A2

Verbi riflessivi in svedese

Reflexiva Verb

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di svedese su Settemila Lingue.

In breve

In svedese il pronome riflessivo cambia secondo il soggetto: jag tvättar mig («mi lavo»), du tvättar dig («ti lavi»), hon tvättar sig («si lava»). A differenza dell’italiano, il pronome è normalmente una parola separata e, nella frase principale più semplice, viene dopo il verbo. La forma sig si usa soltanto con la terza persona, singolare o plurale.

Panoramica

Un verbo è usato in modo riflessivo quando l’azione ritorna sul soggetto, cioè sulla persona o cosa che compie l’azione. In Jag tvättar mig («Mi lavo»), jag è il soggetto e mig indica la stessa persona. Anche l’italiano possiede costruzioni simili, come lavarsi, sedersi e sentirsi: l’idea di base, quindi, è familiare.

La somiglianza, però, non è perfetta. Lo svedese usa forme diverse — mig, dig, sig, oss, er — e le scrive separate dal verbo: att sätta sig («sedersi»), non come l’infinito italiano in -si. Inoltre, un verbo pronominale italiano non corrisponde sempre a un verbo riflessivo svedese: per esempio, «svegliarsi» è normalmente vakna e «chiamarsi» si rende con heta, senza pronome riflessivo.

Questo argomento viene introdotto al livello A2 perché permette di descrivere azioni quotidiane, stati d’animo e cambiamenti di posizione: lavarsi, vestirsi, sentirsi bene, sedersi, sposarsi. Per affrontarlo basta conoscere il presente dei verbi svedesi; le stesse forme riflessive si possono poi usare anche con il passato, i verbi modali e strutture più complesse.

Come funziona

I pronomi riflessivi

Il pronome riflessivo è la breve parola che rimanda al soggetto. Le forme coincidono con molti normali pronomi oggetto (le parole che indicano chi riceve o subisce l’azione); la particolarità è sig, riservato alla terza persona.

Soggetto Pronome riflessivo Esempio Significato
jag mig Jag tvättar mig. Mi lavo.
du dig Du tvättar dig. Ti lavi.
han, hon, den, det sig Hon tvättar sig. Si lava.
vi oss Vi tvättar oss. Ci laviamo.
ni er Ni tvättar er. Vi lavate.
de sig De tvättar sig. Si lavano.

La regola più importante è questa: il pronome deve riferirsi al soggetto della propria proposizione. Hon tvättar sig significa che lei lava sé stessa; Hon tvättar henne significa invece che lei lava un’altra donna. In italiano entrambe le parole possono essere tradotte «lei» in altri contesti, ma in svedese la distinzione tra sig e henne è essenziale.

La forma citata nel dizionario e la forma nella frase

Un verbo riflessivo viene spesso presentato con l’infinito att e con sig:

  • att tvätta sig — lavarsi
  • att känna sig — sentirsi
  • att sätta sig — sedersi, mettersi a sedere
  • att gifta sig — sposarsi
  • att skynda sig — affrettarsi

Quel sig non rimane invariato in tutte le persone. È una forma di citazione, paragonabile al -si con cui in italiano si cita lavarsi. Nella frase si sceglie il pronome adatto al soggetto:

Svedese Italiano Nota
Jag skyndar mig. Mi affretto. jag richiede mig
Du skyndar dig. Ti affretti. du richiede dig
Han skyndar sig. Si affretta. terza persona: sig
Vi skyndar oss. Ci affrettiamo. vi richiede oss
Ni skyndar er. Vi affrettate. ni richiede er
De skyndar sig. Si affrettano. terza persona plurale: sig

È quindi sbagliato imparare sig come equivalente universale dell’italiano «si». Conviene memorizzare l’intera serie.

Posizione nella frase principale

Nella frase dichiarativa più semplice l’ordine è:

soggetto + verbo coniugato + pronome riflessivo + altri elementi

Jag känner mig trött. («Mi sento stanco/a.»)

Il verbo coniugato, detto anche verbo finito (la forma che esprime il tempo della frase), occupa normalmente la seconda posizione nella frase principale svedese. Se si mette un’espressione all’inizio, soggetto e verbo cambiano ordine, ma il pronome riflessivo resta legato alla costruzione verbale:

På morgonen tvättar jag mig snabbt. («Al mattino mi lavo in fretta.»)

Con la negazione, in una frase principale semplice inte viene di solito dopo il pronome riflessivo:

Jag känner mig inte trött. («Non mi sento stanco/a.»)

Con un tempo composto, invece, inte precede normalmente il verbo non coniugato, mentre il pronome segue quel verbo:

Jag har inte tvättat mig än. («Non mi sono ancora lavato/a.»)

Infinito, verbi modali e imperativo

Dopo un verbo modale come måste («dovere») o vill («volere»), il pronome segue l’infinito a cui appartiene:

  • Jag måste sätta mig. — Devo sedermi.
  • Vi vill gifta oss. — Vogliamo sposarci.
  • Du behöver inte skynda dig. — Non devi affrettarti.

