A1

I verbi regolari in *-ER* in francese

Verbes Réguliers en -ER

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di francese su Settemila Lingue.

In breve

Per coniugare al presente un verbo regolare in -er, si elimina -er dall’infinito e si aggiungono -e, -es, -e, -ons, -ez, -ent: parlerje parle, tu parles, il parle, nous parlons, vous parlez, ils parlent. Il pronome soggetto è normalmente obbligatorio e molte forme che si scrivono in modo diverso si pronunciano allo stesso modo.

Panoramica

I verbi in -er costituiscono di gran lunga il gruppo più numeroso del francese: comprendono parole quotidiane come parler (parlare), aimer (amare, piacere), habiter (abitare), travailler (lavorare), regarder (guardare) e manger (mangiare). Il loro presente indicativo serve per parlare di abitudini, fatti generali e azioni che avvengono adesso. È quindi uno dei primi sistemi verbali da imparare al livello A1.

La coniugazione è l’insieme delle forme assunte da un verbo a seconda di chi compie l’azione. La forma riportata nel dizionario, come parler, è l’infinito, cioè la forma non legata a una persona. Tolto -er, rimane la radice parl-, alla quale si uniscono le desinenze personali.

Per un italofono il meccanismo è familiare, ma c’è una differenza importante: in italiano la desinenza basta spesso a identificare il soggetto, perciò diciamo semplicemente «parlo». In francese diverse forme hanno lo stesso suono e il pronome soggetto è quasi sempre espresso: je parle, non soltanto parle. La regola di base è molto stabile; alcune famiglie conservano però la pronuncia modificando una lettera della radice. Queste variazioni sono spiegate separatamente, così la regola A1 resta chiara.

Come funziona

Formare il presente passo per passo

Prendiamo parler:

  1. si elimina la terminazione dell’infinito -er: parlerparl-;
  2. si sceglie il pronome soggetto;
  3. si aggiunge la desinenza corrispondente.
Persona Desinenza parler Traduzione orientativa
je -e je parle io parlo
tu -es tu parles tu parli
il / elle / on -e il / elle / on parle lui / lei parla; si parla / parliamo
nous -ons nous parlons noi parliamo
vous -ez vous parlez voi parlate; Lei parla
ils / elles -ent ils / elles parlent loro parlano

Lo stesso schema vale per moltissimi altri verbi:

Infinito Radice Esempi al presente
habiter habit- j’habite, nous habitons
travailler travaill- tu travailles, vous travaillez
regarder regard- elle regarde, ils regardent
écouter écout- on écoute, vous écoutez
chercher cherch- je cherche, nous cherchons

Davanti a vocale o h muta, je diventa j’: j’aime, j’habite, j’écoute. Non si scrive je aime. On richiede sempre la terza persona singolare: on parle. Nel francese quotidiano on significa molto spesso «noi», pur mantenendo la forma singolare del verbo: On travaille demain = «Lavoriamo domani».

Presente semplice e azione in corso

Il presente francese copre sia il presente italiano semplice sia, quando il contesto lo permette, la forma «stare + gerundio»:

  • Je travaille à Milan. — «Lavoro a Milano.»
  • Je travaille, rappelle-moi plus tard. — «Sto lavorando, richiamami più tardi.»

Non occorre tradurre automaticamente «sto parlando» con una costruzione diversa. Per sottolineare che l’azione è proprio in corso esiste être en train de + infinito: Je suis en train de parler. È una forma più esplicita, non l’equivalente obbligatorio del presente progressivo italiano.

La pronuncia delle desinenze

Nella lingua parlata, je parle, tu parles, il parle e ils parlent hanno normalmente la stessa pronuncia. Le lettere finali di -es e -ent non si sentono; anche la -e finale non crea una sillaba piena. Si distinguono invece chiaramente nous parlons e vous parlez.

Questo spiega perché il pronome soggetto è essenziale: ascoltando soltanto parle, senza je, tu, il o un nome, spesso non si saprebbe chi compie l’azione. Davanti a un verbo che inizia per vocale, il legamento tra pronome e verbo può rendere udibile una consonante: in ils aiment, per esempio, la s di ils si collega alla vocale iniziale di aiment.

Un’altra difficoltà di scrittura è che -er dell’infinito e -ez di vous hanno lo stesso suono: vous parlez contiene una forma coniugata, mentre vous aimez parler contiene prima aimez e poi l’infinito parler. Per scegliere la grafia bisogna guardare la funzione, non affidarsi soltanto all’orecchio.

Verbi in -ger: mantenere la e

Con verbi come manger, voyager e changer, davanti a -ons si conserva una e per mantenere il suono dolce della g:

Persona scelta Forma corretta Osservazione
je je mange schema normale
nous nous mangeons e prima di -ons
vous vous mangez la e della desinenza basta
ils ils mangent schema normale

La forma è dunque nous mangeons, non nous mangons. Le desinenze personali non cambiano: si tratta soltanto di un adattamento ortografico della radice.

