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Il verbo essere in ebraico: להיות

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concept: he-a1-poal-lehiyot lang: he ui: it title: Il verbo essere in ebraico: להיות description: >- Scopri quando l’ebraico omette il verbo essere al presente e come usa להיות al passato e al futuro, con forme, esempi ed errori da evitare. generation: article: version: native-ui-reference-v3.1 model: openai-codex/gpt-5.6-sol at: 2026-08-05T05:53:36Z reviews: spell-check: status: flagged at: 2026-08-05T05:53:36Z score: 0.0146 score-english: 0.0029 score-coverage: 0.0146 suspects: ["Dani", "Daniel", "Nell", "Noa", "Ruth", "all", "at", "atá", "dall", "dell", "ehyé", "haytá", "hayá", "hayínu", "hayít", "hayíta", "hayíti", "hayú", "heyítem", "heyíten"] criteria: v7 language-mixing: status: clean at: 2026-08-05T06:00:24Z criteria: v2


In breve

In ebraico moderno, nelle frasi al presente che equivalgono a «essere + nome, aggettivo o luogo», non si usa una forma verbale di essere: אני מורה significa «sono insegnante» e היא עייפה «lei è stanca». Il verbo להיות (lihiyót, «essere») compare invece normalmente al passato e al futuro: הייתי בבית, «ero a casa»; אהיה בבית, «sarò a casa».

Panoramica

Il verbo ebraico להיות significa «essere», ma non corrisponde parola per parola all’italiano. La differenza più importante si incontra già al livello A1: al presente, una frase con un nome, un aggettivo o un’indicazione di luogo non contiene di solito alcuna copula, cioè alcun verbo che colleghi il soggetto a ciò che si dice di esso. In italiano diciamo «Maya è studentessa»; in ebraico basta מאיה סטודנטית, letteralmente «Maya studentessa».

Non si tratta di una frase abbreviata o poco curata. È la costruzione normale sia nel parlato sia nello scritto. Il tempo presente è ricavato dal contesto, mentre il pronome o il nome indica chi è il soggetto. Per questo è utile conoscere prima i pronomi personali, soprattutto le distinzioni di genere: אתה «tu» maschile e את «tu» femminile, הוא «lui» e היא «lei».

Al passato e al futuro, invece, להיות si coniuga. Le sue forme indicano persona, numero e, in diverse persone, anche genere. Il verbo serve inoltre nell’infinito, per esempio in אני רוצה להיות רופא, «voglio essere medico». La regola iniziale è dunque semplice: presente senza verbo; passato e futuro con una forma di להיות. Le sfumature e le eccezioni più formali sono raccolte più avanti.

Come funziona

Il presente: una frase senza copula

Al presente, la struttura fondamentale è:

soggetto + nome, aggettivo o espressione di luogo

Ebraico Italiano Funzione
אני מורה. Sono insegnante. nome: professione o identità
היא עייפה. Lei è stanca. aggettivo: qualità o stato
דניאל בבית. Daniel è a casa. luogo
הספר מעניין. Il libro è interessante. descrizione con aggettivo

L’assenza del verbo non elimina il soggetto. Con un pronome, l’ebraico dice normalmente אני מוכן, «sono pronto», e non soltanto מוכן. Quando il soggetto è già un nome, non occorre ripeterlo con un pronome: רות רופאה, «Ruth è medica».

Gli aggettivi e molti nomi riferiti a persone concordano con il soggetto, cioè cambiano forma secondo genere e numero. La forma del presente non viene quindi espressa da «essere», ma l’accordo rende comunque visibili alcune informazioni:

Ebraico Italiano Accordo
הוא עייף. Lui è stanco. maschile singolare
היא עייפה. Lei è stanca. femminile singolare
הם עייפים. Loro sono stanchi. maschile plurale o gruppo misto
הן עייפות. Loro sono stanche. femminile plurale

Per negare una frase di questo tipo si mette לא davanti al nome, all’aggettivo o al luogo che costituisce il predicato, cioè la parte che dice qualcosa del soggetto:

  • אני לא מורה. — Non sono insegnante.
  • היא לא עייפה. — Lei non è stanca.
  • אנחנו לא בבית. — Non siamo a casa.

