A1

Il verbo essere in italiano

Il Verbo Essere

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

Al presente, essere ha sei forme irregolari: sono, sei, è, siamo, siete, sono. Serve soprattutto per dire chi o che cosa è qualcuno, com'è, dov'è o da dove viene: Sono Chiara, Siamo stanchi, Luca è a casa, Sono di Roma. Il pronome soggetto si omette spesso perché la forma del verbo basta a riconoscere la persona.

Panoramica

Essere è uno dei verbi fondamentali dell'italiano. Il suo infinito (la forma con cui il verbo compare nel dizionario) è essere, ma le forme del presente non seguono un modello regolare: vanno quindi imparate una per una. È un argomento di livello A1, utile fin dalle prime presentazioni e dalle prime conversazioni.

In molte frasi essere funziona da copula, cioè collega il soggetto (la persona o la cosa di cui si parla) a un nome o a una caratteristica: Marta è architetta; Il caffè è caldo. Può anche indicare origine, posizione, appartenenza e ora: Siamo di Bari; Le chiavi sono sul tavolo; Il libro è di Paolo; Sono le nove.

Per usare bene questo verbo non basta ricordare il paradigma. Occorre anche scegliere la costruzione adatta e accordare correttamente le parole che lo seguono. Le difficoltà più comuni riguardano l'accento di è, l'accordo degli aggettivi e il contrasto con espressioni formate con avere oppure con c'è e ci sono.

Come funziona

Il presente indicativo

L'indicativo è il modo verbale usato normalmente per presentare un fatto, una descrizione o una domanda come reale. Il presente di essere è completamente irregolare.

Persona Pronome soggetto Forma Esempio
prima singolare io sono (Io) sono pronto.
seconda singolare tu sei (Tu) sei gentile.
terza singolare lui, lei, Lei è Lei è a Milano.
prima plurale noi siamo (Noi) siamo amici.
seconda plurale voi siete (Voi) siete qui.
terza plurale loro sono (Loro) sono italiani.

La forma sono vale sia per io sia per loro. Di solito il contesto elimina ogni dubbio: Sono stanco indica una sola persona, mentre Sono stanchi ne indica più di una. Se il contesto non basta, si può esprimere il pronome: Io sono disponibile, loro no.

È porta sempre l'accento grave quando è una forma del verbo: Maria è qui. Senza accento, e è la congiunzione che unisce due elementi: Maria e Luca. A inizio frase la maiuscola mantiene l'accento: È, non E'. L'apostrofo non sostituisce l'accento.

Il soggetto spesso non si esprime

Le desinenze, cioè le parti finali delle forme verbali, permettono spesso di capire chi è il soggetto. Perciò sono naturali frasi come Sono di Roma, Sei libero? e Siamo in ritardo. I pronomi io, tu, noi, voi diventano utili soprattutto per creare contrasto o enfasi:

  • Io sono pronto; loro non sono ancora pronti.
  • Sei tu il responsabile?
  • Noi siamo di Firenze, non di Pisa.

Con è il soggetto può essere ricavato dal contesto oppure comparire come nome: Giulia è in ufficio. Il pronome di cortesia Lei usa la stessa forma della terza persona singolare: Lei è la signora Bianchi?

Negazioni e domande

Per negare, si mette non davanti al verbo:

  • Non sono stanco.
  • Giada non è a casa.
  • Non siamo d'accordo.

Nelle domande non occorre cambiare l'ordine delle parole. Nel parlato bastano l'intonazione e il contesto; nello scritto c'è il punto interrogativo:

  • Sei pronto?
  • È questo il tuo posto?
  • Dove sono le chiavi?

Identità, professione e appartenenza a un gruppo

Con un nome, essere identifica o classifica il soggetto:

  • Sono Elena. — identità
  • Paolo è medico. — professione
  • Marta e Sara sono studentesse. — appartenenza a un gruppo
  • Questo è il mio collega. — identificazione di una persona

Con professioni, nazionalità, religione o appartenenza politica usate come semplice categoria, l'articolo spesso manca: Sono insegnante; Lei è italiana. L'articolo compare quando il nome è precisato o identificato: È un'insegnante molto paziente; È la direttrice della scuola.

Qualità e stati: l'accordo

L'aggettivo (la parola che descrive una persona o una cosa) concorda normalmente con il soggetto in genere e numero:

Soggetto Forma corretta Che cosa cambia
Marco Marco è stanco. maschile singolare
Anna Anna è stanca. femminile singolare
Marco e Luca Sono stanchi. maschile plurale
Anna e Giulia Sono stanche. femminile plurale
Anna e Marco Sono stanchi. gruppo misto, normalmente maschile plurale

Essere può introdurre sia qualità considerate stabili sia condizioni momentanee. L'italiano non cambia verbo tra Paola è generosa e Paola è stanca: è il significato dell'aggettivo e della situazione a chiarire se la caratteristica è duratura o temporanea.