Nell’imperativo (la forma usata per ordini, inviti o istruzioni) il soggetto non viene espresso, ma il pronome riflessivo sì:

  • Sätt dig ner! — Siediti!
  • Skynda er! — Sbrigatevi!
  • Ta hand om dig! — Abbi cura di te!

In italiano il pronome si unisce spesso all’imperativo (siediti); in svedese rimane separato: sätt dig.

Tre gruppi utili di verbi

Non tutti i verbi riflessivi esprimono un’azione fisica rivolta verso sé stessi. È utile distinguere tre situazioni.

  1. Azione realmente riflessiva: tvätta sig («lavarsi»), raka sig («radersi»), klä på sig («vestirsi»). Lo stesso verbo può avere un altro oggetto: Hon tvättar barnet («Lava il bambino»).
  2. Significato che cambia con il pronome: känna può voler dire «conoscere» o «sentire al tatto», mentre känna sig descrive come ci si sente; sätta significa «mettere, posare», mentre sätta sig significa «sedersi».
  3. Espressione da imparare come unità: gifta sig («sposarsi»), bry sig om («tenere a, preoccuparsi di»), bestämma sig för («decidersi per»), lära sig («imparare»).

Per il terzo gruppo, imparare insieme verbo, pronome ed eventuale preposizione evita molti errori: non soltanto bry, ma bry sig om.

Esempi nel contesto

Gli esempi seguenti mostrano azioni quotidiane, stati d’animo e costruzioni con più tempi verbali.

Svedese Italiano Nota
Jag tvättar mig före frukost. Mi lavo prima di colazione. azione quotidiana
Kan du klä på dig nu? Puoi vestirti adesso? infinito dopo kan
Hon känner sig trött efter jobbet. Si sente stanca dopo il lavoro. stato fisico o emotivo
Vi känner oss hemma här. Qui ci sentiamo a casa. espressione figurata
Sätt dig ner, så pratar vi. Siediti, così parliamo. imperativo singolare
Barnen sätter sig vid bordet. I bambini si siedono a tavola. soggetto plurale, sig
Ni måste skynda er till tåget. Dovete affrettarvi per prendere il treno. ni richiede er
De gifter sig i juni. Si sposano a giugno. espressione fissa
Jag har bestämt mig för att stanna. Ho deciso di restare. bestämma sig för
Hon lär sig svenska på kvällarna. Impara lo svedese la sera. svenska completa il verbo
Hur mår du? Jag känner mig bättre idag. Come stai? Oggi mi sento meglio. risposta naturale sul proprio stato
Han rakade sig inte i morse. Stamattina non si è rasato. passato semplice
Vi måste fråga oss själva varför. Dobbiamo chiederci il perché. själva sottolinea «noi stessi»
Ta hand om er på resan! Abbiate cura di voi durante il viaggio! augurio rivolto a più persone

Errori comuni

Usare sig con tutte le persone

  • Errato: Jag tvättar sig.
  • Corretto: Jag tvättar mig.
  • Perché: sig appartiene soltanto alla terza persona. Con jag si usa mig, con du dig, con vi oss e con ni er.

Copiare la posizione del pronome italiano

  • Errato: Jag mig tvättar.
  • Corretto: Jag tvättar mig.
  • Perché: nella frase principale neutra il pronome riflessivo svedese segue il verbo. L’ordine italiano «mi lavo» non si trasferisce parola per parola.

Lasciare sig dopo un verbo modale

  • Errato: Jag måste sätta sig.
  • Corretto: Jag måste sätta mig.
  • Perché: anche se il verbo è all’infinito, il pronome concorda con il soggetto jag. La forma da dizionario sätta sig deve essere adattata.

Rendere riflessivo ogni verbo italiano in -si

  • Errato: Jag vaknar mig klockan sju.
  • Corretto: Jag vaknar klockan sju.
  • Perché: lo svedese vakna («svegliarsi») non richiede un pronome riflessivo. Allo stesso modo, «Mi chiamo Anna» è Jag heter Anna, non una costruzione con mig.

Dimenticare il pronome in un’espressione fissa

  • Errato: De gifter i juni.
  • Corretto: De gifter sig i juni.
  • Perché: nel significato «sposarsi», gifta sig si impara come un’unica espressione. Senza sig la frase non esprime correttamente quel significato.

Confondere sig con un normale pronome oggetto

  • Errato: Sara ser sig se si vuole dire «Sara vede Maria».
  • Corretto: Sara ser henne.
  • Perché: sig rimanda a Sara stessa; henne rimanda a un’altra donna. Sara ser sig i spegeln significa «Sara si vede allo specchio».

Note d’uso

Nel parlato, mig, dig, sig si pronunciano comunemente all’incirca mej, dej, sej. Le grafie mej, dej, sej compaiono in testi informali, dialoghi e messaggi, ma mig, dig, sig restano le forme neutre da preferire nella scrittura sorvegliata. Non è necessario alterare la pronuncia per far corrispondere ogni lettera alla grafia.

