Il congiuntivo passato in italiano
Congiuntivo Passato
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.
In breve
Il congiuntivo passato presenta un fatto già avvenuto come dubbio, desiderato, temuto, valutato o comunque visto attraverso l’atteggiamento di chi parla. Si forma con il congiuntivo presente di avere o essere più il participio passato: credo che abbia capito, penso che sia partito. Di solito indica un’azione anteriore rispetto a una principale al presente o al futuro.
Panoramica
Il congiuntivo è un modo verbale (un insieme di forme che mostra come chi parla considera un fatto). A differenza dell’indicativo, che presenta normalmente l’informazione come un dato, il congiuntivo compare spesso quando il contenuto dipende da un’opinione, un dubbio, un’emozione, una volontà o una valutazione: Penso che..., Dubito che..., Sono contento che..., È possibile che....
Il congiuntivo passato, introdotto di solito al livello B2, aggiunge un rapporto di tempo: l’azione della frase dipendente è già avvenuta. In Sono felice che tu sia venuto, la felicità appartiene al momento presente, mentre la venuta è precedente. La frase dipendente o subordinata (la parte che dipende da un’altra frase) è qui che tu sia venuto.
Per usare bene questo tempo servono tre competenze già incontrate altrove: sapere quando è richiesto il congiuntivo, conoscere il participio passato (la forma come mangiato, visto, partito) e scegliere tra gli ausiliari avere ed essere. La logica della scelta e dell’accordo è in gran parte la stessa del passato prossimo.
Come funziona
La formula fondamentale
La struttura è:
che + soggetto + congiuntivo presente di avere/essere + participio passato
- Credo che Luca abbia telefonato.
- È possibile che Marta sia uscita.
- Speriamo che i bambini si siano divertiti.
L’ausiliare è il verbo di servizio che permette di costruire il tempo composto. Nel congiuntivo passato l’ausiliare non è ha o è, come nel passato prossimo, ma abbia o sia, cioè una forma del congiuntivo presente.
Gli ausiliari al congiuntivo presente
| Persona | Avere | Essere |
|---|---|---|
| io | abbia | sia |
| tu | abbia | sia |
| lui, lei, Lei | abbia | sia |
| noi | abbiamo | siamo |
| voi | abbiate | siate |
| loro | abbiano | siano |
Le prime tre persone singolari hanno la stessa forma. Per evitare ambiguità si esprime spesso il soggetto quando il contesto non basta: Penso che io abbia sbagliato, Penso che lui abbia sbagliato.
Con un verbo regolare, il participio si ottiene normalmente così:
| Infinito | Participio passato | Esempio al congiuntivo passato |
|---|---|---|
| parlare | parlato | che abbia parlato |
| credere | creduto | che abbia creduto |
| partire | partito | che sia partito |
Molti verbi frequenti hanno invece un participio irregolare: fare → fatto, dire → detto, leggere → letto, scrivere → scritto, vedere → visto, prendere → preso, mettere → messo, aprire → aperto, venire → venuto.
Come scegliere tra avere ed essere
Si segue, in generale, la stessa scelta del passato prossimo:
- la maggior parte dei verbi transitivi, cioè quelli che possono avere un oggetto diretto (la persona o la cosa su cui ricade direttamente l’azione), usa avere: che abbia letto il messaggio;
- molti verbi di movimento o cambiamento di stato e alcuni verbi intransitivi usano essere: che sia arrivato, che sia nato, che sia rimasto;
- tutti i verbi riflessivi usano essere: che si sia svegliata, che ci siamo incontrati;
- la voce passiva usa essere: che il documento sia stato firmato.
Non basta però pensare genericamente al “movimento”: camminare usa normalmente avere (credo che abbia camminato molto), mentre andare usa essere (credo che sia andato a casa). Conviene imparare l’ausiliare insieme al verbo e verificare i casi incerti in un buon dizionario.
Alcuni verbi cambiano ausiliare secondo l’uso. Per esempio: Mi sorprende che il film sia cominciato così presto, ma Dubito che il regista abbia cominciato le riprese. Nel primo caso il film comincia; nel secondo il regista comincia qualcosa.
