Il congiuntivo presente in italiano
Congiuntivo Presente
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In breve
Il congiuntivo presente presenta un fatto non come semplice informazione, ma attraverso un'opinione, un dubbio, un desiderio, un'emozione o una valutazione: Penso che sia utile; voglio che tu venga. Compare soprattutto in una proposizione introdotta da che e dipende dal significato della frase principale. Non basta quindi vedere che: bisogna capire quale atteggiamento esprime chi parla.
Panoramica
Il congiuntivo è un modo verbale, cioè un insieme di forme che indica come chi parla considera un evento. L'indicativo tende a presentarlo come dato o informazione — So che Marta è a casa — mentre il congiuntivo lo colloca dentro un giudizio, una possibilità o una volontà — Penso che Marta sia a casa. Il presente è uno dei tempi di questo modo e si incontra normalmente a livello B1.
La frase con il congiuntivo è spesso una subordinata (una frase che dipende da un'altra): in Spero che Luca arrivi, spero è il verbo della frase principale e che Luca arrivi è la subordinata. Il congiuntivo non significa sempre “azione incerta”: in Sono felice che tu sia qui, la presenza dell'altra persona è reale, ma viene vista attraverso un'emozione.
Per scegliere bene il modo verbale conviene porsi due domande: che cosa esprime la principale — certezza, opinione, desiderio, emozione, necessità? — e qual è il rapporto temporale tra le due azioni? Con una principale al presente o al futuro, il congiuntivo presente indica di solito un fatto contemporaneo o successivo: Credo che dorma adesso; spero che arrivi domani.
Come funziona
Formazione dei verbi regolari
Si parte dal tema del verbo e si aggiungono le desinenze del congiuntivo. Nelle prime tre persone singolari la forma è uguale; per chiarezza, perciò, il soggetto viene spesso espresso: che io parli, che tu parli, che lei parli.
| Persona | parlare (-are) | prendere (-ere) | dormire (-ire) | finire (-ire con -isc-) |
|---|---|---|---|---|
| che io | parli | prenda | dorma | finisca |
| che tu | parli | prenda | dorma | finisca |
| che lui/lei/Lei | parli | prenda | dorma | finisca |
| che noi | parliamo | prendiamo | dormiamo | finiamo |
| che voi | parliate | prendiate | dormiate | finiate |
| che loro | parlino | prendano | dormano | finiscano |
La forma di noi coincide con il presente indicativo: noi parliamo, prendiamo, dormiamo. È la costruzione della frase, non la forma isolata, a mostrare il modo: So che lavoriamo bene rispetto a È importante che lavoriamo bene.
Cambiamenti ortografici
I cambiamenti di grafia conservano il suono del verbo:
- i verbi in -care e -gare aggiungono h: cercare → cerchi, pagare → paghi;
- molti verbi in -ciare e -giare non raddoppiano la i: cominciare → cominci, mangiare → mangi;
- i verbi in -isc- mantengono questo elemento in io, tu, lui/lei e loro, ma non in noi e voi: capisca, capiamo, capiate, capiscano.
Verbi irregolari frequenti
Molte forme irregolari si riconoscono dal tema della prima persona dell'indicativo: vengo → venga, faccio → faccia, esco → esca. Altre, come sia e abbia, vanno memorizzate.
| Verbo | io/tu/lui/lei | noi | voi | loro |
|---|---|---|---|---|
| essere | sia | siamo | siate | siano |
| avere | abbia | abbiamo | abbiate | abbiano |
| andare | vada | andiamo | andiate | vadano |
| venire | venga | veniamo | veniate | vengano |
| fare | faccia | facciamo | facciate | facciano |
| dire | dica | diciamo | diciate | dicano |
| dare | dia | diamo | diate | diano |
| stare | stia | stiamo | stiate | stiano |
| sapere | sappia | sappiamo | sappiate | sappiano |
| potere | possa | possiamo | possiate | possano |
| volere | voglia | vogliamo | vogliate | vogliano |
| dovere | debba | dobbiamo | dobbiate | debbano |
| uscire | esca | usciamo | usciate | escano |
| bere | beva | beviamo | beviate | bevano |
| rimanere | rimanga | rimaniamo | rimaniate | rimangano |
Opinione, dubbio e apparenza
Verbi come pensare, credere, immaginare, supporre, dubitare, sembrare e parere introducono spesso il congiuntivo:
- Credo che il negozio chiuda alle otto.