Origine, luogo, possesso e materia

La preposizione che segue essere contribuisce al significato:

  • essere di + luogo: Sono di Napoli indica l'origine.
  • essere a/in + luogo: Siamo a casa; Il museo è in centro indicano la posizione.
  • essere di + persona: La borsa è di Marta indica appartenenza.
  • essere di + materia: Il tavolo è di legno indica il materiale.

Per la posizione di persone e cose, essere è del tutto normale: Dov'è il bagno?; I bicchieri sono nella credenza. Per introdurre l'esistenza o la presenza di qualcosa di nuovo, invece, si usano spesso c'è e ci sono: In cucina c'è un tavolo.

L'ora, il giorno e la data

Con l'una si usa il singolare; con le altre ore il plurale:

  • È l'una.
  • Sono le due e mezza.
  • Che ore sono?

Per giorni e date sono comuni frasi come Oggi è lunedì, Domani è il primo maggio e Oggi è il cinque agosto. Quando si identifica un momento o un evento al singolare, si usa è: La riunione è alle dieci.

Esempi nel contesto

Esempio Significato nella situazione Punto da notare
Io sono di Roma, ma adesso abito a Torino. La mia città d'origine è Roma. Io crea un lieve contrasto personale.
Sei tu il nuovo collega? Si chiede di identificare una persona. Il pronome dopo il verbo riceve enfasi.
La signora Conti è la direttrice. Si identifica il ruolo preciso della signora Conti. L'articolo è presente con un ruolo determinato.
Mia sorella è infermiera. Si comunica la professione della sorella. La professione non richiede l'articolo.
Siamo stanchi dopo il viaggio. Il gruppo si trova in una condizione di stanchezza. L'aggettivo concorda al plurale.
È bello qui: restiamo ancora un po'. Il luogo produce una sensazione piacevole. È non ha un soggetto personale espresso.
I documenti sono sulla scrivania. Si indica dove si trovano i documenti. Essere esprime posizione.
Questa giacca è di Paolo. La giacca appartiene a Paolo. Di introduce il possessore.
Il pavimento è di marmo. Il materiale del pavimento è il marmo. Di introduce il materiale.
Non sono libero questa sera. La persona non è disponibile. Non precede il verbo.
Lei è la dottoressa Neri? Domanda cortese sull'identità dell'interlocutrice. Lei richiede è.
Che ore sono? Sono le sette e un quarto. Si chiede e si comunica l'ora. Con le ore oltre l'una si usa il plurale.
Oggi è martedì e la lezione è alle nove. Si indicano giorno e orario della lezione. Entrambi gli elementi identificati sono singolari.
Luca è molto paziente, ma oggi è nervoso. Si contrappongono una qualità abituale e uno stato momentaneo. Lo stesso verbo introduce entrambi.

Errori comuni

Confondere è ed e

  • Da evitare: Marco e stanco.
  • Forma corretta: Marco è stanco.
  • Perché: è è il verbo; e significa che si stanno unendo due elementi, come in Marco e Anna.

Usare la persona verbale sbagliata

  • Da evitare: Noi sono pronti.
  • Forma corretta: Noi siamo pronti.
  • Perché: ogni persona ha una forma propria. Solo io e loro condividono sono.

Dimenticare l'accordo dell'aggettivo

  • Da evitare: Giulia e Marta sono stanco.
  • Forma corretta: Giulia e Marta sono stanche.
  • Perché: l'aggettivo deve essere femminile plurale come il soggetto.

Mettere sempre il pronome

  • Meno naturale senza un motivo preciso: Io sono a casa e io sono stanco.
  • Più naturale: Sono a casa e sono stanco.
  • Perché: il pronome non è vietato, ma di solito si esprime solo quando serve per contrasto, chiarezza o enfasi.

Usare essere in alcune espressioni che richiedono avere

  • Da evitare: Sono vent'anni oppure sono fame.
  • Forma corretta: Ho vent'anni; ho fame.
  • Perché: in italiano l'età e varie sensazioni si costruiscono con avere: avere fame, sete, caldo, freddo, sonno, paura.

Confondere posizione ed esistenza

  • Poco adatto per introdurre una presenza: Un bar è vicino alla stazione.
  • Forma naturale se si annuncia che il bar esiste: C'è un bar vicino alla stazione.
  • Forma naturale se il bar è già identificato: Il bar è vicino alla stazione.
  • Perché: c'è/ci sono presenta spesso qualcosa; essere ne descrive la posizione una volta identificato.

