita più qui»). Le relative costituiscono un argomento autonomo, ma riconoscere lo stesso schema riduce il numero di regole da memorizzare.

før, etter at e altre congiunzioni

Il modello si estende a molte congiunzioni più avanzate:

  • før vi drar — prima che partiamo
  • etter at vi har spist — dopo che abbiamo mangiato
  • selv om det regner — anche se piove
  • siden du allerede vet det — dato che lo sai già

Anche qui un avverbio di frase viene prima del verbo finito: før vi ikke lenger kan endre planen («prima che non possiamo più cambiare il piano»). Il significato e il registro delle singole congiunzioni vanno studiati separatamente, ma l’ossatura sintattica resta riconoscibile.

Una subordinata può svolgere funzioni diverse

Una subordinata con at può essere il contenuto di un verbo, come in Jeg vet at hun kommer. Può anche occupare la posizione di soggetto, cioè essere ciò di cui si afferma qualcosa: At hun kommer, er viktig («Che lei venga è importante»). Questa costruzione è più formale; spesso il norvegese preferisce anticipare det: Det er viktig at hun kommer («È importante che venga»). Non occorre produrre subito questi modelli, ma è utile saperli riconoscere.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma principale e subordinata a coppie. Scrivi Hun kommer ikke i dag, poi inseriscila dopo Jeg vet at: Jeg vet at hun ikke kommer i dag. Ripeti con kan ikke, har aldri e spiser alltid.
  2. Sposta la subordinata. Parti da Vi blir hjemme fordi det regner e trasformala in Fordi det regner, blir vi hjemme. Controlla due cose: la virgola e l’inversione verbo-soggetto nella principale.
  3. Classifica i collegamenti mentre ascolti. Annota intere sequenze, non parole isolate: at hun kommer, om han har tid, når vi møtes, fordi jeg ikke kan. Evidenzia ogni volta l’avverbio che precede il verbo finito.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Ordine di base delle parole — introduce la regola V2 necessaria per confrontare principali e subordinate.
  • Passo successivo: Proposizioni relative — applicano l’ordine subordinato nelle descrizioni introdotte da som.
  • Passo successivo: Congiunzioni temporali — approfondiscono når, da, før, etter at e altri rapporti di tempo.
  • Passo successivo: Domande indirette — sviluppano l’uso di om e delle parole interrogative nelle domande riportate.
  • Approfondimento: Congiunzioni avanzate — amplia il repertorio di rapporti logici tra le proposizioni.
  • Approfondimento: Discorso indiretto — usa le subordinate per riferire parole e pensieri in strutture più complesse.

Prerequisito

Ordine delle parole in norvegeseA1

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