- Dubito che abbiano abbastanza tempo.
- Sembra che nessuno sappia la risposta.
Con verbi che esprimono conoscenza o certezza prevale invece l'indicativo: So che il negozio chiude alle otto; è certo che arriva oggi. La negazione può cambiare la prospettiva: Non sono sicuro che arrivi oggi. Non è però una trasformazione automatica basata sulla parola non: conta sempre il significato complessivo.
Desiderio, volontà, richiesta e timore
Dopo volere, desiderare, preferire, chiedere, ordinare, sperare, temere e locuzioni simili, si usa il congiuntivo quando è presente una subordinata con che:
- Preferisco che voi partiate presto.
- Ti chiedo che il documento rimanga riservato.
- Temo che il treno sia in ritardo.
Quando il soggetto delle due azioni coincide, con molti di questi verbi è più naturale l'infinito: Spero di partire e Voglio restare, non normalmente spero che io parta o voglio che io resti. Se i soggetti sono diversi, si usa che + congiuntivo: Spero che tu parta; voglio che loro restino. Questa preferenza non è una legge valida per qualunque espressione: Credo che io sia pronto è possibile, soprattutto se il pronome serve a creare contrasto.
Emozione, giudizio, necessità e possibilità
Il congiuntivo segue molte espressioni formate da essere + aggettivo o da una costruzione impersonale (senza una persona precisa come soggetto):
- emozione: Sono contenta che tu stia meglio; mi dispiace che piova;
- giudizio: È strano che non risponda; è giusto che tutti partecipino;
- necessità: È necessario che firmiate qui; bisogna che io vada;
- possibilità: È possibile che ci siano ritardi; può darsi che nevichi.
Il fatto può essere vero. In È bello che lavoriamo insieme, il congiuntivo segnala la valutazione è bello, non un dubbio sul lavoro comune.
Congiunzioni che introducono il congiuntivo
Alcune congiunzioni richiedono normalmente il congiuntivo per il loro significato:
| Funzione | Congiunzioni | Esempio |
|---|---|---|
| scopo | affinché, perché | Parlo piano affinché tutti capiscano. |
| concessione | benché, sebbene, nonostante | Sebbene sia tardi, continuiamo. |
| condizione o limite | purché, a condizione che, a meno che | Vengo, purché tu mi avverta. |
| tempo non ancora realizzato | prima che | Chiudi le finestre prima che inizi a piovere. |
| esclusione | senza che | Esce senza che nessuno lo veda. |
Con perché, il significato è decisivo. Quando indica lo scopo e significa “affinché”, vuole il congiuntivo: Te lo spiego perché tu capisca. Quando indica la causa, usa normalmente l'indicativo: Resto a casa perché sono stanco.
Presente nella principale, presente nella subordinata
Con una principale al presente, al futuro o all'imperativo, il congiuntivo presente colloca l'evento della subordinata nello stesso momento o dopo:
| Rapporto di tempo | Esempio | Interpretazione |
|---|---|---|
| contemporaneità | Penso che Anna lavori adesso. | Il pensiero e il lavoro riguardano il presente. |
| posteriorità | Spero che Anna lavori con noi domani. | Il lavoro è successivo alla speranza. |
| richiesta futura | Fate in modo che tutto sia pronto lunedì. | La preparazione deve risultare completa in futuro. |
Se l'azione subordinata è già conclusa, serve di norma il congiuntivo passato: Penso che Anna abbia già finito. La scelta del tempo dipende quindi dal rapporto tra le azioni, non soltanto dalla presenza di parole come oggi o domani.