Verbi in -cer: usare la cediglia

Con commencer, placer o annoncer, la c diventa ç davanti a -ons, così conserva il suono dolce:

  • je commence;
  • nous commençons;
  • vous commencez;
  • ils commencent.

Anche qui il modello delle desinenze rimane regolare. Cambia una lettera per mantenere la stessa consonante nella pronuncia.

Negazioni e domande

Nella negazione standard, ne e pas circondano il verbo coniugato:

  • Je ne travaille pas le dimanche. — «Non lavoro la domenica.»
  • Il n’habite pas ici. — «Non abita qui.»

Davanti a vocale, ne diventa n’. Nel parlato informale spesso si omette ne (Je travaille pas dimanche), ma all’inizio conviene imparare e usare la forma completa.

Per fare una domanda si possono usare l’intonazione, est-ce que oppure l’inversione:

  • Tu parles français ?
  • Est-ce que tu parles français ?
  • Parles-tu français ?

Con vous, l’inversione è particolarmente frequente nelle domande cortesi: Parlez-vous italien ? Il trattino nell’inversione è obbligatorio.

Esempi nel contesto

Francese Italiano Nota
Je parle français au travail. Parlo francese al lavoro. Prima persona singolare
Tu manges la pizza avec nous ? Mangi la pizza con noi? Domanda con intonazione
Elle habite près de la gare. Abita vicino alla stazione. Terza persona singolare
On regarde un film ce soir. Guardiamo un film stasera. On con valore di «noi»
Nous habitons à Lyon. Abitiamo a Lione. Prima persona plurale
Vous travaillez à la banque. Lavora in banca. / Lavorate in banca. Vous formale singolare o plurale
Ils travaillent à la banque. Lavorano in banca. -ent non si pronuncia
Elles aiment voyager ensemble. A loro piace viaggiare insieme. aimer seguito da infinito
J’écoute la radio le matin. Ascolto la radio al mattino. Elisione: jej’
Nous mangeons à midi. Mangiamo a mezzogiorno. e conservata dopo g
Nous commençons le cours à neuf heures. Cominciamo la lezione alle nove. Cediglia davanti a -ons
Il ne regarde pas la télévision. Non guarda la televisione. Negazione ne…pas
Est-ce que vous cherchez un hôtel ? Cerca un albergo? / Cercate un albergo? Domanda neutra e chiara
Mes voisins parlent très vite. I miei vicini parlano molto velocemente. Il soggetto è un nome plurale
Je travaille aujourd’hui, mais je ne travaille pas demain. Oggi lavoro, ma domani non lavoro. Presente e contrasto temporale

Errori comuni

Omettere il pronome come in italiano

  • Non corretto: Parle français. per dire «Parlo francese».
  • Corretto: Je parle français.
  • Perché: in una normale frase dichiarativa francese il soggetto va espresso. Senza soggetto, parle ! viene interpretato facilmente come un imperativo: «Parla!».

Pronunciare tutte le lettere della desinenza

  • Non corretto: far sentire -ent come una sillaba distinta in ils parlent.
  • Corretto: ils parlent ha la stessa forma sonora finale di il parle; è il pronome a segnalare il plurale.
  • Perché: -ent della terza persona plurale è una desinenza scritta ma muta. Non va confusa con altre parole in cui le stesse lettere possono avere un’altra funzione.

Usare la desinenza italiana

  • Non corretto: nous parlamos o vous parlate.
  • Corretto: nous parlons, vous parlez.
  • Perché: la somiglianza tra italiano e francese aiuta a riconoscere l’infinito, ma ogni lingua possiede le proprie desinenze. Per il francese è utile memorizzare in blocco -e, -es, -e, -ons, -ez, -ent.

Dimenticare gli adattamenti di -ger e -cer

  • Non corretto: nous mangons, nous commencons.
  • Corretto: nous mangeons, nous commençons.
  • Perché: e e cediglia mantengono il suono dolce della consonante davanti a -ons.

Trattare aller come un verbo regolare

  • Non corretto: je alle, tu alles, ils allent.
  • Corretto: je vais, tu vas, il va, nous allons, vous allez, ils vont.
  • Perché: aller termina in -er, ma è irregolare. La terminazione dell’infinito, da sola, non garantisce che il verbo segua il modello di parler.

Confondere -er, -ez e

  • Non corretto: Vous parler français oppure J’ai parler.
  • Corretto: Vous parlez français; J’ai parlé.
  • Perché: -er indica qui l’infinito, -ez la forma con vous, mentre forma il participio passato regolare. Si assomigliano nella pronuncia, ma hanno funzioni grammaticali diverse.

Note d’uso

Tu si usa con amici, familiari, bambini e in molti rapporti informali. Vous serve sia per più interlocutori sia per rivolgersi con cortesia a una sola persona. Di conseguenza vous parlez può significare «voi parlate» oppure «Lei parla»; la situazione chiarisce quale interpretazione è corretta.