Per fare una domanda non si aggiunge un equivalente di «essere» e non si inverte l’ordine delle parole. Nel parlato basta spesso l’intonazione: אתה בבית? significa «Sei a casa?»; היא רופאה? significa «È medica?».

Il passato di להיות

Al passato il verbo compare sempre quando il significato è «ero, eri, era, eravamo, eravate, erano». La coniugazione distingue il genere nella seconda persona singolare e plurale; la terza persona singolare distingue anche «lui» e «lei».

Persona Forma ebraica Pronuncia orientativa Significato
io הייתי hayíti ero, sono stato/a
tu maschile היית hayíta eri, sei stato
tu femminile היית hayít eri, sei stata
lui היה hayá era, è stato
lei הייתה haytá era, è stata
noi היינו hayínu eravamo, siamo stati/e
voi maschile הייתם heyítem eravate, siete stati
voi femminile הייתן heyíten eravate, siete state
loro היו hayú erano, sono stati/e

Senza i segni vocalici, היית si scrive allo stesso modo per «tu» maschile e «tu» femminile, ma la pronuncia cambia. È il pronome o il contesto a chiarire il genere: אתה היית (atá hayíta) rispetto ad את היית (at hayít).

Il passato ebraico non separa da solo «ero» da «sono stato». La stessa forma può corrispondere all’imperfetto o al passato prossimo italiano; sono il contesto e le espressioni di tempo a suggerire l’interpretazione:

  • כשהייתי ילד, הייתי ביישן. — Quando ero bambino, ero timido.
  • הייתי בירושלים אתמול. — Ieri sono stato/a a Gerusalemme.

La negazione si forma con לא prima del verbo: לא הייתי בבית, «non ero a casa» oppure «non sono stato/a a casa».

Il futuro di להיות

Al futuro, essere si esprime con le seguenti forme. Nell’ebraico moderno corrente, le forme plurali usate con gruppi femminili coincidono normalmente con quelle maschili.

Persona Forma ebraica Pronuncia orientativa Significato
io אהיה ehyé sarò
tu maschile תהיה tihyé sarai
tu femminile תהיי tihyí sarai
lui יהיה yihyé sarà
lei תהיה tihyé sarà
noi נהיה nihyé saremo
voi תהיו tihyú sarete
loro יהיו yihyú saranno

Anche qui לא precede il verbo: אני לא אהיה במשרד, «non sarò in ufficio»; הם לא יהיו מוכנים, «non saranno pronti».

Le forme תהיה e יהיה sono molto frequenti. Per esempio, זה יהיה בסדר significa «andrà tutto bene» o, più letteralmente, «questo sarà a posto». È bene impararle come parole intere, senza tentare di ricavarle dalle forme del passato.

L’infinito להיות

להיות (lihiyót) è l’infinito, cioè la forma non legata a una persona, paragonabile all’italiano «essere». Compare dopo verbi come «volere», «potere» o «dovere»:

  • אני רוצה להיות מורה. — Voglio essere insegnante.
  • חשוב להיות סבלניים. — È importante essere pazienti.
  • היא צריכה להיות בבית. — Lei deve essere a casa.

Dopo un verbo che regge l’infinito, non si omette להיות: אני רוצה מורה significherebbe piuttosto «voglio un insegnante», non «voglio essere insegnante».

Quattro schemi da tenere distinti

Funzione Ebraico Italiano
presente affermativo אני בבית. Sono a casa.
presente negativo אני לא בבית. Non sono a casa.
passato הייתי בבית. Ero / sono stato/a a casa.
futuro אהיה בבית. Sarò a casa.
infinito אני רוצה להיות בבית. Voglio essere a casa.

Questa serie è un buon modello: al presente non compare alcun verbo, mentre negli altri tempi o dopo «volere» essere ha una forma esplicita.