Alcuni verbi riflessivi svedesi hanno un equivalente italiano molto vicino, ma spesso la traduzione naturale dipende dal contesto. Känna sig hemma è «sentirsi a casa»; bry sig om någon può essere «tenere a qualcuno» oppure «preoccuparsi di qualcuno»; bestämma sig può essere «decidersi» o semplicemente «decidere». È più efficace memorizzare una breve frase reale che una sola equivalenza isolata.

Con känna sig l’aggettivo che segue descrive il soggetto. Al plurale spesso compare la forma plurale dell’aggettivo: Jag känner mig trött («Mi sento stanco/a»), ma De känner sig trötta («Si sentono stanchi/e»). Questo cambiamento appartiene all’accordo degli aggettivi, non al pronome riflessivo.

Oltre le basi: uso avanzato

Le distinzioni di questa sezione non sono indispensabili per iniziare a usare i riflessivi al livello A2, ma diventano utili leggendo e ascoltando testi più vari.

Sig nella proposizione subordinata

Una proposizione subordinata è una parte della frase che dipende da un’altra, spesso introdotta da parole come att («che») o eftersom («perché, siccome»). Sig rimanda normalmente al soggetto della subordinata in cui si trova:

  • Anna säger att Erik tvättar sig. — Anna dice che Erik si lava.
  • Anna säger att Erik tvättar henne. — Anna dice che Erik lava lei, cioè Anna o un’altra donna indicata dal contesto.

Nella prima frase il soggetto vicino, Erik, controlla il riflessivo sig. Questa regola aiuta a capire chi compie e chi riceve l’azione anche quando la frase contiene più persone.

Nelle subordinate la negazione precede normalmente il verbo coniugato:

Hon stannar hemma eftersom hon inte känner sig bra. («Resta a casa perché non si sente bene.»)

Si vede così la differenza tra la principale hon känner sig inte bra e la subordinata eftersom hon inte känner sig bra.

Enfasi con själv

Per sottolineare che qualcuno agisce proprio su sé stesso, si può aggiungere själv («stesso/a»), al plurale själva:

  • Han klippte sig själv. — Si è tagliato i capelli da solo / ha tagliato proprio sé stesso, secondo il contesto.
  • De försvarade sig själva. — Hanno difeso sé stessi.

Själv può anche significare «da solo, personalmente» senza essere un pronome riflessivo: Jag gjorde det själv («L’ho fatto io stesso / da solo»). Non va quindi aggiunto automaticamente a ogni costruzione riflessiva.

Riflessivo e reciproco non sono la stessa cosa

Con un soggetto plurale, sig indica normalmente che ogni persona agisce su sé stessa. Per esprimere «l’un l’altro» si usa varandra:

  • De tvättar sig. — Si lavano, ciascuno lava sé stesso.
  • De tvättar varandra. — Si lavano a vicenda.
  • De känner varandra. — Si conoscono.

L’italiano usa spesso «si» sia per il valore riflessivo sia per quello reciproco; lo svedese rende la differenza più esplicita.

Sig e il possessivo riflessivo

Le forme sin, sitt, sina sono possessivi riflessivi: indicano che qualcosa appartiene al soggetto, come in Hon tog på sig sin jacka («Si è messa la propria giacca»). In questa frase sig completa il verbo ta på sig, mentre sin indica a chi appartiene la giacca. Le due serie hanno quindi funzioni diverse; i possessivi riflessivi sono un argomento da studiare a parte.

Non confondere il riflessivo con la forma in -s

La desinenza verbale -s può formare il passivo o comparire in alcuni verbi con uso particolare; non equivale al pronome separato sig. Confronta:

  • Han tvättar sig. — Si lava.
  • Tröjan tvättas i fyrtio grader. — Il maglione si lava / viene lavato a quaranta gradi.

Nella seconda frase non c’è una persona che agisce su sé stessa: tvättas descrive ciò che accade al maglione. La somiglianza con il «si» italiano può trarre in inganno, ma le due strutture svedesi restano distinte.

Consigli per esercitarsi

  1. Ripeti la serie completa con un solo verbo. Coniuga ad alta voce tvätta sig: jag tvättar mig, du tvättar dig, hon tvättar sig, vi tvättar oss, ni tvättar er, de tvättar sig. Cambia poi verbo, per esempio con känna sig o skynda sig.
  2. Impara le espressioni in piccoli blocchi. Scrivi su una faccia della scheda bestämma sig för e sull’altra una frase come Jag har bestämt mig för att stanna. In questo modo ricordi insieme pronome, preposizione e costruzione.
  3. Confronta frasi riflessive e non riflessive. Crea coppie come Hon tvättar sig / Hon tvättar barnet e De tvättar sig / De tvättar varandra. Chiediti ogni volta se l’oggetto è la stessa persona del soggetto, un’altra persona oppure più persone che agiscono a vicenda.

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