L’accordo del participio passato
Con essere, il participio concorda con il soggetto, cioè cambia secondo genere e numero:
| Soggetto | Forma | Esempio |
|---|---|---|
| maschile singolare | -o | che Paolo sia arrivato |
| femminile singolare | -a | che Anna sia arrivata |
| maschile o gruppo misto plurale | -i | che siano arrivati |
| femminile plurale | -e | che siano arrivate |
Lo stesso vale per i riflessivi: Sono contenta che Giulia si sia riposata; Temo che i ragazzi si siano persi.
Con avere, il participio resta di norma invariato quando l’oggetto viene dopo: Credo che Marta abbia comprato le mele. Con i pronomi diretti lo, la, li, le posti prima del verbo, il participio concorda: Credo che le abbia comprate. Con mi, ti, ci, vi, l’accordo è possibile e dipende anche dal referente e dall’uso: Sono felice che tu mi abbia invitata detto da una donna; nel parlato si incontra spesso anche la forma invariata.
Quando si usa
Il congiuntivo passato compare negli stessi contesti che richiedono il congiuntivo presente, ma segnala anteriorità, cioè un fatto precedente.
| Valore della principale | Espressioni frequenti | Esempio |
|---|---|---|
| opinione o convinzione non presentata come certa | pensare, credere, supporre | Credo che abbiano sbagliato strada. |
| dubbio o negazione | dubitare, non credere, non essere sicuro | Dubito che sia successo davvero. |
| emozione o reazione | essere felice, dispiacersi, sorprendersi | Mi dispiace che tu abbia aspettato. |
| volontà, speranza o timore | sperare, temere | Spero che abbiate ricevuto tutto. |
| giudizio impersonale | è possibile, è strano, è un peccato | È strano che non abbia chiamato. |
| congiunzioni che richiedono il congiuntivo | benché, sebbene, nonostante | Benché abbia dormito poco, sta bene. |
Il contrasto decisivo è tra presente e passato:
- Penso che Luca sia stanco: la stanchezza è contemporanea al pensiero.
- Penso che Luca abbia lavorato troppo: il lavoro è precedente al pensiero.
- Spero che Marta venga domani: la venuta è successiva alla speranza.
- Spero che Marta sia arrivata bene: l’arrivo dovrebbe essere già avvenuto.
Anche una principale al futuro appartiene normalmente alla sfera dei tempi principali: Domani sapremo se sia arrivato in tempo è possibile in un registro sorvegliato, ma con sapere se è molto comune anche l’indicativo (sapremo se è arrivato). Più chiaramente: Quando parleremo, spero che tu abbia già deciso.
Esempi nel contesto
| Italiano | Significato in parole semplici | Nota |
|---|---|---|
| Penso che sia già partito. | Secondo me, lui è partito prima di questo momento. | Opinione e anteriorità; essere. |
| Spero che abbiate capito. | Mi auguro che la spiegazione sia stata chiara per voi. | Speranza; seconda persona plurale. |
| È possibile che l’abbia dimenticato. | Forse lui o lei ha dimenticato quella cosa. | Possibilità; lo diventa l’. |
| Non credo che sia arrivata. | Ritengo probabile che lei non sia ancora qui. | Principale negativa; accordo femminile. |
| Mi fa piacere che tu abbia accettato l’invito. | La tua decisione già presa mi rende contento. | Reazione presente a un fatto passato. |
| Dubito che abbiano letto tutte le istruzioni. | Non sono convinto che la lettura sia stata completa. | Dubbio; terza persona plurale. |
| Temo che ci siamo persi. | Ho paura che abbiamo sbagliato strada. | Verbo riflessivo; accordo plurale. |
| È strano che nessuno abbia risposto. | Mi sorprende l’assenza di risposte. | Valutazione impersonale. |
| Benché abbia studiato molto, non si sente pronto. | Ha studiato molto, ma continua a non sentirsi pronto. | Concessione con benché. |
| Sono contenta che le mie amiche siano venute. | La loro presenza mi rende felice. | Essere e femminile plurale. |
| Non sono sicuro che il pacco sia stato consegnato. | La consegna potrebbe non essere avvenuta. | Forma passiva. |
| Credo che Marta si sia dimenticata dell’appuntamento. | Secondo me, Marta non ha ricordato l’appuntamento. | Verbo pronominale e accordo femminile. |
| Queste sono le foto più belle che abbia mai visto. | Fra tutte le foto viste finora, considero queste le migliori. | Relativa dopo un superlativo. |
| Chiunque abbia lasciato questo messaggio conosce il mio numero. | Non so chi sia l’autore, ma quella persona conosce il numero. | Antecedente indefinito. |
Errori comuni
1. Usare l’indicativo nell’ausiliare
- Errato: Penso che ha finito.