Esempi nel contesto

Ebraico Italiano Nota
אני מורה. Sono insegnante. presente con un nome, senza verbo
נועה סטודנטית. Noa è studentessa. il nome proprio è il soggetto
היא עייפה היום. Oggi lei è stanca. l’aggettivo è femminile singolare
הילדים בחוץ. I bambini sono fuori. presente con un luogo
אנחנו לא מוכנים. Non siamo pronti. לא nega il predicato
אתה בבית? Sei a casa? domanda segnalata dall’intonazione
הייתי בבית כל הערב. Sono stato/a a casa tutta la sera. passato, prima persona singolare
כשהוא היה צעיר, הוא היה ביישן. Quando era giovane, era timido. היה compare in entrambe le frasi al passato
לא היינו בעיר אתמול. Ieri non eravamo in città. negazione al passato
מחר אהיה פנוי. Domani sarò libero. futuro, parlante maschile
מחר אהיה פנויה. Domani sarò libera. il verbo non cambia, l’aggettivo sì
זה יהיה בסדר. Andrà tutto bene. espressione molto comune
הם יהיו כאן בשמונה. Saranno qui alle otto. terza persona plurale
אני רוצה להיות רופא. Voglio essere medico. infinito dopo «volere»
היא רוצה להיות רופאה. Vuole essere medica. il nome di professione concorda al femminile

Errori comuni

Inserire essere al presente

  • Errato: אני להיות עייף.
  • Corretto: אני עייף. — Sono stanco.
  • Perché: al presente, davanti a un nome, un aggettivo o un luogo, l’infinito להיות non sostituisce «sono/sei/è». La frase normale non ha copula.

Omettere il verbo anche al passato

  • Errato: אתמול אני בבית. se si vuole dire «ieri ero a casa».
  • Corretto: אתמול הייתי בבית.
  • Perché: l’omissione vale per il presente. Il riferimento esplicito a ieri richiede qui la forma passata הייתי.

Usare היה per tutte le persone

  • Errato: אנחנו היה עייפים.
  • Corretto: אנחנו היינו עייפים. — Eravamo stanchi.
  • Perché: al passato להיות si coniuga secondo la persona. היה è soltanto la terza persona maschile singolare, «lui era».

Dimenticare l’accordo di nome o aggettivo

  • Errato: היא עייף.
  • Corretto: היא עייפה. — Lei è stanca.
  • Perché: anche se manca il verbo al presente, l’aggettivo deve concordare con il soggetto. Qui serve la forma femminile עייפה.

Tradurre «avere» con essere

  • Errato: אני להיות מכונית. per «ho un’auto».
  • Corretto: יש לי מכונית.
  • Perché: il possesso corrente si esprime con יש ל־, letteralmente «c’è a/per qualcuno». Essere e avere non seguono lo stesso schema dell’italiano.

Usare essere nelle espressioni di età

  • Errato: אני להיות עשרים.
  • Corretto: אני בן עשרים. se parla un uomo; אני בת עשרים. se parla una donna.
  • Perché: per dire l’età si usa בן o בת seguito dal numero, non una forma di להיות.

Note d’uso

Il pronome è spesso necessario al presente

In italiano la desinenza di «sono» o «sei» permette spesso di non dire «io» o «tu». Nelle frasi nominali ebraiche, invece, non c’è una forma verbale che identifichi la persona. Perciò אני עייף, «sono stanco», contiene normalmente אני. Dire soltanto עייף può funzionare come risposta breve, per esempio alla domanda «Come ti senti?», ma non è il modello neutro da applicare a ogni frase.

Al passato e al futuro, la forma verbale indica già la persona. Il pronome può quindi essere omesso quando il contesto è chiaro: הייתי בבית significa già «ero a casa»; אהיה שם מחר significa «sarò lì domani». Lo si può comunque aggiungere per contrasto o chiarezza: אני אהיה שם, אבל הוא לא יהיה, «io sarò lì, ma lui non ci sarà».

Genere e forma verbale non coincidono sempre

Al futuro, אהיה vale sia per un parlante uomo sia per una parlante donna. Il genere emerge eventualmente dall’aggettivo: אהיה מוכן «sarò pronto» e אהיה מוכנה «sarò pronta». Nel passato, invece, la seconda e la terza persona singolare hanno distinzioni di genere, mentre הייתי «io ero» resta uguale per entrambi i generi.

