A1

I pronomi personali in turco

Kişi Zamirleri

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di turco su Settemila Lingue.

In breve

I pronomi personali turchi sono ben (io), sen (tu), o (lui, lei o esso), biz (noi), siz (voi o Lei) e onlar (loro). Come in italiano, il pronome soggetto viene spesso omesso perché la forma del verbo indica già la persona: Gidiyorum significa «Vado» o «Sto andando». Sen è confidenziale, mentre siz serve sia per più persone sia per rivolgersi con rispetto a una sola persona.

Panoramica

Un pronome personale è una parola che sostituisce il nome di una persona, di un animale o di una cosa: invece di ripetere Ayşe, si può dire o, cioè «lei». In turco questi pronomi permettono di indicare chi parla, chi ascolta e chi è coinvolto nel discorso. Sono tra i primi elementi studiati al livello A1, perché ricorrono nelle presentazioni, nelle domande quotidiane e in quasi ogni paradigma verbale.

Per un italofono il sistema di base è abbastanza familiare: sia l'italiano sia il turco possono omettere il soggetto. Geliyorum contiene già l'informazione «io» nella desinenza, cioè nella parte finale del verbo, proprio come «vengo» non richiede sempre «io». Ci sono però due differenze essenziali. Il turco non distingue «lui», «lei» ed «esso»: usa sempre o. Inoltre siz corrisponde sia a «voi» sia al «Lei» di cortesia.

Il principiante deve prima imparare le sei forme e accordare correttamente il predicato con la persona. In seguito sarà utile riconoscere i pronomi con i casi grammaticali, cioè con terminazioni che esprimono funzioni rese in italiano da preposizioni o dalla posizione nella frase: bana «a me», beni «me», benimle «con me».

Come funziona

Le sei forme fondamentali

Persona Singolare Plurale
Prima persona: chi parla ben — io biz — noi
Seconda persona: chi ascolta sen — tu siz — voi; Lei di cortesia
Terza persona: chi o ciò di cui si parla o — lui, lei, esso/essa onlar — loro

Il turco non ha genere grammaticale nei pronomi personali. O può riferirsi a un uomo, a una donna, a un animale o a una cosa; è il contesto a chiarire il riferimento:

  • O doktor. — Lui/Lei è medico.
  • O çok eski. — Esso/Essa è molto vecchio/a.
  • O geldi. — È arrivato/a.

Anche l'italiano spesso lascia capire il genere da un participio o da un aggettivo; il turco, invece, non introduce quella distinzione neppure in queste forme.

Il soggetto e la desinenza personale

Il soggetto è chi compie l'azione o ciò di cui si afferma qualcosa. In una forma verbale turca, una desinenza personale segnala di solito se il soggetto è «io», «tu», «noi» e così via. Con gitmek «andare», al presente progressivo, il meccanismo appare chiaramente:

Turco Italiano Indicazione personale
(Ben) gidiyorum. (Io) vado / sto andando. -um segnala la prima persona singolare.
(Sen) gidiyorsun. (Tu) vai / stai andando. -sun segnala la seconda persona singolare.
(O) gidiyor. Lui/Lei va / sta andando. La terza persona singolare non aggiunge una desinenza personale.
(Biz) gidiyoruz. (Noi) andiamo / stiamo andando. -uz segnala la prima persona plurale.
(Siz) gidiyorsunuz. (Voi) andate / (Lei) va. -sunuz segnala la forma plurale o di cortesia.
(Onlar) gidiyorlar. (Loro) vanno / stanno andando. -lar segnala qui la terza persona plurale.

Le vocali e talvolta le consonanti delle terminazioni cambiano secondo l'armonia vocalica, il meccanismo con cui i suffissi si adattano alle vocali della parola. Non occorre quindi memorizzare -um, -sun e le altre parti come finali invariabili: il paradigma serve soprattutto a vedere che la persona è già codificata nel verbo.

Il pronome si omette quando il riferimento è chiaro:

  • Türkçe öğreniyorum. — Studio il turco.
  • Yarın geliyor musun? — Vieni domani?
  • Hazırız. — Siamo pronti.