- Corretto: Penso che abbia finito.
- Perché: in questo contesto pensare che richiede il congiuntivo; nel tempo composto è l’ausiliare a portarne la forma.
2. Confondere congiuntivo presente e passato
- Errato: Sono felice che vieni ieri.
- Corretto: Sono felice che tu sia venuto ieri.
- Perché: ieri colloca la venuta prima della reazione presente. Serve quindi il congiuntivo passato, non il presente.
3. Scegliere l’ausiliare sbagliato
- Errato: Non credo che abbia arrivato.
- Corretto: Non credo che sia arrivato.
- Perché: arrivare forma i tempi composti con essere. La stessa scelta vale nel passato prossimo e nel congiuntivo passato.
4. Dimenticare l’accordo con essere
- Errato: È possibile che Giulia sia partito.
- Corretto: È possibile che Giulia sia partita.
- Perché: con essere, il participio concorda con il soggetto; Giulia richiede il femminile singolare.
5. Usare il congiuntivo passato dopo una principale al passato
- Errato nello schema formale: Pensavo che sia partito presto.
- Corretto: Pensavo che fosse partito presto.
- Perché: se il pensiero è nel passato e la partenza è ancora precedente, la concordanza standard richiede il congiuntivo trapassato. Pensavo che partisse indicherebbe invece contemporaneità o posteriorità rispetto al pensiero.
6. Mettere il congiuntivo dopo ogni che
- Errato: So che abbia telefonato.
- Corretto: So che ha telefonato.
- Perché: non è la parola che da sola a determinare il modo. Sapere in una frase affermativa presenta normalmente il fatto come certo e regge l’indicativo.
Note d’uso
Nell’italiano parlato informale l’indicativo può sostituire il congiuntivo, soprattutto in frasi rapide: si può sentire Penso che è già andato via. Nello scritto curato e in un parlato sorvegliato, Penso che sia già andato via resta la scelta consigliata. Con il congiuntivo passato la forma corretta è particolarmente riconoscibile, perché abbia e sia segnalano subito il rapporto di dipendenza.
Non tutte le opinioni funzionano allo stesso modo. Secondo me è partito usa normalmente l’indicativo, mentre penso che sia partito seleziona il congiuntivo nello standard. Anche il grado di certezza e la costruzione scelta contano: sono certo che è partito presenta la partenza come un fatto; non sono certo che sia partito la mette in dubbio.
Gli avverbi come già, mai, appena, ancora si collocano spesso tra ausiliare e participio: che abbia già mangiato, che non sia mai stato, che sia appena uscito. Sono possibili altre posizioni per esigenze di enfasi, ma questo ordine è il più naturale e facile da riutilizzare.
Quando il soggetto della principale e quello della dipendente coincidono, l’italiano preferisce spesso l’infinito passato invece di che più congiuntivo: Credo di aver capito è più naturale di Credo che io abbia capito. Con essere: Penso di essere arrivata in anticipo. Se i soggetti sono diversi, la frase con che è necessaria: Credo che tu abbia capito.
