C1

La Concordanza dei Tempi in Italiano

Concordanza dei Tempi

Panoramica

La concordanza dei tempi (o consecutio temporum) è l'insieme delle regole che governano i rapporti temporali tra il verbo della frase principale e quello della frase subordinata. In italiano, la scelta del tempo nella subordinata dipende da due fattori: il tempo della principale e il rapporto temporale tra le due azioni (contemporaneità, anteriorità, posteriorità).

Questo sistema è più complesso in italiano che in molte altre lingue perché coinvolge sia l'indicativo che il congiuntivo, e perché le regole cambiano a seconda che la principale sia al presente o al passato. "Credo che venga" (presente → presente = contemporaneità), "Credevo che venisse" (passato → imperfetto congiuntivo = contemporaneità).

Padroneggiare la concordanza dei tempi è essenziale per costruire frasi complesse corrette e naturali. È una delle competenze che distingue un parlante di livello intermedio da uno avanzato e che viene valutata con particolare attenzione negli esami di certificazione.

Come Funziona

Con l'Indicativo (Principale al Presente)

Rapporto Tempo subordinata Esempio
Contemporaneità Presente So che studia.
Anteriorità Passato prossimo / Imperfetto So che ha studiato / studiava.
Posteriorità Futuro So che studierà.

Con l'Indicativo (Principale al Passato)

Rapporto Tempo subordinata Esempio
Contemporaneità Imperfetto Sapevo che studiava.
Anteriorità Trapassato prossimo Sapevo che aveva studiato.
Posteriorità Condizionale passato Sapevo che avrebbe studiato.

Con il Congiuntivo (Principale al Presente)

Rapporto Tempo subordinata Esempio
Contemporaneità Congiuntivo presente Credo che studi.
Anteriorità Congiuntivo passato Credo che abbia studiato.
Posteriorità Congiuntivo presente / Futuro Credo che studi domani.

Con il Congiuntivo (Principale al Passato)

Rapporto Tempo subordinata Esempio
Contemporaneità Congiuntivo imperfetto Credevo che studiasse.
Anteriorità Congiuntivo trapassato Credevo che avesse studiato.
Posteriorità Congiuntivo imperfetto Credevo che studiasse il giorno dopo.

Esempi nel Contesto

Italiano Traduzione Nota
Penso che Marco sia a casa. I think Marco is at home. Presente → contemporaneità
Penso che Marco sia andato a casa. I think Marco went home. Presente → anteriorità
Pensavo che Marco fosse a casa. I thought Marco was at home. Passato → contemporaneità
Pensavo che Marco fosse andato a casa. I thought Marco had gone home. Passato → anteriorità
So che verrà domani. I know he'll come tomorrow. Presente → posteriorità
Sapevo che sarebbe venuto il giorno dopo. I knew he would come the next day. Passato → posteriorità
Spero che tu abbia capito. I hope you understood. Presente → anteriorità
Speravo che tu capissi. I hoped you would understand. Passato → contemporaneità
È evidente che ha mentito. It's evident he lied. Indicativo, anteriorità
Era evidente che aveva mentito. It was evident he had lied. Indicativo, anteriorità dal passato
Credo che domani pioverà. I think it'll rain tomorrow. Presente → posteriorità (futuro/cong.)
Credevo che il giorno dopo piovesse. I thought it would rain the next day. Passato → posteriorità (cong. imperfetto)

Errori Comuni

Non spostare i tempi quando la principale è al passato

  • Sbagliato: Pensavo che viene domani.
  • Corretto: Pensavo che venisse il giorno dopo.
  • Perché: Con la principale al passato, i tempi della subordinata devono "retrocedere" (backshift).

Usare il condizionale passato nella subordinata con il congiuntivo

  • Sbagliato: Credevo che sarebbe venuto. (con verbi che richiedono il congiuntivo)
  • Corretto: Credevo che venisse. (contemporaneità/posteriorità) o Credevo che fosse venuto. (anteriorità)
  • Perché: Dopo verbi di opinione/emozione/dubbio, la subordinata vuole il congiuntivo, non il condizionale.

Confondere contemporaneità e anteriorità

  • Sbagliato: Pensavo che fosse andato a scuola. (intendendo "stava andando")
  • Corretto: Pensavo che andasse a scuola. (contemporaneità) o Pensavo che fosse andato a scuola. (anteriorità)
  • Perché: Il congiuntivo imperfetto esprime contemporaneità rispetto alla principale al passato; il congiuntivo trapassato esprime anteriorità.

Non riconoscere il futuro nel passato

  • Sbagliato: Ha detto che verrà domani.
  • Corretto: Ha detto che sarebbe venuto il giorno dopo.
  • Perché: La posteriorità rispetto a una principale al passato si esprime con il condizionale passato (futuro nel passato).

Note d'Uso

La concordanza dei tempi è più rigida nella lingua scritta e formale. Nel parlato quotidiano, gli italiani spesso semplificano, usando il presente dove la grammatica richiederebbe un tempo passato: "Ha detto che viene domani" (colloquiale) al posto di "Ha detto che sarebbe venuto il giorno dopo" (formale).

La concordanza con il congiuntivo è percepita come la parte più difficile del sistema. Molti parlanti nativi la gestiscono in modo approssimativo, ma chi scrive professionalmente o sostiene esami deve conoscerla a fondo.

Per gli studenti stranieri, il consiglio è concentrarsi prima sulla concordanza con l'indicativo (più intuitiva) e poi passare a quella con il congiuntivo.

Consigli per lo Studio

  • Crea uno schema visivo: Disegna una tabella con "principale al presente" e "principale al passato" e i tre rapporti temporali. Appendila dove la vedi ogni giorno.
  • Pratica la trasformazione presente → passato: Prendi frasi al presente e trasforma la principale al passato, osservando come cambia la subordinata.
  • Leggi attentamente: Quando leggi, presta attenzione ai rapporti temporali tra le frasi. Nota come gli autori gestiscono la concordanza.

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