A1

L’accordo degli aggettivi in ebraico

תארים

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ebraico su Settemila Lingue.

In breve

In ebraico l’aggettivo normalmente viene dopo il nome e concorda con esso per genere e numero: ילד גדול “un bambino grande”, ילדה גדולה “una bambina grande”. Se il gruppo nominale è determinato, cioè indica una persona o cosa ben identificata, anche l’aggettivo riceve ה־: הילד הגדול “il bambino grande”.

Panoramica

L’aggettivo è una parola che esprime una qualità, come “grande”, “nuovo” o “bello”. In ebraico la sua forma dipende dal nome a cui si riferisce: maschile o femminile, singolare o plurale. Questa corrispondenza si chiama accordo. È uno dei primi meccanismi studiati al livello A1, perché compare subito nelle descrizioni di persone, oggetti e luoghi.

Per chi parla italiano, l’idea dell’accordo non è nuova: diciamo “un libro nuovo” ma “una casa nuova”. L’ebraico presenta però due differenze importanti. L’aggettivo attributivo, cioè quello inserito nello stesso gruppo del nome, segue quasi sempre il nome; inoltre l’articolo determinativo ה־ va ripetuto davanti all’aggettivo: הספר החדש, letteralmente “il-libro il-nuovo”.

L’accordo dipende dal genere grammaticale del nome, vale a dire dalla categoria maschile o femminile assegnata alla parola, non soltanto dal suo significato o dalla sua terminazione. Per usare bene gli aggettivi conviene quindi imparare ogni nome insieme al suo genere.

Come funziona

Le quattro forme fondamentali

Molti aggettivi hanno quattro forme. Il maschile singolare funge normalmente da forma di dizionario; da questa si costruiscono le altre forme con terminazioni ricorrenti.

Genere e numero Terminazione frequente “grande” “buono”
Maschile singolare forma di base גדול טוב
Femminile singolare ־ה גדולה טובה
Maschile plurale ־ים גדולים טובים
Femminile plurale ־ות גדולות טובות

La regola iniziale si può riassumere così:

  • nome maschile singolare → aggettivo maschile singolare: ספר טוב;
  • nome femminile singolare → aggettivo femminile singolare: מכונית טובה;
  • nome maschile plurale → aggettivo maschile plurale: ספרים טובים;
  • nome femminile plurale → aggettivo femminile plurale: מכוניות טובות.

Le terminazioni sono molto regolari, ma la forma femminile singolare non finisce sempre graficamente in ־ה. Negli aggettivi che terminano in ־י, per esempio, è comune ־ית al femminile. Alcune forme singolari, inoltre, si scrivono allo stesso modo senza i segni vocalici ma si pronunciano diversamente.

Tipo Maschile singolare Femminile singolare Maschile plurale Femminile plurale
Modello comune קטן קטנה קטנים קטנות
Forma singolare scritta uguale יפה (yafè) יפה (yafà) יפים יפות
Aggettivo in ־י ישראלי ישראלית ישראלים ישראליות

Nel caso di יפה, la grafia non vocalizzata è identica al singolare, ma la pronuncia distingue il maschile yafè dal femminile yafà. È quindi utile ascoltare e memorizzare anche la forma parlata, non solo quella scritta.

L’aggettivo viene dopo il nome

Nella funzione attributiva, cioè quando nome e aggettivo formano insieme un’espressione come “un libro interessante”, l’ordine normale è:

nome + aggettivo

  • ספר מעניין — un libro interessante
  • עיר יפה — una città bella
  • חברים טובים — buoni amici

In italiano alcuni aggettivi possono precedere il nome, come in “una bella città”. Non bisogna trasferire liberamente questa possibilità all’ebraico: per la regola di base, si mette prima il nome e poi l’aggettivo.

Se ci sono più aggettivi, seguono il nome e ciascuno concorda con esso: תפוחים אדומים ומתוקים “mele rosse e dolci”. La congiunzione ו־ “e” si unisce graficamente alla parola seguente.

Anche la determinatezza deve concordare

Un nome è determinato quando si riferisce a qualcosa di identificabile, come “il libro” invece di “un libro”. L’articolo determinativo ebraico è il prefisso ה־, scritto attaccato alla parola. In un gruppo formato da nome e aggettivo, entrambi devono essere determinati:

Indeterminato Determinato Significato
ספר טוב הספר הטוב un buon libro / il buon libro
ילדה קטנה הילדה הקטנה una bambina piccola / la bambina piccola
בתים חדשים הבתים החדשים case nuove / le case nuove

Questo è diverso dall’italiano, dove l’articolo compare una sola volta. In ebraico הספר חדש e הספר החדש sono entrambi corretti, ma non significano la stessa cosa:

  • הספר החדש — il libro nuovo: l’aggettivo appartiene al gruppo nominale;
  • הספר חדש — il libro è nuovo: l’aggettivo costituisce ciò che si afferma sul libro.