Lo si esprime quando introduce il soggetto, evita un dubbio o crea contrasto:

  • Ben Türkçe öğreniyorum, o İtalyanca öğreniyor. — Io studio il turco, lui/lei studia l'italiano.
  • Sen ne düşünüyorsun? — E tu che cosa ne pensi?
  • Onlar nerede? — Dove sono loro?

Questa scelta assomiglia molto a quella italiana. Ripetere ben in ogni frase non è necessariamente scorretto, ma può suonare insistente, come una sequenza di «io... io... io...» in italiano.

Frasi senza un verbo equivalente a «essere»

Al presente, nelle frasi con un nome o un aggettivo, il turco non usa un verbo separato equivalente a «essere». La persona viene indicata da una terminazione aggiunta al predicato, cioè alla parola che dice qualcosa del soggetto:

Turco Italiano Struttura
(Ben) öğrenciyim. (Io) sono studente/studentessa. öğrenci + terminazione di prima persona singolare
(Sen) yorgunsun. (Tu) sei stanco/a. yorgun + terminazione di seconda persona singolare
O doktor. Lui/Lei è medico. Nessuna terminazione visibile alla terza persona singolare
(Biz) hazırız. (Noi) siamo pronti/e. hazır + terminazione di prima persona plurale
(Siz) kimsiniz? Chi è Lei? / Chi siete? kim + terminazione della forma siz

La domanda Siz kimsiniz? può quindi rivolgersi con rispetto a una persona oppure chiedere l'identità di più persone. Il contesto decide quale traduzione italiana è adatta.

Sen e siz

Sen si usa normalmente con familiari, amici, bambini e persone con cui il rapporto è confidenziale. Siz si usa:

  • per parlare a due o più persone, come «voi»;
  • per rivolgersi con cortesia o rispetto a una sola persona, come «Lei»;
  • in molti primi incontri e contesti professionali, finché non si passa a sen.

Anche quando indica una sola persona, siz richiede la forma verbale corrispondente a siz:

  • Siz nasılsınız? — Come sta? / Come state?
  • Siz nerede çalışıyorsunuz? — Dove lavora? / Dove lavorate?

In italiano «Lei» usa la terza persona singolare; in turco il trattamento rispettoso usa invece la seconda persona plurale. Questa differenza è una fonte frequente di errori.

I pronomi con i casi grammaticali

Quando il pronome non è il semplice soggetto, riceve spesso un suffisso di caso. Il caso grammaticale è una terminazione che mostra il ruolo della parola: per esempio, chi subisce direttamente l'azione, verso chi ci si muove o da chi si proviene.

Funzione ben sen o biz siz onlar
Forma di base, soggetto ben sen o biz siz onlar
Accusativo, oggetto diretto definito beni seni onu bizi sizi onları
Dativo, «a/verso» bana sana ona bize size onlara
Locativo, «in/su/presso» bende sende onda bizde sizde onlarda
Ablativo, «da» benden senden ondan bizden sizden onlardan
Genitivo, «di» o possessore benim senin onun bizim sizin onların
Con -le/-la, «con» benimle seninle onunla bizimle sizinle onlarla

Le forme bana e sana sono irregolari e vanno imparate come unità: non si dice bene o sene con il significato di «a me» e «a te».

L'accusativo indica qui l'oggetto diretto, cioè la persona o la cosa su cui ricade direttamente l'azione. In Beni görüyor musun? («Mi vedi?»), beni è ciò che viene visto. Il genitivo indica invece il possessore: benim kitabım significa «il mio libro». La terminazione possessiva su kitabım segnala già «mio», perciò benim può essere omesso se non occorre sottolineare il possessore.

È importante non estendere la regola dell'omissione del soggetto a tutte le funzioni. La desinenza di görüyorsun dice che «tu» vedi, ma non dice chi vedi: per esprimere «mi vedi?» serve beni.

