A1

I pronomi dimostrativi in turco

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In breve

In turco si usano tre dimostrativi principali: bu per ciò che è vicino a chi parla, şu per richiamare l'attenzione su qualcosa a una certa distanza o già individuato nel discorso, e o per ciò che è lontano. Le stesse forme possono comparire da sole — Bu ne? «Che cos'è questo?» — oppure davanti a un nome — bu kitap «questo libro» — e non cambiano in base al genere.

Panoramica

I dimostrativi servono a indicare una persona, un oggetto o una realtà nel contesto: in italiano diciamo «questo», «quello», «questa cosa», «quelle persone». In turco il sistema di base comprende bu, şu e o. La distinzione riguarda soprattutto la distanza e il modo in cui chi parla dirige l'attenzione dell'interlocutore.

È un argomento di livello A1 perché queste parole compaiono continuamente nelle conversazioni quotidiane: per chiedere il nome di un oggetto, scegliere un prodotto, indicare una persona o distinguere due alternative. La regola iniziale è semplice, ma il sistema non coincide perfettamente con quello italiano. Şu, in particolare, non è soltanto una traduzione automatica di «quello»; spesso equivale a «quello lì che ti sto indicando» o «quella cosa di cui stiamo parlando».

In grammatica, un pronome è una parola che prende il posto di un nome: in Bu güzel («Questo è bello»), bu sta da solo. Quando la stessa forma precede un nome, come in bu ev («questa casa»), svolge invece la funzione di determinante dimostrativo, cioè precisa quale casa intendiamo. In turco tradizionale quest'ultimo uso viene spesso chiamato işaret sıfatı, «aggettivo dimostrativo». La forma, però, resta identica.

Come funziona

Le tre forme fondamentali

Forma turca Valore di base Esempio Significato
bu vicino a chi parla; presente qui bu sandalye questa sedia
şu oggetto indicato o messo a fuoco; distanza intermedia şu adam quell'uomo lì
o lontano da chi parla e dall'interlocutore o bina quell'edificio laggiù

Immagina tre zone. Se hai il telefono in mano, puoi dire bu telefon («questo telefono»). Se indichi una tazza dall'altra parte del tavolo, şu fincan è naturale perché stai orientando lo sguardo dell'altra persona. Per un edificio visibile in lontananza userai normalmente o bina.

La distanza non è sempre misurata in metri. Conta anche la situazione comunicativa:

  • bu presenta spesso qualcosa come immediatamente accessibile o come tema attuale: Bu fikir güzel («Questa idea è buona»);
  • şu richiama l'attenzione su un referente preciso: Şu kapıyı açar mısın? («Puoi aprire quella porta lì?»);
  • o rimanda a qualcosa percepito come lontano, già noto o esterno alla situazione immediata: O gün çok yağmur yağdı («Quel giorno piovve molto»).

Per un principiante è sufficiente partire dalla scala bu → şu → o, cioè vicino → indicato/intermedio → lontano. L'uso nel discorso sarà approfondito più avanti.

Da soli oppure davanti a un nome

Quando il nome è espresso, il dimostrativo viene prima:

  • bu kitap — questo libro;
  • şu kadın — quella donna lì;
  • o araba — quella macchina laggiù.

Quando il referente è evidente, il nome può essere omesso:

  • Bu ucuz. — Questo è economico.
  • Şu benim. — Quello lì è mio.
  • O çok eski. — Quello è molto vecchio.

Il turco non possiede genere grammaticale per queste forme. Bu può quindi significare «questo» o «questa», mentre o può corrispondere a «quello» o «quella». A differenza dell'italiano, non occorre accordare il dimostrativo con il nome: bu çocuk può riferirsi a un bambino o a una bambina, e bu araba significa «questa automobile» senza alcun cambiamento di forma.

Il plurale

Usati da soli, i dimostrativi formano il plurale con -lar:

Singolare Plurale Traduzione indicativa
bu bunlar questo/questa → questi/queste
şu şunlar quello/quella lì → quelli/quelle lì
o onlar quello/quella laggiù → quelli/quelle; anche «loro»

C'è una differenza importante rispetto all'italiano. Davanti a un nome plurale si mantiene il dimostrativo al singolare:

  • bu kitaplar — questi libri;
  • şu evler — quelle case lì;
  • o insanlar — quelle persone.

Non si dice bunlar kitaplar per «questi libri». Bunlar si usa da solo: Bunlar kitap («Questi sono libri») oppure Bunlar benim kitaplarım («Questi sono i miei libri»). In turco, dunque, il numero viene segnalato dal nome quando il nome è presente; il dimostrativo che lo precede non si accorda.

Domande con ne e kim

Per chiedere l'identità di una cosa si usa ne, «che cosa»:

  • Bu ne? — Che cos'è questo?
  • Şu ne? — Che cos'è quello lì?
  • Bunlar ne? — Che cosa sono questi?

Per una persona si usa invece kim, «chi»:

  • Bu kim? — Chi è questa persona?
  • Şu adam kim? — Chi è quell'uomo?
  • Onlar kim? — Chi sono loro/quelle persone?