Con un soggetto costituito da un nome, il verbo segue comunque la persona appropriata: Marie travaille usa la terza singolare; Marie et Paul travaillent usa la terza plurale. A differenza dell’italiano, il pronome non viene aggiunto dopo un nome già espresso: si dice normalmente Marie travaille, non Marie elle travaille. Quest’ultima struttura può comparire nel parlato per riprendere o mettere in contrasto il tema, ma non è il modello neutro da imitare all’inizio.

Il presente francese non distingue da solo tra «parlo», «sto parlando» e, in alcuni contesti programmati, «parlerò»: Je travaille demain significa naturalmente «Lavoro domani». Le indicazioni di tempo come tous les jours, maintenant, demain guidano l’interpretazione.

Aimer merita attenzione perché può significare «amare» con una persona e «piacere» con una cosa o un’attività: J’aime Marie = «Amo Marie»; J’aime le café = «Mi piace il caffè»; J’aime danser = «Mi piace ballare». La grammatica resta regolare, ma la costruzione non copia l’italiano piacere.

Oltre le basi

Le particolarità seguenti non sono necessarie per cominciare a comunicare a livello A1. È però utile riconoscerle, perché appartengono ancora al grande gruppo dei verbi in -er.

Cambiamenti nella radice

Alcuni verbi modificano la grafia della radice nelle forme in cui la desinenza non è pronunciata con una sillaba forte. Le forme di nous e vous conservano spesso la grafia dell’infinito:

Modello Forme rappresentative Osservazione
acheter j’achète, nous achetons, ils achètent e diventa è in alcune forme
préférer je préfère, nous préférons, elles préfèrent cambia l’accento
appeler j’appelle, nous appelons, ils appellent raddoppia la consonante
jeter je jette, nous jetons, elles jettent raddoppia la consonante
nettoyer je nettoie, nous nettoyons, ils nettoient y diventa i in alcune forme
payer je paie / je paye, nous payons sono ammesse due varianti in alcune forme

Questi verbi mantengono le normali desinenze -e, -es, -e, -ons, -ez, -ent. Ciò che varia è la radice. Conviene imparare ogni verbo con almeno tre forme: je, nous e ils, perché insieme mostrano quasi sempre l’alternanza.

Altre forme costruite dal verbo in -er

Il modello del presente diventa una base utile per tempi e modi successivi:

  • il participio passato (la forma usata nei tempi composti) termina regolarmente in : parlerparlé, mangermangé;
  • l’imperativo (la forma per ordini, inviti e istruzioni) usa tu, nous, vous senza pronome: Parle ! Parlons ! Parlez !;
  • l’imperfetto parte normalmente dalla forma di nous privata di -ons: nous parlonsje parlais; nous mangeonsje mangeais;
  • il participio presente termina in -ant: parlant, mangeant.

Questi collegamenti spiegano perché vale la pena padroneggiare bene nous parlons e nous mangeons: non sono soltanto forme del presente, ma aiutano a costruire altre parti del sistema verbale.

Regolarità e produttività

I nuovi verbi creati o adattati in francese entrano spesso nel gruppo in -er, perché il modello è produttivo e facile da applicare. Tuttavia non bisogna concludere che ogni infinito in -er sia completamente regolare: aller è l’eccezione fondamentale, mentre verbi come acheter o appeler seguono le desinenze regolari ma presentano alternanze ortografiche nella radice.

Consigli per esercitarsi

  1. Usa una griglia di sei persone. Scegli ogni giorno tre verbi comuni e scrivili con je, tu, il/elle/on, nous, vous, ils/elles. Alterna un verbo del tutto regolare, uno in -ger e uno in -cer: per esempio parler, manger, commencer.
  2. Allenati separatamente con suono e grafia. Leggi ad alta voce je parle, tu parles, il parle, ils parlent, poi riscrivile senza guardare. In questo modo impari che una stessa pronuncia può corrispondere a desinenze diverse.
  3. Crea frasi vere sulla tua giornata. Completa schemi come J’habite…, Je travaille…, J’aime…, Nous mangeons…, On regarde…. Trasforma poi ogni frase in negativa e interrogativa: Je travailleJe ne travaille pasEst-ce que tu travailles ?.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Pronomi soggetto — indicano chi compie l’azione e determinano la forma verbale.
  • Passo successivo: Il verbo aller — termina in -er, ma ha un presente irregolare e forma il futuro prossimo.
  • Passo successivo: Il verbo venir — introduce un altro modello irregolare molto frequente.
  • Passo successivo: Il verbo faire — verbo irregolare essenziale per attività ed espressioni quotidiane.
  • Verbi modali: Pouvoir, vouloir e devoir — esprimono possibilità, volontà e obbligo e sono seguiti dall’infinito.
  • Contrasto utile: Savoir e connaître — due verbi irregolari che corrispondono a usi diversi di «sapere» e «conoscere».

Prerequisito

I pronomi soggetto in franceseA1

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