Esempi nel contesto

Turco Italiano Nota
Ben gidiyorum. Io vado / Sto andando. Ben rende esplicito il soggetto.
Türkçe öğreniyorum. Studio il turco. Il soggetto ben è naturale ma non necessario.
Sen ne düşünüyorsun? Tu che cosa ne pensi? Il pronome mette a fuoco l'interlocutore.
Yarın geliyor musun? Vieni domani? Sen è indicato dalla forma interrogativa.
O bugün evde. Oggi lui/lei è a casa. O non specifica il genere.
Biz hazırız. Noi siamo pronti/e. Frase nominale senza un verbo separato per «essere».
Siz kimsiniz? Chi è Lei? / Chi siete? La forma può essere cortese singolare o plurale.
Siz nerede çalışıyorsunuz? Dove lavora? / Dove lavorate? Registro rispettoso oppure più interlocutori.
Onlar nerede? Dove sono loro? Alla terza persona non compare una copula visibile.
Onlar yarın geliyorlar. Loro arrivano domani. Il presente progressivo può indicare un programma futuro.
Ben kahve içiyorum, o çay içiyor. Io bevo caffè, lui/lei beve tè. I pronomi esprimono un contrasto.
Beni duyuyor musun? Mi senti? Beni è l'oggetto diretto.
Sana bir soru soracağım. Ti farò una domanda. Sana significa «a te».
Bu onun çantası. Questa è la sua borsa. Onun non rivela se il possessore è uomo o donna.
Bizimle geliyor musunuz? Viene/Venite con noi? Bizimle significa «con noi».
Ben de bilmiyorum. Neanch'io lo so. de separato significa qui «anche».

Errori comuni

Usare siz con una forma verbale di sen

  • Errato: Siz nasılsın?
  • Corretto: Siz nasılsınız?
  • Perché: anche quando siz corrisponde al «Lei» singolare italiano, richiede la forma della seconda persona plurale turca.

Cercare un pronome diverso per «lui» e «lei»

  • Errato per dire «Lei sta arrivando»: O kadın geliyor.
  • Corretto: O geliyor.
  • Perché: o significa già «lui» o «lei». Aggiungere kadın produce un gruppo nominale simile a «quella donna», perché davanti a un nome o può funzionare da dimostrativo.

Ripetere sempre il pronome soggetto

  • Poco naturale senza contrasto: Ben kalkıyorum. Ben kahvaltı yapıyorum. Ben işe gidiyorum.
  • Più naturale: Kalkıyorum. Kahvaltı yapıyorum. İşe gidiyorum.
  • Perché: le tre forme verbali indicano già «io». Il pronome espresso va bene se si vuole contrapporre la propria azione a quella di qualcun altro.

Omettere un pronome oggetto necessario

  • Incompleto se si intende «Mi vedi?»: Görüyor musun?
  • Corretto: Beni görüyor musun?
  • Perché: la forma verbale identifica chi vede, non chi viene visto. Senza beni, la domanda significa semplicemente «Vedi?» oppure «Lo/la vedi?» se l'oggetto è già noto.

Regolarizzare bana e sana

  • Errato: Bene yardım eder misin?
  • Corretto: Bana yardım eder misin? — Mi aiuti?
  • Perché: il dativo di ben è bana e quello di sen è sana: sono due forme irregolari molto frequenti.

Confondere bende e ben de

  • Errato per dire «Vengo anch'io»: Bende geliyorum.
  • Corretto: Ben de geliyorum.
  • Perché: ben de, scritto separato, significa «anch'io». Bende, unito, è la forma locativa e può significare «da me», «con me» o «in mio possesso»: Anahtar bende significa «La chiave è da me / ce l'ho io».

Note d'uso

Cortesia e distanza sociale

La scelta tra sen e siz non dipende soltanto dall'età. Contano il contesto, il grado di confidenza, l'ambiente professionale e le abitudini dei parlanti. Con una persona sconosciuta o in un servizio rivolto al pubblico, siz è in genere la scelta prudente. Se l'altra persona propone un tono più informale, si può passare a sen.

La maiuscola in Siz può comparire in lettere, messaggi formali o testi rivolti direttamente a una persona come segno di rispetto. Non è però necessario scrivere sempre il pronome con la maiuscola: nel normale testo corrente siz è del tutto regolare.