Nelle frasi nominali al presente il turco non inserisce un verbo equivalente a «essere» alla terza persona. Per questo Bu ne? è letteralmente «Questo che cosa?» e O bina çok yüksek è «Quell'edificio molto alto», ma in italiano traduciamo naturalmente «Che cos'è questo?» e «Quell'edificio è molto alto».

Con la particella interrogativa

Per chiedere «questo?» oppure mettere a confronto due possibilità si usa la particella interrogativa mı/mi/mu/mü, scritta separata:

  • Bu mu? — Questo?
  • Şu mu senin? — È quello lì il tuo?
  • O mu daha güzel? — È quello il più bello?

La particella segue l'elemento su cui cade la domanda. Non va confusa con ne e kim, che chiedono un'informazione aperta.

I suffissi di caso

Il turco aggiunge ai nomi e ai pronomi dei casi, cioè suffissi che indicano il ruolo della parola nella frase: per esempio «verso questo», «in quello» o «da quello». Quando bu, şu, o ricevono tali suffissi, compare una n di collegamento. Le forme al singolare più utili sono:

Funzione bu şu o Significato tipico
forma semplice bu şu o questo, quello lì, quello
oggetto definito bunu şunu onu questo/quello come oggetto
direzione o destinatario buna şuna ona a questo, verso quello
posizione bunda şunda onda in/su questo o quello
provenienza bundan şundan ondan da questo o quello
relazione/possesso bunun şunun onun di questo o quello

Per esempio, Bunu alıyorum significa «Prendo questo». Buna bak! significa «Guarda questo!», mentre Ondan bahsediyoruz significa «Stiamo parlando di quello». Queste forme appartengono soprattutto allo studio dei casi, ma è utile riconoscerle fin dall'inizio: non sono parole nuove e indipendenti, bensì bu, şu, o con un suffisso.

Anche i plurali ricevono i normali suffissi: bunları («questi come oggetto»), şunlara («a quelli lì»), onlardan («da quelli/da loro»). La scelta della vocale e talvolta della consonante dipende dall'armonia vocalica e consonantica del turco.

Esempi nel contesto

Turco Italiano Nota
Bu ne? Che cos'è questo? Domanda su un oggetto vicino.
Bu benim çantam. Questa è la mia borsa. Bu è usato da solo.
Bu kahve çok sıcak. Questo caffè è molto caldo. Bu precede il nome.
Şu adam kim? Chi è quell'uomo lì? Şu dirige l'attenzione verso la persona indicata.
Şu kitabı verir misin? Mi dai quel libro lì? Şu precede kitabı, «il libro» come oggetto definito.
Şu senin mi? Quello lì è tuo? Il nome è sottinteso.
O bina çok yüksek. Quell'edificio è molto alto. O indica qualcosa lontano.
O gün evdeydim. Quel giorno ero a casa. Distanza nel tempo, non nello spazio.
Bunlar çok güzel. Questi sono molto belli. Plurale pronominale di bu.
Bu elmalar taze. Queste mele sono fresche. Davanti al nome plurale si usa bu, non bunlar.
Şunlara bak! Guarda quelli lì! Şunlar con il suffisso di direzione.
Onlar kim? Chi sono loro? Onlar può essere pronome personale.
Bunu almak istiyorum. Voglio comprare questo. Bunu è l'oggetto definito del verbo.
Bu mu, şu mu? Questo o quello lì? Confronto tra due alternative.
Ondan bahsetmiyorum. Non sto parlando di quello. Ondan significa qui «di quello».

Errori comuni

Usare soltanto bu e o, ignorando şu

  • Poco naturale nel contesto: O kalemi verir misin? — mentre si indica una penna sul tavolo tra i due interlocutori.
  • Più naturale: Şu kalemi verir misin?
  • Perché: şu è molto comune quando si richiama l'attenzione su un oggetto visibile e specifico. Tradurre sempre «quello» con o fa perdere questa sfumatura.

Mettere il dimostrativo al plurale davanti a un nome

  • Errato: bunlar kitaplar
  • Corretto: bu kitaplar — questi libri
  • Perché: davanti a un nome, bu, şu, o restano invariabili. Sono kitaplar, «libri», a indicare il plurale. Bunlar si usa quando sostituisce il nome.

Cercare un accordo di genere come in italiano

  • Errato: inventare forme diverse di bu per «questo» e «questa».
  • Corretto: bu adam — quest'uomo; bu kadın — questa donna; bu ev — questa casa.
  • Perché: i dimostrativi turchi non distinguono maschile e femminile.

Dimenticare la n nelle forme con caso

  • Errato: buya bak; şudan al.
  • Corretto: buna bak — guarda questo; şundan al — prendi da quello lì.
  • Perché: tra la base dimostrativa e il suffisso compare una n: bu-n-a, şu-n-dan, o-n-u.

Usare ne per chiedere chi è una persona

  • Errato: Bu ne? — se si sta chiedendo l'identità di una persona.
  • Corretto: Bu kim? — Chi è questa persona?
  • Perché: kim si usa per le persone, ne per cose, concetti o tipi di oggetto. Bu ne? rivolto a una cosa è perfettamente corretto.