Oltre le basi: usi avanzati
La concordanza dei tempi
Il congiuntivo passato appartiene normalmente alla serie collegata a una principale al presente o al futuro. Lo schema essenziale è questo:
| Tempo della principale | Rapporto della subordinata | Forma tipica |
|---|---|---|
| presente o futuro | contemporaneità o posteriorità | congiuntivo presente: Credo che venga |
| presente o futuro | anteriorità | congiuntivo passato: Credo che sia venuto |
| passato o condizionale | contemporaneità o posteriorità | congiuntivo imperfetto: Credevo/Vorrei che venisse |
| passato | anteriorità | congiuntivo trapassato: Credevo che fosse venuto |
Questa tabella descrive lo standard, ma il tempo reale e la prospettiva di chi parla possono creare casi più complessi. Per esempio, il presente storico o una principale formalmente presente che riferisce parole passate può cambiare il punto di osservazione. Prima di affrontare questi casi, conviene rendere automatico lo schema fondamentale.
Relative, superlativi e antecedenti indefiniti
Il congiuntivo passato compare anche in frasi relative quando ciò di cui si parla non è identificato come un fatto preciso oppure è valutato attraverso un superlativo:
- È il romanzo più intenso che abbia letto negli ultimi anni.
- Cerco qualcuno che abbia già lavorato in questo settore.
- Chiunque abbia preso le chiavi deve riportarle in ufficio.
In questi esempi il congiuntivo non esprime semplicemente “passato”: aggiunge non specificità, ricerca, valutazione personale o generalizzazione. Se la persona è identificata e il fatto è presentato come reale, l’indicativo è normale: Conosco una persona che ha già lavorato in questo settore.
Forme passive e verbi servili
Nella forma passiva possono comparire due participi: Temo che la richiesta sia stata respinta. Sia costruisce il congiuntivo passato; stata appartiene alla forma passiva di respingere. Il participio stata concorda con richiesta, mentre respinta concorda a sua volta con il soggetto della costruzione passiva.
Con i verbi servili potere, dovere, volere la scelta dell’ausiliare può variare secondo il verbo all’infinito e l’uso: Mi dispiace che non abbia potuto venire è comunissimo; Temo che sia dovuta partire conserva l’ausiliare di partire e segnala un soggetto femminile. Nei casi incerti è utile osservare esempi affidabili, perché l’uso contemporaneo ammette oscillazioni.
Usi autonomi ed esclamativi
In alcune domande o esclamazioni il congiuntivo passato può apparire senza una principale espressa:
- Che abbia capito male? — chi parla formula un’ipotesi dubbiosa.
- Possibile che abbiano già chiuso? — equivale a È possibile che....
- Comunque sia andata, ormai è finita. — il risultato preciso non cambia la conclusione.
Sono costruzioni vive, ma richiedono sensibilità per il tono. Per iniziare, è più sicuro esercitarsi con una principale esplicita.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma coppie al presente. Parti da Penso che studi e immagina che lo studio sia già terminato: Penso che abbia studiato. Fai lo stesso con dieci verbi, alternando avere ed essere.
- Costruisci famiglie di quattro frasi. Confronta credo che venga, credo che sia venuto, credevo che venisse e credevo che fosse venuto. Dire ad alta voce quale azione viene prima aiuta più della sola memorizzazione dei nomi dei tempi.
- Annota insieme verbo, ausiliare e participio. Non imparare soltanto partire: registra partire — essere — partito. Per i riflessivi aggiungi anche il pronome: svegliarsi — si sia svegliato/a.
Concetti collegati
- Prerequisito: Congiuntivo presente — fornisce le forme di abbia e sia e i principali contesti d’uso del modo.
- Da ripassare: Accordo del participio passato — chiarisce l’accordo con essere e con i pronomi diretti.
- Passo successivo: Congiuntivo imperfetto — esprime contemporaneità o posteriorità rispetto a una principale al passato.
- Passo successivo: Congiuntivo trapassato — esprime anteriorità rispetto a una principale al passato.
Prerequisito
Il congiuntivo presente in italianoB1Altri concetti di livello B2
Questo concetto in altre lingue
Confronta in tutte le lingue
Esercitati con Congiuntivo Passato in italiano usando un account Settemila Lingue gratuito. Imposteremo italiano · B2 e genereremo schede dedicate proprio a questo concetto grammaticale.
Esercitati su questo concetto