O come pronome e come dimostrativo

Usato da solo, o può essere il pronome personale «lui/lei/esso». Davanti a un nome, è normalmente un dimostrativo e significa «quello/quella»: o adam «quell'uomo», o kitap «quel libro». La forma è identica, ma la presenza del nome rende chiara la funzione.

L'accordo con onlar

Con persone, Onlar geliyorlar è una forma normale e trasparente. Quando onlar è espresso, si incontra anche Onlar geliyor, soprattutto quando il soggetto è già evidente. Con soggetti plurali non umani il verbo resta spesso al singolare: Arabalar geliyor («Le auto stanno arrivando») è più naturale di una concordanza plurale sistematica.

Se il soggetto non è espresso, la terminazione plurale diventa invece molto utile per identificarlo: Geliyorlar significa «Stanno arrivando». Per chi è all'inizio, usare -lar/-ler con onlar riferito a persone è una base sicura; la maggiore flessibilità si acquisisce ascoltando l'uso reale.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste sfumature non sono da padroneggiare subito al livello A1, ma spiegano forme che compaiono presto nei dialoghi autentici.

Il pronome espresso può correggere o contrapporre

Poiché il soggetto viene normalmente omesso, pronunciarlo gli dà spesso rilievo. Ben yapmadım non comunica soltanto «Non l'ho fatto»: secondo l'intonazione può suggerire «Non sono stato io». Analogamente, Sen biliyorsun può significare «Tu lo sai», con l'idea che altri non lo sappiano o che la responsabilità della risposta spetti all'interlocutore.

Nelle domande, la particella mi/mı/mu/mü può mettere a fuoco proprio il pronome:

  • Sen mi yaptın? — Sei stato tu a farlo?
  • O mu gelecek? — Verrà lui/lei?

La forma della particella cambia per armonia vocalica ed è scritta separata.

Possesso e omissione del possessore

In turco il rapporto di possesso viene spesso marcato due volte: sul possessore al genitivo e sulla cosa posseduta con un suffisso possessivo. Per esempio, benim adım è letteralmente «di me + il mio nome» e significa «il mio nome». Nel discorso normale basta spesso adım, perché la terminazione -ım identifica già il possessore.

Il pronome resta utile per contrastare:

  • Benim adım Deniz, onun adı Ece. — Io mi chiamo Deniz, lui/lei si chiama Ece.
  • Bu senin kitabın mı, benim kitabım mı? — Questo è il tuo libro o il mio?

Si ritrova quindi lo stesso principio del soggetto: una terminazione fornisce l'informazione grammaticale, mentre il pronome espresso aggiunge chiarezza o enfasi.

kendi per il riferimento riflessivo

A un livello successivo si incontra kendi, usato per «sé stesso/a» e, con suffissi, «me stesso», «te stesso» e così via. La frase O kendini gördü significa «Lui/Lei ha visto sé stesso/a», mentre O onu gördü significa normalmente «Lui/Lei ha visto lui/lei», cioè un'altra persona. Questa distinzione evita l'ambiguità che o da solo non può risolvere.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci coppie con e senza pronome. Parti da Ben çalışıyorum e ripeti Çalışıyorum. Poi crea un contrasto: Ben çalışıyorum, o dinleniyor («Io lavoro, lui/lei riposa»). In questo modo impari non solo a omettere il pronome, ma anche a capire quando serve.
  2. Ripassa le forme per funzione, non come un'unica lista. In un giorno esercita la serie beni, seni, onu... con frasi come Beni görüyor musun?; in un altro usa bana, sana, ona.... Associa ogni serie a una domanda concreta: «chi vedo?» oppure «a chi parlo?».
  3. Ascolta il registro. Nei dialoghi, nota se gli interlocutori usano sen o siz, e sottolinea la terminazione del verbo che accompagna il pronome. Nei sottotitoli cerca anche i casi in cui la traduzione italiana contiene «io», «tu» o «lui/lei», ma il turco non mostra alcun pronome soggetto.

Concetti correlati

  • Passo successivo: Pronomi indefiniti — amplia il sistema con forme come biri «qualcuno», herkes «tutti» e hiç kimse «nessuno».

Concetti che si basano su questo

Altri concetti di livello A1

Questo concetto in altre lingue

Confronta in tutte le lingue