Confondere o e onlar con soli dimostrativi

  • Possibile equivoco: O geliyor.
  • Interpretazione corretta dal contesto: «Lui/lei sta arrivando» oppure, parlando di una cosa, «Quello sta arrivando».
  • Perché: o è anche il pronome personale turco di terza persona singolare e non distingue «lui», «lei» e «esso». Analogamente, onlar può significare «loro» oppure «quelli».

Note d'uso

La corrispondenza con l'italiano non è rigida. Bu è vicino a «questo», mentre o copre gran parte degli usi di «quello». Şu ricorda talvolta «quello lì»; l'italiano letterario possiede anche «codesto» per ciò che è vicino all'interlocutore, ma questo paragone va usato con cautela. Şu è vivo e comunissimo nel turco quotidiano, mentre «codesto» è raro in gran parte dell'italiano contemporaneo e non ne rappresenta una traduzione generale.

Un gesto o lo sguardo possono cambiare la scelta. Dicendo Şu güzel mentre si indica un oggetto, chi parla invita l'altra persona a identificarlo. O tende invece a trattare il referente come già identificabile o chiaramente lontano. Nell'uso reale, i confini dipendono dalla prospettiva dei parlanti e non sono linee geometriche assolute.

Con le persone, indicare direttamente qualcuno con bu o şu può risultare brusco se il tono e la situazione non lo giustificano, proprio come «questo qui» in italiano. Sono normali in domande come Bu kim? davanti a una foto, ma nelle presentazioni è più cortese usare il nome della persona o una formula appropriata.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste sfumature non sono necessarie per iniziare, ma compariranno presto nei dialoghi e nei testi.

Bu e o nel discorso

I dimostrativi possono riferirsi non solo a oggetti visibili, ma anche a idee, eventi e intere frasi. Bu riprende spesso qualcosa sentito come attuale o immediatamente rilevante:

  • Bu doğru değil. — Questo non è vero.
  • Bu yüzden erken çıktım. — Per questo motivo sono uscito presto.

O può richiamare una situazione più distante nel tempo o già condivisa:

  • O zaman öğrenciydim. — Allora ero studente.
  • O gün seni aradım. — Quel giorno ti ho chiamato.

Şu per introdurre ciò che segue

Şu può mettere a fuoco un'informazione che il parlante sta per precisare. In espressioni come Şunu söylemek istiyorum («Voglio dire questo») la forma şunu anticipa il contenuto successivo. Qui non c'è necessariamente un oggetto a distanza intermedia: la funzione è attirare l'attenzione dell'ascoltatore.

Sono frequenti anche costruzioni come:

  • Şöyle yapalım. — Facciamo così.
  • Şunu unutma: zamanımız az. — Non dimenticare questo: abbiamo poco tempo.

Şöyle è un avverbio dimostrativo, cioè una parola che indica «in questo/quel modo». Non è uno dei tre pronomi studiati qui, ma appartiene alla stessa famiglia e aiuta a capire il valore di richiamo di şu.

L'ambiguità utile di o

Poiché il turco non distingue grammaticalmente «lui», «lei» e «quello», la frase O çok iyi può significare «Lui è molto bravo», «Lei è molto brava» oppure «Quello è molto buono/bello», secondo il contesto. Il turco non considera normalmente problematica questa ambiguità: il referente è già noto. Se occorre essere espliciti, si aggiunge un nome: o kadın («quella donna»), o film («quel film»).

Forme rafforzate nel parlato

Per localizzare meglio un referente si possono incontrare combinazioni con avverbi di luogo:

  • bu burada — questo qui;
  • şu şurada — quello lì;
  • o orada — quello là.

Sono utili quando si confrontano più oggetti. Come in italiano, una ripetizione eccessiva può suonare marcata; spesso basta il gesto o il semplice dimostrativo.

Consigli per esercitarsi

  1. Crea tre zone intorno a te. Scegli tre oggetti e descrivili con bu, şu e o: bu telefon, şu sandalye, o kapı. Poi allontanati o cambia punto di vista e verifica se la scelta cambia.
  2. Alterna nome espresso e nome sottinteso. Trasforma bu kitap in Bu yeni («Questo è nuovo») e bu kitaplar in Bunlar yeni («Questi sono nuovi»). È il modo più rapido per fissare la differenza tra bu e bunlar.
  3. Impara le forme con caso in frasi complete. Memorizza piccole sequenze utili: Bunu istiyorum («Voglio questo»), Buna bak («Guarda questo»), Bundan bahsediyorum («Parlo di questo»). Il contesto rende più chiara la funzione dei suffissi rispetto a un elenco isolato.

Concetti correlati

  • Per consolidare le basi: Pronomi personali — chiarisce perché o e onlar possono significare anche «lui/lei» e «loro».
  • Per formare il plurale: Suffisso plurale — spiega la formazione di bunlar, şunlar, onlar e dei nomi plurali.
  • Per fare domande: Parole interrogative — approfondisce ne, kim e le altre parole usate nelle domande.
  • Passo successivo: Suffissi fondamentali dei casi — permette di capire forme come bunu, şuna, onda e bundan.

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