Esempi nel contesto
| Frase | Significato in parole semplici | Nota |
|---|---|---|
| Penso che sia una buona idea. | Secondo me, l'idea è buona. | Opinione con pensare. |
| Voglio che tu venga. | Desidero la tua presenza. | I due verbi hanno soggetti diversi. |
| Spero che tutto vada bene. | Mi auguro un buon risultato. | Speranza riferita al futuro. |
| È importante che studiamo. | Studiare è necessario o ha valore. | Valutazione impersonale. |
| Non credo che Marco abbia ragione. | Secondo me, Marco probabilmente sbaglia. | Opinione negativa. |
| Sono felice che voi siate qui. | La vostra presenza mi rende felice. | Emozione relativa a un fatto reale. |
| Temiamo che il volo parta in ritardo. | Abbiamo paura di un possibile ritardo. | Timore. |
| Può darsi che Giulia non sappia nulla. | È possibile che Giulia non sia informata. | Possibilità. |
| Ti scrivo affinché tu conosca tutti i dettagli. | Ti scrivo con lo scopo di informarti bene. | Proposizione di scopo. |
| Sebbene piova, andiamo a piedi. | Camminiamo nonostante la pioggia. | Concessione. |
| Puoi usare la macchina, purché tu faccia attenzione. | Te la presto a questa condizione. | Condizione necessaria. |
| Partiamo prima che cominci il traffico. | Partiamo in anticipo rispetto al traffico. | Evento non ancora iniziato. |
| Cerco qualcuno che parli portoghese. | Non so ancora chi sia questa persona. | Persona cercata e non identificata. |
| So che Paolo è affidabile. | La sua affidabilità è presentata come certa. | Indicativo dopo sapere: contrasto utile. |
Errori comuni
Usare il congiuntivo dopo qualsiasi che
- Non corretto: So che Laura sia in ufficio.
- Corretto: So che Laura è in ufficio.
- Perché: sapere presenta l'informazione come conosciuta. La congiunzione che, da sola, non impone il congiuntivo.
Usare l'indicativo dopo un desiderio con soggetti diversi
- Non corretto: Voglio che tu vieni con noi.
- Corretto: Voglio che tu venga con noi.
- Perché: la volontà riguarda l'azione di un'altra persona; nella lingua sorvegliata si usa che + congiuntivo.
Confondere le desinenze di -are e -ere/-ire
- Non corretto: Penso che lui parla bene; credo che lei prende il bus.
- Corretto: Penso che lui parli bene; credo che lei prenda il bus.
- Perché: al singolare i verbi in -are terminano in -i, quelli in -ere e -ire in -a.
Dimenticare il cambio ortografico
- Non corretto: Spero che cerci un lavoro migliore.
- Corretto: Spero che cerchi un lavoro migliore.
- Perché: in cercare la h mantiene il suono duro di c davanti a i.
Ripetere una subordinata quando basta l'infinito
- Poco naturale: Spero che io riesca a finire oggi.
- Più naturale: Spero di riuscire a finire oggi.
- Perché: con lo stesso soggetto, dopo sperare si preferisce normalmente di + infinito. La prima frase resta possibile se io è messo esplicitamente in contrasto con altre persone.
Usare il presente per un fatto già concluso
- Non corretto: Credo che Marta arriva già.
- Corretto: Credo che Marta sia già arrivata.
- Perché: se l'arrivo precede il momento in cui si formula l'opinione, occorre il congiuntivo passato.
Note d'uso
Il congiuntivo è pienamente vivo nell'italiano contemporaneo, soprattutto nello scritto, nelle situazioni formali e nel parlato curato. Nel parlato spontaneo si sente anche l'indicativo in frasi come penso che è o non credo che viene. La frequenza varia secondo area, registro, persona e costruzione: non è corretto concludere che il congiuntivo sia “scomparso”. Per chi studia, la scelta più sicura è imparare lo standard e riconoscere le alternative colloquiali senza imitarle automaticamente.