Aggettivo attributivo e aggettivo predicativo

Un aggettivo predicativo è un aggettivo che dice qualcosa sul soggetto della frase, come “nuovo” in “il libro è nuovo”. Al presente, l’ebraico normalmente non usa un verbo equivalente a “essere” tra un nome e un aggettivo:

הספר חדש — il libro è nuovo.

Anche qui l’aggettivo concorda per genere e numero:

  • הילדה עייפה — la bambina è stanca;
  • הילדים עייפים — i bambini sono stanchi;
  • המכוניות חדשות — le automobili sono nuove.

La differenza decisiva riguarda ה־. Nell’uso attributivo un nome determinato richiede l’articolo anche sull’aggettivo; nell’uso predicativo l’aggettivo non riceve l’articolo. Per un italofono questo contrasto merita particolare attenzione, perché in italiano il verbo “essere” rende subito chiara la funzione dell’aggettivo, mentre nella frase ebraica al presente il verbo non è espresso.

Fidarsi del genere, non della sola terminazione

Le terminazioni del nome offrono indizi, ma non bastano sempre. Alcuni nomi femminili hanno un plurale in ־ים, mentre alcuni nomi maschili hanno un plurale in ־ות. L’aggettivo segue il genere grammaticale del nome, non l’aspetto della sua desinenza plurale:

  • נשים טובות — donne buone: נשים finisce in ־ים, ma è femminile;
  • שולחנות גדולים — tavoli grandi: שולחנות finisce in ־ות, ma è maschile.

Lo stesso principio vale al singolare. דלת “porta” e עיר “città” sono femminili, quindi si dice דלת פתוחה e עיר גדולה. Imparare una parola come coppia — per esempio עיר גדולה anziché soltanto עיר — rende il genere più facile da ricordare.

Esempi nel contesto

Ebraico Italiano Nota
ספר טוב un buon libro Maschile singolare, indeterminato
ילדה יפה una bella bambina Femminile singolare; יפה ha qui pronuncia femminile
הבית הגדול la casa grande Nome e aggettivo hanno entrambi ה־
חברים טובים buoni amici Maschile plurale
קניתי מכונית חדשה. Ho comprato un’automobile nuova. מכונית e חדשה sono femminili singolari
היא לובשת חולצה לבנה. Indossa una camicia bianca. L’aggettivo segue חולצה
אנחנו מחפשים מסעדה טובה. Cerchiamo un buon ristorante. Il nome e l’aggettivo sono indeterminati
הילדים הקטנים עייפים. I bambini piccoli sono stanchi. הקטנים è attributivo; עייפים è predicativo
הספרים החדשים מעניינים. I libri nuovi sono interessanti. Il secondo aggettivo non ha ה־, perché è predicativo
הדלת פתוחה. La porta è aperta. Predicato femminile singolare senza articolo
קנינו תפוחים אדומים ומתוקים. Abbiamo comprato mele rosse e dolci. Due aggettivi maschili plurali
הנשים החכמות עובדות כאן. Le donne intelligenti lavorano qui. נשים è femminile nonostante ־ים
השולחנות הגדולים יקרים. I tavoli grandi sono costosi. שולחנות è maschile nonostante ־ות
העיר העתיקה יפה מאוד. La città vecchia è molto bella. העתיקה è attributivo; יפה è predicativo

Errori comuni

Usare il genere sbagliato

  • Errato: ספר טובה
  • Corretto: ספר טוב
  • Perché: ספר “libro” è maschile, quindi richiede il maschile singolare טוב.

Far concordare l’aggettivo con la terminazione apparente

  • Errato: נשים טובים
  • Corretto: נשים טובות
  • Perché: נשים “donne” è un nome femminile plurale, anche se termina in ־ים. Conta il genere del nome.

Mettere l’aggettivo prima del nome come in italiano

  • Errato: גדול בית
  • Corretto: בית גדול
  • Perché: nell’ordine attributivo non marcato dell’ebraico, il nome precede l’aggettivo.

Dimenticare il secondo articolo

  • Errato per dire “il libro nuovo”: הספר חדש
  • Corretto: הספר החדש
  • Perché: nell’espressione determinata attributiva sia il nome sia l’aggettivo ricevono ה־. La versione senza articolo sull’aggettivo significa invece “il libro è nuovo”.

Aggiungere l’articolo al predicato

  • Errato per dire “la casa è grande”: הבית הגדול
  • Corretto: הבית גדול
  • Perché: הבית הגדול non è una frase completa con quel significato; è il gruppo nominale “la casa grande”. Al presente il predicato aggettivale resta senza articolo.