«Essere» non copre tutte le frasi impersonali italiane

L’italiano usa spesso «essere» in espressioni che l’ebraico costruisce in altro modo. Per «ho freddo» si dice קר לי, letteralmente «freddo a me»; per «c’è un problema» si dice יש בעיה; per «non c’è tempo» אין זמן. Conviene imparare queste costruzioni come schemi autonomi, senza cercare sempre una forma di להיות.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa parte non è indispensabile per iniziare, ma spiega alcune forme che si incontrano presto nei testi e nel parlato curato.

הוא, היא, הם e הן come copula al presente

Soprattutto nelle definizioni, nelle identificazioni nette e nello stile scritto, i pronomi di terza persona possono collegare due elementi:

  • ירושלים היא בירת ישראל. — Gerusalemme è la capitale d’Israele.
  • הבעיה היא המחיר. — Il problema è il prezzo.
  • דני הוא המנהל. — Dani è il direttore.

In queste frasi היא o הוא non significano semplicemente «lei» o «lui» riferiti a una persona già citata: svolgono una funzione simile a una copula. Concordano normalmente con il soggetto grammaticale: הבעיה היא, perché הבעיה è femminile; הספר הוא, perché הספר è maschile. Nel linguaggio quotidiano molte frasi descrittive restano però più semplici: דני עייף, «Dani è stanco», non richiede הוא.

Non bisogna trasformare questa possibilità in una regola generale. Per un principiante, il modello sicuro rimane אני מורה, היא עייפה, הספר מעניין. Le costruzioni con הוא/היא diventano più utili quando si definisce o si identifica qualcosa: «X è Y».

Il participio presente di essere

In registri formali o letterari si può incontrare הווה (hové, maschile) e הווה (hová, femminile) con il senso di «essente» o «che costituisce», ma non è la normale forma parlata di «sono/sei/è». La parola compare anche nella denominazione grammaticale del presente, זמן הווה. Nella conversazione quotidiana non va inserita in frasi come אני מורה.

Comandi e auguri

Esistono forme imperative legate a להיות, come היה al maschile singolare, היי al femminile singolare e היו al plurale. Nell’ebraico moderno sono comuni soprattutto in formule, istruzioni o auguri, per esempio תהיה חזק, «sii forte», dove spesso si preferisce la forma futura תהיה con valore di invito o comando. È una zona in cui uso futuro e valore imperativo si sovrappongono; all’inizio basta riconoscere תהיה e non usarla come copula del normale presente.

Forme femminili plurali più tradizionali

In testi elevati, religiosi o volutamente formali si possono incontrare forme femminili plurali specifiche, come תהיינה al futuro. Nell’uso moderno comune si impiegano di solito תהיו per «voi sarete» e יהיו per «loro saranno» anche quando il gruppo è tutto femminile. Riconoscere le forme tradizionali è utile più avanti, ma non è necessario produrle nella conversazione di base.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma la stessa frase in tre tempi. Parti da אני בבית, poi crea הייתי בבית e אהיה בבית. Ripeti con עייף/עייפה, מוכן/מוכנה e בעבודה. In questo modo l’assenza del verbo al presente diventa visibile.
  2. Costruisci coppie maschile/femminile. Leggi ad alta voce הוא עייף / היא עייפה e אהיה מוכן / אהיה מוכנה. Così separi la coniugazione di להיות dall’accordo dell’aggettivo.
  3. Ascolta le frasi nominali. In dialoghi brevi, cerca espressioni come אני בבית, זה טוב e היא רופאה. Prima di tradurre, individua soggetto e predicato: il collegamento «è/sono» va capito, non cercato come parola scritta.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Pronomi personali — servono per distinguere persona, genere e numero nelle forme di essere.
  • Da studiare insieme: Concordanza degli aggettivi — spiega perché si dice הוא עייף ma היא עייפה.
  • Confronto utile: Esistenza con יש e אין — per «c’è», «non c’è» e il possesso l’ebraico usa una costruzione diversa da להיות.
  • Passo successivo: Negazione — approfondisce l’uso di לא con frasi al presente, al passato e al futuro.

Prerequisito

I pronomi personali in ebraicoA1

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