Dopo secondo me si usa normalmente l'indicativo, perché non c'è una subordinata retta da un verbo di opinione: Secondo me è troppo tardi. Con a mio parere vale lo stesso. Si confronti Penso che sia troppo tardi, dove pensare regge invece la subordinata.
Con forse l'italiano moderno preferisce in genere l'indicativo: Forse arriva domani. Il congiuntivo può apparire in usi più ricercati o in strutture che lo richiedono per un'altra ragione, ma forse non va memorizzato come segnale automatico del congiuntivo.
I pronomi sono utili quando le forme coincidono. Credo che parta alle sei può riferirsi a io, tu, lui o lei se il contesto non chiarisce il soggetto; credo che lei parta elimina l'ambiguità. Non occorre però esprimere sempre il pronome: se il referente è evidente, l'omissione è naturale.
Oltre le basi: usi avanzati
Il congiuntivo compare anche nelle relative (frasi introdotte da che, cui, il quale) quando la persona o la cosa cercata è indefinita, desiderata o forse inesistente: Cerco un appartamento che abbia due camere. Se invece l'appartamento è noto e identificato, si usa l'indicativo: Visito l'appartamento che ha due camere. Il contrasto non riguarda l'appartamento in sé, ma il modo in cui chi parla lo presenta.
Dopo un superlativo o un'espressione come l'unico, il congiuntivo è comune quando si formula una valutazione: È il film più bello che io abbia mai visto; è l'unica persona che sappia ripararlo. In questi casi può comparire anche il congiuntivo passato, se l'evento è anteriore.
Il tempo della principale apre poi il tema della concordanza dei tempi, cioè il modo in cui i tempi dei due verbi si coordinano. Con una principale al passato, per contemporaneità o posteriorità si usa normalmente il congiuntivo imperfetto: Pensavo che fosse a casa; speravo che venisse. Per anteriorità si usa il trapassato: Credevo che fosse già partito. Questi contrasti appartengono a uno studio successivo, ma aiutano a non usare il presente in ogni subordinata.
Infine, la scelta tra indicativo e congiuntivo può modificare la sfumatura. Cerco una segretaria che parla tedesco fa pensare a una persona già individuata; cerco una segretaria che parli tedesco descrive il requisito di una persona ancora da trovare. In altri contesti l'alternanza dipende dal registro o da quanto il parlante assume l'informazione come condivisa. Prima di cercare queste sfumature, è bene dominare gli usi centrali: opinione, dubbio, desiderio, emozione, necessità e congiunzioni obbligatorie.
Consigli per esercitarsi
- Impara le forme a gruppi. Ripeti prima le tre persone uguali (che io/tu/lei parli), poi noi, voi e loro. Associa ogni irregolare a una frase breve: spero che sia, voglio che venga, temo che vada.
- Trasforma coppie di frasi. Parti da Luca arriva. Lo spero e uniscile in Spero che Luca arrivi. Alterna poi certezza e opinione: So che è aperto / credo che sia aperto.
- Segna atteggiamento e tempo. Quando incontri un congiuntivo, annota prima il motivo — dubbio, volontà, emozione, giudizio — e poi chiediti se l'evento è contemporaneo, successivo o già concluso. È più efficace che memorizzare un elenco isolato di “parole segnale”.
Concetti correlati
- Prerequisito: Verbi regolari in -ARE — aiuta a riconoscere tema, persona e desinenza del verbo.
- Passo successivo: Congiuntivo passato — esprime un evento anteriore rispetto alla principale.
- Passo successivo: Congiuntivo imperfetto — si usa spesso quando la principale è al passato.
- Approfondimento: Congiuntivo indipendente — riguarda desideri, dubbi e ordini espressi senza una principale esplicita.
- Approfondimento: Concordanza dei tempi — organizza i rapporti temporali tra principale e subordinata.
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