Note d'uso

Nella conversazione quotidiana sono frequentissime espressioni con essere seguite da una preposizione o da un aggettivo: essere a casa, essere in ritardo, essere d'accordo, essere sicuro, essere pronto. Conviene impararle come piccoli blocchi, senza cercare una regola diversa per ciascuna.

Con il trattamento di cortesia, Lei prende è anche quando ci si rivolge a un uomo: Signor Rossi, Lei è libero domani? Nella scrittura contemporanea la maiuscola in Lei è una scelta cortese e aiuta a distinguerlo dal pronome femminile lei; la minuscola è comunque diffusa. In entrambi i casi la forma verbale non cambia.

Davanti a una professione, la scelta dell'articolo può modificare l'intenzione. Anna è avvocata classifica Anna per professione; Anna è un'avvocata esperta aggiunge una descrizione; Anna è l'avvocata di Marco identifica una persona precisa. Non basta quindi applicare la regola meccanica “mai l'articolo”.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa parte non è necessaria per usare essere al livello A1, ma presenta costruzioni che compariranno più avanti.

Essere come ausiliare nei tempi composti

Essere può aiutare a formare un tempo composto, cioè una forma verbale costruita con un ausiliare e un participio passato (una forma come andato, partita, nati). Si usa, tra l'altro, con molti verbi di movimento o cambiamento e con i verbi riflessivi:

  • Marta è arrivata presto.
  • Siamo partiti alle otto.
  • I bambini sono cresciuti.
  • Mi sono svegliata tardi.

In queste costruzioni il participio concorda normalmente con il soggetto: Luca è arrivato, Anna è arrivata, Luca e Anna sono arrivati. La scelta dell'ausiliare dipende però dal verbo: non tutti i verbi di movimento usano automaticamente essere, quindi è meglio imparare ogni verbo insieme al suo ausiliare.

Essere nella forma passiva

Nella forma passiva (una costruzione in cui il soggetto riceve l'azione), essere si unisce a un participio:

  • La porta è chiusa dal custode ogni sera.
  • Le lettere sono state spedite ieri.

Qui essere porta il tempo verbale e il participio concorda con il soggetto. La forma passiva richiede uno studio specifico di livello più avanzato.

Altri modi e tempi

Oltre al presente indicativo, si incontrano forme come ero e eravamo all'imperfetto, sarò e saremo al futuro, sarei al condizionale e sia al congiuntivo. Il congiuntivo è un modo verbale spesso usato in frasi dipendenti per valutazioni, desideri o dubbi: Penso che sia utile. Non occorre imparare tutte queste forme insieme al presente; è però utile riconoscere che appartengono sempre al verbo essere.

Costruzioni con da

A livelli più avanzati, essere da + infinito può indicare necessità o possibilità: Questo modulo è da compilare significa che il modulo deve essere compilato. In Sono da Marta, invece, da + persona indica il luogo in cui ci si trova, per esempio a casa o nello studio di Marta. È la costruzione completa, non il solo verbo, a determinare il significato.

Consigli per esercitarsi

  1. Ripeti il paradigma in due direzioni. Parti dai pronomi (io → sono; tu → sei) e poi dalle forme (siamo → noi; siete → voi). Dedica un'attenzione speciale alle due persone di sono.
  2. Crea sei frasi vere su di te e su persone vicine. Alterna identità, origine, luogo e stato: Sono di…, Mio fratello è…, Siamo a…. Poi trasformale in negative e domande.
  3. Controlla tre elementi mentre scrivi. Verifica la forma di essere, l'accento di è e l'accordo dell'aggettivo. Infine cancella i pronomi soggetto che non servono davvero.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Pronomi soggetto — chiariscono le persone a cui corrispondono sono, sei, è, siamo, siete, sono.
  • Passo successivo: C'è e ci sono — distingue la presentazione di una presenza dalla descrizione con essere.
  • Approfondimento: Verbi impersonali — introduce costruzioni senza un soggetto personale espresso.
  • Approfondimento avanzato: Forma passiva — usa essere come ausiliare insieme al participio passato.

Prerequisito

Pronomi soggetto in italianoA1

Concetti che si basano su questo

Altri concetti di livello A1

Questo concetto in altre lingue

Confronta in tutte le lingue

Esercitati con Il Verbo Essere in italiano usando un account Settemila Lingue gratuito. Imposteremo italiano · A1 e genereremo schede dedicate proprio a questo concetto grammaticale.

Esercitati su questo concetto