Dimenticare il numero

  • Errato: חברים טוב
  • Corretto: חברים טובים
  • Perché: un nome maschile plurale richiede un aggettivo maschile plurale.

Note d’uso

Nell’ebraico corrente i testi sono di solito scritti senza niqqud, i segni che indicano le vocali. Per questo forme come יפה possono apparire identiche pur avendo pronunce diverse. Il contesto e il nome mostrano quale forma è richiesta; l’ascolto aiuta a fissarne la pronuncia.

L’aggettivo segue il nome anche quando l’italiano preferirebbe collocarlo prima. Questo ordine non rende l’espressione più rigida o meno naturale: ילדה קטנה è semplicemente il modo normale di dire “una bambina piccola”. Ordini diversi possono comparire nella poesia, in formule particolari o per effetto stilistico, ma non sono il modello da imitare all’inizio.

Nella lingua inclusiva contemporanea si possono incontrare varie strategie per rivolgersi esplicitamente a persone di generi diversi. La grammatica tradizionale usa generalmente il maschile plurale per un gruppo misto. È utile riconoscere questa convenzione, senza supporre che ogni comunità o ogni testo contemporaneo scelga sempre la stessa soluzione stilistica.

Oltre le basi: usi avanzati

Questi punti non sono indispensabili per cominciare a parlare al livello A1, ma spiegano costruzioni che si incontrano presto nei testi autentici.

Nomi al duale e plurali non trasparenti

Alcune parole, soprattutto nomi di parti doppie o oggetti a coppia, terminano in ־יים. L’aggettivo è comunque plurale e concorda con il genere lessicale del nome: עיניים כחולות “occhi azzurri”, dove עיניים è femminile plurale. Non esiste una forma “duale” separata dell’aggettivo da applicare automaticamente.

Aggettivi usati come nomi

Un aggettivo può indicare da solo una persona o un gruppo quando il referente è chiaro. In הצעירים “i giovani”, l’aggettivo è sostantivato, cioè svolge il ruolo di un nome. Conserva genere, numero e determinatezza: הצעיר “il giovane”, הצעירה “la giovane”, הצעירות “le giovani”.

Più aggettivi in un gruppo determinato

Quando diversi aggettivi descrivono lo stesso nome determinato, ciascun aggettivo attributivo porta normalmente ה־: הבית הגדול והיפה “la casa grande e bella”. La ו־ si aggiunge al secondo aggettivo, che mantiene il proprio articolo: וְ + היפה nella pronuncia accurata.

Aggettivi, participi e stato risultante

Molte forme che funzionano come aggettivi sono storicamente o grammaticalmente legate a participi, cioè forme verbali che possono descrivere uno stato o chi compie un’azione. Per esempio פתוח / פתוחה può significare “aperto/aperta”. Nell’uso aggettivale segue le stesse regole di accordo: דלת פתוחה, חלונות פתוחים. A livelli successivi sarà utile distinguere, in base al contesto, una qualità stabile, uno stato e un vero uso verbale.

Catene nominali

Nelle costruzioni chiamate stato costrutto — gruppi in cui due nomi esprimono spesso un rapporto simile a “di”, come בית ספר “scuola” — l’aggettivo viene dopo l’intera catena: בית ספר גדול. Nelle catene più complesse, la posizione dell’aggettivo può creare ambiguità su quale nome venga descritto. È un motivo in più per acquisire prima con sicurezza il modello semplice nome + aggettivo.

Consigli per esercitarsi

  1. Crea quartetti. Scegli cinque aggettivi frequenti e scrivi per ciascuno le quattro forme: per esempio קטן, קטנה, קטנים, קטנות. Poi abbina a ogni forma un nome reale.
  2. Trasforma le coppie. Parti da ספר חדש, rendilo plurale (ספרים חדשים) e poi determinato (הספרים החדשים). Questo allena insieme genere, numero e articolo.
  3. Confronta due significati. Leggi ad alta voce coppie come הבית הגדול e הבית גדול. Traducile rispettivamente con “la casa grande” e “la casa è grande”, così la presenza del secondo ה־ diventa un segnale immediato.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Genere dei nomi — serve per scegliere la forma maschile o femminile dell’aggettivo.
  • Passo successivo: Confronto — mostra come esprimere “più grande”, “meno caro” e il grado massimo.
  • Approfondimento: Quantificatori e intensificatori — amplia la descrizione con idee come “molto”, “poco” e “abbastanza”.
  • Approfondimento avanzato: Schemi complessi di accordo — tratta gruppi misti, nomi collettivi e altri casi meno immediati.

Prerequisito

Il genere dei sostantivi in ebraicoA1

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